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1. Premessa
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In
data odierna il Centro Operativo di PADOVA ha completato l’esecuzione del DECRETO DI SEQUESTRO ANTICIPATO DEI BENI
IMMOBILI (nr.5 fabbricati e nr.4 terreni del valore complessivo di circa 600.000 euro) emesso dal
TRIBUNALE DI PADOVA (provvedimento nr.5/2014 M.P. patrim. – nr.26/2014 M.P. PM
DIA datato 19.06.2014) nell’ambito di
una PROPOSTA DI MISURA DI PREVENZIONE
PATRIMONIALE promossa nei cfr. di GIURIATTI Johnny dal del PM della DDA Venezia dott. Roberto TERZO.
L’
Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale è stato immesso nel possesso
dei beni, previa inventariamento ed apprensione materiale degli stessi ad opera
degli Ufficiali Giudiziari di Padova e Vicenza.
I
beni immobili elencati al successivo punto 3, risultano infatti di proprietà
e/o comunque nella disponibilità di GIURIATTI
Johnny, classe 1973, attualmente detenuto preso la Casa Circondariale di
Parma, ove sta scontando la pena di anni
11 mesi 9 di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, poiché riconosciuto responsabile dei reati di promozione/partecipazione ad associazione
per delinquere di stampo mafioso, usura ed estorsione a conclusione delle
indagini svolte nei confronti del sodalizio casalese operante dietro lo schermo
societario dell’ASPIDE srl di Padova (OPERAZIONE “SERPE”).
GIURIATTI Johnny era stato giudicato con rito
ordinario celebratosi dinanzi alla 1^ Sezione Penale del Tribunale di Padova;
sentenza pronunciata il 06.05.2013 e depositata in data
19.07.2013. Il provvedimento cui si è
data esecuzione è stato adottato a seguito di richiesta avanzata dal PM Dr.
Roberto TERZO della DDA di Venezia, nell’ambito di un procedimento di
Prevenzione instaurato a carico del GIURIATTI tendente ad ottenere in capo al
predetto, l’applicazione di Misure di prevenzione di tipo patrimoniale (confisca
dei beni). Le indagini svolte e le istruttorie dibattimentali
celebrate hanno infatti evidenziato la pericolosità sociale di GIURIATTI Johnny,
soggetto dimostratosi dedito alla consumazione di gravissimi delitti.
Successivi accertamenti, hanno, inoltre, dimostrato, la sproporzione
tra i redditi dichiarati al fisco dal proposto ed il valore dei beni nella sua
disponibilità. La lettura congiunta della biografia criminale del GIURIATTI,
del suo tenore di vita e della sua condizione reddituale e patrimoniale, hanno
determinato l’emissione del Decreto di sequestro da parte del Tribunale di
Padova.
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2. Le indagini
sul sodalizio mafioso
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Le indagini consentirono di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere armata di
tipo mafioso riconducibile al c.d. clan dei
casalesi, orbitante intorno alla carismatica figura di CRISCI Mario coadiuvato
da una ristrettissimo gruppo dirigenziale di cui il GIURIATTI era parte,
proficuamente impegnato nella sistematica e ben remunerata gestione illecita
delle procedure finalizzate all’erogazione di crediti usurari ad imprenditori
in difficoltà economiche, con la predisposizione di sistematici strumenti
estorsivi indispensabili alla riscossione forzosa dei crediti ed alla
spoliazione di risorse aziendali facenti capo alle persone offese. Il sodalizio
ha operato in Veneto – con sede logistica in Padova – nelle regioni limitrofe e
in Sardegna. Relativamente
alla
nascita ed all’ evoluzione dell’attività della associazione mafiosa:
ü
il gruppo
criminale in questione aveva operato sotto lo schermo dell’ASPIDE SRL per oltre due anni, dal gennaio del 2009
all’aprile del 2011, dedicandosi primariamente al prestito usurario ed
affiancando a tale attività “economica” i reati satellite che abitualmente vi
si accompagnano: l’estorsione e altri
reati a base violenta oltre alla detenzione di armi;
ü la genesi del sodalizio era però da collocarsi in un periodo ancora
anteriore, perché l’insediamento
in Veneto di Mario CRISCI e dei suoi complici risaliva all’anno 2008 ed il
gruppo aveva operato inizialmente nel settore dell’evasione fiscale e della
finanza illegale, così proponendosi agli imprenditori veneti in difficoltà che
non sempre intendevano operare con correttezza ed in modo legale;
ü ancora prima della
costituzione della società ASPIDE nel giugno del 2009, il luogo di emersione del gruppo criminale di Mario CRISCI fu per
certo la società JTA di GIURIATTI Johnny
(dissoltasi poi in vari cloni) che servì da prima base logistica del neo
costituito sodalizio;
ü il GIURIATTI largamente beneficiò dell’attività del CRISCI sia individualmente
(traendo ricchi emolumenti proprio dall’esserne parte) sia come imprenditore
che potè risollevarsi economicamente ricorrendo al metodo dell’evasione fiscale
e delle false intestazioni societarie applicato da Mario CRISCI.
In particolare, l’intera struttura
aziendale della JTA venne utilizzata
dal GIURIATTI e dal CRISCI per costituire la GLOBAL
SCORTE di
Mestrino (spostata a Mondragone) di cui gestori reali erano Mario CRISCI e il GIURIATTI, e amministratore legale il
prestanome Alberto CARRATURO.
Tutte queste società, unitamente alla
ASPIDE costituita nel giugno 2009, servirono da base del sodalizio.
Non a caso la Direzione Provinciale del Lavoro di Padova, interessata dal licenziamento collettivo di
25 lavoratori della GLOBAL SCORTE di Mondragone (avente unità locale in
Mestrino e già JTA srl di Padova) ebbe a rilevare l’anomala operatività in
Veneto, tra il 2007 ed il 2010, delle società GLOBAL SCORTE srl, J.T.A. srl,
J.T.A. soc. coop., GSM EXPRESS srl società queste che vedevano il
coinvolgimento di Johnny GIURIATTI, Ciro PARISI, Alberto CARRATURO e Anna
GUARINO.
Peraltro, i dipendenti non vennero
neppure pagati e dall’agosto del 2009 l’azienda fu svuotata di ogni bene
strumentale di valore e vennero venduti tutti i mezzi per mano proprio del
GIURIATTI.
Proprio
per l’omesso versamento dell’IVA e dei contributi obbligatori assistenziali/previdenziali
il GIURIATTI sarebbe poi stato raggiunto dalle due seguenti distinte sentenze di condanna, entrambe emesse dal
TRIBUNALE DI PADOVA-Ufficio GIP, rispettivamente in data 06.11.2013 e
26.09.2013:
·
SENTENZA DI CONDANNA del 26.09.2013 alla pena di mesi 2 e
giorni 20 di reclusione,
perché riconosciuto responsabile – in qualità di legale rappresentante della
J.T.A. srl - del reato di omesso versamento delle trattenute previdenziali
ed assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti
relativamente ai mesi da luglio ad ottobre 2006 e da marzo a giugno
2007;
·
SENTENZA DI CONDANNA del 06.11.2013 alla pena di mesi 6 di
reclusione, perché
riconosciuto responsabile – in qualità di legale rappresentante della J.T.A.
srl - del reato di omesso versamento dell’Imposta sul Valore
Aggiunto per un ammontare di 69.726 dovuta sulla
base della dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2007.
In sostanza, tutta la prima fase
operativa del sodalizio criminale si svolse negli immobili del GIURIATTI.
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2. Le
indagini patrimoniali presupposto del sequestro immobiliare
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Mirate attività di accertamento reddituale e
catastale esperite dal Centro Operativo DIA di PADOVA hanno successivamente consentito
di individuare il patrimonio immobiliare nella disponibilità dell’imputato
GIURIATTI Johnny, consistente in 3 fabbricati in RECOARO TERME (VI) contrada
Spanevello (acquistati il 23.12.2003) e
di immobili e terreni ubicati in via Cà Foretti nr. 25 di SACCOLONGO (PD),
abitazione, quest’ultima, di residenza del GIURIATTI e della consorte, ceduta fittiziamente il
28.04.2010 a un prestanome.
Sotto il profilo
reddituale, i redditi leciti di
GIURIATTI, nei 15 anni considerati (1998 -2009), sono stati “nella
media” in 2 annualità, estremamente esigui in 7 annualità, ma
del tutto assenti in altre 6 annualità, potendosi nel complesso definire
“di sopravvivenza” (ndr. 7.367,19 euro) la media annuale
ponderata globale delle sue entrate fiscalmente note. I modesti redditi
dichiarati sono in definitiva risultati appena
sufficienti a soddisfare le primarie esigenze di sopravvivenza di un nucleo
familiare e quindi del tutto inadeguati ad affrontare le ingentissime spese sostenute
dal GIURIATTI per l’acquisto dei beni immobili
e, successivamente, per onorare i ratei dei mutui ipotecari
conformemente al piano di ammortamento pattuito.
Peraltro
la scarsità di redditi leciti non è risultata
neppur mitigata da proventi e/o giacenze bancarie afferenti le attività
imprenditoriali/societarie dal GIURIATTI apparentemente esercitate, se
giudicate al termine dei 12 anni in esame, considerato che gli accertamenti bancari eseguiti nel 2011
sul suo conto dal C.T.U. appositamente delegato dal PM Dr. Roberto TERZO, certificarono che la sua posizione
bancaria/contabile in ITALIA (sia personale che aziendale, talvolta come
intestatario, talaltra come rappresentante legale) si presentava passiva.
E’
quindi emersa una evidente SPROPORZIONE tra redditi leciti e patrimonio
costituito, sintomatica del fatto che il GIURIATTI avesse impiegato denaro di ignota provenienza (non fiscalmente dichiarato) ed ascrivibile ad attività
illecite, le più
eclatanti delle quali si richiamano brevemente perchè processualmente acclarate
ed anche ammesse dal GIURIATTI e dal CRISCI nel corso dei rispettivi esami
dibattimentali:
·
540.000 euro di omessi
pagamenti IVA e oneri assistenziali/previdenziali dovuti dalle proprie aziende (ndr. per tali
condotte riferite agli anni 2006 e 2007 ha conseguito peraltro le due condanne
penali precedentemente citate al Punto 1.)
·
150.000-200.000 euro per
la distrazione di beni della GLOBAL SCORTE srl in dissesto finanziario (ndr. vendita all’estero
di 38 furgoni).
A consentire il sequestro dei
beni è stato il consolidato orientamento giurisprudenziale affermante che la
lecita provenienza dei beni non può essere, semplicisticamente, tratta dalla
comprovata concessione di mutui
bancari in relazione agli acquisti immobiliari effettuati; il finanziamento bancario
è, infatti, un canale di approvvigionamento del denaro che presuppone comunque
il pagamento di rate, spese accessorie ed interessi e rende, anzi, ancor più
gravoso il complessivo esborso.
Difatti,
chi è professionalmente dedito alla consumazione di reati, sovente preferisce
optare per pagamenti rateali, in modo da non dare adito a sospetti in ordine
alla propria capacità reddituale e da precostituirsi un lungimirante argomento
di difesa nell’eventualità di provvedimenti ablativi dell’Autorità Giudiziaria.
|
3. Beni
sottoposti a sequestro
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A
carico del GIURIATTI, sono stati posti in sequestro:
·
unità
immobiliare intestata a C. S. (cittadino
serbo residente a VIENNA), sita in via
Cà Foretti nr. 25 di SACCOLONGO (appartamento ai piani
terra-primo-sottotetto con annessa corte corte di pertinenza in proprietà
esclusiva), censita al Catasto Fabbricati del predetto Comune al Foglio 6, P.lla N.246, P. T-1-2, Cat. A2, ;
·
unità
immobiliare intestata a C. S. (cittadino
serbo residente a VIENNA), sita in via
Cà Foretti nr. 25 di SACCOLONGO, censita al Catasto Fabbricati del predetto
Comune al Foglio 6, P.lla N.247 sub 4,
Cl.2, vani 7,5, RCE 639,12;
·
4 terreni e 3 fabbricati
in RECOARO TERME contrada Spanevello 9 e 11 (VI). Su tali fabbricati e
terreni ubicati in Recoaro Terme, a decorrere dal 21.01.2012, risulta iscritto
un provvedimento di pignoramento, conseguente a decreto ingiuntivo emesso dal
Tribunale di Padova per un debito insoluto di € 35.000,00 del GIURIATTI e della
GSM EXPRESS S.r.l. nei cfr. di UNICREDIT S.p.a.
Circa gli immobili di Saccolongo (PD), va
sottolineato come il GIURIATTI - al fine di scongiurare il rischio di
provvedimenti ablatori da parte dell’A.G. – ne avesse affidato ad un
intestatario fittizio (suo ex dipendente) la formale titolarità. Il relativo
atto di compravendita stipulato il 28 aprile 2010, è risultato – di fatto –
solamente di facciata, non avendo l’acquirente mai corrisposto la cifra
pattuita. GIURIATTI aveva continuato a pagare il mutuo e
l’abitazione era stata concessa dall’acquirente in comodato d’uso gratuito alla
moglie di GIURIATTI. I coniugi GIURIATTI, oltre a continuare ad occupare
stabilmente la predetta abitazione, avevano continuato, a versare i previsti
tributi. Si tratta dell’abitazione in cui, il giorno 11.04.2011, GIURIATTI
venne tratto in arresto in esecuzione ai provvedimenti cautelari emessi dal GIP
di Venezia nell’ambito dell’Operazione SERPE.
Padova, 10 luglio 2014

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