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Padova, sequestro anticipato per i beni di Giuriatti Johnny


Padova 9 luglio 2014
1. Premessa


In data odierna il Centro Operativo di PADOVA ha completato l’esecuzione del DECRETO DI SEQUESTRO ANTICIPATO DEI BENI IMMOBILI (nr.5 fabbricati e nr.4 terreni del valore complessivo di circa 600.000 euro) emesso dal TRIBUNALE DI PADOVA (provvedimento nr.5/2014 M.P. patrim. – nr.26/2014 M.P. PM DIA datato 19.06.2014) nell’ambito di una PROPOSTA DI MISURA DI PREVENZIONE  PATRIMONIALE promossa nei cfr. di GIURIATTI Johnny dal del PM della DDA Venezia dott. Roberto TERZO.
L’ Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale è stato immesso nel possesso dei beni, previa inventariamento ed apprensione materiale degli stessi ad opera degli Ufficiali Giudiziari di Padova e Vicenza.

I beni immobili elencati al successivo punto 3, risultano infatti di proprietà e/o comunque nella disponibilità di GIURIATTI Johnny, classe 1973, attualmente detenuto preso la Casa Circondariale di Parma, ove sta scontando la pena di anni 11 mesi 9 di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, poiché riconosciuto responsabile dei reati di promozione/partecipazione ad associazione per delinquere di stampo mafioso, usura ed estorsione a conclusione delle indagini svolte nei confronti del sodalizio casalese operante dietro lo schermo societario dell’ASPIDE srl di Padova (OPERAZIONE “SERPE”).  
GIURIATTI Johnny era stato giudicato con rito ordinario celebratosi dinanzi alla 1^ Sezione Penale del Tribunale di Padova; sentenza pronunciata il 06.05.2013 e depositata in data 19.07.2013. Il provvedimento cui si è data esecuzione è stato adottato a seguito di richiesta avanzata dal PM Dr. Roberto TERZO della DDA di Venezia, nell’ambito di un procedimento di Prevenzione instaurato a carico del GIURIATTI tendente ad ottenere in capo al predetto, l’applicazione di Misure di prevenzione di tipo patrimoniale (confisca dei beni). Le indagini svolte e le istruttorie dibattimentali celebrate hanno infatti evidenziato la pericolosità sociale di GIURIATTI Johnny, soggetto dimostratosi dedito alla consumazione di gravissimi delitti. Successivi accertamenti, hanno, inoltre, dimostrato, la sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco dal proposto ed il valore dei beni nella sua disponibilità. La lettura congiunta della biografia criminale del GIURIATTI, del suo tenore di vita e della sua condizione reddituale e patrimoniale, hanno determinato l’emissione del Decreto di sequestro da parte del Tribunale di Padova.


2. Le indagini sul sodalizio mafioso


Le indagini consentirono di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere armata di tipo mafioso riconducibile al c.d. clan dei casalesi, orbitante intorno alla carismatica figura di CRISCI Mario coadiuvato da una ristrettissimo gruppo dirigenziale di cui il GIURIATTI era parte, proficuamente impegnato nella sistematica e ben remunerata gestione illecita delle procedure finalizzate all’erogazione di crediti usurari ad imprenditori in difficoltà economiche, con la predisposizione di sistematici strumenti estorsivi indispensabili alla riscossione forzosa dei crediti ed alla spoliazione di risorse aziendali facenti capo alle persone offese. Il sodalizio ha operato in Veneto – con sede logistica in Padova – nelle regioni limitrofe e in Sardegna. Relativamente alla nascita ed all’ evoluzione dell’attività della associazione mafiosa:

ü il gruppo criminale in questione aveva operato sotto lo schermo dell’ASPIDE SRL per oltre due anni, dal gennaio del 2009 all’aprile del 2011, dedicandosi primariamente al prestito usurario ed affiancando a tale attività “economica” i reati satellite che abitualmente vi si accompagnano: l’estorsione e altri reati a base violenta oltre alla detenzione di armi;

ü la genesi del sodalizio era però da collocarsi in un periodo ancora anteriore, perché l’insediamento in Veneto di Mario CRISCI e dei suoi complici risaliva all’anno 2008 ed il gruppo aveva operato inizialmente nel settore dell’evasione fiscale e della finanza illegale, così proponendosi agli imprenditori veneti in difficoltà che non sempre intendevano operare con correttezza ed in modo legale;
ü ancora prima della costituzione della società ASPIDE nel giugno del 2009, il luogo di emersione del gruppo criminale di Mario CRISCI fu per certo la società JTA di GIURIATTI Johnny (dissoltasi poi in vari cloni) che servì da prima base logistica del neo costituito sodalizio;
ü il GIURIATTI largamente beneficiò dell’attività del CRISCI sia individualmente (traendo ricchi emolumenti proprio dall’esserne parte) sia come imprenditore che potè risollevarsi economicamente ricorrendo al metodo dell’evasione fiscale e delle false intestazioni societarie applicato da Mario CRISCI.

In particolare, l’intera struttura aziendale della JTA venne utilizzata dal GIURIATTI e dal CRISCI per costituire la GLOBAL SCORTE di Mestrino (spostata a Mondragone) di cui gestori reali erano Mario CRISCI e il GIURIATTI, e amministratore legale il prestanome Alberto CARRATURO.
Tutte queste società, unitamente alla ASPIDE costituita nel giugno 2009, servirono da base del sodalizio.
Non a caso la Direzione Provinciale del Lavoro di Padova, interessata dal licenziamento collettivo di 25 lavoratori della GLOBAL SCORTE di Mondragone (avente unità locale in Mestrino e già JTA srl di Padova) ebbe a rilevare l’anomala operatività in Veneto, tra il 2007 ed il 2010, delle società GLOBAL SCORTE srl, J.T.A. srl, J.T.A. soc. coop., GSM EXPRESS srl società queste che vedevano il coinvolgimento di Johnny GIURIATTI, Ciro PARISI, Alberto CARRATURO e Anna GUARINO.

Peraltro, i dipendenti non vennero neppure pagati e dall’agosto del 2009 l’azienda fu svuotata di ogni bene strumentale di valore e vennero venduti tutti i mezzi per mano proprio del GIURIATTI.
 Proprio per l’omesso versamento dell’IVA e dei contributi obbligatori assistenziali/previdenziali il GIURIATTI sarebbe poi stato raggiunto dalle due seguenti distinte sentenze di condanna, entrambe emesse dal TRIBUNALE DI PADOVA-Ufficio GIP, rispettivamente in data 06.11.2013 e 26.09.2013:

·        SENTENZA DI CONDANNA del 26.09.2013 alla pena di mesi 2 e giorni 20 di reclusione, perché riconosciuto responsabile – in qualità di legale rappresentante della J.T.A. srl - del reato di omesso versamento delle trattenute previdenziali ed assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti  relativamente ai mesi da luglio ad ottobre 2006 e da marzo a giugno 2007;
·        SENTENZA DI CONDANNA  del 06.11.2013 alla pena di mesi 6 di reclusione, perché riconosciuto responsabile – in qualità di legale rappresentante della J.T.A. srl - del reato di omesso versamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto per un ammontare di 69.726  dovuta sulla base della dichiarazione annuale relativa al periodo di imposta 2007.

In sostanza, tutta la prima fase operativa del sodalizio criminale si svolse negli immobili del GIURIATTI.

2. Le indagini patrimoniali presupposto del sequestro immobiliare
Mirate attività di accertamento reddituale e catastale esperite dal Centro Operativo DIA di PADOVA hanno successivamente consentito di individuare il patrimonio immobiliare nella disponibilità dell’imputato GIURIATTI Johnny, consistente in 3 fabbricati in RECOARO TERME (VI) contrada Spanevello (acquistati il 23.12.2003)  e di immobili e terreni ubicati in via Cà Foretti nr. 25 di SACCOLONGO (PD), abitazione, quest’ultima, di residenza del GIURIATTI  e della consorte, ceduta fittiziamente il 28.04.2010 a un prestanome.

Sotto il profilo reddituale, i redditi leciti di GIURIATTI, nei 15 anni considerati (1998 -2009), sono stati “nella media” in 2 annualità, estremamente esigui in 7 annualità, ma del tutto assenti in altre 6 annualità, potendosi nel complesso definire “di sopravvivenza” (ndr. 7.367,19 euro) la media annuale ponderata globale delle sue entrate fiscalmente note. I modesti redditi dichiarati sono in definitiva risultati appena sufficienti a soddisfare le primarie esigenze di sopravvivenza di un nucleo familiare e quindi del tutto inadeguati ad affrontare le ingentissime spese sostenute dal GIURIATTI per l’acquisto dei beni immobili  e, successivamente, per onorare i ratei dei mutui ipotecari conformemente al piano di ammortamento pattuito.
Peraltro la scarsità di redditi leciti non è risultata neppur mitigata da proventi e/o giacenze bancarie afferenti le attività imprenditoriali/societarie dal GIURIATTI apparentemente esercitate, se giudicate al termine dei 12 anni in esame, considerato che gli accertamenti bancari eseguiti nel 2011 sul suo conto dal C.T.U. appositamente delegato dal PM Dr. Roberto TERZO, certificarono che la sua posizione bancaria/contabile in ITALIA (sia personale che aziendale, talvolta come intestatario, talaltra come rappresentante legale) si presentava passiva.
E’ quindi emersa una evidente SPROPORZIONE tra redditi leciti e patrimonio costituito, sintomatica del fatto che il GIURIATTI avesse impiegato denaro di ignota provenienza (non fiscalmente dichiarato) ed ascrivibile ad attività illecite, le più eclatanti delle quali si richiamano brevemente perchè processualmente acclarate ed anche ammesse dal GIURIATTI e dal CRISCI nel corso dei rispettivi esami dibattimentali:
·        540.000 euro di omessi pagamenti IVA e oneri assistenziali/previdenziali  dovuti dalle proprie aziende (ndr. per tali condotte riferite agli anni 2006 e 2007 ha conseguito peraltro le due condanne penali precedentemente citate al Punto 1.)
·        150.000-200.000 euro per la distrazione di beni della GLOBAL SCORTE srl in dissesto finanziario (ndr. vendita all’estero di 38 furgoni).

A consentire il sequestro dei beni è stato il consolidato orientamento giurisprudenziale affermante che la lecita provenienza dei beni non può essere, semplicisticamente, tratta dalla comprovata concessione di mutui bancari in relazione agli acquisti immobiliari effettuati; il finanziamento bancario è, infatti, un canale di approvvigionamento del denaro che presuppone comunque il pagamento di rate, spese accessorie ed interessi e rende, anzi, ancor più gravoso il complessivo esborso.
Difatti, chi è professionalmente dedito alla consumazione di reati, sovente preferisce optare per pagamenti rateali, in modo da non dare adito a sospetti in ordine alla propria capacità reddituale e da precostituirsi un lungimirante argomento di difesa nell’eventualità di provvedimenti ablativi dell’Autorità Giudiziaria.


3. Beni sottoposti a sequestro


A carico del GIURIATTI, sono stati posti in sequestro:
·        unità immobiliare intestata a C. S. (cittadino serbo residente a VIENNA), sita in via Cà Foretti nr. 25 di SACCOLONGO (appartamento ai piani terra-primo-sottotetto con annessa corte corte di pertinenza in proprietà esclusiva), censita al Catasto Fabbricati del predetto Comune al Foglio 6, P.lla N.246, P. T-1-2, Cat. A2, ;
·        unità immobiliare intestata a C. S. (cittadino serbo residente a VIENNA), sita in via Cà Foretti nr. 25 di SACCOLONGO, censita al Catasto Fabbricati del predetto Comune al Foglio 6, P.lla N.247 sub 4, Cl.2, vani 7,5, RCE 639,12;
·        4 terreni e 3 fabbricati in RECOARO TERME contrada Spanevello 9 e 11 (VI). Su tali fabbricati e terreni ubicati in Recoaro Terme, a decorrere dal 21.01.2012, risulta iscritto un provvedimento di pignoramento, conseguente a decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Padova per un debito insoluto di € 35.000,00 del GIURIATTI e della GSM EXPRESS S.r.l. nei cfr. di UNICREDIT S.p.a.

Circa gli immobili di Saccolongo (PD), va sottolineato come il GIURIATTI - al fine di scongiurare il rischio di provvedimenti ablatori da parte dell’A.G. – ne avesse affidato ad un intestatario fittizio (suo ex dipendente) la formale titolarità. Il relativo atto di compravendita stipulato il 28 aprile 2010, è risultato – di fatto – solamente di facciata, non avendo l’acquirente mai corrisposto la cifra pattuita. GIURIATTI aveva continuato a pagare il mutuo e l’abitazione era stata concessa dall’acquirente in comodato d’uso gratuito alla moglie di GIURIATTI. I coniugi GIURIATTI, oltre a continuare ad occupare stabilmente la predetta abitazione, avevano continuato, a versare i previsti tributi. Si tratta dell’abitazione in cui, il giorno 11.04.2011, GIURIATTI venne tratto in arresto in esecuzione ai provvedimenti cautelari emessi dal GIP di Venezia nell’ambito dell’Operazione SERPE.

Padova, 10 luglio 2014

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