Reggio Calabria - Uno
degli affacci sul mare più belli è sicuramente l'Area del “Tempietto” sotto la
Via Marina a ridosso della Stazione Centrale.
Bonificata
con il rifacimento intero del Lungomare ha conosciuto successivamente solo degrado
ed abbandono fino a diventare ricettacolo di devianza sociale e
scoraggiare anche sportivi e semplici cittadini ad avvicinarsi soprattutto nelle
ore notturne.
Da
qualche mese ci passa di mezzo la contestata “ pista ciclabile” e l'area è
stata collegata al Calopinace con una scorrevole arteria che ha tolto dal
“buio” e dall'isolamento tutta una sorta di “zona d'ombra” restituendole un nuovo assetto ed aspetto
urbanistico oltre che paesaggistico.
Pavimentazione
saltata in moltissimi punti, lampioni danneggiati, aree verdi divenute “gialle”
per l'incuria e rifiuti di ogni genere; nondimeno basta veramente buona
volontà ed un minimo di creatività per
restituirle decoro ed una funzione di valore strutturale dentro il
percorso della Via Marina come
“Area-Eventi” permanente aperta ad Operatori della parte alta cittadina che in
estate soffrono e sono costretti a chiudere a causa dello spostamento intero
dei flussi e del passeggio sul
Lungomare.
Un
Palco centrale che dia verso il mare e
postazioni gratuite per Locali,
Artigiani, Operatori turistici ed Artisti; una “Zona Franca Artistica”
in cui si possa produrre economia culturale a 360 gradi.
Il
Comune avrebbe il compito di mettere a disposizione palco e strutture
logistiche ed assegnare in egual misura le postazioni per i richiedenti
(operatori area Centro Storico senza sbocco a mare) oltre che per Artisti di
strada ; potrebbe inoltre indicare un piano cromatico per Stands e manutenere
tutta l'area verde con zone attrezzate per bambini ed anziani .
Ricordiamo
che l'area in questione era la stessa in cui sorgeva il Forte Castelnuovo;
perché non riassegnarle dunque questo suo storico nome invece che “tempietto” ?
Terrazzo
“Castelnuovo” sarebbe congeniale.
Reggio
dimentica facilmente la sua storia ma recuperare e valorizzare non è impresa
impossibile.
Basta
volerlo.
Filippo
Sorgonà
Operatore
Culturale

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