Il canto rituale di Maria Carta in una Sardegna mediterranea recitata nella civiltà di Roma
Di Pierfranco Bruni
Il canto rituale è l'anima di Maria Carta. Una poetessa e una cantante tra i suoni degli archetipi di un popolo: quello Sardo. Le lingue sarde vibrano per le diverse koinè.
Maria Carta ha saputo assorbire i rombi dei tamburi e come una sciamana e curandera ha tessuto filo per filo le parole restituendo i segni i simboli e i miti del popolo alla identità di una civiltà. L'Associazione "Il Gremio" ha reso omaggio, in una bella manifestazione ricca di orizzonti culturali svoltasi a Roma al Palazzo delle Regioni, proprio al Canto rituale di Maria Carta.
Una serata di spessore e una qualificata visione del rapporto tra letteratura e e simboli.
Roma l'ha celebrata nella notte del primo giorno d'estate facendo d tutto il suo canto un poema rituale certamente ma anche una epopea do un popolo.
Di Pierfranco Bruni
Il canto rituale è l'anima di Maria Carta. Una poetessa e una cantante tra i suoni degli archetipi di un popolo: quello Sardo. Le lingue sarde vibrano per le diverse koinè.
Maria Carta ha saputo assorbire i rombi dei tamburi e come una sciamana e curandera ha tessuto filo per filo le parole restituendo i segni i simboli e i miti del popolo alla identità di una civiltà. L'Associazione "Il Gremio" ha reso omaggio, in una bella manifestazione ricca di orizzonti culturali svoltasi a Roma al Palazzo delle Regioni, proprio al Canto rituale di Maria Carta.
Una serata di spessore e una qualificata visione del rapporto tra letteratura e e simboli.
Roma l'ha celebrata nella notte del primo giorno d'estate facendo d tutto il suo canto un poema rituale certamente ma anche una epopea do un popolo.


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