"Nulla da rimproverarmi,non mi dimetto.4 mesi? Goccia di sangue" - Venezia, 13 giugno 2014 - «Quello che mi ha veramente amareggiato di tutta questa storia» è «il comportamento inaccettabile del Partito democratico, il modo superficiale e farisaico con cui hanno trattato la mia vicenda, e in particolare mi riferisco al suo vertice, Matteo Renzi».
È quanto afferma a Repubblica il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. «Adesso - spiega Orsoni - dicono che non mi conoscevano ma fino al giorno prima dell'arresto mi hanno chiesto di ricandidarmi. Anche il premier sa chi sono, io apprezzavo il suo modo di fare politica e ho anche pensato di prendere la tessera. A questo punto non credo che lo farò: l'unico che mi ha chiamato dopo la revoca dei domiciliari è stato Fassino. Gli altri sono spariti».
Per il futuro Orsoni afferma: «Alle prossime elezioni non sarò in campo» ma, aggiunge, «la sola cosa che ho sbagliato è stata accettare di fare il sindaco di questa città».
Intervistato anche dalla Stampa, sugli attacchi di Alessandra Moretti replica: «Prima mi lodava, poi mi ha attaccato: lei è stata bersaniana, poi lettiana, poi renziana, sulla sua coerenza c'è poco da dire».
Sulla condanna Orsoni afferma: «Quattro mesi sono una goccia di sangue che ho dovuto versare. Alla fine è poco più di un incidente stradale», ma «ho deciso di non dimettermi perchè non ci sono le condizioni oggettive per farlo. Non ho nulla personalmente di cui rimproverarmi».
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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