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LA CRISI UCCIDE, 10MILA I SUICIDI IN EUROPA E NORD AMERICA

Studio Gb, solo nel vecchio continente quasi 8 mila casi in più  - LONDRA, 12 giugno 2014 - Si è parlato e si è scritto molto sui timori delle drammatiche conseguenze psicologiche per gli individui in difficoltà a causa della crisi economica che negli ultimi anni ha colpito Nord America ed Europa, timori che adesso sembrano confermati dai risultati di uno studio secondo cui nel periodo di recessione il numero dei suicidi sarebbe aumentato rispetto alle tendenze generalmente registrate e proprio a causa della crisi. La crisi economica avrebbe portato a 10mila suicidi in più rispetto alla media in Nord Ameriva ed Europa, stando ad uno studio pubblicato dal British Journal of Psychiatry, di cui la Bbc dà conto sul suo sito online. È stato condotto da un team di ricercatori dell'università di Oxford e della London School of Hygiene & Tropical Madicine che ha analizzato dati raccolti in 24 paesi Ue oltre a Stati Uniti e Canada. La ricerca mette in evidenza come in Europa fino al 2007 la tendenza vedeva il numero di suicidi in calo, mentre entro il 2009 si registrava già un aumento del 6,5%, un livello di crescita confermato fino al 2011. Ciò equivale, secondo i calcoli degli esperti, a 7.950 casi in più rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato sulla base delle tendenze registrate precedentemente. Uno 'schemà che sembra ripetersi in maniera simile in Canada, dove le morti per suicidio erano considerate in calo per poi subire un impennata in coincidenza con l'inizio della recessione nel 2008, che avrebbe portato a 240 casi in più. Diverso lo scenario che si presenta per gli Stati Uniti, dove il numero dei suicidi era già in crescita, si regiostra tuttavia un«'accelerazione»con la crisi economica, con 4.750 casi in più. Perdere il lavoro, la casa e ritrovarsi pieni di debiti emergono come i fattori che maggiormente innescano il rischio di suicidi, sottolineano gli studiosi. Ci sono tuttavia paesi che risultano in controtendenza: Svezia, Finlandia e Austria sembrano essere stati risparmiati da un aumento nel numero dei suicidi durante il periodo di recessione. Un dettaglio non da poco secondo Aaron Reeves dell'università di Oxford che alla Bbc ha detto: «Ci sono prove consistenti secondo cui la recessione porta ad un aumento nel numero di suicidi, ma la cosa sorprendente è che non accade ovunque». Secondo lo studioso, il fatto che non si registri la stessa tendenza in Austria, Svezia e Finlandia, dimostra che «le politiche potenzialmente incidono. Ona delle caratteristiche di questi paesi è che investono in programmi -dalla formazione, all'assistenza fino a un sistema di sussidi- che aiutano le persone a tornare a lavorare». 

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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