"No aumento tasse, mai più in Ue con cappello in mano"
ROMA, 22 giugno 2014 - Sul Fisco «serve un nuovo patto con i cittadini». Intervistato dal Mattino, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan spiega la strategia del rilancio per il semestre europeo e sottolinea: «In Europa l'Italia non va più con il cappello in mano».
Al Sud anche capitali privati, aggiunge, «ma sono decisivi gli enti locali». La «via maestra per abbattere le tasse è quella di trovare coperture permanenti, altrimenti i tagli non sono credibili. Su Irpef e Irap intendiamo agire in questo modo», spiega il titolare del dicastero di via XX settembre.
Intanto, sottolinea, «le tasse non aumenteranno», anzi, «quest'anno abbiamo avviato una riduzione della pressione fiscale che consolideremo in futuro».
«Il mio punto di partenza è che il governo deve rispettare i vincoli di bilancio nel suo interesse, deve cioè proseguire nell'aggiustamento del saldo strutturale che comporti una caduta del debito. La stella polare resta questa».
Quella della spending review, precisa, non è una cura dimagrante, ma «un'operazione che mira a trovare risorse e a cambiare il modo in cui si spende».
L'Italia in Europa è presente in modo nuovo, spiega Padoan: «Non sono andato all'Ecofin a chiedere - sottolinea - ma a proporre e persuadere che l'Europa metta in cima la crescita e l'occupazione». «Nessuno va più con il cappello in mano dalla Francia o dalla Germania, ma va in Europa per dire all'Europa che bisogna cambiare tono e prospettiva».
Lasciare via XX Settembre per entrare nella Commissione Ue? «Pettegolezzi che non hanno nessun fondamento, mi pare il caso di lasciarli perdere».
«Le politiche di questo governo hanno ed avranno sempre più implicazioni importanti per il Sud - assicura poi - Ma non nego che nuovi impegni vadano assunti a livello centrale e locale. Da Roma occorre rivedere il patto di stabilità interno e identificare strumenti con i quali convogliare risorse, soprattutto private, nel Mezzogiorno. Ma i governi locali di Regioni e Comuni devono capire che la produttività e la ricchezza del Sud dipendono anche da fattori come la sicurezza, la fiscalità locale e l'efficienza della burocrazia».
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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