BOVA MARINA IL NUOVO SINDACO VINCENZO CRUPI 'SI MOSTRA' AI CITTADINI, MIMMO RODÁ ELETTO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Domenico Salvatore
Bova Marina (Reggio Calabria) - C'era la folla delle grandi occasioni alla biblioteca "Pietro Timpano"; letteralmente assetata di democrazia; affamata di: dialettica, dibattito, confronto delle idee. Finalmenteeeeee!!!!!Non andava in onda la finale di Champions League o la prima di Madame Bovary al teatro 'Alla Scala' di Milano. Eppure nonostante la canicola rovente cominciasse a dardeggiare, l'auletta ha brulicato come le formiche in un termitaio. Capitolo commissariale chiuso, pagina in bianco? Ma i commissari non sono la vittima sacrificale. Non si sono autonominati. Sono stati mandati a Palazzo "Santa Maria" per sostituire il Sindaco, la Giunta ed il Consiglio Comunale sciolti per mafia. La parola 'ndrangheta, non è stata mai pronunciata in questa seduta inaugurale della 'nuova stagione politica bovese. Né di sguincio e neppure di rimbalzo e carambola. Se n'é parlato, se non 'abbaiato', abbastanza in campagna elettorale e non sempre a proposito. Carmina non dant panem. Nessun accenno, nemmeno alla parentesi nebulosa, che ha demonizzato la ridente cittadina a naturale vocazione turistica; e che comunque, ha lasciato un'ombra indelebile, strascichi e polemiche. Nella puntata del "Grande Fratello boviciano" dell'11 giugno 2014, andava in onda una soap opera strappalacrime. Chi si strappava i capelli e chi si lacerava le vesti per il crudele destino della cittadina, abbandonata da tutti gli dèi come Ettore di fronte ad Achille. Bova Marina è un gioiello dei paradisi artificiali della vacanze, (honi soit qui mal y pense!), un paradise beach e vuole recuperare in fretta il tempo perduto tesurizzando al massimo gli errori del passato. La'tragedia greca' comodo alibi, se non capro espiatorio, non paga più. Per uscire dal tunnel, serve un Ulisse moderno, capace d'inventarsi un altro "Cavallo di Troia". Quasi a voler esorcizzare questi lunghi, interminabili mesi, senza l'aiuto di William Peter Blatty. I Commissari per intenderci hanno fatto né più e né meno, quello che fanno tutti i commissari. Hanno gestito la 'cosa pubblica boviciana' secondo una loro ottica amministrativa, che può piacere o dispiacere. La Legge, gli ha affidato pieni poteri. Non dovevano convocare la Giunta e neppure il Consiglio Comunale per operare. La loro parola, era… "carta di notaio". Hanno messo tasse, non hanno messo tasse oppure hanno varato provvedimenti, adottato delibere, sottoscritto ordinanze. Tutto normale. Ma, è fuori discussione che abbiano tentato di far quadrare i conti. Primum vivere, deinde philosophari. Impresa abbastanza difficile. Più facile sarebbe far entrare un cammello nella cruna di un ago.
Ci viene in mente la canzone dei The Rokes…Che colpa abbiamo noi… "La notte cade su di noi/ la pioggia cade su di noi/ la gente non sorride più/ vediamo un mondo vecchio che/ ci sta crollando addosso ormai.../ ma che colpa abbiamo noi?/ Sarà una bella società/ fondata sulla libertà/ però spiegateci perché/ se non pensiamo come voi/ ci disprezzate... come mai?/Ma che colpa abbiamo noi?…/ . Non abbiamo indossato i panni di Perry Mason. Non è una difesa d'ufficio. Questa è la nostra opinione, sic et simpliciter. Non pretendiamo che venga spacciata per verità. Semmai, chi è causa del suo mal, pianga se stesso. La democrazia è tornata a Bova Marina. Viva la democrazia! Dieu me l'a donnèe gare à qui y touchera! L'inizio promette bene. Alle 17,58 (con due minuti d'anticipo, rispetto all'orario prefissato; e poi dicono, che la politica abbia i…suoi tempi) i Consiglieri, gli Assessori ed il Sindaco, ma anche il Segretario Comunale dottoressa Patrizia Bognoni, erano al loro posto. Non mancava nessuno. Il primo cittadino dottor Vincenzo Crupi, che ha ottenuto 1.031 voti, pari al 42,90% e gli altri due candidati, Giuseppe Autelitano che ha ottenuto 940 voti (39,11%) e Carmela Faenza che ha ottenuto 432 voti (17,97%). In Consiglio Comunale anche: Antonio Stilo (176), Palmiro Palamara (147), Sergio Malara (90), Lillo Rodà (79), Domenico Rodà (73)Maria Luisa Ollio (71), Massimo D'Aguì (66) e Giuseppe Pansera (62) per la maggioranza. Con Autellitano in minoranza ci saranno Anna Scordo (142) e Giuseppe Favasuli (111). Completa il quadro, Carmelina Faenza, che eserciterà il ruolo di 'seconda' minoranza. Caldo torrido, appena mitigato da climatizzatore. Seduta intensa e ricca di spunti. Non potevano mancare le gaffes, le topiche ed i 'granchi' o le battutine esilaranti, peraltro accessibili, solo alle prime file, dove figurava anche il consigliere regionale Candeloro Imbalzano, che alla fine ha avuto la parola come cittadino speciale per salutare e porgere gli auguri di buon lavoro. To be or not to be: that is the question. Sebbene in aula, regnasse sovrano, un silenzio religioso da far invidia alla Certosa di Serra San Bruno. Vincenzo Crupi emozionato come un collegiale al primo bacio, vibrava come le corde di un violino e la sua consorte in prima fila riesce a malapena a mascherare lo stress, le emozioni e l'ansia, senza bisogno del personal trainer; in primis ha detto di voler dedicare il suo trionfo (perché tale è stato; Pinuccio Autellitano si è rivelato un osso duro, come da pronostico se non previsioni; con tutto il rispetto per il terzo incomodo) a due persone speciali della sua vita: il papà defunto, professore, scrittore, giornalista, sindaco, presidente dell'Usl, saggista eccetera, Pasquino Crupi, uno dei più convinti meridionalisti; Colosso di Rodi, se non Faro di Alessandria dell'ala intellettuale calabrese e non solo.
Titano dell'intellighencija bruzia e grecanica. E la 'first lady' (moglie) Francesca "che mi ha sopportato e supportato e dovrà continuare a farlo ancora". Prima di indossare la fascia tricolore e giurare…"Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana…" c'è stato spazio per le baruffe chiozzotte. Supplemento alla rovente campagna elettorale. Melius abundare quam deficere. Sebbene Crupi, abbia detto a chiare note, che la sua, sarà un'amministrazione aperta e leale. Scripta manent, verba volant. I temi-argomento discussi sono quelli previsti dalla Normativa. A cominciare dalle sabbie mobili delle 'tre i', incandidabilità, ineleggibilità, incompatibilità, che non sono le tre Grazie; un labirinto, da cui non se ne esce, nemmeno con il filo di Arianna o le ali di Dedalo. Spesso si pigliano fischi per fiaschi e lucciole per lanterne. Per non dire, che si faccia la fine dei pifferi di montagna, che andarono per suonare e furono suonati.…Commissione elettorale, volano i bigliettini, ma poi l'urna, sentenzia il verdetto (D'Aguì, Pansera e Favasuli titolari; Ollio, Palamara ed Autellitano supplenti); elezione del presidente del Consiglio quasi a suffragio universale (Domenico Rodà). Rinviato, sine die, il punto sul vicepresidente che spetta per giusto equilibrio alla minoranza. L'interrogativo era anche la minoranza. Capire che ruolo intenda esercitare l'opposizione. Non sarà morbida, melliflua o remissiva. Carmelina Faenza ha mostrato gli artigli di tigre del Bengala. Un "Presentat'arm" che la dice tutta sul ruolo che intende esercitare nel prosieguo della Consiliatura; prossimo al filibustering. Questo si vedrà. Ma anche il mancato sindaco Giuseppe'Pino' Autellitano, repetita non iuvant, ha scagliato alcuni missili terra-aria dalla sua rampa di lancio. Sia pure con una tattica soft e sorniona, tipica del baccaglio politico e della scherma consiliare. Vita nuova andazzo vecchio? Nel mirino, suo malgrado, è finito ancora una volta il professore Panzera. Eppure il Tribunale, la Corte d'Appello, il TAR gli avevano dato ragione. Benchè certi sfizi e pennacchi si paghino a caro prezzo.
Panzera non ha un pozzo di San Patrizio sotto casa e la cause, (almeno quelle che hanno una fine), costano salassi debilitanti. Tuttavia, ha sibilato a chiare lettere, ai 'Patrizio Maramaldo' del turn-over, che non intenda fare la fine di Francesco Ferrucci. La penuria di femmine, stavolta non si è fatta sentire. Tre donne addirittura siedono in Consiglio Comunale (Anna Scordo, Carmela Faenza sui banchi dell'opposizione e Maria Luisa Ollio, addirittura assessore). Quattro, se si consideri il segretario comunale, la dottoressa Patrizia Bognoni. Troppa grazia Sant'Antonio! Se si consideri che la così detta 'quota rosa' sia completamente assente, in certi consigli. Sembra un civico consesso ben assortito. C'è un rampante sindaco giovane, ma già veterano del Consiglio Comunale; ci sono le donne con artigli e speroni ben sviluppati; c'è la 'linea verde': galletti di primo canto con la cresta ondeggiante. Ma la squadra non è sbilanciata in avanti ( e nemmeno indietro). Ci sono i vecchi lupi, con pochi capelli rimasti sulla 'pelata', ingobbiti, acciaccati, panciuti ed attempati, ma con esperienza, competenze e professionalità da vendere sul groppone. Grilli parlanti che hanno rilanciato la forza del dialogo, quale panacea di tutti i mali. Presidente del Consiglio è stato eletto con dieci voti (un voto anche da una delle minoranze)il dottor Domenico Rodà "Mimmo" per gli amici, farmacista, presidente della squadra di calcetto maschile di serie C, personaggio serio e molto popolare in tutta la Bovesia ed anche fuori; salutato con uno scrosciante applauso a scena aperta sino a spellarsi le dita. Quasi, quanto quello riservato al sindaco Vincenzo Rosario Crupi. In prima fila, la signora Crupi (Francesca), non si è persa nemmeno una battuta. Poi spazio alle interviste, dichiarazioni alla stampa e scambio di numeri di telefono, Altro giro, altra corsa…Vincenzo Crupi, Squillaci, Zavettieri, Autellitano, Tripodi, Rodà mono, bis e ter, Pasquino Crupi, Pizzi, Tuscano, Larizza, Pizzi, Stilo, Pizzi, Musitano, Vadalà, Saccà.Son finiti i tempi di bisboccia, crapula, bagordi, sciala e fa' festa, caroselli di macchine, 'bicchiriata', cagnare e baccano. Ora serve rimboccarsi le maniche e cominciare a trottare. Bova Marina vuole riprendere a correre, come ai vecchi tempi. L'inizio di un nuovo giorno che sta per nascere. Il sindaco ha ringraziato le testate presenti sul territorio; non meno di sei o sette tra cartacee, on line ed antenne libere con digitale terrestre. I convenevoli sono finiti. Da domani ci sono i problemi di sempre. Aggravati dalla crisi economica, tempi grami di vacche magre, spighe vuote, austerity, depauperismo. E c'è soprattutto, il mostruoso dissesto economico-finanziario, che pende come la spada di Damocle.
Una tortura di Sisifo…spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l'eternità. Se non, il supplizio di Tantalo… avvertiva il bisogno di mangiare e bere, ma nonostante fosse circondato da cibo e acqua non poté nutrirsi o dissetarsi. Era legato ad un albero da frutto carico di ogni qualità di frutti, ed immerso fino al collo in un lago d'acqua dolce; tuttavia appena Tantalo provava a bere il lago si asciugava, e non appena provava a prendere un frutto i rami si allontanavano, o un alito di vento improvviso li faceva volare via lontano dalle sue mani. Il sindaco ha pungolato, esortato e spronato i giovani a crescere in fretta, scrollandosi di dosso la sindrome di Peter Pan; di calzare gli stivali delle sette leghe e correre a perdifiato più del fiabesco "Gatto". "Iniziamo una nuova avventura ", ha detto il sindaco. Stipati come le sardine in scatola, c'erano anche gli skin-heads e gli hooligans; benchè non potessero inscenare un tifo da stadio. Lo spirito è quello di Indiana Jones in "I predatori dell'arca perduta" e Jim Hawkins in "L'isola del tesoro". Il fantasma del capitano John Flint, non fa più paura. Vincenzo Crupi non è il mago di Hamelin e non possiede la bacchetta magica di sambuco di Harry Potter, questo è pacifico. Ma, non si può pretendere, di fare la frittata, senza rompere le uova. Al Genio della Lampada di Aladino, ha espresso tre desideri:candidarsi a sindaco nella sua Bova Marina; battere il dinosauro Pino Autellitano, gatto dalle sette vite e portare il Comune fuori dal dissesto. Impresa ardua senza scelte impopolari. Non c'è più spazio per i furbetti del quartierino. L'acqua bisogna pagarla, la spazzatura anche e le tasse pure. Non si può più barare. Il rendez-vous con il progresso, la libertà, la democrazia passa anche da queste forche caudine. La formica argentina è già all'opera.
Domenico Salvatore


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