Son finiti in prigione con accuse pesantissime. In sottofondo il valzer delle scarcerazioni. Speziali, in particolare, grazie al matrimonio con una parente dell'ex presidente libanese Amin Gemayel, secondo l'accusa avrebbe goduto di notevoli entrature in quel Paese, dove avrebbe dovuto rifugiarsi Amedeo Matacena. Dal decreto di perquisizione emerge che a Speziali si sarebbe rivolto in più occasioni Scajola. Vincenzo Speziali, il nipote omonimo dell'ex senatore del Pdl, sarebbe coinvolto anche nelle indagini relative al soggiorno libanese di Marcello Dell'Utri. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, incontrando i giornalisti. Nonostante tutto, l'ex ministro si era detto pronto a correre per le prossime elezioni europee. Ipotesi scartata - ha spiegato Berlusconi - non perchè si avesse sentore di un arresto ma perchè "avevamo commissionato un sondaggio su di lui che ci diceva che avremmo perso globalmente voti se lo avessimo candidato". Stampa di centrosinistra (vergogna e scandalo) e di centrodestra (trovata elettorale) scatenate su opposti fronti
GLI ONOREVOLI CLAUDIO SCAJOLA (QUATTRO VOLTE MINISTRO, DUE, SINDACO) INTESO "SCIABOLETTA" E AMEDEO MATACENA…DUE CUORI ED UNA CELLA…PUNTAVANO ALLA PRIGIONE DORATA DEL LIBANO?
Domenico Salvatore
Roma, Milano, Dubai, Libano, Emirati Arabi…Intrighi internazionali? Dejà vu! Connubi, connivenze, complicità ma non sibilate di cospirazioni, trame e complotti. Quanti casi eclatanti, ci ha offerto la cronaca in questo dopoguerra? C'è un intreccio oscuro dove appaiono i nomi di Berlusconi, che si dichiara vittima, perseguitato dalla Giustizia Italiana e dell'ex presidente libanese Amin Gemayel, capo dei cristiano maroniti? Questo lo stabiliranno i Giudici. Tutto è ancora da chiarire. Di che stiamo parlando? Prima del flash dell'Ansa, qualche considerazione. Due notarelle sull'onorevole Amedeo Matacena, 50 anni, due figli da due donne diverse, il latitante che ha inguaiato l'ex ministro Claudio Scajola arrestato l'8 maggio 2014 a Roma dalla Dia di Reggio Calabria. Come tutti sanno è figlio dell'armatore omonimo, che negli Anni Sessanta ricevette la concessione per il traghettamento nello Stretto di Messina; animatore della rivolta dei "Boia chi molla", ai tempi d'oro il politico reggino contava su un bacino elettorale fondato sui circa 800 dipendenti della società di navigazione 'Caronte'. Deputato di Forza Italia per due legislature. Matacena è stato diverse volte oggetto di indagini da parte della Magistratura. Condannato in via definitiva a cinque anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa; coinvolto nell'inchiesta denominata "Olimpia", condotta dalla Dia negli anni '90; latitante dal 2013;
deputato di Forza Italia per due legislature, la XII e la XIII, dal 1994 al 2001; condannato in via definitiva a cinque anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è scappato all'estero; individuato a Dubai dai Carabinieri e fermato dalla polizia del luogo, ma gli Emirati Arabi Uniti non hanno concesso l'estradizione alle autorità italiane. Quindi è rimasto a piede libero nella capitale araba, poiché in quel paese la legislazione non prevede il reato di concorso esterno in associazione mafiosa; libero di circolare ma privo del passaporto.
L'intenzione di Matacena sarebbe stata quella di raggiungere il Libano dove sembra che avesse intenzione di richiedere asilo politico. Condannato dalla Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria nel luglio 2012; sentenza confermata dalla Cassazione il 6 luglio 2013. Era stato accusato di essere un punto di riferimento della cosca Rosmini di Reggio Calabria. L'avvocato generale Francesco Scuderi, che aveva chiesto sei anni di condanna, aveva sostenuto in aula che, nonostante non fossero stati prodotti significativi vantaggi materiali per la cosca, dal riconoscimento del patto sarebbe comunque derivato un rafforzamento del prestigio della consorteria di 'ndrangheta. Spuntano le…chiacchiere di bizolo" a proposito di presunti rapporti con pregiudicati; la presenza a un matrimonio del clan Alvaro di Sinopoli.
L'intenzione di Matacena sarebbe stata quella di raggiungere il Libano dove sembra che avesse intenzione di richiedere asilo politico. Condannato dalla Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria nel luglio 2012; sentenza confermata dalla Cassazione il 6 luglio 2013. Era stato accusato di essere un punto di riferimento della cosca Rosmini di Reggio Calabria. L'avvocato generale Francesco Scuderi, che aveva chiesto sei anni di condanna, aveva sostenuto in aula che, nonostante non fossero stati prodotti significativi vantaggi materiali per la cosca, dal riconoscimento del patto sarebbe comunque derivato un rafforzamento del prestigio della consorteria di 'ndrangheta. Spuntano le…chiacchiere di bizolo" a proposito di presunti rapporti con pregiudicati; la presenza a un matrimonio del clan Alvaro di Sinopoli.
I magistrati non devono essere suoi preferiti. In un'intervista alla Gazzetta del Sud disse: "Fin quando sarò deputato io, nessun magistrato sarà mai sindaco di Reggio Calabria". Giuseppe Aquila, licenza media, barista sui traghetti Caronte, proiettato da Matacena alla vicepresidenza della Provincia di Reggio nonostante un'imbarazzante parentela con il boss Demetrio Rosmini. Indagato per mafia, Aquila patteggerà poi due anni di reclusione e confesserà ai giudici di essere stato "il braccio politico dei Rosmini". È vero o no che nel 1989 abbia detto al Corriere della Sera: "Voi giornalisti fate confusione tra la delinquenza e la mafia, che ha le sue regole morali. Regole morali simili a quelle del miglior galateo. La mafia parla di protezione della donna, di strette di mano e non di carte scritte, di rispetto della persona e di valori"Claudio Scajola, arrestato per procurata inosservanza di pena. E sull'ex ministro. L'ombra delle tangenti sugli appalti per il Casinò di Sanremo si staglia minacciosa: il 12 dicembre 1983, sindaco di Imperia, Scajola finisce in manette su ordine della procura di Milano per tentata concussione aggravata.
Dopo le dimissioni rimane due mesi e mezzo a San Vittore. Ma nel 1988 viene prosciolto in istruttoria perché del tutto estraneo ai fatti. Il 22 ottobre 2010 è nuovamente indagato in concorso con l'imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone, presidente di Acquamarcia, per i lavori del porto turistico di Imperia: indagato per truffa ai danni dello Stato. Il gip di Imperia archivia, il 7 gennaio 2013; coinvolto anche nella vicenda Finmeccanica il 23 ottobre 2012 la procura di Napoli indaga su di lui per corruzione internazionale riguardo alle forniture del gruppo aerospaziale in Brasile. Ed ancora il 18 aprile 2013 finisce nuovamente nel registro degli indagati a Imperia, per abuso edilizio e finanziamento illecito ai partiti. Vincenzo Speziali, nipote e omonimo dell'ex senatore del Pdl, è indagato nell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria che ha portato all'arresto dell'ex ministro Claudio Scajola.
Il suo nome figura in un decreto di perquisizione insieme a quello degli otto arrestati che in questo atto sono accusati di associazione a delinquere e associazione mafiosa. Speziali, in particolare, grazie al matrimonio con una parente dell'ex presidente libanese Amin Gemayel, secondo l'accusa avrebbe goduto di notevoli entrature in quel Paese, dove avrebbe dovuto rifugiarsi Amedeo Matacena. Dal decreto di perquisizione emerge che a Speziali si sarebbe rivolto in più occasioni Scajola. Vincenzo Speziali, il nipote omonimo dell'ex senatore del Pdl, sarebbe coinvolto anche nelle indagini relative al soggiorno libanese di Marcello Dell'Utri. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, incontrando i giornalisti. ''C'è qualche identità personale - ha detto Cafiero De Raho - in relazione alle due indagini. Si tratta di un personaggio destinatario di perquisizione che ci risulta protagonista nella vicenda Dell'Utri''. Alla successiva domanda dei giornalisti di fare il nome, De Raho ha detto: ''Speziali''."Cado dalle nuvole, mi hanno messo in mezzo a una storia che non conosco". Lo ha detto all'ANSA Vincenzo Speziali, destinatario di un avviso di garanzia nell'inchiesta che ha portato oggi all'arresto di Claudio Scajola.
"Mi auguro di poter vedere preso i magistrati per mettere in chiaro la mia posizione", ha aggiunto. Non ho niente a che fare con Amedeo Matacena, non so dove si trovi e Scajola non mi ha mai chiesto nulla in proposito". Lo ha detto all'ANSA Vincenzo Speziali, residente a Beirut e destinatario di un avviso di garanzia nell'inchiesta ad un presunto intervento dell'ex ministro per fare rifugiare in Libano l'ex deputato calabrese.- "Certo che Scajola si è rivolto a me, ma solo perché sembrava potesse essere candidato alle europee e io potessi collaborare alla sua campagna". Lo ha detto all'ANSA Vincenzo Speziali, spiegando così quanto contenuto nel decreto di perquisizione ricevuto oggi secondo il quale l'ex ministro si sarebbe rivolto in più occasioni a lui.Terzo personaggio di cui comunque se ne parla in questa vicenda, apparentemente scollata e scollegata è il senatore Marcello dell'Utri, numero due di Forza Italia condannato per mafia; rintracciato a Beirut dalla polizia libanese in contatto con la polizia italiana per l'ottemperanza del mandato di cattura internazionale.
Avviata una procedura, che diventerà estradizionale". Dell'Utri è stato arrestato in un lussuoso albergo di Beirut. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando venne chiamato a firmare la richiesta di estradizione per Marcello Dell'Utri. La Dia non è riuscita a notificargli l'ordine di arresto emesso a suo carico dalla Corte d'Appello di Palermo.Sulle prime pagine dei giornali notoriamente di Centrosinistra, che gridano allo scandalo ed urlano alla vergogna, campeggia la vicenda dell'ex ministro Scajola. La comunicazione di Centrodestra invece ignora la notizia. Per trovarla bisogna andare nelle pagine interne. Dipinta come 'trovata elettorale' e 'campagna per le elezioni europee'. Così funziona l'informazione ufficiale in Italia nel Terzo Millennio dell'Era Cristiana. Ma è solo l'antipasto delle elezioni regionali e soprattutto delle politiche in programma nel 2015. Quale scandalo e quale vergogna? Se di scandalo e di vergogna bisognerà parlare, guardiamo alla persecuzione del 'Cavaliere'. Al di là delle schermaglie fra Centrodestra e Centrosinistra, c'è chi si scagli contro il bipolarismo, bipartitismo o biopolio camuffato; contro i trasformisti, gattopardi e camaleonti.
E non è solamente Beppe Grillo epigono del tripolio…trifoglio, quadrifoglio…aspetta che sfoglio. Poteri forti, gruppi di pressione, forze occulte, partitocrazia, sindacato, società civile, signori della finanza, ras dell'economìa, corporazioni di invisibili, servizi deviati, massoneria, mafia, imprenditoria, zona grigia…singole od incrociate. Di trasversalismo. Ma di che stiamo parlando? Delle mille facce del potere….che logora chi non ce l'ha?. Un altro abile diversivo ad orologerìa per distrarre il popolo bue, pollo, gonzo ed allocco? Non è una crisi mordi e fuggi degli scorsi decenni; ai tempi della lira. Questa, è crisi nera, che spoglia, uccide lentamente e rosola a bagnomaria. Ma non può passare in secondo ordine l'azione della magistratura reggina, diretta dal procuratore capo della Repubblica Federico Cafiero De Raho, che non fa sconti a nessuno:"La Legge è uguale per tutti. Non ci sono intoccabili".
Il dottor Arturo De Felice direttore nazionale della DIA, (ex questore di Alessandria, Perugia e Catanzaro), si complimenta con il colonnello Gianfranco Ardizzone per l'alto livello professionale del Corpo (comprendente elementi di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza):"Questo è solo un troncone…". Anche Ardizzone direttore della DIA reggina, parla di…una parte delle indagini, difficili, complesse, complicate, schermate, criptate. Di indagine strategica ha parlato il sostituto procuratore della DNA Francesco Curcio. A titolo di cronaca, c'erano tutte le testate, grandi e piccole ed on line…Corriere, La Repubblica, il Messaggero, Ansa, AGI…Una folla strabocchevole di giornalisti e cine-foto-operatori. C'era di mezzo un ex Ministro degl'Interni ed un ex deputato ed armatore. Ma non è stato detto se facciano parte dei 'visibili od invisibili'. Oppure, non c'azzeccano proprio un bel niente con la "Gramigna".
Domenico Salvatore







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