La formazione rossoverde di Nino Dieli, ha chiuso il discorso accesso al secondo turno, già nel primo tempo con due calci di rigore, trasformati dal bomber Saverio Russo (una dozzina le reti stagionali, nonostante le numerose assenze). In goal, anche Marra e Scordo. Nella ripresa la rocambolesca rete del portiere Foti, che ha segnato da oltre cento metri. E conquista sul campo il diritto a ben figurare nel Guinness dei primati. Daniele Toscano e Pasquale Pannuti hanno azzeccato tutto. Dall'approccio alle marcature, sino al modulo di gioco e le sostituzioni. Nel secondo tempo, ha tirato i remi in barca, quando ha capito di poter sbarcare sulle rive del Petrace, senza ulteriori rischi
IL BAGALADI SFRUTTA BENE IL FATTORE CASALINGO E RIDIMENSIONA LE AMBIZIONI DEL FORTE REAL SANTO STEFANO; UNA VITTORIA TONIFICANTE, IN VISTA DELLO SCONTRO AL VERTICE CON IL SAN GIORGIO EXTRA DI REGGIO CALABRIA
Gli ospiti si confermano squadra coriacea, tosta e pericolosa quanto basti. Nonostante un primo tempo allegro e spensierato, nel corso del quale è andato in barca in maniera plateale e grossolana, si è rivelato pungente in diverse occasioni. Nella seconda frazione di gioco ha mostrato il suo vero volto. Una squadra votata all'attacco all'arma bianca. Il goleador Giuseppe Fedele, una ventina di reti il suo bottino stagionale, è andato in goal un paio di volte; ma si è sgranocchiato reti fatte. Con la forza dell'orgoglio, la formazione aspromontana, alias Real S.S., si è catapultato nella metà campo avversaria, deciso a riaprire il match. Sul 4-2 infatti gli Stefaniti hanno sfiorato la marcatura. Ne avremmo viste delle belle Ottimo l'arbitraggio dell'esperto signor Giuseppe Elia di Crotone, sempre presente sull'azione
Domenico Salvatore
Bagaladi (Reggio Calabria). Il primo passo verso la conquista della seconda categoria è stato fatto. Vittima di turno, la simpatica squadra del Real Santo Stefano, giunta in scampagnata con una ventina di tifosi composti e rumorosi al seguito. Assiepati sul lato nord della tribunetta. Hooligans e skin-heads, in massima parte al femminile, come il medico sociale, Sonja Romeo, intervenuta diverse e svariate volte sul terreno di gioco, perchè i campioncini ospiti, la gamba, non la tiravano indietro di certo. Ed i locali nemmeno. Gli "Stefaniti", erano venuti al "Tina Abenavoli" con il chiaro intento di compiere l'impresa leggendaria. E si sono tuffati da subito nella mischia. Con irruenza ed ardore giovanile. Troppa: il terzino di fascia sinistra combina sfracelli e costringe il signor Giuseppe Elia di Crotone a concedere due calci di rigore a favore del Bagaladi, che il bomber Saverio Russo, uno delle "Premiata Forneria Marconi & Russo", trasforma con freddezza e lucidità, spianando la strada alla goleada. Preludio affascinante alla finalissima, in programma domenica prossima a Valanidi. Il giorno prima, un altro 'Real' (Altopiano di Paviglianiti e Cuzzocrea), aveva sì, compiuto l'impresa, ribaltando lo 0 a 2, al termine di una corrida spaventosa, emozionante e ricca di colpi di scena. Il vecchio stadio in due giorni, a parte comunque due campionati splendidi ed indimenticabili di terza e seconda categoria in contemporanea, ha vissuto momenti di souspences e brividi. Si è paludato con le vestigia del piccolo tempio del calcio dilettantistico.
Come ai vecchi tempi. Sia pure con la dovute proporzioni. Si riparte da dietro. L'entusiasmo è sempre lo stesso; e l'euforia anche. Per molti, non è cambiato nulla. Come recitava lo striscione gigantesco, steso al centro della gradinata. Anzi. La formazione del presidente Nino Dieli, non voleva rischiare più di tanto ed ha "liquidato" la pratica, in una mezz'oretta…1, 2, 3, 4…Solo a questo punto il Bagaladi oramai pago del risultato, ha tirato i remi in barca, ma con l'occhio vigile agli scherzi da prete. Infatti, il bomber Fedele ha messo la strizza e la stura, con una doppietta rabbiosa. Un goal su calcio di rigore, terzo della serie, ma i giocatori sugli opposti fronti ne avevano invocati degli altri.. Intendiamoci il Santo Stefano non è una squadra di colchoneros. Sull'1-0 e sul 2-0 ha avuto belle palle goals, per riequilibrare ed accorciare. Se non abbiamo visto un'altra partita. Così anche, sul 3-0 e sul 4-0. Purtroppo nel pallone serve l'aiutino della dea bendata, volgarmente inteso come…"deretano"; altrimenti detto fondoschiena, se non sedere o posteriore e perfino "lato B", ma non chiamatelo c…. I portieri, hanno giocato a ping-pong, tuttavia, una…volèè è stata fatale a Peppe Cannizzaro. Tutta colpa del goleador locale, che ha invocato un rilancio veloce e lungo.
Uno sganassone di cento metri, che ha superato tutti compagni ed avversari e praticamente tutto il campo. Una parabola infinita, che abbiamo documentato con le immagini, sulla quale nulla ha potuto l'uomoragno stefanita. Più che una "paperissima", a nostro avviso si è trattato di una fatalità. Di solito questi rinvii poderosi finiscono fra le braccia dei portieri. Ma uno su un milione, può finire nel sacco, quando il portiere venga preso in contropiede. Gloria dunque per il Bagaladi e gloria anche per il Batman locale, Foti. Per la cronaca e per la storia. Un tiro di collo piede, in assenza di vento, scoccato a qualche passo dalla sua porta, tradotto significa oltre cento metri. Colpa anche, di un tifoso stefanita, che aveva stuzzicato l'estremo difensore bagaladese, per un intervento goffo, grossolano e poco elegante, se non plateale. Foti ha scaricato tutta la sua rabbia ed il malumore; ne ha pagato le spese il suo collega, dalla parte opposta, che decisamente non si aspettava tanta potenza. Sul 5-2, la panchina ha dato disposizione di tirare i remi in barca. Ma nessuno ha preso la camomilla né la valeriana od il decotto di nonna Maria. La gara, non ha avuto più sussulti sul piano realizzativo. Ma ha continuato sino all'ultimo respiro a filare sui binari dell'agonismo, dell'atletica e talora della tecnica individuale di alcuni calciatori maggiormente dotati.
Perché, anche in terza categoria, si possono vedere delle giocate spettacolari. Intendiamoci, il Real Santo Stefano, ha disputato un bel campionato ed ha conquistato sul campo, il diritto di disputare i play-off. Sarebbe sufficiente per presentare domanda di ripescaggio. Son tanti anni, che la squadra del paese di "Peppe Musolino", lotta per un posto al sole. Sarebbe giusto concedere questa prestigiosa opportunità. Questa è la nostra opinione per carità. Non possiamo influire né influenzare in alcun modo la Lega Calcio. Non abbiamo questa prerogativa, né arroganza. Ci farebbe piacere, questo sì, perché son tanti anni che la società affronta dei sacrifici economici spirituali e materiali, tira la carretta ed offre a tanti giovani l'opportunità di camminare sul sentiero della libertà, della democrazia, della lealtà, dell'amicizia ed altre…quisquilie similari. Programmare, pianificare, progettare ed alla fin fine, finanziare. Perché, anche se terza categoria, le uscite ci sono e…le entrate, prossime allo zero non compensano, né ripianano! Rimane la soddisfazione di stare insieme, di fare aggregazione, unione, socialità, zoon politikon. Un modo anche per sentirsi protagonisti; di essere protagonisti, nel piccolo mondo antico. Vivere una dimensione immersa totalmente nel verde, nell'ossigeno, nella natura. Dove confrontare le idee, dialogare, crescere. Gli ospiti hanno continuato a macinare gioco. Frutto di un moduli classico 4-4-2.
Che all'occorrenza diventa 4-3-3, 3-5-2 e perché no 4-2-4. Ma a Bagaladi nel secondo tempo si è visto maiiii?!?!?! Un 2-3-5. Troppa grazia Sant'Antonio. Non c'era più nulla da perdere d'accordo. Ma quando si hanno in squadra… sogliole, anguille, pesci vela, delfini, pescispada ecc. diventa più facile, di quando si hanno dei 'brocchi, ronzini, brenne e scarpe'. Bagaladi e Real Santo Stefano, non si sono limitati a blindarsi dietro la Linea Maginot e Linea Sigfrido, ma son venuti allo scoperto e la fanteria ha avuto la sua visibilità. Foti, Pizzimenti, Giuseppe Russo 1°, Caccamo, Romeo, Mangiola, non hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie? No, fino al 4-2. Il rischio del 4-3 era tutt'altro che calcolato. Il Real ci credeva. Sollecitato anche dai suoi wars ed aficionados, accorsi in numero sufficiente per assistere, incoraggiare e sostenere i propri beniamini. Invitati da una giornata di sole e senza vento, voli di rondini, canti di usignuoli, profumo di margherite e di viole, odore di zagara. Mancavano ancora parecchi minuti alla fine del match: c'era dunque, tutto il tempo per segnare e sognare.
Foti, Suraci, Denisi, Alì Giovanni, Fedele Giuseppe, ma poi anche Scopelliti Virgilio, Catalano, Cannizzaro Francesco, Mazza, Zembex, ci credevano. Non era rabbia e disperazione, ma consapevolezza nei propri mezzi fisici ed atletici, se non agonistici. Convincimento, se non convinzione del proprio modulo tattico di gioco, che a ben guardare ha dato ampie soddisfazioni a se stessi ed ai tifosi e dirigenti. Anema e core, l'armata stefanita si è nuovamente tuffata nella mischia a volo d'angelo. A volte con l'ardore e l'irruenza delle tigri di Mompracem, se non dei pirati della Malesia. Dalla tribuna 'Sandokhan' e 'Yanez de Gomera',spronavano all'assalto. Si giocava palla su palla. Ne godeva lo spettacolo. Di occasioni per gonfiare la rete avversaria, ne hanno avute gli ospiti; ma, anche i padroni di casa, che per come si erano messe le cose, poteva arrotondare il già pingue bottino. Ma il Bagaladi, ha sempre avuto il massimo rispetto per la dignità degli altri. Ed alla fine la stretta di mano, il 'batticinque', se non good luck, se l'è meritato. La sesta rete, non gli avrebbe cambiato la vita. L'approccio iniziale è molto importante, anche nel gioco del calcio. Il Bagaladi l'ha azzeccato. Il Real Santo Stefano, no. Ma non è questione di pasta al forno, cannelloni, maccheroni con la carne di capra o vino dell'Aspromonte.
In verità, gli Stefaniti, avevano difronte una squadra forte, massiccia e pericolosissima, che dopo aver blindato il passaggio alla finale, non ha voluto nemmeno maramaldeggiare oltre. Secondo alcuni la formazione rossoverde è la più forte del campionato. Senza nulla togliere ai campioni della Scillese, s'intende; in proposito abbiamo già espresso la nostra modesta opinione, da un'altra parte, per quel che valga. Cannizzaro Giuseppe, Alì Claudio, Fotia, Quattrone, Fedele Demetrio, Sciarrone, hanno fatto quel che potevano per arginare la valanga rossoverde. Scordo, Tripodi, Marra, Russo Nicola, Russo Saverio Russo Francesco, ma poi anche: Russo Antonio, Borruto, Russo Giuseppe, Ligato, ce l'hanno messa tutta schiacciando l'acceleratore a tavoletta. Primum vivere, deinde philosophari. Solo, dopo aver messo il risultato al sicuro in cassaforte, i Tuccini, hanno lasciato campo libero agli ospiti. La reazione del Real c'è stata, eccome.
Non la solita buriana, ma un arrembaggio costante e tenace. Sotto lo sguardo compiaciuto del dottor Giovanni Maesano, un presidente di grande prestigio e competenza, che ha saputo portare il Bagaladi sino all'Eccellenza, scripta manent, verba volant; se non alla fusione con la Melitese per la serie D, massimo traguardo mai raggiunto. Repetita iuvant? La tifoseria teodorina, si è stretta intorno ai suoi campioni e li ha assistiti per tutta la gara. I Bagaladesi hanno gioito ma non hanno offeso la dignità e l'intelligenza con azioni spropositate e sproporzionate, sceneggiate e smargiassate fuori luogo e fuori tempo. Questo gli fa onore. Nino Dieli, Daniele Toscano, Pasquale Pannuti e gli altri dirigenti, hanno fatto un grande lavoro. Sono giusti e sacrosanti i complimenti che hanno ricevuto. Ma ora, dovrà dimostrarlo contro il San Giorgio a Valanidi, per essere credibile. Hic et nunc. Per non vanificare, quanto di bello abbia saputo fare sin qui. Il banco di prova è valido.Non sono mancati i personaggi della favola, Pietro, il "San Pietro" del 'Tina Abenavoli'; Sonja Romeo, un dottore al femminile; non capita tutti i giorni di vedere all'opera un medico donna; don Pino Manti, il curato di anime della parrocchia di San Teodoro;
il dottor Giovanni Maesano, nonno felice e rilassato dopo tantissimi anni a dirigere la società del Bagaladi, dalla terza categoria alla serie D; salvo, ritorni di fiamma, sempre possibili. Mai, dire: 'mai'; un arbitro di serie D, per una finale di play off, 1° turn-over. In tribuna diversi ex. Come il "conte di San Lorenzo" alias Domenico Tripodi, venuto per vedere all'opera il suo pupillo. Non poteva mancare il leggendario "Don Nino Perpiglia", appollaiato sotto un pino silvestre, nell'atto di distribuire un 'goccio' di "Nocino", ancora col pastrano, sciarpa e 'birritta' per difendersi dai rigori…primaverili; alla sua venerabile età. Un mito. Una memoria storica. Ne ha visteeeee! Ma tutt'intorno la natura scroscia, fruscia, splende ed incanta….profumo di rose, viole; prati di margherite, ranuncoli e campanelle, anemoni, gigli, narcisi, mimose, musiche di uccelli; ronzio di api sui fiori, mormorio di ruscelli, stormir di fronde di acacie e tigli… Il migliore in campo è stato a nostro parere il 'barone' di San Lorenzo, alias Peppe Tripodi, che ha maturato una bella personalità. Ottimo incontrista, sempre pronto a interdire la manovra avversaria ed a buttarsi nella mischia, senza tirare indietro il piedino.
Ma soprattutto rifinitore, fantasista e trequartista. Eleganza e stile, ma anche potenza. Senza nulla togliere ai Russo. Mamma mia quanti Russo,( I, II, III, IV, V, VI). Se fossero tutti fratelli, oscurerebbero i Sentimenti (I, II, III, IV, V) ed i Cevenini (I, II, II, IV, V). Se non i Maldera (I, II, III). Ma la storia del pallone è piena anche di coppie di fratelli … Antonio ed Emanuele Filippini; Cristian e Damiano Zenoni. Se non in Europa possiamo come le due coppie olandesi formate da Frank e Ronald De Boer, campioni d'Europa nel 95 con l'Ajax e da Willy e René Van de Kerkhof, protagonisti con la nazionale "orange" che raggiunse la finale dei Mondiali del 1978; i tedesco-turchi Hamit e Halil Altintop e quelle d'oltre oceano rappresentate da Gustavo e Guillermo Barros Schelotto, con quest'ultimo autentica colonna del Boca Juniors con cui è divenuto il calciatore argentino più titolato della storia (17 trofei). I Mazzola, padre e figli dell'indimenticato Valentino: Sandro e Ferruccio Hugo Maradona detto "il Turco", fratello del "Pibe", secondo alcuni, il miglior calciatore di sempre.
Ed ancora …Gli stessi Roberto Baggio, Christian Vieri e Filippo Inzaghi con le loro controfigure nei propri fratelli minori Eddy, Max e Simone. Ed ancora Kakà e Digao, Mauro Zarate, Martin Jorgensen ed Ivan Helguera che hanno oscurato la carriera onesta dei loro consanguinei (Rolando, Mads e Luis). Bjorn Helge del Fulham, fratello del più noto John Arne (Riise), protagonista con le maglie di Liverpool e Roma, che ospita la coppia di difensori argentini formata da Nicolas (il più esperto) e Guillermo Burdisso… C'è il caso dei terzini, uno destro e uno sinistro, Gary e Phil (ora all'Everton) Neville, bandiere del Manchester United di sir Alex Ferguson. E, Socrates e Raì, brasiliani con undici anni di differenza; il primo meraviglioso regista anni 80 laureato in Medicina e il secondo Campione del Mondo nel 1994. I danesi Michael e Brian Laudrup; gl' ivoriani Kolo (difensore centrale) e Yaya Tourè (centrocampista). Pure… Jerome e Kevin Prince Boateng.
Per non parlare di Franco e Giuseppe Baresi: il più piccolo si accasa al Milan senza lasciarlo mai, vince tanto e tutto divenendo il Capitano del "Diavolo" più amato di sempre; l'altro giocherà per l'Inter. Fabio e Paolo Cannavaro; i Lucarelli, i Tedesco, i Bonetti, i Frey… Cala il sipario, su un altro derby che ha saputo mantenere le caratteristiche e le qualità. Poi, tutti al comizio elettorale in piazza 'Pannuti'. Il 25 maggio, si voterà per le comunali, ripristino della democrazia. Noi, abbiamo compiuto la nostra buona azione quotidiana come il manuale dei Boy-Scout, raccomanda. Dei campioncini, il futuro del Bagaladi, si erano prodotti delle escoriazioni sanguinolente, nella partitella consueta sul cemento, che non è morbido come la bambagia. Abbiamo ritenuto doveroso di soccorrerli e medicarli alla meno peggio. In attesa che la mamma si prenda cura, dopo una sgridata, che comunque, fa bene all'anima. L'ultimo squillo del tam-tam telefonico parlava di uno 0-0 fra San Giorgio e Messignadi. C'era il rischio che si giocasse ancora al "Tina Abenavoli", ma poi il 2-1 finale, ha fugato ogni dubbio. Domenica 18 maggio 2014, alle ore 16:00, tutti sul prato artificiale di Valanidi; al "Ciccio Cozza". Con l'augurio, che si possa vivere un'altra giornata di sport sano. Vinca il migliore, se non il più fortunato.
Domenico Salvatore
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Il tabellino di Dosa
Bagaladi:Foti 10, Pizzimenti 9, Giuseppe Russo 1° 9, Caccamo 9, Romeo 9, Mangiola 9, Scordo 9, Tripodi 10, Marra 10, Russo Nicola 9, Russo Saverio 10.
In panchina Mangiola
Sostituzioni: Russo Francesco, Russo Antonio, Borruto, Russo Giuseppe, Ligato
Allenatore Daniele Toscano & Pasquale Pannuti 10
Presidente, Antonino Dieli 10
Real Santo Stefano: Cannizzaro Giuseppe 6, Alì Claudio 6, Fotia 6, Quattrone 6, Fedele Demetrio 6, Sciarrone 6, Foti 6, Suraci 6, Denisi 7, Alì Giovanni 6 Fedele Giuseppe 7
In panchina, -
Sostituzioni, Scopelliti Virgilio, Catalano, Cannizzaro Francesco, Mazza, Zembex
Allenatore, Stefano Penna 6
Presidente, Giovanni Romeo s.v.
Marcatori 1° del p.t (R). e 25° p.t.( R) Russo Saverio , 17° p.t. Marra 4° s.t. Scordo, 8° e 15° s.t. Fedele Giuseppe 30 s.t. Foti
Arbitro Giuseppe Elia di Crotone
Note, pomeriggio di sole, terreno in ottime condizioni di gioco, ammoniti, Romeo e Russo, espulso Russo 6°
Angoli 8-5 punizioni 14-16, rimesse laterali 13-15
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Play-Off e Play-Out di seconda categoria
Girone A, G. Netti/Amendolara
Girone B, Cerzeto/Castiglione
Girone C, San Pietro/Capistranese
Girone D, Borgia/Eurogirifalco
Girone E, Papanice/Real Cerva
Girone F,
Girone G,Marines-Futsal Melito
Play-out di Seconda Categoria
Girone A, Mostarico/Campioni
Girone B, Rogliano/Altomonte
Girone C, Oratorio F./R.Savutano
Girone D, F. Cortale-Amaroni
Girone E, Rocca di Neto/Cirò
Girone G, Pellaro-Sant'Agata
Play Off di Terza Categoria
Girone A, Sandemetrese/Bocchigliero
Girone B, Cetraro/Tortora
Girone C, N. Trenta/Agid Dipignano
Girone D, Cotronei/Castellese
Girone E, S. Pietro Lametino/San Pietro Apostolo
Girone F
Girone G
Girone H, San Giorgio(Bagaladi
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