Potrebbero essere addirittura due, le liste in lizza per le amministrative di primavera. Salvo sorprese, sempre possibili in politica
ROCCAFORTE DEL GRECO, LA LUCE DELLA LEGALITÁ IN FONDO AL TUNNEL DELL'ANARCHIA?
Domenico Salvatore
Tre scioglimenti per mafia, record nazionale, assieme ai comuni di Melito Porto Salvo e Taurianova. Roccaforte del Greco, mille abitanti, sul cocuzzolo della montagna, poco più di cinquecento gli aventi diritto al voto, isola ellenofona, farebbe a meno ben volentieri di questo appellativo, non proprio elegante; se non un marchio infamante. Le persone per bene, oneste, pulite, laboriose ed intelligenti, che amino la legalità e la trasparenza, ci sono, ma non intendono scendere in politica. Per cui, ogni volta, diventa difficile approntare almeno un paio di liste. Dieci candidati, per ognuna delle due, a parte il candidato a sindaco.
Il giornalista Luigi Palamara, ama il suo paese, dov'è nato e cresciuto e soffre nel vedere l'abbandono, la diàspora, l'isolamento e l'anonimato del borgo natio. In questi decenni è stato invitato a far parte di qualche lista, ma ha sempre rifiutato per ragioni variegate. Da qualche tempo tuttavia alcuni gruppi e parti di associazioni anche di volontariato, lo hanno invitato a riflettere, circa l'eventualità di una sua candidatura alle Provinciali ed alle Regionali, se non alle politiche. Per difendere e tutelare il suo paese da un'altra angolazione. Ma Luigi, ha sempre respinto, ritenendo che i tempi non fossero maturi.
Per la verità, fra quelli che lo scoraggiavano c'era pure il direttore. E c'è ancora. Candidato a sindaco? Ragioni di servizio…. Un tentativo di salvare il salvabile? Roccaforte del Greco oramai è poco meno di una ghost town. Un 'cimitero degli elefanti'. I giovani, sono andati via. Rarissimo vedere una coppia che si sposi e rimanga in paese. Le nascite, ci sono ancora, ma col contagocce. I morti, superano i vivi. Continuando così, il paese imploderà dal di dentro.
Luigi, vorrebbe cavalcare il faraonico progetto della bretella di scorrimento veloce, lungo l'Amendolea, unica ancora di salvezza, in grado di collegare il paese con la super-strada jonica 106 in una manciata di minuti. Assieme ad altri progetti di sviluppo sostenibile. Per esempio, la valorizzazione dei prodotti tipici locali. 'Luigi, è nobile il tuo gesto'. Nonostante la peggiore crisi economica del dopoguerra, nera come il carbone, che attanaglia il Belpaese, crediamo in una ripresina. Questa è la nostra opinione, sic et simpliciter.
Ci verrebbe voglia di dire…"Va' dove ti porta il cuore". Ma la ragione invece, consiglia di riflettere bene, prima di avventurarsi in una campagna elettorale di questo tipo. Per dirla tutta, temiamo che Luigi, alla fine, possa cedere al canto delle sirene di una candidatura a sindaco. Proprio così. Con due liste in campo, le cose cambierebbero completamente. Intanto non ci sarebbe più l'assillo del quorum; indispensabile nel caso di una sola lista. Inoltre la gente avrebbe la possibilità di votare secondo le regole della democrazia; in piena libertà. Sembra che un'altra lista scenderà in campo, appunto. Prima bisognerà vedere se verrà presentata, da chi e quando.
Si fa il nome di un professionista locale. Vedremo tra qualche giorno, se l'ipotesi prenderà anima e corpo o se rimarrà una bella intenzione. Stesso discorso per la lista di Luigi Palamara. Vedere per credere. Il giornalista, ci ha confermato le offerte per ora sotterranee, pure di una candidatura alle elezioni regionali, che oramai, gira e rigira, bussano alle porte. Troppa grazia Sant'Antonio. Siamo contenti, che Luigi goda di tutte queste attenzioni, per carità. Non ci sfugge la sua crescita culturale e lo spessore giornalistico per carità. Il primato della politica, deve continuare ad essere una certezza, non solo nel nostro Paese. Su questo non ci piove.
Non vi nascondiamo amici lettori, che in questi anni, abbiamo dovuto sudare le proverbiali sette camicie per convincere Luigi a desistere e concentrarsi di più sul giornale (Melitoonline-MNews.IT). Ricorderete il braccio di ferro alle Elezioni Provinciali, sino ad un giorno prima della scadenza. Ma alla fine l'abbiamo spuntata noi e Luigi ha ritirato la sua candidatura. Sarà così anche stavolta? Non ne siamo certi. "Luigi, non farlo!", gli abbiamo detto, chiaro, forte e tondo.
Sebbene, la china che ha preso Roccaforte, quella di non presentare liste né di spalancare spiragli possibilisti, porterà all'immobilismo della libertà, alla paralisi della democrazia. Il male peggiore che esista. Passa un anno e viene l'altro. Una domanda gliela possiamo fare: Luigi, dove li prendi dieci candidati, all'esterno?
Domenico Salvatore
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