SEQUESTRO DI BENI DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA DI BARI
La Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha sequestrato numerosi terreni ed una attività imprenditoriale ad un pregiudicato di Bitonto (Bari), eseguendo così provvedimento adottato dalla Terza Sezione Penale – Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari che ha accolto la proposta formulata dal Direttore della DIA, Arturo DE FELICE.
Le indagini patrimoniali sono state condotte dal Centro Operativo DIA di Bari su un 50enne bitontino, A.A. soggetto peraltro condannato per essere organico ad associazione per delinquere di stampo mafioso, operante nella provincia di Bari, in particolare nella città di Bitonto.
Considerato soggetto pericoloso dedito da decenni alla commissione di delitti, destinatario già varie volte della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della P.S., l’ultima terminata in data 27 settembre 2008, è stato da ultimo tratto in arresto il 23 gennaio 2012, all’esito di una importante operazione che ha visto coinvolti personaggi di spicco della criminalità locale bitontina e barese, attestando così la sua inclusione continua e fattiva nell’ambiente criminale.
Il gruppo delinquenziale sgominato era dedito alla commissione di un numero indefinito di delitti di furto, rapina, tentato omicidio, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.
Partendo proprio da quella vicenda giudiziaria, gli investigatori della DIA hanno condotto un’analisi approfondita del patrimonio del bitontino, verificandone dichiarazioni dei redditi, disponibilità finanziarie e patrimoniali estese all’intero nucleo familiare.
Gli accertamenti condotti hanno così palesato come il patrimonio a disposizione della famiglia fosse nettamente sproporzionato rispetto i redditi dichiarati. Ciò nonostante il nucleo familiare aveva effettuato numerosi acquisti evidenziando una disponibilità di beni immobili, tra cui in particolare i terreni sequestrati quest’oggi dalla DIA.
Gli investigatori hanno così ricostruito i movimenti finanziari e gli investimenti economici del nucleo familiare, rilevando a conclusione degli accertamenti patrimoniali una netta sproporzione per il periodo 1997/2010, formulando così l’ipotesi che il tenore di vita ben superiore alla disponibilità dichiarata potesse giustificarsi solo grazie ad introiti illeciti.
Pur a fronte di attività economica esercitata, la netta sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio accumulato, in aggiunta alle spese che una famiglia deve sostenere specie in presenza di tre figli, poteva trovare giustificazione solo se quei redditi erano da ricollegarsi ad una causa illecita.
Proprio per queste considerazioni, in virtù dei poteri attribuiti al Direttore della DIA dal Codice Antimafia, il Centro Operativo di Bari ha richiesto il sequestro di dieci terreni, un fabbricato rurale, due opifici ed un autolavaggio, tutti ubicati nella città di Bitonto, riconducibili alla disponibilità del pregiudicato bitontino e del suo nucleo familiare.
Le conclusioni investigative della DIA di Bari sono state così accolte dalla Magistratura di prevenzione che ha disposto il sequestro anticipato.
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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