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Il Rosarno gioca sempre per vincere, anche fuori casa ed inguaia il Condofuri, che sbaglia approccio ed ora rischia di retrocedere direttamente

I padroni di casa vanno subito in vantaggio con una bella penetrazione di Favasuli. Poi comincia la serie degli errori madornali, uno più grosso dell'altro, traditi dalla logorrea, dall'ansia, dallo stress e dall'emozione; prendono tre reti, prima di svegliarsi dal letargo. Ma oramai la frittata era stata ben cucinata e servita in tavola. Nella sagra delle occasioni mancate, pure un calcio di rigore, spedito fuori nientemeno

IL ROSARNO, CHE NON AVEVA PIÚ NULLA DA PERDERE, NÉ DA GUADAGNARE, GIOCA COL 'SANGUE AGLI OCCHI', SBANCA IL RETTANGOLO DI MELITO PORTO SALVO E CONDANNA IL CONDOFURI "SQUADRA DI CASA" ALLA (QUASI) RETROCESSIONE DIRETTA

Gli ospiti sono più quadrati, giocano meglio e sono superiori sul piano tecnico. Tom e Jerry hanno toreato a lungo sul tappetino artificiale del "Saverio Spinella", ma alla fine il risultato premia chi c'ha messo più rabbia e convinzione. Il 3-4 all'87° quando non c'è più birra in corpo e lucidità per trovare lo spiraglio giusto
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria)-Sulla carta, doveva essere una partita remissiva, arrendevole e tollerante, giocata in scioltezza e senza astio, rancore e odio. Le due squadre, sono alla loro seconda partita ufficiale, in totale, tra andata e ritorno. Non si erano mai incontrate, prima d'ora, nemmeno in amichevole. Dunque non c'era nessuna vecchia ruggine, un malinteso, un equivoco. Niente di niente. La partita doveva "farla" il Condofuri, spinto dalla classifica deficitaria, passiva ed improduttiva, che aveva necessità di blindare il suo play-out. In attesa di giocarsela in quella sede. Ma non l'ha potuta giocare, come avrebbe voluto. Non l'ha nemmeno pareggiata, per essere chiari. Ha preso quattro sberle, anche stavolta, tanto per cambiare e se n'è tornato sulle rive dell'Amendolea con le pive nel sacco. Repetita iuvant? Il Rosarno, bello il suo campionato, era partito in sordina, ma poi strada facendo aveva aggiustato la mira, arrivando alle soglie della griglia dei play-off. Poi, quasi improvvisamente si è disunito e scompigliato. I risultati non sono più arrivati. Ha cominciato a perdere in casa e fuori. Ma bisogna pur dire, che avesse incontrato squadre più motivate, meglio attrezzate o più decise e determinate; se non più fortunate. Perché l'aiutino della dea bendata nel pallone, come tutti sanno, è decisivo. Il Rosarno la sua partita l'ha fatto. 

Ha giocato per vincere, come fa sempre; in trasferta od in casa, non fa differenza. Ma stiamo parlando di una delle roccaforti del calcio dilettantistico e semiprofessionistico. A Rosarno, i tifosi e gli sportivi in genere, ne masticano di calcio. Sono per intenderci fra i più competenti ed esperti di tutto il comparto. Le squadre di Rosarno, Storia alla mano, hanno sempre dominato la scena. In qualche caso, travolte da vicende extra-calcistiche. Questo è un altro paio di maniche. Ma il calcio a Rosarno c'è stato e c'è ancora. Una passione, che ha radici profonde e che ha espresso fior di campioni, di spessore e caratura ben superiori, che hanno militato e militano in varie squadre, fuori di Rosarno. Il Condofuri, al contrario, non ha saputo fare la sua partita. Sul campo si deve giocare al pallone, non fare chiacchiere bettolare, che poi si traducono in partite disastrose, gare catastrofiche e sconfitte apocalittiche con passivi spaventosi. A parte tre cartellini rossi e sette gialli, in una sola partita. Mai vista una cosa così, addirittura in casa. Hai voglia a prendersela comodamente con l'arbitro, colpevole di applicare il regolamento. Non è possibile che il Condofuri solo, abbia ragione e tutti gli altri, torto. Qui, c'è qualcosa che non quadra. Vorremmo sapere perché il presidente Carmelo Iaria si sia dimesso e non abbia più voluto sapere niente. 

Altro discorso è la disponibilità del campo, che il Comune non ha potuto assicurare in tempo utile. Il sindaco Salvatore Mafrici ha assunto un preciso impegno, questo è vero; la Giunta pure ed il Consiglio Comunale, anche. Ma come tutti sanno tra il dire ed il fare, c'è di mezzo il mare. I tempi tecnici o materiali, non consentono di quantificare con la proverbiale precisione di un orologio svizzero. Serve una caterva di permessi ed autorizzazioni e bisogna"trovare" i soldini; una vera caccia al tesoro. Il nostro suggerimento di abbattere il muro esterno ed allargarlo di una decina di metri, è stato disatteso completamente; per non dire 'ignorato'o snobbato. Era solo dialettica, dialogo, confronto delle idee. Non pretendiamo di dare ordini in casa degli altri, per carità. Almeno si rifaccia la tribunetta e la recinzione esterna a norma. Gli spogliatoi non sono quelli di Barbie & Ken o di Biancaneve ed i sette nani. Lo diciamo prima che la montagna partorisca il topolino. Altrimenti sarebbe meglio spostarli dietro l'altra porta. Non diciamo il manto erboso. Troppa grazia Sant'Antonio Nonostante, lo suggerisca se non imponga la FIGC. Una squadra, deve giocare davanti al pubblico amico, a giusta ragione, considerato il "dodicesimo" uomo in campo; su questo non ci piove. Fallito il vecchio progetto di San Carlo, non rimane altro che puntare sul rifacimento del vecchio impianto, sul lungomare, che sic stantibus rebus, diventa oro colato. Tornando alla partita, diciamo subito che il Condofuri, non abbia disputato la partita giusta. 

Non è mancato impeto e passione. Anzi ce n'è stato pure di troppo. Il poco basta, il "troppo" storpia, dice il proverbio. Una gara partita male e finita peggio. Dopo un'ora di gioco si era già 1-3. Ma il Condofuri si permetteva addirittura il lusso di sprecare pure un calcio di rigore ed una serie incredibile di palle goal, davanti a Cuiuli. A nostro parere i vari Scordo I, Favasuli, Scordo II, Follia, Chilà, Paviglianiti, non hanno grandi colpe. Hanno alzato le barricate, per quanto abbiano potuto. Avevano di fronte un attacco atomico. Mercuri, Muscatello, Zappia, Gallo, Cuiuli, hanno segnato quattro reti. Loro il rigore l'hanno messo dentro il sacco con freddezza e lucidità. Il Condofuri per segnarne uno ha dovuto conquistare due. Zoccali, Modaffari Massimiliano, Larnè, Modaffari Lorenzo, Mafrici (poi anche Nucera, Pratricò e Modaffari Antonino) hanno giocato al tiro a segno, ma spesso sbagliando mira e bersaglio. Perfino a porta vuota. Hooligans e skin-heads in tribuna, schiumavano rabbia e livore. Si stava consumando un dramma sotto i loro occhi, che aveva dell'incredibile. Cuiuli, Tortora, Marafioti, Ferraro, Condoluci, Matalone, si difendevano con ordine ma senz'affanno. Senza erigere barricate, muraglie cinesi o muri di berlino. "Giocate, giocate, giocate al pallone urlava Demetrio Brancati". Sembrava Luciano Pavarotti alla Scala di Milano nella Turandot. Fiato sprecato. 

Ma era come urlare alla luna. I suoi ragazzi erano…nel pallone. Nonostante tutto avveniva un mezzo miracolo. Improvvisamente le cose cominciavano a girare. Si azzeccava il secondo rigore a favore e schiacciando l'acceleratore a tavoletta, addirittura si acciuffava per i capelli il sospirato pareggio. Di più, perché sulle ali dell'entusiasmo, calzando gli stivali delle sette leghe che facevano correre più forte del fiabesco "Gatto". Il ribaltone veniva sfiorato in almeno due clamorose occasioni, a tu per tu con il portiere. Il Rosarno, colto di sorpresa, ma il rigore c'era, farfuglia e balbetta e va in debito di ossigeno. Si rifugia all'angolo aspettando il gancio sinistro doppiato da un montante destro. Riesce a schivare il colpo del K.O. e comincia anzi a roteare i pugni come un kamikatze impazzito. Da posizione quasi impossibile la vecchia volpe dei campi di gioco Zappia, azzecca l'angolino. Il patatrac atterra il Condofuri, che si piega annientato come un giocattolo rotto, la nebbia negli occhi e nel cervello, la bava alla bocca, i nervi alle stelle. Non c'è più tempo per organizzare nemmeno un timido tentativo per agguantare un ipotetico pareggio. Il Rosarno ha giocato per vincere. Ed ha vinto. Ma il Condofuri ha fatto di tutto per perdere e c'è riuscito. Stavolta, non c'è il comodo alibi dell'arbitro parafulmine. 

Il signor Giovanni Mallamaci di Reggio Calabria ha arbitrato alla grande, applicando il regolamento e correndo su ogni palla. I tre rigori c'erano e li ha concessi. Punizioni, corners, rimesse laterali, mischie e battibecchi, sono stati gestiti alla meglio. Non si poteva chiedere di più. L'uscita dal campo tra comprensibili mugugni e parole in libera uscita. Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso. Il Condofuri non meritava  tale brutta classifica, su questo concordiamo. Sebbene riteniamo che non si possano affrontare le partite della vita  con impegni alla camomilla se non  con la valeriana o il decotto della nonna ed in ultima analisi sottotono. Bisognava aggredire l'avversario sulle fasce, loro punto debole in questa gara. Non con le parole al vento. Hic et nunc ci vorrebbe Elton John per cantare  "Candle in the wind"; la canzone composta per la morte di Marilyn Monroe e  cantata con riferimento alla morte di Lady Diana. Non si tratta di passare dall'osanna al crucifige o di lavarsi le mani come Ponzio Pilato. Una passione così è dura da digerire. Ed ora chi indosserà i panni del Cireneo? Il Condofuri, è ad un passo dal Calvario. I buoni samaritani sono una specie in estinzione… 'Porgi l'altra guancia fratello! Gli mancano, almeno una decina di punti in classifica generale. Parliamone! Con calma, con serenità, qualora fosse possibile. Ma senza scatenare una caccia alle streghe. Le sconfitte servono per capire. Le batoste per rinsavire. Il dialogo per risalire. Ancora ci sono in giro gli "Homines bonae voluntatis". Ma non i gonzi, gli allocchi ed i creduloni dell'era quaternaria; dispersi a Jurassic Park. Qualcheduno ci ha già risposto come Rhett Butler in "Via col vento"…"Francamente me ne infischio". Ed un altro come Rossella O'Hara, sempre della stessa pellicola hollywoodiana…"Dopotutto,domani è un altro giorno". Domenico Salvatore




 Condofuri Rosarno 3-4
Tabellino di Dosa
Condofuri: Scordo I 7, Favasuli 9, Scordo II 7, Follia 7, Chilà 7, Paviglianiti 9, Zoccali 7, Modaffari Massimiliano 7, Larnè 8, Modaffari Lorenzo 7, Mafrici 7
In panchina, Paone, Piacentini, Brancati, Chianese
Sostituzioni, Modaffari Antonino, Praticò, Nucera
Allenatore, Demetrio Brancati 7
Presidente Antonio Chilà 7
Rosarno: Cuiuli 8, Tortora 8, Marafioti 8, Ferraro 8, Condoluci 8, Matalone 10, Zungri 9, Mercuri 9, Muscatello  8, Zappia 10, Gallo 9, 
In panchina, Oliveri, Pesce
Sostituzioni, Fenice, Costantino
Allenatore Zungri/La Rosa 10
Presidente, Iannaci Nicola s.v.
Marcatori 3° p.t. Favasuli ( C), 42°  ,  p.t. su rigoree  e 17° s.t.  Matalone (R ) 20° p.t. e 42° s.t. Zappia (R ), 35 s.t.su rigore Scordo II°, 40 s.t. Zoccali
Arbitro, Giovanni Mallamaci di Reggio Calabria, 10
Note, pomeriggio primaverile, terreno in ottime condizioni di gioco, ammoniti Favasuli, Larnè e Scordo  per il Condofuri; Marafioti, Ferraro, Mercuri e Gallo per il Rosarno. Angoli 7-4; punizioni 18-13; rimesse laterali 17-12; tiri nello specchio della porta 13-8; rigori 2-1


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