“Vado Ligure, disposto il sequestro della centrale a carbone”, questa la notizia diffusa nella giornata di ieri, dai tutti gli organi d’informazione e tra i titoli di apertura dei principali telegiornali nazionali.
l gip del tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi, ha accolto dunque la richiesta della Procura di sequestrare la centrale elettrica alimentata a carbone di Tirreno Power, imponendo lo spegnimento delle unità alimentate con il combustibile fossile.
L'ordinanza, con cui è stato deciso lo stop, parla di nesso di causalità tra le emissioni, le morti premature e l’aumento delle patologie. La prova del disastro ambientale doloso, con conseguenza sulla salute dei cittadini, starebbe nella rarefazione dei licheni e nell'aumento delle malattie riscontrate nell’area in cui sorge la centrale.
La Procura di Savona aveva da tempo aperto due filoni d’inchiesta, uno per disastro ambientale e uno per omicidio colposo. Per il procuratore Granero, le emissioni della centrale hanno causato 442 morti tra il 2000 e il 2007, "tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012"
Si legge sul giornale La Stampa: “…A gravare sulla responsabilità della centrale riguardo al disastro ambientale e al danno sulla salute dei cittadini ci sarebbe la posizione in cui è stata collocata una centralina, quella per il Sistema di Monitoraggio delle Emissioni, la cosiddetta `Sme´ che doveva controllare i limiti di inquinamento imposti dall’Aia, che la voleva collocata in un `camino´. L’azienda aveva proposto una diversa collocazione su cui ha trovato il consenso del Ministero dell’Ambiente…”
Consensi e garanzie, rassicurazioni e promesse. Basta tornare indietro nel tempo, fino al momento in cui la centrale a carbone Tirreno Power era solo un progetto che veniva proposto al territorio, per trovare a Vado Ligure la stessa campagna di disinformazione che in questi anni la SEI-Repower ha messo in piedi nel basso ionio reggino. Opportunità lavorative e nuovi scenari di sviluppo, rifacimenti di infrastrutture e nuove opere per il benessere della collettività, tra rassicurazioni e garanzie sul fatto che il carbone non avrebbe mai fatto male a nessuno perché gli impianti erano all’avanguardia, gioielli della tecnologia. Forse a Vado Ligure era ancora prematuro spingersi ad affermare (come ha fatto la SEI-Repower a Saline Joniche) che la centrale avrebbe addirittura migliorato la qualità dell’ambiente.
Quello che è certo, è che la centrale Tirreno Power aveva ricevuto l’ok da tutti i Ministeri competenti, compreso quello dell’Ambiente. Ciò che è agghiacciante è che SEI-Repower ha sempre sponsorizzando la centrale di Saline portando, tra le altre, quale esempio di convivenza pacifica, senza danni alla salute e all’ambiente, proprio la centrale di Vado Ligure.
Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti.
E intanto:
A Saline Joniche, SEI-Repower vuole ancora costruire una centrale a carbone, come ha fatto Tirreno Power.
A Saline Joniche, SEI-Repower continua ad acquisire autorizzazioni per completare il suo iter, come ha fatto Tirreno Power.
A Saline Joniche, SEI-Repower ha fatto tutti i test per garantire la salute dei cittadini, come ha fatto Tirreno Power.
A Vado Ligure la centrale a carbone ha causato, secondo la Procura di Savona, 442 morti nel giro di 7 anni, a Saline Joniche cosa succederà?
Il Coordinamento Associazioni Area Grecanica, gioiendo insieme ai comitati liguri che in tutti questi anni hanno lottato per questo primo grande risultato, continuerà a difendere il proprio territorio affinché quanto successo non si ripeta. Troppo alto il prezzo pagato dalla popolazione di Vado e Quiliano, a cui va tutta la nostra vicinanza.
Coordinamento Associazioni Area Grecanica
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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