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Mattia Preti a Reggio Calabria. Una preziosa opera al Museo diocesano, perché <<conservare l'arte è il nostro compito».

Da ieri e fino al 28 aprile, il Museo diocesano di Reggio Calabria ospiterà un dipinto del grande artista calabrese del 1600 il Cavalier Mattia Preti. Nacque a Taverna, in provincia di Catanzaro, un piccolo centro situato nella Sila piccola catanzarese. Trasferitosi a Roma, venne fortemente influenzato dalle tecniche del Caravaggio, ma anche dal Guercino, fino a realizzare un linguaggio tutto suo.


Proprio nel IV centenario dalla nascita di Mattia Preti (1613 – 2013) il Museo diocesano promuove la Mostra del dipinto “San Luca dipinge la Madonna e Gesù Bambino” del 1671, realizzato per un altare della chiesa di San Francesco di Assisi a La Valletta, ed è una delle poche opere datata e firmata dell’artista.

Recentemente restaurato a Roma ed esposto presso l’Accademia di San Luca a Roma, il dipinto è giunto anche a Crotone nel Palazzo Arcivescovile e a Catanzaro al MARCA, adesso a Reggio prima di tornare a Malta.

Alla conferenza stampa che ha avuto luogo ieri pomeriggio presso la Chiesa degli Ottimati, erano presenti numerose autorità, oltre a professori e studiosi.


Ad aprire l’incontro la dottoressa Lucia Lojacono, direttore del Museo diocesano di Reggio Calabria, la quale ha presentato gli ospiti: S.E. mons. Giuseppe Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, che ha parlato di una bella iniziativa da parte del Museo, «perché noi siamo custodi dell’arte del passato e dobbiamo cercare di lasciare arte nel futuro, riscoprendo la bellezza dell’arte per lasciare tesori agli altri che verranno». Del resto, come ha sottolineato la dottoressa Lojacono «conservare l’arte è il nostro compito». A prendere la parola Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria, che ha sottolineato l’importanza del ritorno del Cavalier calabrese «in quanto l’arte è espressione della nostra identità, per questo bisogna far conoscere l’arte ai ragazzi che sono il nostro futuro. È necessario ritornare a riconoscere il gusto del bello».

Paolo Martino, Incaricato regionale per i beni culturali ecclesiastici, ha parlato dei Musei diocesani che spesso vengono considerati «sacrestie polverose, ma questo evento è un evento di rinascita».


Presente anche Padre Arturo Saliba, Provinciale dei Frati Francescani Minori di Malta, che ha raccontato la storia della chiesa San Francesco di Assisi a La Valletta in cui è custodito il dipinto e dove è possibile ammirare altre opere del Mattia Preti.

Maria Teresa Sorrenti, funzionario della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria, si è soffermata sulle altre opere dell’artista e Sante Guido e Giuseppe Mantella, i due restauratori cui si deve il Progetto scientifico dell’evento, hanno parlato approfonditamente del dipinto.


L’opera rappresenta San Luca mentre indica la Madonna con il bambino dopo averlo finito di dipingere; Maria è punto di connessione tra Dio e l’arte, un’immagine di Maria tenera, il bambino accarezza la mamma in un gesto di intimità e gentilezza. Il bue in basso a sinistra è il simbolo di San Luca, un bue mansueto. Dietro troviamo la statua di Igea la ninfa, accanto un’altra statua, rappresenta una divinità greco-romana con la testa spezzata che si trova in basso a terra e rappresenta la vittoria della fede cristiana sul paganesimo; è dipinto anche Carlo Borromeo e in basso troviamo il putto che tiene il calamaio e l’inchiostro, ad indicare l’opera di evangelizzazione operata da San Luca; in basso a destra, è possibile vedere la firma di Mattia Preti e la data di esecuzione dell’opera (F.M.P.F. 1971).


Di certo la descrizione e le foto del dipinto non rendono giustizia, perciò è bene vederlo di persona. Per l’occasione, nel Museo diocesano reggino oltre all’esposizione del dipinto vi sarà l’allestimento di un’inedita Sezione documentaria, a cura di Alessia De Pasquale: documenti e volumi esposti, appartenenti all’Archivio Privato Frangipane. Inoltre giorno 29 marzo alle ore 10, vi sarà un Convegno dal titolo “Mattia Preti e Alfonso Frangipane”, promosso dal Museo diocesano e dal Liceo artistico “Preti-Frangipane” di Reggio Calabria, tra i relatori, Giorgio Leone, Direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Corsini a Roma, e Giuseppe Mantella, restauratore del corpus maltese delle opere di Mattia Preti.


Per i molti appassionati di arte e dell’artista catanzarese, il Museo diocesano garantirà un orario di apertura prolungato: dal lunedì al sabato ore 9-13 e martedì e venerdì ore 16-19 (esclusi festivi). Per informazioni 3387554386 o sito www.museodiocesanoreggiocalabria.it

È un’occasione che siamo certi i reggini non si lasceranno scappare.

 

Valentina Raffa

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