MILANO, 30 marzo 2014 - È morto nel pomeriggio in ospedale a Milano l'ex procuratore capo di Milano, Gerardo D'Ambrosio, protagonista della stagione di Mani pulite. D'Ambrosio aveva 83 anni ed era successo a Francesco Saverio Borrelli. Senatore dei Ds e del Pd, era stato sottoposto all'inizio degli Anni '90 a un trapianto di cuore.
MILANO: GERARDO D'AMBROSIO, UNA VITA TRA MAGISTRATURA E POLITICA/SCHEDA - Dalle aule dei tribunali ai banchi del Senato. È una vita tra magistratura e politica quella di Gerardo D'Ambrosio, morto oggi a Milano. Nato a Santa Maria a Vico (Caserta) il 29 novembre 1930, diplomato al liceo Classico e laureato a pieni voti in Giurisprudenza a Napoli con una tesi in diritto amministrativo, D'Ambrosio approda alla magistratura nel 1957 e arriva a Milano poco dopo. Il suo nome e la storia del Palazzo di giustizia milanese sono legati in modo indissolubile: si occupa dell'istruttoria sulla strage di Piazza Fontana e della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli. Nel 1981 assume la funzione di sostituto procuratore generale e si occupa dei primi processi per terrorismo, oltre che alle istruttorie relative al Banco Ambrosiano che vede tra gli altri imputati Roberto Calvi. Nel 1989 viene nominato Procuratore aggiunto di Milano dove dirige prima il Dipartimento criminalità organizzata poi quello dei reati contro la pubblica amministrazione. Dal 1992 è tra i protagonisti (insieme a Francesco Saverio Borrelli, Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo) del Pool che si occupa dell'inchiesta Mani pulite. Negli anni di Tangentopoli gli occhi di tutto il paese sono puntati sul palazzo di giustizia di Milano. Nel 1999 viene nominato Procuratore capo della Procura della Repubblica di Milano, nel 2002 lascia per limiti di età ma la sua avventura prosegue nel campo della politica: in occasione delle elezioni 2006, accetta la candidatura proposta dai Democratici di Sinistra, di un seggio al Senato, risultando eletto nella Regione Lombardia. È stato componente della II Commissione permanente (Giustizia) del Senato. Alle elezioni del 2008 è stato confermato senatore del Pd.
D'AMBROSIO. PISAPIA: “UN SIMBOLO DELLA MAGISTRATURA ITALIANA”.
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MILANO: GERARDO D'AMBROSIO, UNA VITA TRA MAGISTRATURA E POLITICA/SCHEDA - Dalle aule dei tribunali ai banchi del Senato. È una vita tra magistratura e politica quella di Gerardo D'Ambrosio, morto oggi a Milano. Nato a Santa Maria a Vico (Caserta) il 29 novembre 1930, diplomato al liceo Classico e laureato a pieni voti in Giurisprudenza a Napoli con una tesi in diritto amministrativo, D'Ambrosio approda alla magistratura nel 1957 e arriva a Milano poco dopo. Il suo nome e la storia del Palazzo di giustizia milanese sono legati in modo indissolubile: si occupa dell'istruttoria sulla strage di Piazza Fontana e della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli. Nel 1981 assume la funzione di sostituto procuratore generale e si occupa dei primi processi per terrorismo, oltre che alle istruttorie relative al Banco Ambrosiano che vede tra gli altri imputati Roberto Calvi. Nel 1989 viene nominato Procuratore aggiunto di Milano dove dirige prima il Dipartimento criminalità organizzata poi quello dei reati contro la pubblica amministrazione. Dal 1992 è tra i protagonisti (insieme a Francesco Saverio Borrelli, Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo) del Pool che si occupa dell'inchiesta Mani pulite. Negli anni di Tangentopoli gli occhi di tutto il paese sono puntati sul palazzo di giustizia di Milano. Nel 1999 viene nominato Procuratore capo della Procura della Repubblica di Milano, nel 2002 lascia per limiti di età ma la sua avventura prosegue nel campo della politica: in occasione delle elezioni 2006, accetta la candidatura proposta dai Democratici di Sinistra, di un seggio al Senato, risultando eletto nella Regione Lombardia. È stato componente della II Commissione permanente (Giustizia) del Senato. Alle elezioni del 2008 è stato confermato senatore del Pd.
D'AMBROSIO. PISAPIA: “UN SIMBOLO DELLA MAGISTRATURA ITALIANA”.
Milano, 30 marzo 2014. “E' con grande tristezza che ho appreso la notizia della morte di Gerardo D'Ambrosio, un amico, un grande uomo e uno dei simboli della Magistratura italiana. Un uomo cui la vita aveva concesso una seconda chance e che aveva saputo sfruttarla a beneficio della collettività”. Lo afferma il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
“Gerardo D'Ambrosio per decenni è stato un punto di riferimento della Magistratura operando sempre con professionalità e senso di giustizia. Il suo impegno è stato decisivo in inchieste che hanno segnato la storia recente di Milano, una competenza che lo ha portato anche a guidare la Procura della Repubblica della nostra città. D'Ambrosio ha poi continuato a servire le Istituzioni con una esperienza parlamentare che lo ha sempre visto impegnato a difesa della Costituzione e della Giustizia. Ho avuto il privilegio di conoscere D'ambrosio e di esserne amico, per questo so bene quanto mancherà alla sua famiglia e ai suoi amici a cui esprimo le mie condoglianze e quelle di tutta la città”, conclude il Sindaco Pisapia.
D'AMBROSIO: GHERARDO COLOMBO, 'SCONVOLTO,HO IMPARATO DA LUI" - «È una cosa che mi scombussola e mi sconvolge: ero un magistrato giovanissimo quando l'ho incontrato, è stata una persona da cui ho imparato veramente tanto». Così Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani Pulite ed ora componente del Cda della Rai, ricorda Gerardo D'Ambrosio, in un'intervista a Rainews24. «Lo conoscevo - ricorda Colombo - dal 1978, eravamo nello stesso ufficio in procura a Milano. Ma l'avevo conosciuto, non di persona, prima, come tanti, quando investigava sulla strage di piazza Fontana e poi ci siamo ritrovati nel pool di Mani pulite. Gerardo era un bravissimo investigatore. Applicavamo la legge, la Costituzione, per far sì che la frase 'tutti i cittadini sono uguali davanti alla leggè, invece che una speranza, diventasse realtà».
D'AMBROSIO: CORDOGLIO PREFETTO DI MILANO TRONCA ) - MILANO, 30 MAR - Il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca ha espresso cordoglio per la morte di Gerardo D'Ambrosio, unendosi «al dolore della famiglia per la scomparsa». «Il suo impegno civile - ha aggiunto - sarà portato avanti da tutti coloro che hanno a cuore la legalità».
D'AMBROSIO: DI PIETRO,'CIAO GERARDO, MENO MALE CHE C'ERI TU" - ROMA, 30 MAR - «Ciao Gerardo, meno male che c'eri tu ai tempi di 'Mani pulitè». Così Antonio Di Pietro, in un tweet, ricorda l'ex capo del pool di Mani Pulite, Gerardo D'Ambrosio.
D'AMBROSIO: GHERARDO COLOMBO, 'SCONVOLTO,HO IMPARATO DA LUI" - «È una cosa che mi scombussola e mi sconvolge: ero un magistrato giovanissimo quando l'ho incontrato, è stata una persona da cui ho imparato veramente tanto». Così Gherardo Colombo, ex magistrato del pool di Mani Pulite ed ora componente del Cda della Rai, ricorda Gerardo D'Ambrosio, in un'intervista a Rainews24. «Lo conoscevo - ricorda Colombo - dal 1978, eravamo nello stesso ufficio in procura a Milano. Ma l'avevo conosciuto, non di persona, prima, come tanti, quando investigava sulla strage di piazza Fontana e poi ci siamo ritrovati nel pool di Mani pulite. Gerardo era un bravissimo investigatore. Applicavamo la legge, la Costituzione, per far sì che la frase 'tutti i cittadini sono uguali davanti alla leggè, invece che una speranza, diventasse realtà».
D'AMBROSIO: CORDOGLIO PREFETTO DI MILANO TRONCA ) - MILANO, 30 MAR - Il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca ha espresso cordoglio per la morte di Gerardo D'Ambrosio, unendosi «al dolore della famiglia per la scomparsa». «Il suo impegno civile - ha aggiunto - sarà portato avanti da tutti coloro che hanno a cuore la legalità».
D'AMBROSIO: DI PIETRO,'CIAO GERARDO, MENO MALE CHE C'ERI TU" - ROMA, 30 MAR - «Ciao Gerardo, meno male che c'eri tu ai tempi di 'Mani pulitè». Così Antonio Di Pietro, in un tweet, ricorda l'ex capo del pool di Mani Pulite, Gerardo D'Ambrosio.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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