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"E mo bast!"...Quelle associazioni e comitati della società civile che possono cambiare il mondo

A Cassano corteo dopo delitti, tutti’Organizzatore:poca gente ma non deve essere motivo rassegnazione. ‘Mo Bast’
QUEI MOVIMENTI CHE POSSONO CAMBIARE IL MONDO
Domenico Salvatore 

Il flash dell’Ansa recita…” E mo' basta a essere etichettati solo come terra disperata conosciuta per i morti ammazzati. Noi vogliamo essere altro". La comunità cassanese è scesa in piazza per gridare "E mo' bast!" dopo l'omicidio di don Lazzaro, che ha fatto seguito al delitto di Cocò, tre anni e ucciso e bruciato insieme al nonno ed alla compagna di questi "E' deludente - ha detto l'organizzatore Antonio Golia - vedere così poca gente, ma non deve essere motivo di rassegnazione". Associazioni, movimenti, organizzazioni, comitati, società, federazioni, consorzi… 'Mo basta', ‘Reggio non tace’, ‘Libera’, ‘E adesso ammazzateci’, ‘Legambiente’, ‘Riferimenti’, ‘Confartigianato’, ‘Cgil’, ‘Uil, ‘Ugl’, ‘Cisl’, ‘Caritas’, ‘Acli’, ‘Azione Giovani’, ‘Fgci’, ‘ reggioliberareggio"….La società civile in movimento…”La società civile è un'aggregazione di cittadini riferita alla loro convivenza in uno Stato. L'aggettivo "civile", contrapposto a barbaro, sottintende il raggiungimento di un alto grado di civiltà materiale o spirituale. Il termine "civile" deriva dal latino civilis, derivato di civis (cittadino).Evoluzione storica del concetto.Il rapporto tra società e stato. Sul piano filosofico la distinzione tra i concetti di società e di stato e tra le relative problematiche avviene solo in tarda età. In epoca classica viene considerato soltanto il problema del rapporto tra l'individuo e la collettività. Nel Settecento Rousseau considera come un contratto sociale l'unione politica tra individui-
La svolta di Hegel. Con Hegel avviene la svolta ideologica della distinzione tra società e stato, tra società civile e società politica. Il filosofo tedesco subordina il concetto di società a quello di stato e nel processo dialettico considera la società civile momento intermedio con la conseguenza che dalla "immediatezza naturale" dell'aggregazione familiare si giunge alla "consapevolezza" dello stato. Per Hegel lo stato è insomma una fase autonoma sia rispetto all'organizzazione familiare che alla società civile e agli interessi di ogni individuo. Lo stato, per Hegel, pur con i suoi limiti e difetti, si trova a un livello superiore e assicura la libertà etica. La società civile è l'organizzazione finalizzata a soddisfare i bisogni dei singoli e in essa si raggiunge un equilibrio armonico.
La concezione di Marx. La distinzione e opposizione dialettica tra società e stato nella dottrina di Marx sfocia nella concezione politica della lotta di classe. In tale ottica viene concepito uno stato le cui esigenze coincidono con quelle della società. Il marxismo diviene scienza critica della società. Con il ribaltamento di quella che Marx chiama società borghese e l'abolizione della proprietà privata attraverso la rivoluzione comunista avviene l'emancipazione dell'individuo.
Nel positivismo. La sociologia come scienza, con l'avvento della concezione positivistica di Auguste Comte, fa assumere ai problemi della vita sociale una forma indipendente. La nuova scienza sociologica, a differenza del marxismo, diviene scienza positiva e le due discipline per molti decenni hanno reagito con accuse reciproche molto pesanti: il marxismo definito dalla sociologia fanatismo politico razionalizzato e la sociologia accusata dal marxismo di ideologia borghese.
Progresso e civiltà. Si può ritenere la società civile sinonimo di società evoluta aperta al progresso a condizione di non porre dei limiti storici e geografici al suo significato. In caso contrario si cadrebbe nell'errore di creare un sinonimo tra società civile e società contemporanea. Con la conseguenza di escludere arbitrariamente dal concetto di società civile epoche storiche che hanno segnato importanti conquiste di civiltà. Questa considerazione chiama in causa il relativismo. Lo sviluppo nel tempo del concetto di progresso ha dovuto fare i conti con le diverse concezioni del progresso umano visto di volta in volta con parametri diversi:
Nel mondo classico la storia successiva è vista come decadenza.
Nel Medioevo il progresso e l'evoluzione sono analizzati dalla prospettiva cristiana in rapporto al bene e al male e agli effetti dopo la morte.
Nel Rinascimento, fonte Wikipedia, si fa strada il concetto del progresso della storia e delle capacità umane in rapporto soprattutto alla scienza e al concetto di modernità inteso come patrimonio del sapere. Giordano Bruno costituisce un esempio illuminante, così come Tommaso Campanella, Bacone, Galileo, Cartesio. I contrasti sull'idea di progresso si sono susseguiti anche con riguardo all'aspetto teologico, filosofico ed etico. L'Illuminismo ha dato molta più importanza all'aspetto etico come liberazione dell'uomo da credenze e superstizione. Fino al positivismo e all'empirismo e all'idealismo hegeliano sul progresso come evoluzione dialettica.Società civile e democrazia.Il concetto di società civile trascende la politica e il riconoscimento dei diritti da parte delle istituzioni. C'è una differenza tra progresso scientifico e tecnico e progresso morale. La società civile, come la democrazia, più che aggregazione di popolo e di sudditi, è aggregazione di cittadini, aggregazione di uomini. Riguarda il progresso scientifico ma la consapevolezza e il riconoscimento sociale di diritti fondamentali che Kant definisce diritti innati. A cominciare dal diritto alla libertà. Per Kant, a differenza di Hegel, società civile e politica, società civile e stato sono un tutt'uno inscindibile come momento successivo e superiore che supera la barbarie affidandosi all'autorità e alla legge.
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Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è associazione che si occupa di sensibilizzazione e contrasto al fenomeno delle mafie. Giuridicamente è una associazione di promozione sociale, fonte www.libera.it, riconosciuta dal Ministero dell'interno, dedita a sollecitare e coordinare la società civile contro tutte le mafie e favorire la creazione e lo sviluppo di una comunità alternativa alle mafie stesse. Si occupa anche del coordinamento delle diverse associazioni aderenti. Al 2011 raccoglieva circa 1.500 associazioni, enti e gruppi locali che collaborano ai suoi scopi. Storia. L'associazione si è costituita il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nel contrasto alle mafie e nella promozione della legalità democratica e della giustizia. La prima iniziativa è stata la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge che prevedesse il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che poi venne tradotta in norma con la legge 7 marzo 1996 n. 109. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero del Lavoro, della Salute e della Solidarietà Sociale. Inoltre è riconosciuta come associazione con Special Consultative Status dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc).Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le "eccellenze italiane". Nel 2009 è stata premiata dal Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese) fra le migliori esperienze di società civile organizzata. Nel 2012 è stata inserita nella lista delle cento migliori ONG del mondo dalla rivista The Global Journal: è l'unica organizzazione italiana in tale classifica, dedicata alle "community empowerment" e all'universo del no-profit.Presidente. Il presidente dell'organizzazione è don Luigi Ciotti, già fondatore del Gruppo Abele di Torino e della rivista Narcomafie.Il presidente onorario è Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia. Attività. Al 2011 aderiscono a Libera oltre 1600 fra associazioni nazionali e locali, cooperative sociali, gruppi e realtà di base e circa 4500 scuole attive nei percorsi di educazione alla legalità democratica in Italia e nel mondo.Tra gli impegni concreti di Libera si segnalano: la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità, l'impegno contro la corruzione, il sostegno alle vittime delle mafie, i campi di studio e volontariato antimafia, le attività antiracket e antiusura. Libera Terra. Libera Terra è il marchio di Libera che contraddistingue le produzioni delle cooperative che producono le materie prime su terre confiscate alla criminalità organizzata. Si occupa del riutilizzo sociale dei beni confiscati previsto dalla legge n. 109/96. Dalle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti delle cooperative è nato il Consorzio LiberaTerra Mediterraneo, che include anche altri soggetti economici, quale supporto alle attività del settore turismo responsabile Libera il gusto di viaggiare. I prodotti di Libera Terra sono distribuiti in diverse catene e punti vendita italiani e anche internazionali, oltre che nelle botteghe de I sapori e i saperi della legalità.Nel corso degli anni Libera ha dato via a numerosi progetti ed iniziative sui beni confiscati alle mafie, tra i vari esempi ricordiamo "La mozzarella della Legalità", a Castel Volturno dove la cooperativa "Le Terre di Don Peppino Diana" produce all'interno di spazi confiscati alla camorra. Il progetto è stato cofinanziato dalla Fondazione con il Sud.E!State Liberi!Tanti giovani scelgono di fare un'esperienza di volontariato e di formazione civile sui terreni confiscati alle mafie gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra. Segno questo, di una volontà diffusa di essere "protagonisti" e di voler tradurre questo impegno in una azione concreta di responsabilità e di condivisione.L'obiettivo principale dei campi di volontariato sui beni confiscati alle mafie è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e giustizia sociale che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto. Si dimostra così, che è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà. Caratteristica fondamentale di E!State Liberi è l'approfondimento e lo studio del fenomeno mafioso tramite il confronto con i familiari delle vittime di mafia, con le istituzioni e con gli operatori delle cooperative sociali. L'esperienza dei campi di lavoro ha tre momenti di attività diversificate: il lavoro agricolo o attività di risistemazione del bene, la formazione e l'incontro con il territorio per uno scambio interculturale. E!state Liberi è la rappresentazione più efficace della memoria che diventa impegno, è il segno tangibile del cambiamento necessario che si deve contrapporre alla "mafiosità materiale e culturale" dilagante nei nostri territori.Libera Formazione.È il settore che progetta e realizza percorsi di formazione e educazione, in tema di educazione alla cittadinanza e di contrasto alle mafie, a partire dal motto di don Milani I care. I progetti si attivano con università, scuole, associazioni, cittadini e enti locali e consistono in convegni, percorsi, seminari, incontri e corsi di alta formazione. All'interno di questo settore si colloca il progetto Libera-net, realizzato nel 2006.Libera Memoria.Consiste in uno strumento dedito al ricordo e alla sensibilizzazione. Si adopera al fine di realizzare una banca dati per restituire il diritto della memoria alle vittime e a coloro i quali è stato tolto il diritto alla vita; si impegna affinché si superino le disparità di trattamento tra familiari riconosciuti e residenti in diverse regioni e le differenze ancora in essere tra le vittime della criminalità organizzata, del dovere e del terrorismo. All'interno di questo ambito si colloca la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, celebrata ogni anno il 21 marzo per ricordare le vittime di tutte le mafie, in diverse città d'Italia: 1996 - Roma
    1997 - Niscemi (CL)
    1998 - Reggio Calabria
    1999 - Corleone (PA)
    2000 - Casarano (LE)
    2001 - Torre Annunziata (NA)
    2002 - Nuoro
    2003 - Modena
    2004 - Gela (CL)
    2005 - Roma
    2006 - Torino
    2007 - Polistena (RC)
    2008 - Bari
    2009 - Napoli
    2010 - Milano
    2011 - Potenza
    2012 - Genova
    2013 - Firenze
    2014 - Latina
Altri appuntamenti realizzati nel corso degli anni e dedicati a questo scopo sono: Carovana Antimafie (manifestazione itinerante con l'obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare gli abitanti e le istituzioni locali, la cui memoria ad ogni tappa viene fissata attraverso il diario di bordo tenuto dai carovanieri, i racconti, i video, le foto e le testimonianze), Festa nazionale di Libera, Campus Albachiara. A questi si aggiungono le molteplici iniziative a livello locale.Altri settori.Libera Internazionale si occupa del contrasto al narcotraffico, ai traffici illeciti, alle ecomafie transnazionali, alla contraffazione e alle economie mafiose, attraverso una rete transnazionale impegnata nella denuncia, nella proposta legislativa, nell'educazione alla legalità. Si adopera anche al fine di tutelare e assistere bambini di strada, migranti, senza terra e donne vittime di violenza. È attiva soprattutto in America Latina. Fondazione Libera Informazione è una Fondazione avente l'obiettivo di mettere in rete le diverse realtà territoriali che si battono contro le mafie insieme al grande mondo dell'informazione. Raccoglie e diffonde notizie, informazioni, spunti e progetti per esercitare pressione nei confronti dei mass media e dare visibilità a quello che di buono viene fatto in questo senso. Collabora con riviste, siti web, televisioni, radio e istituzioni. Libera Sport veicola i valori sportivi di rispetto delle regole e dell'altro e promuove lo svolgimento di una vita sana e fatta di movimento, da condurre lontano dalle sostanze dopanti.Libera Ufficio Legale fornisce servizi alle vittime di mafia, racket, usura e ai testimoni di giustizia; accompagna gli stessi allo svolgimento delle pratiche burocratiche e alla comprensione della legislazione in materia. Si costituisce parte civile al fine di stare maggiormente vicino alle persone vittime dei suddetti reati. Promuove proposte e modifiche legislative nei settori a riguardo.”
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Statuto

 
REPUBBLICA ITALIANA 

STATUTO ASSOCIAZIONE 

 
DI VOLONTARIATO  RIFERIMENTI

 

 

 
La narrativa che precede (atto costitutivo)forma parte integrante e sostanziale del presente atto e
porta in calce la firma del magistrato  Antonino  Caponnetto, fondatore del Coordinamento "Riferimenti",  al pensiero ed all'opera del quale, il sodalizio si ispira e  alla cui memoria e'dedicato, quale parte costituente della Fondazione "Antonino Caponnetto", istituita a Firenze il 16 giugno 2003 con  atto del notaio Paolo Caltabiano, repertorio n° 31493, raccolta n°  11020.
Art. 2)
E'costituita l'organizzazione di volontariato denominata  "RIFERIMENTI" – Coordinamento nazionale antimafia - Associazione  d'impegno   civile, ai sensi della legge 11 agosto 1991 n. 266 che persegue il fine esclusivo della solidarieta' sociale, umana, civile e culturale.
Articolo  3)
L'organizzazione ha sede attualmente in Isola di Capo Rizzuto alla via Guglielmo Marconi, e, mediante la creazione dei comitati di coordinamento, istituisce sedi secondarie o sezioni anche in altre citta' d'Italia o all'estero mediante delibera del Consiglio  Direttivo. La  sede  potra'  essere trasferita con semplice delibera del consiglio direttivo.
L'organizzazione e' regolata dalle norme statutarie contenute nel presente atto e dagli eventuali regolamenti che, approvati  secondo   le norme statutarie, si rendessero necessari per meglio regolamentare specifici rapporti associativi o attivita'.
L'attivita' dei volontari non potra' essere retribuita in alcun  modo, nemmeno dai beneficiari. Ai volontari potranno essere  rimborsate  soltanto  le spese effettivamente sostenute per  l'attivita' prestata entro i limiti delle disponibilita'
di  bilancio. Qualora non sussistesse disponibilita', ciascun socio contribuisce in proprio alle spese sostenute.
L'organizzazione e' costituita nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana e della legislazione vigente.

Articolo 4)

La durata dell'organizzazione e' illimitata.

SCOPI

Articolo 5)
Riferimenti e' un'organizzazione  di volontariato che  non ha fini di lucro neanche indiretto ed opera esclusivamente per fini di  solidarieta' sociale e, per tanto, si avvale della normativa prevista per le onlus dall'art. 10 comma 8 del Decreto Legislativo n.  460/1997.
L'organizzazione  e'  apartitica  e  si  atterra' ai seguenti principi:  assenza  di  fine  di  lucro, democraticita' della struttura,  elettivita' e gratuita' delle cariche sociali. L'organizzazione  opera  in maniera specifica ed ha per scopo l'elaborazione, 
promozione, realizzazione di progetti di solidarieta'  sociale, tra cui l'attuazione di iniziative socio
educative e culturali.
Lo  spirito  e  la prassi dell'organizzazione trovano origine nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana cui essa  stessa  e' ispirata e si fondano sul pieno rispetto della dimensione  umana, culturale e spirituale della persona, alla tutela dei valori collettivi e degli interessi diffusi.
Per perseguire i propri scopi l'organizzazione in particolarsi propone:

    di  stabilire  rapporti personali capaci di educare e far crescere  i  cittadini  in situazioni di' particolare disagio soggettivo  e  sociale,promuovendo il rispetto della dignita' umana e la valorizzazione della persona;

    di  avere attenzione verso situazioni di bisogno presenti sul territorio;

    di rivendicare i diritti negati,difendendo e diffondendo i principi  democratici  e l'osservanza della norma nell'educazione alla  legalita';

    di attuare un'opera attenta e continua di informazione e  sensibilizzazione  dell'opinione   pubblica   adottando  ogni mezzo idoneo
    alla diffusione delle idee ed alla formazione di una coscienza critica con  particolare attenzione alla formazione di giovani e docenti;

    di svolgere azioni di proposta, stimolo e denuncia;

    di tutelare l'indipendenza della Magistratura  e la liberta' d'informazione;

    di contrastare le inadempienze i ritardi, le ingiustizie ed i soprusi;

    di elaborare  progetti mirati al bene comune, alla prevenzione dei reati con particolare attenzione a quelli contro la persona,  alla
    tutela dei minori, alla crescita culturale ed economica  della collettivita' anche mediante  collaborazione con  le  Istituzioni,  Enti, Scuole,Universita', Associazioni culturali, professionali e di categoria;

    di   promuovere  iniziative di approfondimento culturale, studio e ricerca sul fenomeno mafioso e sulle dimensioni raggiunte   dal fenomeno stesso, onde favorire le conoscenze necessarie   atte a sviluppare la cultura antimafia,intesa come cultura  del  diritto da  diffondersi nel quadro piu' ampio di una  sensibilizzazione  civica essenziale allo sviluppo della legalita' e al recupero dei valori;

    di tener  viva il ricordo di quanti hanno testimoniato con la loro morte la propria opposizione all'illegalita'  e/o alla

    sopraffazione mafiosa,valorizzando la memoria storica come patrimonio comune;

    di prestare assistenza alle vittime della criminalita' organizzata;

    di  realizzare,  promuovere  studi, pubblicazioni ed iniziative intese ad approfondire le tematiche relative alla ricerca  , all'istruzione, alla formazione del personale scolastico e di gruppi professionali di Enti pubblici e/o privati, alla formazione professionale;

    di prestare consulenza ad Enti pubblici e privati;

    di  perseguire  l'interesse generale della comunita' alla promozione  umana  ed alla integrazione sociale dei cittadini anche attraverso l'inserimento lavorativo in attivita' diverse  (agricole,  artigianali,  industriali, commerciali e/o di servizi)  di  persone  svantaggiate, nelle percentuali e come definito dalla legge 8/11/91 n. 381, attuando in forma mutualistica e senza fini speculativi l'autogestione;

     di promuovere, costituire e sostenere imprese o cooperative  sociali  su tutto il territorio nazionale per la gestione degli scopi statutari, in particolare: educazione e formazione, ricerca, elaborazione progetti, qualificazione professionale, educazione sanitaria (droga, tossicodipendenza, alcolismo, handicap);

     di  tutelare  i diritti civili ed il recupero della memoria storica degli eventi;

    di organizzare convegni, seminari e manifestazioni;

    di  utilizzare beni confiscati alla criminalita' organizzata;

      di svolgere, in via diretta od indiretta, qualsiasi attivita', anche  di  natura  commerciale,  strumentale al perseguimento delle finalita' di cui sopra;

    di  educare  alla legalita' democratica,contribuendo alla lotta  contro ogni tipo di violenza  e contro la criminalita' organizzata e/o comune,ritenendo indispensabile affrontare il problema non solo in campo repressivo-giudiziario, ma soprattutto in quello educativo-culturale;

     concorrere alla formazione dell'uomo e del cittadino,favorendo  un  impegno culturale inteso non in modo accademico ma come legame
    profondo con i problemi dell'essere umano e della societa'  attuale,consentendo anche una conoscenza delle condizioni  di  illegalita'
    diffusa che bloccando la democrazia,  rappresentano  minaccie  concrete di crisi morale,politica,istituzionale.

L'organizzazione  si'  avvale di ogni strumento utile al raggiungimento  degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione  con gli Enti locali, anche attraverso la stipula di  apposite convenzioni, della partecipazione ad altre associazioni, societa' o Enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.  L'organizzazione  potra' inoltre svolgere qualsiasi altra attivita' culturale o ricreativa e potra' compiere qualsiasi operazione  economica  o finanziaria, mobiliare o immobiliare, per il migliore raggiungimento dei propri fini.
L'organizzazione  potra', esclusivamente per scopo di autofinanziamento  e  senza  fini di lucro, esercitare le attivita' marginali previste dalla legislazione vigente.
Articolo 6)
Fanno parte dell'associazione tutti coloro che si riconoscono  nello  Statuto  ed  intendono collaborare per il raggiungimento dello scopo sociale.  Sulla qualita' di socio decide il Consiglio Direttivo.
I soci si suddividono in soci fondatori, sostenitori, ordinari.
- Soci Fondatori
Sono soci Fondatori le persone fisiche o giuridiche che hanno partecipato alla costituzione.
- Soci Sostenitori
Sono soci sostenitori coloro che, volendo contribuire in modo significativo  all'attivita' dell'organizzazione, versano una quota associativa speciale o elargiscono speciali conferimenti.
- Soci ordinari
Sono  soci ordinari, tutti gli altri associati, che prestando un'attivita' gratuita e volontaria, aderiscono secondo le modalita' stabilite dal Consiglio direttivo .
Articolo  7)
Gli associati sono tenuti ad osservare le disposizioni  statutarie e regolamentari nonche' le direttive e le deliberazioni che nell'ambito delle disposizioni medesime sono emanate dagli organi dell'associazione.
Articolo 8)
 La qualita' di socio si perde per:
-   Decesso;
-  Dimissioni:  ogni socio puo' recedere dall'associazione in qualsiasi  momento dandone comunicazione scritta al Consiglio Direttivo; tale recesso avra' decorrenza immediata.
Espulsione: l'espulsione e' deliberata dal consiglio direttivo,  previa  contestazione  degli addebiti e sentito il socio interessato,  se possibile e richiesto dallo stesso, per atti compiuti  in contrasto a quanto previsto dal presente statuto o qualora siano intervenuti gravi motivi che rendano incompatibile la prosecuzione del rapporto associativo.
I  soci  prestano  la loro opera gratuitamente in favore dell'organizzazione  e non possono stipulare con essa alcun tipo di lavoro dipendente o autonomo.
I  soci  contribuiscono  spontaneamente al sostentamento dell'organizzazione,  mediante  versamento  di una quota ai vari comitati  di coordinamento o sul conto corrente dell'Organizzazione, per come verrà regolamentato.
ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE

Articolo 9)

Sono organi dell'associazione:
- l'assemblea dei soci,
- il Consiglio Direttivo;
- il presidente;
- il comitato scientifico
- i revisori dei conti.
ASSEMBLEA DEI SOCI
Articolo 10)

 
 L'Assemblea e' composta da tutti i soci.
In particolare l'assemblea ha il compito:
a)  di stabilire le linee direttive e progettuali, le attivita'  scientifiche  e di ratificare il programma annuale delle iniziative.
b) di ratificare il rendiconto finanziario ed il bilancio approvato dal consiglio direttivo.
c) di nominare i componenti del Consiglio Direttivo e dei Revisori dei Conti.
Articolo  11)
L'assemblea e' convocata presso la sede sociale o  altrove  purche' nel territorio nazionale almeno una volta all'anno.
Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta cio' venga richiesto dal Presidente dell'associazione, dal Consiglio Direttivo,  dai  Revisori  dei Conti o da almeno un terzo degli associati.
La  convocazione  e'  fatta dal Presidente dell'associazione, mediante  raccomandata  spedita agli associati o consegnata a mano almeno otto giorni prima della data della riunione.
Nell'avviso di convocazione dovranno essere specificati l'ordine del giorno, la data, il luogo e l'ora dell'adunanza, sia di prima che di eventuale seconda convocazione.
L'assemblea  puo' essere convocata in seconda convocazione in ora successiva dello stesso giorno della prima convocazione.
 Articolo  12)
Ogni  socio  puo' farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta.
Spetta al Presidente dell'assemblea constatare la regolarita' delle deleghe.

Articolo  13)

Ogni socio ha diritto ad un voto. Le deliberazioni  dell'assemblea in prima convocazione sono prese a maggioranza di voti e con la presenza fisica o per delega di almeno la meta' degli associati.
In  seconda  convocazione le deliberazioni sono valide a maggioranza qualunque sia il numero degli intervenuti.Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del suo patrimonio occorre il voto favorevole di almeno il  settantacinque  per  cento degli associati intervenuti in prima ed il cinquanta per cento in seconda convocazione.
L'assemblea e' presieduta dal presidente dell'associazione o,in assenza di quest'ultimo, da un membro del Consiglio Direttivo designato dal consiglio medesimo.
Le funzioni di segretario sono svolte dal segretario dell'associazione  o in caso di suo impedimento da persona, nominata dal Consiglio Direttivo.
I  verbali  dell'assemblea  saranno  redatti dal segretario e firmati dal presidente e dal segretario stesso.
Le decisioni prese legittimamente dall'assemblea, sia ordinaria che straordinaria, impegnano tutti i soci anche se assenti o dissenzienti.
CONSIGLIO DIRETTIVO
Articolo  14)

Il Consiglio Direttivo e' composto da un numero di membri non inferiore a tre e non superiore a nove.
Il Consiglio direttivo elegge tra i suoi membri il Presidente dell'Associazione, il vicepresidente, il segretario ed il tesoriere.
Per  la prima volta la composizione ed i componenti delle cariche sociali vengono nominati nell'atto costitutivo.
Il  Consiglio  direttivo dura in carica cinque anni ed i suoi membri  possono essere rieletti. L'assemblea elegge il Consiglio  Direttivo, determinando di volta in volta il numero dei componenti.
Il  Consiglio Direttivo ha il compito di attuare le direttive generali  stabilite  dall'assemblea e di promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi sociali.
Il  Consiglio direttivo e' investito di ogni potere per decidere  sulle  iniziative  da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento e l'attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce  le responsabilita' di esecuzione e controlla l'esecuzione  stessa.
Al  Consiglio  Direttivo  compete inoltre di assumere tutti i provvedimenti  necessari  per  l'amministrazione  ordinaria e straordinaria, l'organizzazione e il funzionamento dell'Associazione, l'assunzione eventuale di personale dipendente; approva il bilancio preventivo,il rendiconto finanziario e stato  patrimoniale, da sottoporre poi alla ratifica dell'assemblea;  di  stabilire le quote associative; stabilisce le prestazioni di servizi e le relative norme e modalita'.
Il suo Presidente ha il compito di sottoporre il presente atto all'approvazione delle competenti Autorita', nonché di modificare  l'atto medesimo  sulle  indicazioni delle Autorità stesse.
In caso di mancanza o cessazione dalla carica di un componente, la nomina dei nuovi componenti viene fatta dai consiglieri  in carica, i quali provvedono a maggioranza assoluta alla cooptazione di altri membri.
Il  Consiglio direttivo e' convocato dal presidente ogni qual volta  che  questi  lo ritenga opportuno, comunque almeno due volte  l'anno,  allo  scopo  di procedere alla programmazione delle  iniziative ed all'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo. Il  Consiglio  direttivo deve essere convocato dal Presidente qualora  ne  faccia motivata richiesta un terzo dei suoi membri.
Le deliberazioni del Consiglio direttivo sono valide se prese a maggioranza di voti dei componenti il consiglio; in caso di parita' prevale il voto del Presidente.
Il  Consiglio  Direttivo  puo' demandare ad uno o piu' consiglieri  lo  svolgimento di determinati incarichi e delegare a gruppi di lavoro lo studio di problemi specifici.
Il Consiglio direttivo designa i responsabili d'area con compiti  attinenti  ad  interi settori d'attivita', i membri del comitato scientifico, i responsabili dei comitati periferici.
Sara' in facolta' del Consiglio direttivo preparare e stilare un  apposito  regolamento  che,  conformandosi alle norme del presente atto, dovra' regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell'Associazione.

  IL SEGRETARIO - IL TESORIERE

Articolo  15)

Al  Segretario spetta il compito di redigere i verbali  delle  sedute  e di tenere e aggiornare i libri dell'associazione.
Al  Tesoriere spetta il compito di tenere la Cassa,  i  libri contabili e predisporre il rendiconto finanziario e il bilancio  dell'Associazione.
IL PRESIDENTE
Articolo  16)

Il presidente e' eletto dal consiglio direttivo tra  i suoi membri e dura in carica cinque anni, rinnovabili.
La prima nomina viene effettuata nell'atto costitutivo.  Il  Presidente ha la rappresentanza dell'associazione a tutti gli effetti di legge.
Possiede la firma sociale dell'associazione nei confronti dei terzi  e  presiede le adunanze del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea  dei soci.
Il  presidente e' membro di diritto del comitato scientifico;
istituisce  e  coordina  l'ufficio  centrale di coordinamento composto  dai responsabili d'area eletti dal consiglio direttivo per competenza e professionalita'.
Il Presidente assume nell'interesse dell'associazione tutti i provvedimenti, ancorche', ricadenti nella competenza del Consiglio Direttivo nel caso ricorrano motivi d'urgenza e si obbliga  a  riferirne allo stesso in occasione della prima adunanza utile.
Il  presidente individua, istituisce e presiede comitati tecnici  -  operativi  determinandone la durata, le modalita' di funzionamento e gli obiettivi.
Il  Presidente, sovrintende, di diritto a tutti i comitati di coordinamento delle sedi periferiche.
In  caso  d'indisponibilita'  il presidente e' sostituito dal vice-presidente  o da altro membro del direttivo indicato dal consiglio stesso

   IL PRESIDENTE AD HONOREM
Articolo  17)
 Il  Presidente ad honorem e' membro di diritto del  consiglio direttivo, del comitato scientifico e dell'assemblea.
 IL COMITATO SCIENTIFICO
Articolo  18)
Il comitato scientifico e' composto da qualificate  personalita'  del  mondo della cultura, istituzionale e scientifico,  che ,aderendo all'organizzazione,ne condividono le finalita' e gli scopi.
I  membri  del comitato scientifico sono designati dal consiglio direttivo. Il  comitato scientifico avra' funzioni consultive, di consulenza,  di formazione e di informazione nonche' di collaborazione  alle iniziative che il consiglio direttivo intende intraprendere.
I membri del comitato scientifico, come tutti i soci, prestano la loro opera a titolo gratuito.
  I REVISORI DEI CONTI
Articolo  19)
 Il controllo della contabilita' e' affidato ai revisori dei conti nominati dall'assemblea, per un periodo di anni cinque.
RISORSE ECONOMICHE
Articolo   20)

 
Le risorse economiche per il conseguimento degli  scopi ai quali l'associazione e' rivolta e per sopperire alle  spese di funzionamento dell'associazione saranno costituite:
a) dai contributi volontari degli associati ,responsabili nazionali  o  periferici, nonché  dei  componenti i comitati di coordinamento delle sedi periferiche;
b)  da  eventuali proventi derivanti da attivita' associative (manifestazioni e iniziative);
c)  da  ogni  altro contributo, compresi donazioni, lasciti e rimborsi  dovuti a convenzioni, che soci, non soci, enti pubblici  o 
privati,  diano per il raggiungimento dei fini dell'associazione;
d) dai proventi per prestazione di servizi,dalle attivita' di formazione  e  consulenza  siano essi imprese,enti pubblici e privati .
e)  dai  contributi e finanziamenti  di Pubbliche Amministrazioni,della  Comunita' Europea e di altri  organismi internazionali;
f)  dalle  entrate derivanti dalla realizzazione di progetti, programmi,opere.
g) dalle entrate derivanti da attivita' commerciali e produttive  marginali, dalla realizzazione di manifestazioni di carattere artistico,culturale,sportivo e sociale.
h)  dai proventi delle vendite di pubblicazioni,anche su supporto  informatico; da qualsiasi altra iniziativa atta a raccogliere  fondi  per il raggiungimento dei fini dell'associazione.
L'associazione puo' inoltre effettuare tutte le operazioni economiche  di cui all'articolo 5,comma 2, legge n. 266/1991 e successive  modificazioni.
Il  patrimonio  sociale indivisibile potra' essere costituito da:  beni mobili ed immobili; donazioni, lasciti o successioni.
Anche  nel corso della vita dell'associazione i singoli associati non possono chiedere la divisione delle risorse comuni.
  ESERCIZIO SOCIALE
Articolo  21)
Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di  ogni anno e con la chiusura dell'esercizio verra' formato il  bilancio che, dopo l'approvazione del consiglio direttivo ed  il  parere dei revisori dei conti, verra' presentato  all'assemblea  per  la  ratifica che  dovra' avvenire entro cento ottanta giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.
 
  STRUTTURA DELL'ASSOCIAZIONE E COMPONENTI CARICHE SOCIALI
L'ufficio centrale di coordinamento
Articolo  22)
L'ufficio Centrale di coordinamento e' composto dai responsabili d'area; e' istituito e presieduto dal Presidente o da suo delegato.
I  suoi  membri si riuniscono in gruppi settoriali di lavoro  programmano secondo le proprie competenze,le attivita' specifiche  dell'Organizzazione, elaborano appositi progetti,coordinano in rete il lavoro delle sedi periferiche.
Insieme al Presidente, ciascun responsabile d'area rappresenta l'Organizzazione per il settore di competenza .
  Sedi Periferiche
Articolo  23)
L'associazione  ha  carattere  nazionale ed e' strutturata  in  comitati  di coordinamento (sedi periferiche dell'associazione) regionali, provinciali e locali, con a capo un responsabile indicato dal consiglio direttivo.
I componenti dei comitati periferici saranno riuniti in gruppi di lavoro.
I  gruppi  di  lavoro seguiranno le linee guida del consiglio direttivo  in stretto collegamento con i responsabili d'area.
Ai  gruppi di lavoro potranno apportare il proprio contributo e  la  propria  consulenza anche professionisti ed esperti esterni.
I regolamenti delle sedi periferiche dovranno essere conformi alle norme del presente atto e dei regolamenti che l'associazione in sede nazionale intenderà darsi.
Le iniziative dei comitati periferici dovranno essere vagliate ed approvate dal consiglio direttivo.
SCIOGLIMENTO
Articolo 24)
 In caso di scioglimento il patrimonio dell'associazione  non potra' essere diviso tra i soci ma, su proposta del Consiglio Direttivo approvata dall'assemblea, sara' interamente devoluto ad altre associazioni di, volontariato, cooperative   sociali o onlus operanti in identico o analogo settore.
NORME FINALI
Articolo  25)
Per quanto non contenuto nel presente statuto, valgono le norme ed i principi del codice civile.
Articolo  26)
Le parti mi esonerano dalla lettura degli allegati dichiarando di averne piena ed esatta conoscenza.
 
Il presente atto,
scritto da persona di mia fiducia su sette fogli occupati per pagine  ventisette  e parte della ventottesima; è stato da me
Notaio letto, ai costituiti, che lo hanno approvato.”
Andando a pubblicare in questa sede, uno Statuto ed un po’ di storia di due associazioni, sempre in prima linea, non vogliamo fare un torto a nessuno. Ce ne scusiamo con gl’interessati e con i nostri lettori sovrani. Speriamo di poter avere l’occasione di farlo anche per le altre.
Domenico Salvatore
 

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