Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Michele Galimi tenta lo scatto in avanti e tira fuori dal cilindro della sua consolidata esperienza politica una proposta dirompente: quella di offrire una lista unica ai cittadini di Cinquefrondi in vista delle prossime comunali del 2015. Un’idea shock, impensabile ai più fino a poco tempo addietro ma che ha il sapore del rilancio a doppia cifra sul tavolo delle proposte politiche per riprendere in mano «tutti assieme Cinquefrondi – ci dice – perché credo che nessuno da solo possa risollevare Cinquefrondi». La riproposizione in piccolo di quel modello governance di unità nazionale tanto caro a Napolitano. Una sorta di governo di salute pubblica cittadina, con dentro tutti «o se non altro, chi ci sta’. In questi anni ho potuto rilevare che non sono le grandi questioni a dividere le varie forze politiche in campo. Semmai, paradossalmente, le piccole cose dell’amministrazione spicciola e quotidiana su cui si può certamente trovare una mediazione. Allora, la proposta a cui stiamo lavorando è quella di invertire la tendenza e creare un momento di rottura anche con le logiche di contrapposizione del passato. Come? Sedendo attorno ad un tavolo tutti i leaders politici della città per siglare dapprima un armistizio, per sancire la pacificazione sociale dei cittadini, e poi ragionare seriamente su quattro o cinque punti chiave su cui far convergere il consenso per poter puntare ad una lista unitaria con la quale governare la città per i cinque anni successivi, per poter dare una svolta ed una chance ad un paese che è già precipitato nel baratro dell’isolamento sociale e culturale, lontano mille miglia dalle prospettive di benessere e sviluppo che questa amministrazione aveva intenzionalmente promesso ma che non ha nei fatti realizzato pur ponendosi come gli outsider nuovi e coesi della nuova dirigenza municipale». Ed è subito chiaro che un’operazione del genere non sarebbe facile farla digerire ad una platea politica che per anni ha abituato gli stessi cittadini a contrapporsi politicamente come i guelfi coi ghibellini, che ha finanche premeditatamente spaccato al loro interno interi gruppi familiari, condotto un velenoso dissenso sotto traccia mai sopito ma anzi quasi pronto all’uso in spasmodica attesa della successiva tornata elettorale. Ma ora, dunque, le rinnovate parole d’ordine per Michele Galimi sembrano esser quelle di svelenire il clima, ritrovare ed apprezzare l’identità cinquefrondese e collaborare tutti assieme per il rinnovamento del paese. Più facile a dirsi che a farsi e Galimi ne è pienamente consapevole: «noi – riprende - faremo le nostre proposte ed ascolteremo quelle degli altri. La nostra intenzione è quella di offrire progetti e non preconcetti per trovare un’intesa. Funzionerà? Può darsi. E se qualcuno vorrà far fallire questa proposta di distensione dovrà assumersene politicamente e pubblicamente anche le responsabilità. E dovrà poi spiegarlo ai cittadini. Nessuno – ribadisce – ha la ricetta prodigiosa per modificare da solo lo status quo di Cinquefrondi, ed io “guru” della politica qui non ne vedo. Allora mi domando perché farsi la guerra inutilmente? Non varrebbe la pena trovare sinergie in ciò che unisce più che rotture in ciò che divide? Non sarebbe forse un segnale forte da politica matura per l’intera cittadinanza?» Certo è che raccogliere la sfida è impresa assai ardua e Michele Galimi questo lo ha messo in conto. «Veda, il problema non è quello di vincere le elezioni per poi essere inconcludenti. Bisogna un po’ smetterla con l’essere culturalmente provinciali. Intanto perché ancora siamo abbastanza lontani dalle votazioni e poi perché tutti dovremmo avere a cuore il bene del paese». Allora la curiosità di capire meglio ci spinge a domandare se questa sia l’ennesima finissima strategia per cercare un’estesa alleanza in ragione di un timore recondito dovuto ad una sorta di pre-ansia da possibile sconfitta elettorale che potrebbe aleggiare come un avvoltoio sulla testa di qualche esponente di partito oppure, al contrario, una mossa per depotenziare le legittime aspettative politiche di qualche corrente o movimento che si temono più di altri altre oppure ancora ricreare in laboratorio il sogno della “grande ammucchiata”. La risposta non tarda a venire: «attenzione, qui nessuno sta mettendo le mani avanti. Voglio precisare che noi siamo una realtà con quasi settanta iscritti e tutt’oggi stiamo ricevendo graditi consensi trasversali ed oserei dire finanche inaspettati. Peraltro il mio dovere come segretario è quello di far crescere il partito e non di appiattirmi su altrui posizioni. Il mio sguardo politico però, per forma mentis, è a largo spettro. E ciò a cui penso non è la grande ammucchiata quale sommatoria inutile di voti. Semmai sarebbe una prova di carattere che obbligherebbe tutti a mettere da parte l’orgoglio in vista di un bene più grande. Ma poi sia chiaro io, che non sono uno sprovveduto, ho anche pronto il mio “piano B” che prevede il dispiegamento della nostra squadra. E parlo di squadra, non semplicemente di candidati, perché io l’alleanza vera ho intenzione di farla con la gente». Inutile dire che al cronista la prurigine di saperne di più lo spinge a bersagliare di domande l’intervistato segretario Pd soprattutto per quanto concerne nomi, incarichi, progetti e/o percentuali di riuscita dell’ambizioso “piano A” ricevendone risposte ermetiche, quasi borderline con il dire e non dire, forse abbottonate al punto da non scoprirsi troppo. Ma alla fine Michele Galimi decide di abbassare un po’ la guardia e rivelarci qualcosa in più: «per quanto mi riguarda sono a disposizione della squadra. Non è tempo di pensare ad incarichi o, come qualcun altro ha fatto, baccagliare facendo sapere di avere la giunta già pronta in tasca prima di conoscere il responso delle urne. Una cosa la dico: se dovesse toccare a noi il compito, correndo da soli, di governare Cinquefrondi vorremo valorizzare e responsabilizzare anche persone valide di altre compagini politiche». Sempre ammesso che queste persone – tutto ponderato – di queste “attenzioni” siano disposte a farsene consapevolmente carico, accettandone oneri ed onori, aggiungiamo noi.
Giuseppe Campisi
Giuseppe Campisi
MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT






0 Commenti