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Il Melito Futsal vince il derby con il Real Altopiano (4-1) e si rilancia in classifica

Primo tempo a favore dei padroni di casa della coppia Malaspina/Tripodi, che falliscono un paio di occasioni d'oro con Inga,. "Arsenio Lupin" si ripeterà poi,  nel secondo tempo in almeno tre o quattro occasioni. I due trainers sono riusciti a stendere una ragnatela ben aggrovigliata nella zona nevralgica del campo. Un successo prezioso (le squadre erano appaiate a 23 punti)che rilancia il Melito, da ascrivere alla tattica micidiale messa in vetrina dai locali. Eroe del giorno capitan Francesco Candito, che in cabina di regìa, ha fatto quel che ha voluto
PER SAN VALENTINO, IL MELITO RICEVE UN BACIONE DALLA DEA BENDATA MA IL REAL ALTOPIANO, BATTUTO NEL DERBY, NEMMENO UNA CAREZZA
Nel secondo tempo, la squadra di Rocco De Pietro "resta" negli spogliatoi. Ne approfitta il Real Altopiano per fare la partita. La gara resta in bilico per 75 minuti, quando Candito azzecca un eurogoal. Nonostante ciò i realisti, continuano a macinare gioco. Prendono la terza rete in contropiede con il fuoriclasse Calabrò G. La rete della bandiera, arriva direttamente su calcio piazzato; per merito di Bruno Crea, che da una trentina di metri in posizione decentrata azzecca il pertugio
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria)-Melito Futsal col vento in poppa.Tre Vittorie e due pareggi, fanno 11 punti, che uniti ai precedenti quindici, portano a quota 26. Il  ruolino giusto per poter disputare la volata di primavera nelle migliori condizioni. Insomma il Melito, ritiene di potersi inserire  nelle griglia delle quattro squadre, che aspirano alla disputa dei play-off. In palio un posto al sole, in prima categoria. Sia pure in seconda battuta. Poi comunque, si andrà alla lotteria dei ripescaggi, sempre possibili. In vista delle fusioni, delle rinunce, delle esclusioni ecc. Stesso discorso per il Real Altopiano di Salvatore Paviglianiti e mister Giovanni Cuzzocrea, che nonostante la battuta d'arresto, rimane in corsa. In virtù di un riscatto clamoroso e di sorprendenti successi. Derby appannaggio del Melito, ma il punteggio, (non il risultato, che non è stato mai messo in discussione) potrebbe ingannare. La partita è stata in bilico per 75 minti, se non abbiamo visto un'altra partita. I pessimisti, se non disfattisti, a questo punto aspettavano il ritorno di fiamma del Real Altopiano. Una squadra, va detto, che gioca al pallone e non ha paura di nessuno. Ben messa sul campo dall'esperto mister 'Johnny' Cuzzocrea. Ma la formazione alto pianigiana, non ha schiacciato l'acceleratore a tavoletta, come sarebbe stato lecito sperare:"Dobbiamo attaccare sulle fasce, sibilava il trainer dalla panchina; vai al cross; salta l'uomo; scatta in profondità; tiraaa!" Ma la sua, è rimasta una "vox clamantis in deserto". Mallemace, Familiari, Nocera, Crea e Ripepi ce la mettevano tutta ma l'uomoragno Peppe Ritorto,  ha timbrato il cartellino della disoccupazione all'ufficio di Collocamento. Salvo la distrazione fatale, a partita oramai finita. Non si può imputare niente a Paviglianiti, Siclari I, Siclari II, Crea Pietro, Rondelli e Sapone, che si sono comportati molto bene. Verduci, Candito, Calabrò, Minicuci ed Inga, hanno picchiato forte sul portone d'ingresso, ma nessuno ha aperto, nemmeno una fessura, per 75 minuti. 

Il Real tuttavia, sembrava nelle condizioni di poter pervenire al pareggio, da un momento all'altro. Calci d'angolo, punizioni, rimesse laterali e qualche timida parata del portiere locale, ma soprattutto la pressione"atmosferica" esercitata per lunghi, interminabili minuti, lo autorizzavano. Anche perché, il "piraña" Inga, continuava a sgranocchiare reti fatte. Forse, "Mandrake" Paviglianiti, lo ha ipnotizzato. Ma non è andato in catalessi, come il segnalinee, che ad un certo punto, sembrava volesse schiacciare un pisolino. Favorito dalla giornata decisamente primaverile; nell' azzurro cielo, nemmeno una bava. Ể stato l'arbitro a disturbare la siesta…"Ci sei, ce la fai, sei connesso!". La rocciosa e coriacea difesa ospite, non lascia avvicinare nessuno dalle parti di Paviglianiti. Due mastini, un cerbero, un rott weiler ed un pit bull, fanno buona guardia. Fino al 75° quando arriva il pronipote di Orfeo, con la sua cetra in  mano, capace di risvegliare pure i morti, col melodioso tocco della sua mano magica. Stiamo parlando di Sar Francesco Candito, padrone e signore del centrocampo. Per volontà di Dio e della nazione…"imperatore" di Sampantaleo; "granduca" di Santolorenzo. 

Onnipresente ed onnipotente. La migliore partita, della sua carriera calcistica. Nemmeno ai tempi del glorioso Bagaladi o Vallata Bagaladi San Lorenzo, se non del Bocale. Era presente in ogni zona del campo. Non solo in copertura. Per dirla con Luciano Ligabue…"Una vita da mediano /da chi segna sempre poco/ che il pallone devi darlo/ a chi finalizza il gioco/ una vita da mediano/ che natura non ti ha dato/ nè lo spunto della punta/ nè del 10 che peccato/…".Non riesce a togliersi di dosso, il vizio del golletto. Infatti, mette al sicuro in cassaforte il risultato, con una prodezza che si vede solo al Delle Alpi, se non a San Siro, all'Olimpico ed al San Paolo. Colpire un pallone a seguire infatti è difficilissimo; se non impossibile. Specialmente se il pallone viaggia veloce. Paviglianiti rimane lì, impalato e stupefatto, incredulo. Candito, innamorato del pallone, che ha scoperto il segreto dell'eterna giovinezza. Domenico Modugno direbbe… Ma come hai fatto/a farmi innamorare cosi' tanto/mi guardo nello specchio/e mi domando/se quello li' sono io…/". Il Real, schiuma rabbia, ira e collera per il voltagabbana della dea bendata. Si sbilancia generosamente in avanti alla ricerca del golletto per riaprire il match e l'implacabile Verduci lo silura definitivamente. La "sogliola" Inga, si fa perdonare  le gaffe, le cantonate ed i granchi. Prima che l'arbitro metta in bocca il fischietto per il triplice fischio di chiusura, riesce a realizzare la più difficile delle palle; rispetto alla facilissime occasioni che gli sono capitate. 

Aveva aperto le marcature, ma solo al 40° del primo tempo Giovanni Calabrò, un poeta del goal. Da quando è tornato, il Melito non ha mai perso una partita. Reduce di un brutto infortunio. Il risultato è giusto. Lo ammettono un po' tutti nel pièd à tèrre. Il mister ospite Giovanni Cuzzocrea:"Abbiamo prodotto tanto, ma ci è mancata la stoccata dai sedici metri. I ragazzi ce l'hanno messa tutta e vanno elogiati per l'impegno. Ma il Melito, è una signora squadra. Ha fatto più di noi. Il punteggio, senza rigori lo conferma." Salvatore e Nino Paviglianiti:" Mi sembra inutile nascondersi dietro un dito. Partite come questo non ne vinceremo mai. La nostra squadra ha lottato alla pari per 75 minuti. Questo è vero, ma non ci siamo espressi come è nel nostro strandard; nel nostro stile. Ma, non voglio fare un torto ai ragazzi che hanno pressato per lunghi minuti. Soprattutto nella ripresa.". Rocco De Pietro:" La partita è stata in bilico per tre quarti di gara. Stavolta siamo stati più fortunati noi. O più bravi a trovare l'acuto giusto. Nel momento topico della gara. Il Real è una squadra di rango che merita tutti i rispetti. La classifica lo chiarisce, ben oltre ogni ragionevole dubbio". Silvio Malaspina e Domenico Tripodi:"Sapevamo della forza d'urto e della potenza della squadra di Paviglianiti e Cuzzocrea, che già all'andata ci fece soffrire parecchio. 

Era un derby, che sfugge ad ogni pronostico. Abbiamo sbagliato diverse cose, ma al momento buono siamo riusciti a stare concentrati e determinati". Gli esperti, a bordo campo ci sono Ninetto Franco, Vincenzo Romeo, il signor Macheda, Saverio Pansera, Nunzio Pellicone e così via,  parteggiano per la panchina di casa. I complimenti sono per entrambi i trainers. In modo particolare per Silvio Malaspina che ha urlato come Luciano Pavarotti nelle arie della Turandot, nel teatro" Alla Scala" di Milano. Questo match, a parer loro, lo ha vinto la tattica. Infatti gli ospiti hanno continuato a correre per cento minti e nessuno ha avuto i crampi. Il famoso "Usignuolo di Prunella" continua a produrre suoni e rumori melodiosi. Il Melito deve recuperare gl'infortunati e squalificati: i difensori Baccellieri, Gullì ed Errigo ed i centrocampisti, Pulitanò e Tripodi, se non Pansera. Tutti elementi utilissimi, nel rush finale thrilling e mozzafiato di primavera, quando ci sarà di giocarsi l'ingresso nella griglia dei play-off e le due o tre partite, che costituiranno titolo preferenziale per "saline" in prima categoria. Il signor Fresca di Reggio Calabria, infine, ha diretto con merito e profitto. Non ha commesso errori determinanti al fine del risultato finale. Il pubblico non è stato particolarmente numeroso. 

Sebbene il centinaio di sportivi, rappresenti comunque una presenza tutt'altro che trascurabile, visti i chiari di luna. Ma in primavera saranno almeno il doppio. Questo è certo. I cicli, come tutti sanno, sono fatti per chiudersi e per aprirsi. Una cordata va ed una viene. Questa è storia. Non chiacchiere di bettola; se non di bizolo. Gli staffilococchi, bacillococchi e streptococchi 'pallonari', sono virus, che colpiscono nella massa. Domenico Salvatore

Il tabellino di Dosa
Melito Futsal-Real Altopiano 4-1
Melito Futsal: Ritorto 7, Tripodi 9, Ielo 10, Lori 9, Calabrò 1° 10, Latella 9, Verduci 9, Candito F. 10, Calabrò 2° 10, Minicuci 9, Inga 9
In panchina:Candito C. Principato, Leone
Sostituzioni: Pansera, Zaccone, Laganà
Allenatore, Malaspina/Tripodi, 10
Presidente, Rocco De Pietro, 10
Real Altopiano: Paviglianiti Antonino 6, Siclari Giuseppe 6, Siclari Innocenzo 6, Crea Pietro 6, Rondelli 6, Sapone 6, Mallemace 6, Familiari 6, Nocera 7, Crea Bruno 7, Ripepi 6
In panchina, Furfaro , Pizzimenti Domenico, Paviglianiti Lorenzo
Sostituzioni: Paviglianiti Antonio, Romeo, Ambrogio
Allenatore, Cuzzocrea Giovanni 6
Presidente, Salvatore Paviglianiti 7
Arbitro, Daniele Fresca di Reggio Calabria 9
Marcatori, 40 p.t. Calabrò G. 35 s.t. Candito, 40 s.t. Verduci, 44 s.t. Crea Bruno, 45 s.t. Inga
Note, ammoniti: Tripodi e Calabrò 1° per il Melito; Siclari G. per il Real, angoli 8-2, punizioni 14-12, rimesse laterali 18-13



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