Siderno (Reggio Calabria) – Devastato. Praticamente un cumulo di macerie quasi ci fosse stato un bombardamento. E’ così che è ridotto lo splendido lungomare della città di Siderno, già gravemente compromesso dai precedenti marosi di dicembre, ed ora distrutto dagli eventi meteorici che in questi ultimi giorni stanno martellando incessantemente la Calabria e che paiono proprio non volersi placare con le previsioni - che non promettono ancora nulla di buono - ad annunciare ancora nuove piogge con venti sostenuti. Ma i chilometri splendidi che facevano da cornice alla città di Siderno permettendo passeggiate, eventi culturali ed economia sono solo un ricordo. Detriti ovunque, battigia inesistente, strade in parte smottate, marciapiedi ingoiati dalla furia distruttrice del mare assieme agli alberi di palma che ornavano il viale marino sono quel che resta dopo la bufera che ha avvolto, e sta ancora avvolgendo come una cappa, tutta la fascia jonica reggina. La desolazione degli abitanti è palpabile. Gente attonita e quasi incredula che una simile rovina si sia potuta verificare in luoghi cari e quotidiani quale il lungomare che si ritrova ad essere letteralmente sfigurato dalla furia del mare e che solo adesso fa altrettanto capacitarsi della sua relativa fragilità rispetto all’impeto inarrestabile della natura. Uno scempio, non solo paesaggistico, che arreca un danno pesantissimo alla città già duramente provata dal dissesto finanziario che grava sulle magre casse comunali. La Commissione prefettizia straordinaria che amministra l’importante il centro jonico ha dovuto attivare persino il Centro Operativo Comunale per monitorare costantemente gli eventi e scongiurare ulteriori danni derivanti dallo straripamento degli attigui corsi d’acqua. Ovviamente è stata disposta l’immediata chiusura al transito del tratto interessato per tutelare la pubblica incolumità e nel contempo si è dato l’avvio all’iter burocratico per sollecitare Provincia e Regione ad una presa d’atto che si spera sfoci in un immediato interessamento per ripristinare un’opera strategica non solo da punto di vista paesaggistico ma vitale per il già fragile tessuto economico della città. Nelle foto che seguono, davvero impressionanti, (scattate e fornite per gentile concessione da Gianfrancesco Solferino, ndr) si può osservare la tutta devastazione conseguente alla tempesta.
Giuseppe Campisi
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