Il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, unitamente alla dipendente Sezione Operativa di Salerno, nel corso dell’anno 2013 ha conseguito importanti risultati nelle attività di prevenzione e analisi, polizia giudiziaria, misure di prevenzione patrimoniali e controlli antiriciclaggio, attività che hanno consentito di disarticolare importanti compagini camorriste attraverso l’arresto dei loro appartenenti ed il sequestro dei loro patrimoni sia attraverso l’utilizzo dei poteri conferiti al Sig. Direttore della DIA dalla normativa vigente sia su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli e Salerno.
In particolare questo Ufficio ha intensificato le investigazioni economiche-finanziarie finalizzate a richiedere ai Tribunali l’applicazione di misure di prevenzione a carattere personale e patrimoniale, tanto che per l’anno 2013 i beni SEQUESTRATI ammontano a più di 53 milioni di Euro ed i beni CONFISCATI sono oltre 146 milioni di Euro .
Nel corso dell’anno oltre a procedere all’arresto di 19 persone, per associazione a delinquere di stampo mafioso e di altri delitti,[1] questo Centro Operativo DIA ha proseguito l’attività di controllo sugli appalti, che a seguito del Decreto Interministeriale del 14 marzo 2003 ha assegnato alla D.I.A. un ruolo centrale nel Sistema di Monitoraggio degli Appalti Pubblici relativi alle “Grandi Opere”, per la prevenzione e repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa.
Solo nell’anno in corso sono state sottoposte a monitoraggio 1.046 società, dato che ha permesso alle Prefetture della Campania, dell’Abruzzo e del Molise di adottare provvedimenti interdittivi per sospetta infiltrazione camorristica.
In tale ambito il Centro Operativo di Napoli ha svolto un ruolo primario all’interno dei Gruppi Interforze istituiti presso le Prefetture che acquisiscono e scambiano dati ed informazioni relativi alla vigilanza sui cantieri e dispongono, su delega dei Prefetti, gli accessi nei cantieri stessi al fine di verificare la corrispondenza delle ditte vincitrici degli appalti pubblici con l’effettiva compagine che svolge le attività presso i cantieri aperti.[2]
Napoli 6 febbraio 2014
[1] tra questi si ricordano: OP. RIFLESSI con l’arresto di Danilo Restivo per l’omicidio di Elisa Claps; OP. PRINCIPE: arresto di Terracciano e Cantone per l’omicidio di Luigi Caiazzo dell’ottobre 1992.
[2] Tra gli accessi ai cantieri si ricordano quelli relativi all’ Area Archeologica di POMPEI effettuati in esecuzione di un Decreto, emesso dal Prefetto di Napoli Francesco MUSOLINO, finalizzato a Monitorare i lavori di restauro di alcune Domus, lavori avviati nell’ambito del “Grande Progetto Pompei” ed intrapresi dopo la sottoscrizione del Protocollo di Legalità, sottoscritto a Napoli il 5 aprile 2012, e l’istituzione - in data 6 febbraio 2013 - da parte dell’allora Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, di un Gruppo di Lavoro specializzato per la verifica dell’esatta esecuzione del Protocollo di Legalità e per impedire infiltrazioni della criminalità organizzata nell’esecuzione delle Opere.
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