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Rosy Canale a "La vita in diretta": ordinanza solo per screditare e costruire una sorta di mostro.

Reggio Calabria 8 gennaio 2014 - Rosy Canale show. L'ennesima puntata si è consumata ieri 7 gennaio 2014 presso gli studi de "La vita in diretta". Franco (così viene chiamato più volte da Rosy Canale) Dimare è riuscito ad amplificare l'urlo di innocenza dell'ex paladina antimafia Rosy Canale. Tutto falso, la DDA di Reggio Calabria è scivolata clamorosamente.

Un attacco più che una difesa. La Canale tuona: "Frasi estrapolate e buttate lì. Chi ha scritto quell'ordinanza  aveva un obiettivo ben preciso che era quello di screditare, di costruire una sorta di mostro. che prendeva in giro le donne di San Luca, che gli rubava i soldi, che ingiuriava le Istituzioni."

E poi ancora il suo avvocato (Giancarlo Liberati): "la signora Canale rischia nulla, tecnicamente parlo io . Rischia per un reato di truffa aggravata che è stato forzatamente inserito nel capo A dell'accusa attraverso l'inserimento abbastanza maldestro di un'aggravante. Anche qui come capita spesso ultimamente non c'è una parte offesa. Quindi un reato senza parte offesa. Ci apettiamo che Enel Cuore si dichiari soddisfatta" .

Cincischia anche il giornalista del Corriere della Sera, Goffredo Buccini, il quale piuttosto che fare domande preferisce fare analisi socio-giudiziarie. Forse più attento al libro da lui scritto che alla situazione contingente.

E poi la ciliegina della Canale: Come è possibile, Franco (rivolgendosi al giornalista Franco Dimare ndr) che la DDA  scivoli su una cosa così importante.

Insomma non ci è piaciuto, quanto fatto vedere ci sembra eccessivo e poco obiettivo. Se questa è la RAI un servizio pubblico ci cadono davvero le braccia. Dimare non distingue neanche la camorra con la ndrangheta e la Canale striglia tutti.

San Luca in testa, definendola "indifendibile". Insomma  ci è sembrato un atto di una sceneggiata dai lati foschi e intriganti e con molto da chiarire. Un monologo che la RAI poteva evitare o quantomeno contenere.

E se ne accorge anche Annalisa Costanzo, giornalista della Locride che nella bacheca della Canale scrive: Annalisa Costanzo: Rosy - per quanto ha spiegato a me- chiama "indifendibile" la gente di San Luca, il paese di San Luca che mi pare non l'hanno attaccata. Avrebbero potuto farlo ora, attaccarla, avevano tutto per poterlo fare (giornali, telecamere, voce ecc) e hanno scelto la via del silenzio (e chi ha parlato si è limitato) quindi non parlate male del paese di San Luca e della sua gente perchè in questa circostanza si sono comportati bene!

E' vero le donne di San Luca si sono comportate bene. Potevano urlare la loro rabbia, la loro amarezza. E invece no. Hanno preferito stare in silenzio. Probabilmente perchè sanno che i processi non si risolvono nelle trasmissioni televisive ma solo ed esclusivamente nelle aule giudiziare. Grande lezione la loro di stile e di GIUSTIZIA e di sensibilità. Altro che indifendibili.

Anche per noi la vicenda si chiude qui. Attenderemo pazientemente il processo nelle aule dei tribunali. Luogo, unico e solo, titolato per far valere le proprie ragioni e soprattutto dimostrare la propria innocenza. Sic et simpliciter.

Luigi Palamara

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