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Napoli, terza parte - Dibattito in Consiglio su Sviluppo e Lavoro

Il Consiglio prosegue il dibattito su Sviluppo e Lavoro

Sempre presieduto dal Vice Presidente Frezza e, nell’ultima fase del dibattito, dalla Vice Presidente Coccia, il Consiglio ha proseguito il dibattito su “Politiche di sviluppo e azioni a sostegno delle attività produttive” con l’intervento di numerosi consiglieri.

Per Ciro Fiola (PD) la crisi Electrolux dimostra che l’intero Paese ha perso la propria competitività, per cui occorre non tanto parlare astrattamente ma “produrre lavoro” con le grandi opere e superando un sistema di sperpero di risorse che, a livello regionale, si è tradotto in una formazione che non c’è. Per Napoli occorre investire su Napoli Est e sulla zona franca, rimuovendo gli impianti petroliferi dismessi, realizzare infrastrutture, come i porti turistici, agevolare le attività commerciali e turistiche che portano occupazione. 

Ciro Borriello (SEL) ha sottolineato che la crisi internazionale ha segnato la nostra realtà, che la questione lavoro costituisce una emergenza nazionale e una urgenza sociale che il Paese deve assumersi come priorità. La crisi lavoro penalizza in particolare donne e giovani e diventa una potenziale esplosività soprattutto nei nostri territori nei quali si è allargata l’area di sofferenza e la solitudine sociale, per cui va riaffermato il valore del lavoro come bene irrinunciabile e diritto.

Per Antonio Borriello (PD) siamo in uno dei momenti più drammatici del Paese per crisi economica e occupazionale, l’Italia diventa sempre più il Sud dell’Europa. Dovere di alzare la voce chiedendo a tutti i livelli (dal Governo alla Regione), al sistema delle imprese e alle autonomie locali di invertire la rotta. Per l’area metropolitana di Napoli occorre definire una mission che faccia leva sul dissesto idrogeologico, il risanamento ambientale, la riqualificazione urbana, utilizzando in modo virtuoso le risorse europee che vanno concentrate su pochi progetti che siano legati alla finalità dello sviluppo dell’occupazione. Sottolineando anche la necessità di investire sul comparto delle politiche sociali, ha concluso avanzando il progetto di un piano generale per il lavoro che parta da Napoli. Rinnovare l’attenzione sulla zona orientale dismissione polo petrolchimico e accelerando politiche di risanamento ambientale, investire sulla raccolta differenziata avviando l’esodo volontario in Asia favorendo con bandi pubblici la nascita di cooperative sociali e associazioni di utenti

Simona Marino (Per una città ideale) apprezzando l’idea esposta dall’assessore Panini di ripensare l’idea di città, ha sostenuto che occorre rispondere alle domande di fondo che la globalizzazione pone, facendo anche riferimento a nuove forme di pratiche sociali, sottratte alle logiche mercantili, che si stanno affermando, ha invitato a non sommare confusamente le problematiche di donne e giovani, concludendo sulla necessità di intervenire, snellendo la burocrazia e superando i fallimenti accumulati, sui progetti a favore delle donne che partono dalla qualità della vita.

Salvatore Pace (Gruppo Misto Centro Democratico) ha sostenuto che il ruolo del Comune non può che essere che un ruolo di facilitatore dello sviluppo, non certo di motore, evitando così anche che il Comune stesso divenga il capro espiatorio del disagio sociale; ha definito positiva l’adesione del Comune alla Fondazione per l’Istruzione Superiore, che favorisce il dialogo tra università ed imprese, e si è pronunciato per uno sblocco dei Piani Urbanistici Attuativi e per una amministrazione amica che agevoli le nuove iniziative.

Il consigliere Attanasio ha questo punto del dibattito annunciato che il suo gruppo (Federazione dei Verdi) avrebbe abbandonato l’Aula in segno di protesta per alcuni contenuti presenti nei documenti che saranno sottoposti al voto e ha sollecitato l’elezione dei nuovi presidenti di commissione.

Antonio Luongo (IDV) ha sottolineato il positivo lavoro svolto nella commissione ed ha rivendicato “la bella Napoli che non fa notizia”, oltre il dissesto, ricordando inoltre che il Comune ha responsabilità anche dirette nel tema lavoro, così come è stato dimostrato con l’assunzione dei giovani idonei all’ultimo concorso.

 

Carlo Iannello (Ricostruzione Democratica) ha ribadito che le competenze del Comune sono scarsissime in materia di lavoro e che la situazione è aggravata dal piano di riequilibrio che limita fortemente possibili iniziative; occorre definire con chiarezza quale deve essere il profilo della città, nel contesto metropolitano, pena la dispersione delle azioni che si mettono in campo. Occorre anche prendere coscienza dell'assenza della politica e tessere le fila di uno sviluppo di idee che sia utile alla città. Infine, ha apprezzato che il Consiglio abbia scritto una pagina positiva, nel deserto della vita pubblica che è ormai la città.

 

Pietro Rinaldi (Federazione della sinistra – Laboratorio per l’alternativa) ha sottolineato la difficoltà di formulare proposte credibili nei confronti del mondo del lavoro in un momento di crisi finanziaria, ha criticato la disattenzione della politica rispetto al tema che dovrebbe essere al centro del dibattito; la grande assente è la Regione Campania, che ha competenze in materia, ed ha concluso rimarcando come debole l'iniziativa politica svolta finora dell'amministrazione di Napoli nei confronti del Governo sulle politiche del lavoro.

 

Amodio Grimaldi (Federazione della Sinistra – Laboratorio per l'alternativa) ha apprezzato che il documento della commissione consiliare sia stato costruito in forma partecipata e auspicato che il Consiglio riesca ad approvare in modo unitario una mozione; ha sottolineato che il dibattito del Consiglio è avvenuto in una situazione di grande difficoltà (con motivazioni sia nazionali che locali) e che tuttavia può essere produttiva a patto di superare anche la simbologia ideologica che ha caratterizzato l'amministrazione finora. Una classe dirigente si caratterizza per la capacità di assumere responsabilità. Il Comune – nel contesto dei ritardi e delle scelte sbagliate della Regione – può dare un contributo allo sviluppo intervenendo sull'efficientamento della macchina comunale, sbloccando le risorse, mettendo in campo una nuova idea di sviluppo che si basi, ad esempio, sulla produzione ecologica, sull'attuazione delle scelte urbanistiche e edilizie. 

 

Concluso il dibattito, il Consiglio è passato alla replica dell'assessore Panini e alla discussione dei documenti presentati.

 

                                                                                  S E G U E ….


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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