I corpi carbonizzati di tre persone, forse quelli di: Salvatore Iannicelli, di 52 anni, di una giovane donna marocchina, Ibtissa Touss, di 27 anni sua convivente e del nipote dell'uomo, un bimbo di tre anni, soino stati ritrovati dai Carabinieri, all'interno di una macchina completamente distrutta dalle fiamme e nascosta dietro un rudere. I tre, erano spariti dalla circolazione, da 4 giorni. I militari non escludono che siano stati uccisi ed i loro corpi dati successivamente alle fiamme.
IL PREZIOSO LAVORO DOMENICALE DI POLIZIA E CARABINIERI, IMPEGNATI A CORIGLIANO CALABRO E CASSANO ALLO JONIO, CONTRADA 'FIENO' PER RISOLVERE IL GIALLO DELLA SCOMPARSA DI UN UOMO, DI SUO NIPOTE E DELLA SUA CONVIVENTE DI ORIGINI MAROCCHINE. SI TEME, CHE ANCHE IL PICCOLO "COCÓ" CREATURINA TENERA ED INDIFESA, POSSA ESSERE STATA UCCISA E BRUCIATA, SENZA PIETÁ; ED A GIOIA TAURO DOVE LA POLIZIA HA SEQUESTRATO BENI IMMOBILI DI PROVENIENZA ILLECITA
Due distinti provvedimenti, uno di sequestro e l'altro di confisca di beni, per un valore di 2 milioni di euro, sono stati eseguiti dalla Squadra mobile di Reggio Calabria. Sigilli ad alcuni immobili a Reggio Calabria riconducibili a Paolo Schimizzi ritenuto esponente della cosca Tegano mentre a Gioia Tauro confiscata una villa con piscina nella disponibilità di Girolamo Magnoli, ritenuto a capo di una organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti.
Domenico Salvatore
CASSANO ALLO JONIO (COSENZA), 19 gennaio 2014 - Giuseppe Iannicelli, di 52 anni sorvegliato speciale, era obbligato a rimanere a casa dalle 20 di sera alle 8 di mattina. L'uomo era scomparso a bordo di un'automobile, una Fiat Punto, di sua proprietà. Il figlio, non vedendolo rientrare, ha deciso di denunciarne la scomparsa ai Carabinieri della locale stazione. I militari della locale compagnia agli ordini del capitano Pietro Paolo Rubbo, hanno avviato immediatamente le indagini per risolvere il 'giallo'. I risultati 'macabri' sono arrivati a gettare orrore e raccapriccio sia tra i Carabinieri, che tra i parenti, amici e conoscenti. Tutti sperano che non si tratti delle tre persone ricercate e fanno gli scongiuri. Sebbene, ci siano scarse possibilità, visto il quadro lugubre che si va delineando. C'è il caso umano, che prevale sulla vicenda giudiziaria e su quella sentimentale. Purtroppo, la cronaca nera, ci ha abituati agli orrori bestiali dell'uomo. Homo homini lupus. Tante le vittime innocenti;donne e bambini, in modo speciale, travolti dalla furia omicida. Giornali cartacei ed on line, rotocalchi, radio e televisione, computer,i-phone ed i-pad, ci hanno consentito di avere le notizie in tempo reale. Purtroppo, nemmeno stavolta, sono buone. Anzi, per dirla tutta, sono terribili. Nel cofano dell'auto, distrutta dalle fiamme, i corpi di tre persone. Il numero degli scomparsi ed il tipo di macchina corrispondono. Sul posto dell'orripilante ritrovamento, sono giunti il medico legale, i sanitari del 118 ed il p.m. di turno presso la procura della Repubblica di Castrovillari. In attesa di sapere, se il fascicolo finirà sul tavolo della DDA di Catanzaro diretta dal procuratore capo della Repubblica, Antonio Giuseppe Lombardo. Al tempo stesso Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, hanno 'steso' una cintura militare, intorno al vasto comprensorio, nella speranza di reperire elementi utili alle indagini. Per risalire agli autori dell'orrido episodio, unanimemente condannato dalla gente attonita ed incredula; ma, anche amareggiata e delusa, se non arrabbiata. In particolare, sono stati controllati a domicilio mediante pure perquisizione e guanto di paraffina, dei pregiudicati della zona. A parte i posti di blocco volanti. Non si hanno notizie del ritrovamento di un'auto o di uno scooter, di solito utilizzati dagli assassini per dileguarsi e far perdere le tracce. Negli anni '90, il nome della vittima era comparso in alcune informative dell'inchiesta antimafia "Galassia" contro le cosche dell'alto Jonio cosentino. Scriveva Carlo Macrì sul Corriere della Sera a pag. 5 del 2 luglio 1995…"I pentiti di ' ndrangheta descrivono la mappa dei nuovi sodalizi criminali e svelano i rapporti d' affari delle famiglie calabresi. Boss amici di politici e prefetti pronti a venire incontro ai capi mandamento. Notai disponibili a camuffare atti societari, tecnici pronti a modificare piani d' investimenti, e avvocati pronti a tutto. Cambia l' universo criminale calabrese, rappresentato non piu' come una costellazione, ma come una galassia, cioe' come un insieme di costellazioni di cui fanno parte non solo i "locali" della ' ndrangheta, ma personaggi di Cosa nostra, affiliati alla Sacra corona unita e alla Nuova camorra organizzata un tempo capeggiata da Raffaele Cutolo. L' organizzazione non aveva confini. In Germania, precisamente nella zona di Stoccarda, la ' ndrangheta aveva costituito una centrale per il rifornimento e lo smercio della droga. Sei gli arrestati nella citta' tedesca, legati al clan del Cirotano e del Cosentino. L' hanno chiamata, appunto, "Operazione galassia" per definire le competenze e le influenze dell' organizzazione decimata dalle 148 ordinanze di custodia cautelare emesse dai gip di Catanzaro Vincenzo Calderazzo e Nicola Durante. Trentanove le persone finite in galera; 62 i provvedimenti notificati in carcere. Quarantasette le persone sfuggite alla cattura. Per tutti l' accusa varia dall' omicidio al traffico di droga e armi, usura, voto di scambio, estorsione. Oltre 600 le informazioni di garanzia. Tra le persone indagate anche alcuni politici della Seconda Repubblica (l' onorevole Amedeo Matacena, di Forza Italia) e della Prima Repubblica (il liberale Attilio Bastianini, ex sottosegretario all' Industria, e il senatore Salvatore Frasca, socialista, ex membro dell' antimafia). Il reato ipotizzato dai magistrati della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro e' di concorso in associazione a delinquere di stampo mafioso e voto di scambio. Anche pezzi delle istituzioni e avvocati secondo l' indagine del Ros sarebbero finiti tra le maglie della criminalita' organizzata. E il caso dell' attuale prefetto di Bari Corrado Catenacci e di due penalisti di Cosenza, Luigi Cribari e Tommaso Sorrentino, quest' ultimo difensore di Giacomo Mancini nel processo che vede imputato l' ex leader socialista per concorso in associazione mafiosa. In carcere sono finiti anche il notaio Lodovico Placco e l' ingegner Salvatore Coscarella: entrambi, approfittando dei rispettivi ruoli, avrebbero commesso irregolarita' a vantaggio dei "locali" della Sibaritide. A descrivere i rapporti fra l' attuale prefetto di Bari e le consorterie mafiose della Sibaritide e' stata Fiorinda Mirabile, figlia di Mario Mirabile, gia' caposocieta' della citta' di Salerno. La donna, testimoniando a Padova al processo contro Santo Carelli, assassino di suo padre, ha affermato che questi le aveva confidato di essere stato in affari con il prefetto Corrado Catenacci, nel periodo in cui quest' ultimo dirigeva la Prefettura cosentina. Ha anche indicato in Luigi Lanzillotta, ucciso nel 1992, il personaggio che faceva da tramite fra il padre e l' alto funzionario dello Stato. Secca e immediata la replica di Corrado Catenacci, che minaccia querele. "Respingo sdegnato ogni accusa di qualsiasi contatto con ambienti mafiosi, frutto di fantasie e oscure macchinazioni". Anche l' onorevole "azzurro" Amedeo Matacena respinge le accuse di "chi vuole coinvolgermi in una vicenda infamante". I legami tra il mondo criminale e quello politico non sono comunque gli unici intrecci emersi in questa indagine. Prima dell' inizio della stagione delle stragi, a Nicotera, personaggi di Cosa nostra e della ' ndrangheta si sarebbero riuniti per "trasferire" in Calabria la strategia della tensione. Un vertice al quale avrebbero preso parte anche pezzi dei servizi segreti deviati.". Ci sono i reperti, i rilievi, l'esito del RIS e poi arriverà quello dell'autopsia. Poi si partità dal dossier, e tuttavia non ci sono testimoni, nemmeno stavolta. Ammesso per assurdo che qualche 'scheggia impazzita' sia disposta a testimoniare in Tribunale. La paura cuce le bocche a doppia mandata per paura di reazioni inconsulte, vendette private, ritorsioni. Quando invece dovrebbe essere semplice collaborazione. Per amore verso la Giustizia, la legalità, la trasparenza, la democrazia e la libertà, seriamente minacciate; se non, servizio civile e sociale. Gli investigatori hanno sentito i familiari dell'uomo per cercare di acquisire elementi utili alle indagini e per ricostruire gli ultimi spostamenti del 52enne
Nel 2012, sempre per motivi di droga, è stata arrestata anche Antonia Iannicelli, figlia di Giuseppe e madre del piccolo "Cocò". Con entrambi i genitori in carcere (anche il padre era finito dentro per spaccio di droga), all'epoca il Tribunale consentì alla donna di tenere con sé il bambino nella casa circondariale di Castrovillari dove è ancora rinchiusa. Un caso di cui si interessò il leader del "Movimento Diritti Civili" Franco Corbelli secondo il quale era "gravissimo, allucinante e disumano" il fatto che il bambino era rimasto in cella con la madre anche durante le udienze dei processi che si tenevano nell'aula bunker di Corigliano Calabro.
Ecco perché, nel dicembre 2012, il piccolo Nicola era stato affidato al nonno Giuseppe, nel frattempo tornato in libertà dopo essere stato arrestato sei mesi prima per sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti della ex moglie. Stando a quanto trapela dagli ambienti investigativi, in seguito a un tentativo di riappacifazione rifiutato dalla donna, Iannicelli l'avrebbe rinchiusa in una stanza e violentata. L'ex moglie era stata salvata dai carabinieri dopo che i suoi familiari ne avevano denunciato la scomparsa. Una storia torbida che costò all'uomo alcuni giorni di carcere.
Adesso Giuseppe Iannicelli aveva una relazione con la donna marocchina trovata carbonizzata. Uno dei tre corpi è stato rinvenuto nel cofano dell'auto e questo farebbe pensare che le tre vittime potrebbero essere state uccise in un posto diverso dal luogo in cui sono state ritrovate. L'auto, distrutta dalle fiamme, è stata nascosta in contrada Fiego, dietro un rudere in modo da non essere facilmente individuata. Il rogo ha cancellato quasi tutte le tracce. Sul posto ci sono comunque gli esperti del Ris che stanno effettuando i rilievi sull'ammasso di lamiere, con dentro gli scheletri, nel tentativo di trovare un elemento che possa essere utile alle indagini. I carabinieri stanno già interrogando parenti e conoscenti delle vittime. Di rito, inoltre, già da stamattina sono scattate alcune perquisizioni nelle abitazioni dei pregiudicati della zona nella speranza di poter ricostruire gli ultimi giorni di vita di Giuseppe Iannicelli e capire cosa può aver scatenato nei suoi confronti una reazione così violenta da non risparmiare neanche un bambino di 3 anni.
Domenico Salvatore








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