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Galatro (RC) ancora nessuna novità dal misterioso delitto, in contrada Salice, del netturbino Michele Franzè, pensionato, separato, (quasi) incensurato

Galatro Un netturbino in pensione incensurato, Michele Franzè, 66 anni, è stato ucciso stamattina in un agguato a Galatro, nella Piana di Gioia Tauro. Franzè, nel momento dell'agguato, si trovava nel giardino antistante la sua abitazione. L'uomo, raggiunto alla testa da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni, è morto all'istante. La vittima era separata ed aveva lievi precedenti per liti in famiglia legati al suo rapporto con l'ex moglie. L'ultimo omicidio a Galatro risale agli Anni Ottanta. Un imprenditore Francesco Panetta, venne ammazzato a colpi di pistola, esplosi in pieno centro abitato, da un killer armato di pistola, sistemato sul sedile posteriore di uno scooter

GALATRO (RC), CHI E PERCHỂ, AVRÁ UCCISO A FUCILATE, CON MODALITÁ MAFIOSE, POCO PRIMA DI MEZZOGIORNO? IL NETTURBINO MICHELE FRANZÈ, 66 ANNI, INCENSURATO, PENSIONATO, SEPARATO, MENTRE SI TROVAVA NEL SUO GIARDINO DAVANTI A CASA IN CONTRADA 'SALICE'?

Le indagini sono affidate al maresciallo capo Paolo Giuliani, coordinato dal capitano Giulio Modesti, comandante della Compagnia di Taurianova. Tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale dell'Arma benemerita. Sovrintende, il p.m. di turno Giulia Masci, coordinata dal procuratore capo della Repubblica. Il paese a pochi chilometri da Rosarno, non è stato mai al centro di vicende mafiose di grosso richiamo. La cronaca nera, si è  occupata raramente, se non per fenomeni comuni a tutti i paesi del resto della Calabria e di un raro omicidio
Domenico Salvatore

GALATRO (REGGIO CALABRIA), 9 gennaio 2014 – Era andato in pensione da un anno, ma non ha fatto in tempo a godersela. Quegli scenari meravigliosi, che sembravano uscire dalle Georgiche, se non dalle Bucoliche. La campagna, la natura, il verde, l'ossigeno. Dal precedente flash…"Un netturbino in pensione incensurato, Michele Franzè, 66 anni, è stato ucciso stamattina in un agguato a Galatro, nella Piana di Gioia Tauro. Franzè, nel momento dell'agguato, si trovava nel giardino antistante la sua abitazione. L'uomo, raggiunto alla testa da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni, è morto all'istante. La vittima, era separata ed aveva lievi precedenti per liti in famiglia legati al suo rapporto con l'ex moglie. Indagano i carabinieri.
Franzè era in pensione da qualche anno dopo avere lavorato come netturbino per il Comune di Galatro. L'agguato, avvenuto in contrada Salice, secondo quanto è emerso dalle prime indagini, non ha avuto testimoni, elemento che rende difficoltose le indagini per accertare la dinamica ed identificarne il responsabile. Le modalità dell'omicidio fanno ipotizzare una matrice legata ad ambienti della criminalità, con i quali però la vittima, stando almeno alle prime risultanze delle indagini, non avrebbe avuto alcun collegamento. In merito al movente, comunque, al momento, i carabinieri non escludono alcuna ipotesi."In questo delitto, vi sono alcuni elementi, comuni con altri omicidi, che orienteranno bene di sicuro
gli organi inquirenti. L'omicidio è stato consumato in pieno giorno; non vi sarebbero testimoni alla sparatoria; la vittima è stata uccisa a colpi di fucile caricato a lupara; non era un "avvertimento"; chi ha sparato, lo ha fatto per uccidere; si tratta di un'esecuzione vera e propria, decisa da chi, quando e perché; la vittima designata, non doveva avere nessuna possibilità di sopravvivere; non si tratta di un delitto d'istinto, preterintenzionale o casuale, ma premeditato; chi ha sparato, conosceva abitudini, compagnie, frequentazioni e parentele della vittima; chi ha sparato sapeva come muoversi e che cosa fare dopo l'esecuzione; l'assassino ha (quasi) sempre un alibi di ferro. Galatro, non è Manhattan. La vittima, secondo una prima sommaria ricostruzione del delitto, effettuata dai Carabinieri della stazione di Galatro, diretta dal maresciallo maggiore Paolo Giuliani, comandante della stazione di Galatro, coordinato dal capitano  Francesco Cinnirella, comandante della Compagnia di  Gioia Tauro e tenente Francesco Battaglia, pure vice, tutti sotto le direttive del colonnello Lorenzo Falferi. Sovrintende alle indagini,  il p.m. di turno presso la Procura della Repubblica di Palmi, guidata dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.

Sul luogo del delitto, in contrada Salice di Galatro sono giunti il 118, i Carabinieri, il medico legale, per le perizia necroscopica esterna, i Vigili del Fuoco e la ditta del caro estinto per la rimozione del cadavere, che è stato trasferito all'Istituto di Medicina Legale, a disposizione del perito settore, nominato dal Tribunale. Il netturbino, non ha avuto la benché minima possibilità di sottrarsi al suo crudele destino. Raggiunto al capo ed al tronco è stramazzato sulla amate colture in un lago di sangue Nulla hanno potuto i primi soccorsi. Dopo l'autopsia la salma verrà restituita alla famiglia, per le esequie che verranno celebrate a Galatro, in forma pubblica. Non vi sono esigenze di ordine pubblico, tali da giustificare il "veto" del questore di Reggio Calabria, Guido Nicolò Longo. Nell'immediatezza dell'efferato crimine, sono stati organizzati posti di blocco volanti e perquisizioni domiciliari dei pregiudicati della zona, loro alibi-orario e guanto di paraffina, ma nella rete non è cascato nessun pesciolino. Nemmeno si ha notizia del ritrovamento di una macchina o di una scooter, servito per la fuga. Nessuno ha visto niente. Nessuno deve sapere.

Neanche se fra la vittima ed il sicario, vi sia stata una discussione, un diverbio, un alterco. Se fra i due litiganti vi sia stato una qualche forma di dialogo. Quattro scariche di lupara, esplose quasi a bruciapelo, sono davvero tante, per uno che viene descritto come lontano dai giri malavitosi e da amicizie pericolose. In paese lo conoscevano tutti, per via del suo mestiere che lo portava ad essere sempre in mezzo alla gente. Indagini in salita anche stavolta? In una zona ad alta densità mafiosa, come quella del Rosarnese, non sarà facile trovare qualcheduno disposto a riempire un verbale e poi andare in Tribunale a testimoniare. La paura cuce le bocche a doppia mandata per tema di diventare oggetto di vendette, ritorsioni e reazioni inconsulte. Si parte dai rilievi, dai reperti, dalle indagini tradizionali ed anche moderne. Del resto, non ci sono testimoni. O meglio non ci sarebbero, visto che qualcheduno la telefonatina anonima l'ha pure fatta. Ed è già qualcosa. Unico dubbio, l'ora del delitto, se non il giorno. Mercoled' pomeriggio o sera oppure giovedì mattina. La contrada Salice, popolata da pochi contadini, si trova ad alcuni chilometri di distanza da Galatro. L'assassino sapeva bene dove, quando e come muoversi. Un particolare interessante per il prosieguo delle indagini. Una sbirciatina al dossier giacente presso gli uffici giudiziari. Poi gl'interrogatori dei familiari, parenti, amici e conoscenti. 

Galatro (['galatro]; Gàlatron, Galotyrio in dialetto greco-calabro) è un comune italiano di 1.753 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.Il paese si trova sulle ultime pendici terrazzate delle Serre Calabre sud occidentali, ai confini della piana di Gioia Tauro, alla confluenza dei fiumi Fermano e Metramo. Quest'ultimo, fonte Wikipedia, lo divide nei due nuclei di Magenta e Montebello, in una vallata ad est di Feroleto e Plaesano.Paese antico e in passato rilevante dal punto di vista delle strutture ed attività religiose. Noto anche per l'abilità dei suoi artigiani, l'attuale centro abitato fu ricostruito dopo il terremoto del 1783 a quota 158 m s.l.m. Tra le attrazioni culturali c'è da menzionare la chiesa di San Nicola all'interno della quale si trovano un altare con statue di inizio Cinquecento attribuite alla scuola del Gagini ed una statua marmorea di San Nicola risalente al XV secolo.
 Data la presenza di sorgenti di acque sulfuree il comune, è conosciuto soprattutto per gli stabilimenti termali. Le acque sgorgano dalla fonte di Sant'Elia, così denominata per la presenza di un monastero basiliano, di cui se ne conservano i resti, a 37 °C e vengono classificate come acque solfuree-salso-iodiche. Le acque delle terme sono particolarmente indicate per la cura di malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, ginecologiche. Le cure termali consistono in aerosol, docce nasali, fanghi, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni vaginali, piscina termale, ventilazioni polmonari. Praticate anche la medicina estetica attraverso idromassaggi e massaggi e la chinesiterapia. La sorgente si trova a circa 2 km dal paese, in una stretta gola del monte Livia. L'attuale stabilimento termale nasce dal restauro di quello edificato nel 1882, poco più a valle delle sorgenti.A scoprire le qualità terapeutiche delle acque galatresi si vuole siano stati quei monaci basiliani che in seguito alle scorrerie saracene del 915 - e nel corso delle quali il loro cenobio di Taureana venne completamente distrutto - cercarono rifugio sulle montagne di Galatro ove, successivamente, edificarono un nuovo convento greco ortodosso dedicato a Sant'Elia nome che, poi, attribuirono anche alle acque delle quali essi stessi ne diffusero l'uso.Fino al 1891, infatti, i pazienti erano costretti a «bagnarsi» in alcune gore naturali, in prossimità delle sorgenti, o in rozzi tini di legno sistemati alla meglio sul greto del fiume e protetti dagli occhi dei curiosi mediante deboli ed incerte pareti costruite con canne e frasche di elci.La realizzazione del fabbricato è legata al nome dell'avvocato Giovambattista Buda che con vero spirito imprenditoriale diede a Galatro una struttura sociale di primaria importanza riuscendo a richiamare nella valle del Fermano migliaia di infermi all'anno.Dopo circa un secolo di varie vicissitudini umane, di passaggi di proprietà e di cambi di gestione, lo stabilimento termobalneare di Galatro tornava ad essere di proprietà del comune grazie all'opera del sindaco Bruno Marazzita. Anche il nuovo palazzo delle Terme è stato ideato e voluto dall'amministrazione con a capo il sindaco Bruno Marazzita. A Galatro si arriva da una strada (di recente realizzazione: anni 80) che si innesta sulla SS 536 tra Feroleto e Maropati.Personaggi legati a Galatro Barlaam (Galatro 1290 ca. - Avignone 1348). Monaco greco ortodosso, poi convertitosi al cattolicesimo. Uomo di cultura. Vescovo di Gerace. Maestro di greco di Francesco Petrarca e di Giovanni Boccaccio e precursore del movimento umanista.Giovanni Conia (Galatro 1752 - Oppido Mamertina 1839). Poeta dialettale e predicatore.Antonio Martino (Galatro 1818 - 1884). Liberale antiborbonico. Poeta dialettale. Angelo Lamari (Galatro 1861 - 1940). Medico. Professore all'Università di Napoli. Rocco Distilo (Galatro 1908 - 1973). Poeta e musicista. Il sindaco Carmelo Panetta, il vicesindaco Sandro Sorbara e gli assessori Bruno Antonio Scoleri e Pasquale Simari, che rappresentano gli elettori ed il cittadino, a prescindere non possono che condannare la violenza e stringersi cristianamente, intorno ai parenti della vittima. I funerali saranno celebrati da don Giuseppe Calimera, nella chiesa di San Nicola. Un omicidio a Galatro? Ma quando mai!Domenico Salvatore

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