Anoia Inferiore (Reggio Calabria) – Partirà lunedì prossimo 3 febbraio una campagna di raccolta firme promossa dalla sezione Avis “Rocco Porretta” per scongiurare la chiusura dello sportello dell’Ufficio Postale cittadino - prevista per il 2015 - che serve l’utenza della comunità di Anoia Inferiore e che già adesso presta servizio in modalità ridotta venendo aperto esclusivamente la prima decade di ogni mese per soli tre giorni a settimana.
«Un servizio benché minimo tuttavia essenziale – tiene a precisare Maria Antonella Sorrenti, vice presidente dell’Avis anoiano e tra i promotori dell’iniziativa – senza il quale una parte considerevole di cittadini vedrebbe escluso il proprio diritto ad usufruire dei servizi postali».
Dunque lettere, plichi, raccomandate ma anche e soprattutto il pagamento delle pensioni ed i servizi postali e finanziari erogati dall’Ente sarebbero out per i cittadini della porzione Inferiore di Anoia. «Come Avis, da sempre impegnati nel sociale, abbiamo deciso di attivare una campagna di sensibilizzazione – continua la Sorrenti – rivolta a cittadini, utenti e sostenitori perché non possiamo permettere che questo presidio scompaia e con esso conseguentemente pregiudicare fortemente il diritto alla postalizzazione di larga parte della popolazione, specie la più debole, che sfornita di mezzi e di possibilità, sarebbe la più penalizzata non potendosi recare altrove per soddisfare le proprie legittime aspettative di godere dei servizi».
E certo è che anche il piano di ristrutturazione predisposto da Poste Italiane nella provincia di Reggio Calabria non sta aiutando ed anzi, pur di conseguire una talvolta illogica economicità aziendale, sta ingenerando malumori e provocando disagi amplificati in un contesto regionale che vede sempre più assottigliarsi la distribuzione delle quote dei servizi, dai trasporti alla scuola, dalla sanità alla mobilità. «Spesso non si dice – prosegue determinata - che lo sportello di Anoia è divenuto nel tempo la vera valvola di sfogo al sovraffollamento di altri uffici postali dei comuni viciniori pur avendo in organico una sola unità di personale ed un ristretto numero di giorni, peraltro alterni, di apertura».
Una battaglia partita dal basso che si preannuncia ostica e sulla quale peraltro l’amministrazione comunale a guida Ceravolo parrebbe non aver preso ancora alcuna posizione. «Abbiamo lanciato la campagna sui social network ed affisso manifesti ovunque, sollecitando la gente a sottoscrivere numerosa – argomenta la Sorrenti – per poterci recare entro fine di febbraio presso la Direzione Provinciale di Poste Italiane e far valere la nostra protesta. Non ci risparmieremo e se fosse necessario – conclude provocatoriamente - come cittadini saremmo disposti anche ad una piccola autotassazione per contribuire a mantenere in vita un ufficio basilare per una comunità che reclama appieno il proprio diritto a non rimanere esclusa».
Giuseppe Campisi
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