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Rosy Canale, torna libera. La montagna di carta e di parole ha partorito quattro topolini tuona Liberati (avvocato difensore)

Reggio Calabria 31 dicembre 2013 - Torna libera Rosy Canale, l’attivista antimafia indagata nell’ambito dell’operazione “Inganno”, che vuole far luce sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel comune di San Luca, in provincia di Reggio Calabria. L’indagine è condotta dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri, dal sostituto Francesco Tedesco e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Il Tribunale della Libertà ha quindi accolto la richiesta dell’avvocato della donna, Giancarlo Liberati, revocando gli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la Canale avrebbe utilizzato i fondi elargiti per la sua associazione antimafia “Donne di San Luca”, per acquistare viaggi, automobili e per altre spese personali. La donna nei giorni scorsi aveva prima iniziato e poi sospeso uno sciopero della fame, protesta intrapresa contro la restrizione ai domiciliari. Rosy Canale resta comunque indagata a piede libero per i reati di malversazione e truffa aggravata.

"La montagna di carta e di parole - ha dichiarato l'avvocato difensore, Giancarlo Liberati - ha partorito quattro topolini che la difesa ha saputo fare emergere e, pertanto, alla prima verifica di un giudice terzo, la Canale è stata rimessa in libertà."

TRIBUNALE RIESAME REVOCA ARRESTI DOMICILIARI A ROSY CANALE Intanto procede l'inchiesta della Dda di Reggio Calabria - Il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha revocato oggi gli arresti domiciliari a Rosy Canale, la ex presidente del movimento Donne di San Luca arrestata nelle scorse settimane con l'accusa di malversazione e truffa, ma non per reati di mafia, nell'ambito di una inchiesta della Dda di Reggio Calabria che sta intanto procedendo. I giudici hanno così accolto la richiesta avanzata dal legale della donna, l'avv. Giancarlo Liberati. Rosy Canale, nel corso dell'udienza, ha risposto anche ad alcune domande fattele dai giudici del tribunale. Nei giorni scorsi, la donna aveva annunciato le proprie irrevocabili dimissioni da socia e presidente dell'Associazione Movimento Donne di San Luca e della Locride «al fine di favorire la ricerca della verità e non interferire nell'attività dell'autorità giudiziaria».

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