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Nicola Gratteri, l'antimafia si fa senza soldi pubblici

Gratteri: "L'ANTIMAFIA SI FA SENZA SOVVENZIONI PUBBLICHE, SI FA ANCHE ANDANDO A FARE DOPOSCUOLA GRATUITAMENTE NELLE SCUOLE, FACENDO VOLONTARIATO ANDANDO NEGLI OSPEDALI AD AIUTARE GLI ANZIANI ABBANDONATI DALLE FAMIGLIE, ANDANDO A DONARE IL SANGUE, SI FA INDIGNANDOSI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE NON FA IL PROPRIO DOVERE. NON C’È BISOGNO DI CHIEDERE SOLDI".


«Io da tanti anni ormai dico: attenzione a chi si erge a paladino dell’antimafia senza avere dietro le spalle una storia. Attenzione a questa antimafia delle parole, perché ciò che ci manca è soprattutto la coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.

Non è tollerabile perché c’è gente che è morta per la lotta alla mafia. Non possiamo tollerare, prima che da magistrati o da uomini delle istituzioni o da giornalisti, come cittadini che certe cose accadano in nome dell’antimafia, in nome di centinaia di migliaia ormai di uomini delle istituzioni che sono morti in nome di questi grandi ideali. Non possiamo tollerare che ci sia gente che lucra, che ci sia gente che ne ha fatto un mestiere e ne continua a fare un mestiere.

Noi dobbiamo essere vigili su queste condotte, non solo illecite da un punto di vista penale ma anche eticamente riprovevoli. È una cosa bruttissima. Parlare di lotta alla mafia, andare a San Luca, illudere decine di donne magari reduci da lutti e da mille delusioni di politici che a turno ciclicamente sono andati a promettere loro la luna, arriva l’organizzazione antimafia e promette di nuovo la luna. E poi cosa troviamo? Che 10.000 euro offerti dal consiglio regionale della Calabria ci compriamo la Smart, 16.000 euro offerti dal ministero delle politiche sociali ci compriamo la 500. Queste sono cose gravissime, inaccettabili.

Per questo dico che bisogna essere sempre seri. Non c’è né “se” e né “ma” nella lotta alla mafia, da qualsiasi angolazione la vediamo, chiunque noi siamo, qualsiasi cosa facciamo nella vita di mestiere. Bisogna essere intransingenti, senza accettare nessun accomodamento. Dovete essere feroci voi giornalisti, stanare, anche voi, con i vostri articoli; dovete stare attenti prima di adulare e di elogiare queste campagne antimafia. Se uno vuole fare antimafia non ha bisogno di sovvenzioni pubbliche. L’antimafia si fa anche andando a fare doposcuola gratuitamente nelle scuole, l’antimafia si fa facendo volontariato andando negli ospedali ad aiutare gli anziani abbandonati dalle famiglie, andando a donare il sangue, si fa indignandosi contro la pubblica amministrazione che non fa il proprio dovere. Non c’è bisogno di chiedere soldi».

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