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Melito Porto Salvo,vince la mozione Matteo Renzi, la soddisfazione del segretario cittadino, Tino Laganà

"Tutto regolare. Ogn'iscritto, ha potuto esprimere le sue preferenze, in perfetta libertà e democrazia"
MELITO PORTO SALVO (RC),  IL SEGRETARIO DEL PD CITTADINO, TINO LAGANÁ ESPRIME SODDISFAZIONE PER L'ESITO DELLA VOTAZIONE
Domenico Salvatore
MELITO PORTO SALVO (RC)- Le votazioni per le primarie del PD a Melito. Ha vinto il sindaco di Firenze Matteo Renzi (115) che ha superato Gianni Cuperlo ( 76) e Pippo Civati (20; anche una scheda nulla. Piena soddisfazione ha espresso il segretario cittadino, Tino Laganà, il successore dell'ex assessore, ragioniere Piero Flachi:"Ogni elettore abilitato, ha potuto esprimere liberamente, in coscienza la propria opinione; il proprio voto. Vince anche la democrazia e la libertà.". A Melito Porto Salvo, Comune sciolto per mafia, ed è la quarta volta, di cui tre ufficiali, record nazionale, già si avvertono i primi 'movimenti' in vista della tornata amministrativa, che dovrà ristabilire la "democrazia sospesa" (sebbene la critica la stronchi come "democrazia  spezzata"). Tuttavia il segretario Tino Laganà, che comunque i suoi piccoli successi li ha avuti, ritiene che il prossimo appuntamento elettorale in calendario, siano le Elezioni Europee; ed è su questa'appuntamento politico-elettorale che si concentreranno  gli sforzi e l'attività di propaganda del PD.  A titolo di cronaca, da questa ridente cittadina dello Jonio reggino, son passati personaggi del calibro di Cesare Ottaviano Augusto. Durante il De Bello Siculo, aveva eletto la zona di Decastadium compreso il porto di "Rumbolo", a suo quartier generale. Il suo antagonista Pompeo Sesto, figlio di Gneo, storico rivale di Caio Giulio Cesare, era asserragliato sull'altra sponda, ai Giardini Naxos (abitata sin dal Neolitico dall'indigena popolazione dei Siculi, la quale venne sottomessa nel 734 a.C. da un gruppo di abitanti di Calcide, nell'isola di Eubea, guidati dal condottiero Teocle). 

Nel 1861, Giardini ospita Garibaldi nell'ultima tappa siciliana sino alla partenza per la conquista dell'intera Penisola. Fra i suoi abitanti, un certo Tisandro, più volte vincitore dei Giuochi Olimpici. fu distrutta, nel 495 a. C., da Dionigi I di Siracusa, Il dott. Salvatore Calabrò, in "Graniti, storia di un paese siciliano", fonte web.tiscali.it così scrive, fra l'altro, a proposito di queste due battaglie memorabili:"Sesto Pompeo ribellatosi a Roma aveva con un colpo di mano occupato la Spagna e la Sicilia, che era toccata a Ottaviano nella spartizione dei domini romani fra questi e gli altri due triumviri Antonio e Lepido". Ottaviano consapevole, dell'enorme importanza che la Sicilia aveva per la stessa vita di Roma, è notorio che l'isola era il granaio di Roma nonchè un'imprescindibile base logistica per il controllo e il mantenimento delle terre conquistate nel Mediterraneo, si determinò a concludere la pace con Pompeo, che fu stipulata con il trattato di Capo Miseno nel 39 a. C.":"Ma le mire espansionistiche di Pompeo lo indussero a violare apertamente il trattato di pace, provocando la reazione di Ottaviano e degli altri triumviri che  puntualmente arrivò il primo luglio del 36 a. C..


Fu portato un attacco congiunto in tre diversi punti delle coste isolane, Lepido a Lilibeo ossia Marsala, Agrippa a Tindari, Ottaviano a Taormina"….Plena vita est vaticiniis, sed saepius falsa sunt sicut ingenti exemplo. Bello Siculo Gabienusex Caesaris classiaris fortissimus, captus a Sexsto Pompeo…Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, fonte nelmondonostro.forumfree.it, le truppe di quest'ultimo sbarcano a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'ha in precedenza occupata. Per ripopolare Tauromenium, dopo i danni della guerra subita, ma anche per presidiarla Ottaviano, divenuto Augusto, nel 21 a.C. invia una colonia di Romani, a lui fedeli, e nel contempo ne espelle gli abitanti a lui contrari. Ma da qui son passati (perlomeno 'transitati') anche grossi personaggi come i segretari del PCI, Palmiro Togliatti, Luigi Longo, Alessandro Natta, Enrico Berlinguer ed Achille Occhetto. E dopo la svolta della Bolognina, anche altri pezzi da novanta come Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Sergio Cofferati, Piero Fassino, Pierluigi Bersani e via di sèguito. Questo è "territorio di pascolo" dell'onorevole Marco Minniti, più volte segretario anche regionale della Calabria e membro della Direzione Nazionale; più volte sottosegretario anche agl'interni; 

Laureato in filosofia, già dirigente dei Democratici di Sinistra, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (Governo D'Alema I e II), sottosegretario al Ministero della Difesa (Governo Amato II) e Vice Ministro dell'Interno (Governo Prodi II), Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai servizi segreti nel Governo Letta dal 17 maggio 2013. Un tempo dominato dal defunto professore Nino Stillittano, presidente pro-tempore del CO.RE.CO. sezione di Reggio Calabria; consigliere comunale a Reggio Calabria; ma anche a Montebello Jonico; Consigliere Provinciale nei collegi di Rosarno e di Melito Porto Salvo. Su questo territorio ha operato per quattro mandati, l'ex sindaco Giuseppe Iaria, scivolato su una…"buccia di banana". A prescindere dalla sua vicenda politico-giudiziaria sulla quale, comunque, sarà la magistratura a dover dire l'ultima parola, Iaria, a parere degli esperti di politica, rimane uno dei più grandi politici ed amministratori di questa zona e della Provincia reggina; se non oltre. Intanto, non è più agli arresti domiciliari; ma, un libero cittadino. Sebbene, con l'obbligo di dimora fuori dalla Calabria. Domenico Salvatore


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