di Pierfranco Bruni - Il lessico della politica, a volte, è la grammatica della filosofia di una politica. In questi giorni, ma anche in altre occasioni di tempo e di storie simili ma non più coinvolgenti e sempre ripetitive, abbiamo ascoltato dai nostri "principi" e "governanti" che il Governo riuscirà o non riuscirà a mangiare il panettone del prossimo Natale o di questo Natale già, forse, superato.
Mangiare il panettone. Vedete che abbinata. Tra un verbo transitivo, qual è mangiare, e un sostantivo maschile: panettone. Grammatica e lessico. Ma c'è di mezzo, come sempre, una metafora. Si potrebbe anche fare a meno di mangiare il panettone (prodotto nazionale) evitando il "mangiare" e quindi digiunando per testimoniare che si può digiunare.
Ma la politica e il suo lessico appropriatamente usano un verbo transitivo, perché nella politica è in uso il principio che il Principe distribuisce le fette del panettone. Capisco che vado oltre le righe dell'ironia restando nel teatro del riso. Ma dire agli italiani che il loro auspicio è quello di continuare a mangiare il panettone propone un lessico della politica che implica una visione antropologica del rapporto tra cittadini e istituzioni.
Vedete, può sembrare un gioco, ma il lessico o la "grammatica" o la sintassi, in politica, offrono quasi sempre delle chiavi di interpretazioni che ci permettono di penetrare i contesti nei quali si vive.
Io che di politica ne ho fatta, ma pensando alle identità e ai valori, sentire le sinistre e i cattolicisinistra, ma anche quelli che ci hanno preceduto, usare una terminologia che mi sembra un luogo della non estetica è un gioco falso del meta-pensierto non pensato.
Sarebbe molto semplice dire che questo Governo arriverà sino al prossimo anno o finirà la legislatura o si augura di trascorrere mesi sereni. Tutto qui. Purtroppo il linguaggio rispecchia i conflitti e le contraddizioni delle società. Il Governo si augura di mangiare il panettone del prossimo anno e noi cittadini di cittadinanza di diritto quale panettone dovremmo assaggiare?
Ci manca un tassello in tutto questo. Dal momento che ci siamo, sarebbe cosa buona e giusta far sapere agli italiani di cittadinanza di diritto che tipologia di panettone si preferisce e anche, considerato e visto, la casa produttrice, ovvero la "marca", come si diceva una volta dalle mie parti.
Ma non la smettiamo con i sorrisini da scemi del villaggio globale? Qui non si mangia più neppure un fico secco conservato dalla nonna e si pensa alla continuità di un non Governo per non governare gli italiani che, purtroppo, ancora si sentono e sono, nonostante tutto, italiani.
Una volta si diceva che il senso della italianità si scopre soltanto durante i giorni dei Mondiali di calcio (lo sport certamente più applicato a noi mediocri cittadini con cittadinanza di diritto). Bene. Ci siamo. Giorgio Gaber lo aveva preannunciato con la sua ironia e sarcasmo.
Se io non mi sento italiano mi si deve chiedere il perché? No, non gliene fotte a nessuno. Io non mi sento rappresentato non solo da questo lessico della politica, ma neppure dalle istituzioni che la politica ha messo in campo.
Camera, Senato, Parlamento, Presidenza della Repubblica prima di essere istituzioni, siamo alla storia del diritto democratico, attenzione, sono espressioni di processi politici. I nostri rappresentanti non sono categoricamente "Principi" istituzionali. Sono dei politici che portano nel loro ambiente le espressioni di una politica propria (non certamente anche mia). E nessuno dei Presidenti che oggi rappresentano l'Italia mi rappresenta politicamente.
Come la mettiamo? Non è una questione politica? E allora, il loro panettone è un panettone politico che diventa istituzionale. Perché? Perché se il Presidente del Consiglio si augura di mangiare ancora il panettone del prossimo anno la metafora è non solo tra il transitivo e il sostantivo, ma è anche tra il coniugante politica – istituzione.
Lasciamo le metafore al lessico (non familiare o famigliare) ma se abbiamo il coraggio delle idee cominciamo a rischiare per una scelta. Questa politica lessicale e istituzionale non è nel mio viaggio.
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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