Un uomo di 40 anni, Giuseppe Pisano, è stato ferito in un agguato, compiuto con un Kalashnikov a Gioia Tauro. L'uomo è scampato alla morte nonostante siano stati sparati una ventina di colpi. Pisano, ferito all'inguine, è ricoverato nell'ospedale di Polistena e non sarebbe in pericolo di vita. Secondo le prime notizie era già noto alle forze dell'ordine per piccoli fatti datati nel tempo e non risulterebbe avere legami con la criminalità. Indaga la polizia.
GIOIA TAURO (RC) IL METALMECCANICO GIUSEPPE PISANO, SFUGGE AD UN AGGUATO DI STAMPO MAFIOSO, ESEGUITO DA SCONOSCIUTI A COLPI DI KALASHNIKOV
Domenico Salvatore
GIOIA TAURO (Reggio Calabria) Un metalmeccanico di 40 anni, Giuseppe Pisano è stato raggiunto stamani da alcune sventagliate di fucile mitragliatore AK 47, mentre a bordo di un Pajero, aveva appena imboccato una stradina interpoderale. Alla vista del killer l'uomo si è istintivamente abbassato sul sedile, ma è stato colpito dai proiettili al tronco; Dopo l'iniziale paura e visto anche che ci fossero sufficienti forze per chiamare aiuto, ha allertato telefonicamente la Polizia del Commissariato di Gioia Tauro Angelo Morabito ed i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro che si muovono agli ordini del capitano Francesco Cinnirella. Intanto il sicario della 'ìndrangheta, incaricato di eseguire una lugubre missione di sangue, distruzione, morte e rovina, dopo aver scaricato il kalashnikov sul fuoristrada e convinto di aver portata a termine l'incarico, commissionato da chi, quando e perché, ha tagliato la corda.
Prima che sul posto intervenissero le forze di polizia. Soprattutto per evitare i posti di blocco volanti ed i successivi controlli dei pregiudicati della zona con perquisizioni domiciliari, alibi-orario e impronte digitali. Nell'immediatezza del fatto, stamani, poco dopo le ore 6,30, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, si sono catapultati sul vasto comprensorio, alla ricerca del giustiziere. Ma per quanto se ne sappia, senza risultato alcuno. Nemmeno la macchina od altro mezzo usato dal "palo" per spostare il cecchino fuori zona. Il ferito è stato soccorso e trasportato al P.S. dell'ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena, dove il Pisano è stato medicato e ricoverato per essere sottoposto ad intervento chirurgico d'urgenza; degente nel reparto di rianimazione in prognosi riservata.; per l'estrazione dei proiettili. Il "boia" della 'ndrangheta, avrebbe esploso alcune sventagliate, fra i venti ed i trenta proiettili. Non vi sarebbero testimoni all'agguato. Le indagini, partono come di consueto in salita. In una zona ad alta densità mafiosa, dove vige e domina incontrastata l'omertà che cuce le bocche a doppia mandata per paura di rappresaglie, vendette e ritorsioni. Non è un pezzo da novanta della 'ndrangheta. Semplicemente un titolare, insieme ai fratelli, di un'officina metalmeccanica.
Come facevano i killers a sapere che alle 6,30 del mattino, il Pisano, a bordo di un fuoristrada Mitsubishi Pajero, avrebbe lasciato la provinciale per immettersi su una strada interpoderale e si sarebbe trovato in quel luogo? Lo hanno pedinato, tallonato, studiato nelle sue abitudini, amicizie, frequentazioni? Bersaglio mobile, quando, giunto in prossimità di un vecchio passaggio a livello, ha biforcato. Si occupava della manutenzione del termovalorizzatore di Gioia Tauro. Sic stantibus rebus, non è facile pensare al rackett delle estorsioni. Non era, nemmeno, come detto, classificato come un boss della 'ndrangheta. Ha rifiutato qualche favore ad una persona che conti? Ha visto o detto qualcosa che non dovesse? Ma quando si vada in giro con un kalashnikov, l'obiettivo è la morte della vittima designata. Possibilmente, ridotta come un colabrodo. Si deve ancora accertare quante pallottole siano state"vomitate" dal fucile mitragliatore. Diverse raffiche. Sino a trenta proiettili. Si spara sul territorio dei Piromalli-Molè; se non Piromalli-Alvaro. Su una strada, la provinciale Gioia Tauro-Rizziconi, centro agricolo-commerciale, controllato dal casato di 'ndrangheta dei Crea. Viene difficile pensare, che qualche 'scheggia impazzita', si azzardi a "lavorare" senza il permesso dei "padrini". La vittima stavolta, ha avuto più fortuna di tante altre ed è riuscita a salvare la cotenna.
Anche perché, con la prontezza di riflessi e sangue freddo è riuscita a buttarsi sui sedili; e nessun colpo lo ha raggiunto in punti vitali. Ma la prognosi, non può che essere "Riservata". Sebbene, vi siano ottime possibilità che la spunti. Gl'investigatori, Carabinieri e Polizia, che procederà, coordinati dal p.m. che si muove agli ordini del procuratore capo della Repubblica di Palmi,Giuseppe Creazzo, non riceveranno nemmeno stavolta aiuto alcuno dal cittadino; magari, tramite una telefonata anonima, un sms, una segnalazione. Si parte dai reperti, dai rilievi tecnici e dall'interrogatorio della mancata vittima. Poi dei familiari e parenti, amici e conoscenti. Nella speranza di cavare un ragno dal buco. Si rispolvererà il fascicolo a suo nome. Benchè, da una prima scorsa, non sembra che il Pisano, abbia avuto delle frequentazioni pericolose; né, sia affiliato con qualche cosca di 'ndrangheta. Non emerge nemmeno, che abbia parentele dalle parti di Rosarno, dove i Pisano, sono alleati con il cartello dei Pesce-Bellocco-Ascone. Il fatto che circolino armi così pericolose e micidiali, fa scattare l'allarme rosso tra le forze di polizia, alla ricerca di arsenali, nella disponibilità dei clan di 'ndrangheta. Domenica 26 giugno 201, un falegname di 47 anni, Guido Pisano, venne raggiunto da diversi colpi di pistola, sparati da corta distanza, la mezzanotte, era trascorsa da una trentina di minuti, che lo raggiunsero in diverse parti del corpo. I tentativi di soccorso, si conclusero col nulla di fatto. L'uomo, giunse cadavere in ospedale a Polistena. Anche allora, del caso si occupò la Polizia di Stato del Commissariato di Gioia Tauro. Secondo una prima sommaria ricostruzione della dinamica dell'agguato, Guido Pisano, stava percorrendo via Stazione alla guida della sua autovettura, un'Audi di colore scuro. Il centauro giunto in sella a uno scooter condotto da un complice, ha esploso l'intero caricatore all'indirizzo del falegname. Nei mesi scorsi, per prevenire una possibile faida o bloccare quella esistente, sono stati trovati sul vasto hinterland gioitano: AK 47, Uzi, Skorpion, lupare a canne mozze, pistole calibro 9X21, bombe a mano, tipo 'ananas' e tritolo. Domenico Salvatore






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