Operazione"Inganno"-Nel corso della nottata, nella Locride, in Roma e Cosenza, militari del Gruppo Carabinieri di Locri, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria" di Vibo Valentia diretto dal capitano Angelo Zizzi e dei Comandi dell'Arma territorialmente competenti, hanno proceduto all'esecuzione di 6 Ordinanze di Custodia Cautelare (di cui 5 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) emesse, il 4 dicembre 2013, dal G.I.P. Domenico Santoro, presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, diretta da Federico Cafiero De Raho presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria nei confronti di altrettante persone (una delle quali già detenuta in regime di arresti domiciliari per altra causa) a vario titolo indagate per associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni con l'aggravante di cui all'art.7 L.203/1991 avendo agito al fine di agevolare l'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale della "locale" di San Luca.
SAN LUCA (RC), ROSY CANALE, FONDATRICE DEL "MOVIMENTO DONNE DI SAN LUCA", DICEVA DI VOLER COMBATTERE LA MAFIA; IL SINDACO SEBASTIANO GIORGI SI ERGEVA A PALADINO DELL'ANTIMAFIA, MA ERA SOLO UN…"INGANNO"
Lo hanno ribadito in conferenza stampa, il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, l'aggiunto per la zona jonica, Nicola Gratteri, il maggiore Alessandro Mucci, vicecomandante del Gruppo di Locri ed il colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale dei Carabinieri. GIORGI Sebastiano è stato eletto Sindaco di San Luca con il consenso e l'appoggio della "Locale", asservendo l'attività amministrativa ai voleri della criminalità organizzata soprattutto in materia di appalti e lavori pubblici, orientando i lavori di maggiore rilievo alle 'ndrine più importanti, suddividendo poi le somme urgenze con le rimanenti. I comportamenti attivi ed omissivi dell'amministrazione di San Luca sono nel frattempo emersi nell'attività di verifica da parte degli organi preposti venendo definitivamente sciolta per infiltrazione e condizionamento in costanza d'indagine il 17 maggio ultimo scorso.
Domenico Salvatore
SAN LUCA (Reggio Calabria)- 12 dicembre 2013- "In Calabria ed in modo particolare a Reggio, sede della 'Provincia' organo supremo della 'ndrangheta, organo di autogoverno, c'è la 'ndrangheta, universalmente nota e riconosciuta come la mafia più forte del mondo. Il legislatore ha introdotto nella specifica nomenclatura la voce "di stampo 'ndranghetistico', ma chi di competenza, ci lascia con un organico ridotto. Quattro sono stati trasferiti ed un altro è sul piede di partenza". Faceva concorrenza a Luciano Pavarotti in "E lucevan le stelle" a 'Alla Scala' di Milano. Il capo della DDA aveva il dente avvelenato ed è sceso sul sentiero di Manitù, dopo aver dissotterrato l'ascia di guerra. Bisognerebbe vederlo, come "urlava" stamani, in conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri reggino. Aveva gli occhi, strabuzzati fuori dalle orbite; e dal suo lanciafiamme, partivano vampate più incandescenti del magma della Valle del Bove. "Occorre rinforzare la presenza dello Stato con l'aumento degli organici anche di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e CFS". Insomma Federico Cafiero De Raho, non vuol combattere come Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ma lo Stato, non può fare le nozze, con i fichi secchi o ciurlare nel manico. Qui bisogna combattere con la mafia e contro "certa" antimafia. Nel paese di Corrado Alvaro, ci sono menti raffinatissime, come amava definirle il procuratore antimafia nazionale, Piero Grasso, prima di approdare al Senato della Repubblica, dove svolge le funzioni di Presidente (ma volevano candidarlo a premier; se non a Presidente della Repubblica).
Ma l'aggiunto Nicola Gratteri, che nei giorni scorsi ha presentato la sua ultima fatica letteraria "Acqua santissima". La Chiesa e la 'ndrangheta: storia di potere, silenzi e assoluzioni", un altro Kolossal, scritta assieme al giornalista Antonio Nicàso", non le manda a dire:"Attenzione ai falsi miti; ai nuovi paladini dell'antimafia, senza una storia alle spalle; a gente che ne fa un mestiere dell'antimafia. Voi giornalisti, con persone di questo genere, dovreste essere "feroci". Gratteri, non si sorprende che le 'ndrine della Locale di San Luca si spartiscano gl'introiti "com'o pani binidittu". E cita, il famigerato 'Manuale Cencelli'… "Per manuale Cencelli, s'intende una formula algebrico-deterministica per regolare la spartizione delle cariche pubbliche, in base al peso elettorale di ogni singolo partito o corrente politica. È attribuito a Massimiliano Cencelli, fonte Wikipedia, un funzionario della Democrazia Cristiana. In un'intervista ad Avvenire del 25 luglio 2003, Cencelli, svelò i retroscena della nascita del famoso manuale, in occasione del congresso della Democrazia Cristiana del 1967. "Nel 1967 Sarti, con Cossiga e Taviani, fondò al congresso di Milano la corrente dei 'pontieri', cosiddetta perché doveva fare da ponte fra maggioranza e sinistra. Ottenemmo il 12% e c'era da decidere gli incarichi in direzione.
Allora io proposi: se abbiamo il 12%, come nel consiglio di amministrazione di una società gli incarichi vengono divisi in base alle azioni possedute, lo stesso deve avvenire per gli incarichi di partito e di governo in base alle tessere. Sarti mi disse di lavorarci su. In quel modo Taviani mantenne l'Interno, Gaspari fu Sottosegretario alle Poste, Cossiga alla Difesa, Sarti al Turismo e spettacolo. La cosa divenne di pubblico dominio perché durante le crisi di governo, Sarti, che amava scherzare, rispondeva sempre ai giornalisti che volevano anticipazioni: chiedetelo a Cencelli".Durante la cosiddetta prima repubblica italiana, il manuale Cencelli sanciva quanti e quali posti o cariche dovessero essere assegnati a soggetti appartenenti a ciascun partito e, all'interno di questo, a ciascuna sua corrente. Per esempio, in occasione della formazione di un nuovo governo, specialmente per un governo di coalizione, vi era un nutrito numero di cariche da assegnare o riassegnare (ministri, sottosegretari, direttori generali, funzionari speciali, presidenti, amministratori e consiglieri di enti e società partecipate, e così via) in funzione delle mutate condizioni politiche del momento. Il manuale Cencelli, fungeva da "norma regolatrice", così che nessuno dovesse avere da recriminare, secondo valori fissi in base ai quali le cariche assegnabili erano soppesate qualitativamente (pare, per esempio, che un ministro valesse due sottosegretari e mezzo).
All'interno della cosiddetta "quota" di cariche spettanti a un dato partito, le correnti di quello stesso partito si spartivano le cariche, in proporzione del numero di tessere dei rispettivi capicorrente. Tale manuale non sarebbe mai stato formalizzato, in una vera pubblicazione, anche se si favoleggia, che fosse distribuito in un pamphlet, la cui circolazione era strettamente riservata agli ambienti della politica italiana, sebbene fosse noto anche all'esterno. Una conferenza stampa lunga, esauriente ed esaustiva e ricca di informazioni. Le donne, sempre più protagoniste in questo terzo millennio. Prima le donne nella mafia, se non 'bosse', in sostituzione dei loro mariti uccisi od in galera; poi, le donne nell'antimafia (associazionismo, volontariato, società civile); infine, le donne pentite: le vive e-o quelle morte; uccise o eliminate per lupara bianca; se non 'suicidate'. Protagoniste come il sindaco di Stefanaconi Elisabetta Carullo nel giugno 1994; il sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta; il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi; il sindaco di Lamezia Terme, Doris Lo Moro; il sindaco di Decollatura, Annamaria Cardamone; Il sindaco uscente di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole arrestata e posta ai domiciliari. L'onorevole Angela Napoli, che sindaco non è stata; tuttavia in passato, nominata vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia (attualmente è presidente una donna: Rosy Bindi), tanto per citare.
E quanti sindaci o ex sindaci arrestati… Bruno Fortugno (Calanna-Greco Francesco e Giuseppe);Alessandro Figliomeni (Siderno-Commisso); Gesualdo Costantino (Melito Porto Salvo-Iamonte) ;-Francesco Marra (Sant'Alessio in A. clan del comprensorio di Villa San Giovanni);Carlo Martelli, ( Rosarno-Pesce Bellocco;Giorgio Dal Torrione, assolto (Gioia Tauro- Piromalli Molè);Rocco Femia (-Marina di Gioiosa-Aquino-Coluccio, Mazzaferro;Francesco Mittiga e Aurelio Antonio (-Platì Barbaro-Trimboli-Marando); Pasquale Antonio Marafioti ( Seminara-Gioffrè);Carmelo Buggè (ex sindaco di Seminara-Gioffrè);Beniamino Alessio (Molochio);Bruno Bova ( cosche di Ardore-Bovalino ); Santi Zappalà (Bagnara Calabra- Tripodi, Caratozzolo, Bova, Cambareri, in contatto con il locale di Scilla : Nasone, Gaietti, Creazzo, Moio e quello di Villa San Giovanni-Campo Calabro-Fiumara: Famiglie Bertuca, Bellantoni, Imerti, Greco, Bueti e Garofalo; - Pietro Crinò (Casignana – Trimboli, Marando); Vincenzo Ielo (Staiti, Mollica, De Maria);Michele Altamura sindaco di (Gerocarne-Altamura); Agatino Licandro inteso Titti, sindaco di Reggio Calabria (De Stefano-Imerti); Pasquale Basile, sindaco di Scalea (Muto, Stummo, Valente); -Pasquale Basile, sindaco di Scalea (Muto, Stummo, Valente); Sebastiano Giorgi, sindaco di San Luca ( Nirta-Strangio-Giorgi e Pelle-Vòttari-Romeo), di quelli che ci vengono in mente.
Il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho e l'aggiunto della DDA per la zona jonica, Nicola Gratteri, in conferenza stampa sono stati molto duri, contro i falsi paladini della lotta alla mafia. Aveva introdotto i lavori della conferenza stampa il colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale dei Carabinieri. Su delega del comandante del Gruppo Locri, Giuseppe De Magistris, è intervenuto pure il suo vice, Alessandro Mucci. Al tavolo anche il tenente colonnello Gianluca Valerio, comandante del ROP e Michele Miulli del ROS, insieme al capitano Francesco Donvito, comandante della Compagnia di Bianco ed il maresciallo Vito Loiudice, comandante della stazione di San Luca, che però non hanno relazionato. I Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ex amministratori comunali ed imprenditori indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione aggravati avendo agito al fine di agevolare la 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale della 'locale" di San Luca.
Nel corso delle indagini sono emerse parallelamente responsabilità in condotte di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa) a carico di Rosy Canale, nota per il suo impegno antimafia come coordinatrice del 'Movimento delle donne di San Luca", associazione creata con finalità di sostegno sociale.
Le ordinanze - cinque in carcere e una agli arresti domiciliari - sono state emesse dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho. I particolari dell'operazione, denominata 'Inganno", saranno resi noti agli organi di informazione nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta questa mattina presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dal procuratore Cafiero de Raho e dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri. C'è anche l'ex sindaco di San Luca, l'avvocato Sebastiano Giorgi, tra le sei persone arrestate dai Carabinieri nell'ambito dell'operazione 'Ingannò condotta nel centro aspromontano. L'accusa nei confronti di Giorgi è di associazione per delinquere di tipo mafioso. La nota stampa chiarisce:"Nel corso della nottata, nella Locride, in Roma e Cosenza, militari del Gruppo Carabinieri di Locri, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria" di Vibo Valentia e dei Comandi dell'Arma territorialmente competenti, hanno proceduto all'esecuzione di 6 Ordinanze di Custodia Cautelare (di cui 5 in carcere e 1 agli arresti domiciliari)
emesse, il 4 dicembre 2013, dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria nei confronti di altrettante persone (una delle quali già detenuta in regime di arresti domiciliari per altra causa) a vario titolo indagate per associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni con l'aggravante di cui all'art.7 L.203/1991 avendo agito al fine di agevolare l'associazione mafiosa denominata 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale della "locale" di San Luca.
Nel corso delle indagini sono emerse anche responsabilità in ordine a condotte di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa) a carico di Rosy Canale, nota per il suo impegno antimafia come coordinatrice del "Movimento delle donne di San Luca" .
L'operazione giunge quindi all'esito di un'indagine (convenzionalmente denominata "Inganno") avviata nel 2009 e supportata da attività tecniche, che hanno consentito nel tempo:
- di accertare l'appartenenza all'associazione di tipo mafioso denominata 'ndrangheta, segnatamente della "società" di San Luca, di ex amministratori pubblici del Comune, sciolto per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 17.05.2013;
in particolare l'ex Sindaco del Comune di San Luca GIORGI Sebastiano e l'Assessore all'Ambiente MURDACA Francesco avrebbero favorito, con le proprie condotte amministrative, le cosche operanti sul territorio; analoga fattispecie viene contestata a COSMO Giuseppe, agli arresti domiciliari per altra causa, titolare dell'omonima impresa edile aggiudicatrice di rilevanti appalti pubblici quali la realizzazione della rete di metanizzazione del Comune di San Luca e l'appalto relativo ai "Percorsi di cultura e fede nel centro storico";
- di documentare l'acquisizione del controllo e della gestione, da parte di STRANGIO Francesco alias Ciccio "Boutique", ritenuto appartenente alla medesima "locale" di 'ndrangheta, dell'area mercato del Comune di San Luca, e specificamente della zona di Polsi, nonché l'ostacolo al libero esercizio del voto in occasione delle consultazioni regionali del 2010, convogliando un gran numero di preferenze in cambio di future utilità;
- di contestare a NIRTA Antonio alias "Terribile" l'intestazione fittizia della ditta "Edil Trasporti", attribuita fittiziamente ai figli al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale
- di acclarare come parte dei finanziamenti elargiti dal Ministero della Gioventù, dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria, dall'Ufficio Territoriale del Governo di Reggio Calabria e dalla Fondazione "Enel Cuore", da utilizzare per la gestione – da parte del "Movimento delle Donne di San Luca" – di un bene confiscato alla cosca Pelle alias "Gambazza" di San Luca destinato a ludoteca (inaugurata nel 2009 e poi mai entrata in funzione) siano state impiegate dalla fondatrice e presidente CANALE Rosa alias "Rosy", per finalità esclusivamente private, tra cui l'acquisto di un'autovettura, di mobili e di arredamento per la propria abitazione, con grave nocumento per lo Stato, anche di natura patrimoniale derivante dal mancato sfruttamento del bene confiscato.
Ancora una volta un'attività investigativa è stata in grado di documentare i particolari del legame esistente tra l'operatività delle "cosche" e la politica locale. In particolare GIORGI Sebastiano è stato eletto Sindaco di San Luca con il consenso e l'appoggio della "Locale", asservendo l'attività amministrativa ai voleri della criminalità organizzata soprattutto in materia di appalti e lavori pubblici, orientando i lavori di maggiore rilievo alle 'ndrine più importanti, suddividendo poi le somme urgenze con le rimanenti.
I comportamenti attivi ed omissivi dell'amministrazione di San Luca sono nel frattempo emersi nell'attività di verifica da parte degli organi preposti venendo definitivamente sciolta per infiltrazione e condizionamento in costanza d'indagine il 17 maggio ultimo scorso.
In relazione al presidente del "Movimento delle donne di San Luca", Rosy Canale, è emerso come i finanziamenti erogati per la gestione di attività di sostegno sociale venissero distratti a vantaggio dell'interessata per l'acquisto di beni trattenuti nella sua disponibilità: in particolare due autovetture, mobili, vestiti e viaggi.
Le indagini continueranno in direzione degli ulteriori accertamenti che dovranno fare luce sulle diverse tematiche trattate dall'indagine. ". La 'ndrangheta, ha detto il capo della DDA reggina, è la più forte mafia del pianeta. Nessuna sorpresa, che tenti di condizionare la politica. Anzi è scontato ed inevitabile che ciò accada. Ma lo Stato c'è; e farà la sua parte. All'operazione hanno partecipato anche i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, diretto dal colonnello Salvatore Luongo e quelli di Cosenza, diretti dal colonnello Giuseppe Brancati.
Domenico Salvatore
Domenico Salvatore
















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