"Gli istituti elvetici perseguibili, rischio denuncia"
Milano – "Siamo di fronte a una svolta epocale. La proposta Greco di voluntary disclosure è l'occasione per avviare un circolo virtuoso".
Stefano Simontacchi è direttore del Transfer Pricing Research Center dell'Università di Leiden in Olanda, tra le più autorevoli al mondo in materia di diritto tributario internazionale, ed è un sostenitore del voluntary disclosure, cioè dell'auto-denuncia da parte di chi ha portato i soldi all'estero, nella formula della proposta Greco, che vorrebbe adottare il governo.
Cosa sta succedendo in Svizzera? Gli italiani che hanno portato i soldi oltreconfine rischiano di essere acciuffati dal Fisco?
"E' solo questione di tempo, ma in Svizzera il segreto bancario è destinato a scomparire nel giro di due anni. E questo non tanto perché il governo elvetico ha firmato la convenzione sullo scambio spontaneo di informazioni tra autorità fiscali – tappa importante che però richiederà molto tempo per tradursi in pratica – ma perché, su pressione del Gafi (Gruppo d'azione finanziaria internazionale, ndr) e del G20, c'è una proposta di legge che introdurrà i reati fiscali qualificati come reati presupposto del reato di riciclaggio. Il rischio per i Paesi che non si adeguano è l'inserimento nella black list".
Questo cosa comporta per le banche svizzere?
"A breve, tra il 2014 e il 2016, diventerà un reato avere il conto di un evasore italiano; la banca potrà essere perseguibile dalla procura svizzera con l'accusa di riciclaggio. Per questo gli istituti di credito elvetici stanno avvertendo i clienti che prima o poi arriverà loro una lettera, quando la legge sul reato fiscale sarà approvata, in cui si chiederà di scegliere se chiudere il conto o emergere dall'anonimato perché in caso contrario la banca sarà costretta a denunciarlo. Sta accadendo anche allo Ior, con la differenza che l'istituto vaticano ha indicato una scadenza perentoria a fine novembre".
La proposta Greco non è un altro scudo?
"No, è la risposta perfetta. Prevede l'integrale pagamento delle imposte evase e l'assenza di anonimato. Il premio sta nella depenalizzazione del reato, che però consente al "pentito" di reintegrarsi a pieno titolo nell'economia del Paese, massimizzando così gli interessi erariali. In più introduce anche il reato di auto-riciclaggio, che renderà molto più difficile per il futuro fare i furbi".
-- Milano – "Siamo di fronte a una svolta epocale. La proposta Greco di voluntary disclosure è l'occasione per avviare un circolo virtuoso".
Stefano Simontacchi è direttore del Transfer Pricing Research Center dell'Università di Leiden in Olanda, tra le più autorevoli al mondo in materia di diritto tributario internazionale, ed è un sostenitore del voluntary disclosure, cioè dell'auto-denuncia da parte di chi ha portato i soldi all'estero, nella formula della proposta Greco, che vorrebbe adottare il governo.
Cosa sta succedendo in Svizzera? Gli italiani che hanno portato i soldi oltreconfine rischiano di essere acciuffati dal Fisco?
"E' solo questione di tempo, ma in Svizzera il segreto bancario è destinato a scomparire nel giro di due anni. E questo non tanto perché il governo elvetico ha firmato la convenzione sullo scambio spontaneo di informazioni tra autorità fiscali – tappa importante che però richiederà molto tempo per tradursi in pratica – ma perché, su pressione del Gafi (Gruppo d'azione finanziaria internazionale, ndr) e del G20, c'è una proposta di legge che introdurrà i reati fiscali qualificati come reati presupposto del reato di riciclaggio. Il rischio per i Paesi che non si adeguano è l'inserimento nella black list".
Questo cosa comporta per le banche svizzere?
"A breve, tra il 2014 e il 2016, diventerà un reato avere il conto di un evasore italiano; la banca potrà essere perseguibile dalla procura svizzera con l'accusa di riciclaggio. Per questo gli istituti di credito elvetici stanno avvertendo i clienti che prima o poi arriverà loro una lettera, quando la legge sul reato fiscale sarà approvata, in cui si chiederà di scegliere se chiudere il conto o emergere dall'anonimato perché in caso contrario la banca sarà costretta a denunciarlo. Sta accadendo anche allo Ior, con la differenza che l'istituto vaticano ha indicato una scadenza perentoria a fine novembre".
La proposta Greco non è un altro scudo?
"No, è la risposta perfetta. Prevede l'integrale pagamento delle imposte evase e l'assenza di anonimato. Il premio sta nella depenalizzazione del reato, che però consente al "pentito" di reintegrarsi a pieno titolo nell'economia del Paese, massimizzando così gli interessi erariali. In più introduce anche il reato di auto-riciclaggio, che renderà molto più difficile per il futuro fare i furbi".
Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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