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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Smantellata a Cosenza banda di spacciatori: 19 arresti.

Operazione Cc, indagini avviate dopo morte giovane per overdose.

COSENZA, 8 Novembre 2013 - I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato 19 persone, 11 in carcere ed otto ai domiciliari, perché ritenute i componenti di una banda di spacciatori di droga che agiva nel capoluogo e nella zona della Sibaritide.
Sono stati eseguiti anche tre provvedimenti di obbligo di dimora e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse sono di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, rapina a mano armata, estorsione, furto e ricettazione.

'Ndrangheta: Cc sequestrano 3 mln beni
Operazione antimafia sull'asse Reggio Emilia-Catanzaro.


REGGIO EMILIA, 8 NOV - Beni per 3 milioni di euro sono stati sequestrati dai Carabinieri di Reggio Emilia sull'asse Reggio-Catanzaro a Francesco Grande Aracri, 59 anni, residente a Brescello, elemento di spicco dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Cutro capeggiata dal fratello Nicolino, detenuto. L'operazione antimafia è in corso dalle prime ore di oggi. E' il primo provvedimento in Emilia-Romagna, uno dei primi al Nord nei confronto di una cosca calabrese, di sequestro patrimoniale preventivo anticipato.

Banca cordone Calabria, prima in Italia
Da 2006 a oggi raccolte 12,8% unità in più della media nazionale.


REGGIO CALABRIA, 8 NOV - Anche per il 2013 la Calabria Cord Blood Bank di Reggio si è classificata al primo posto in Italia nei primi 10 mesi dell'anno come indice di rilascio (rapporto tra le unità cordonali congelate e quelle rilasciate per trapianto). ''Dal 2006 al primo semestre 2013 - è detto in una nota - la Calabria Cord Blood Bank ha raccolto 6.507 unità di sangue cordonale, di cui 803 bancate, con una percentuale del 12,8% al di sopra della media nazionale, che si aggira al 7-10%''.

Palestrina, i carabinieri recuperano reperti archeologici dI epoca romana a casa di un operaio denunciato a piede libero.
 

ROMA - I Carabinieri della Stazione di Palestrina, nell’ambito di appositi servizi tesi al recupero di opere d’arte e reperti archeologici trafugati hanno perquisito l’abitazione di un cittadino italiano del luogo, rinvenendo diversi reperti archeologici, tutti di età romana, detenuti illecitamente.  Nello specifico, l’uomo è stato denunciato per possesso di beni culturali appartenenti allo Stato, in particolare materiale di interesse archeologico risalente al I, II e III secolo d.c.. In mostra decorativa, appoggiati su alcuni suppellettili ed alcuni addirittura ad ornamento di muri e pareti, sono stati recuperati i seguenti reperti:

·             Frammento del lato frontale di un sarcofago con bassorilievo raffigurante parte di un animale marino e il braccio di un tritone o di un nereide del III secolo d.C.- marmo greco insulare;

·           Olletta di impasto;

·           Collo d’anfora con attacco delle anse, ricomposto da  quattro frammenti di età romana.

·           Frammenti di vaschetta in tufo di età romana;

·           Frammento di statua con panneggio in marmo greco insulare;

·           Blocco parallelepipedo da costruzione. Su uno dei lati maggiori è graffito lo scacchiere del gioco del re di età romana- marmo greco Proconnesio;

·           Frammento di cornice in marmo Proconnesio con Kyma ionico e dentelli conservante parte del lato destro liscio. Marmo greco di età romana.

Il materiale è stato interamente sequestrato e consegnato alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e rientrati, quindi, nella proprietà dello Stato. I reperti archeologici, tutti di età romana, sono da attribuire al territorio dell’area Prenestina.

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