Reggio Calabria 24 novembre 2013. I familiari di Giovanni Strangio, condannato in primo grado all'ergastolo per la strage di Duisburg, e di Giuseppe Nirta, si sono incatenati nella Basilica Cattedrale per protestare contro i processi che vedono coinvolti i loro congiunti. La manifestazione di protesta è stata avviata proprio nel giorno in cui la sacra effige della Madonna della Consolazione, patrona della città, dal Duomo rientra in processione nella Basilica dell’Eremo e, secondo tradizione, viene affidata in custodia ai Padri cappuccini. Alla protesta partecipano complessivamente cinque donne di cui tre si sono sedute e incatenate «Continueremo a protestare - affermano - fino a quando non avremo una risposta dallo Stato». La strage di Duisburg, compiuta a Ferragosto del 2007 e nella quale furono uccise sei persone, è stata il culmine della faida di San Luca tra i Nirta-Strangio ed i Pelle-Vottari.
«Vogliamo giustizia - aggiungono - e chiediamo che sia rotto questo muro di omertà. Per la magistratura loro sono i perfetti colpevoli, da inserire nei libri della storia criminale come una vittoria dello Stato contro le mafie. Che siano innocenti o colpevoli poco importa. La Procura tedesca ha dichiarato, invece, apertamente che non ci sono i presupposti per istruire un processo in Germania contro di loro. Vogliamo che siano bloccati questi falsi processi e predisposto un accertamento parlamentare».
Per Giovanni Strangio è in corso il processo d'appello mentre per Giuseppe Nirta si sta svolgendo il dibattimento di primo grado a Locri nel quale è imputato anche Sebastiano Nirta. Per i Nirta la Dda ha chiesto la condanna all'ergastolo. «Per la Procura di Duisburg che ha condotto le indagini - concludono le donne - i nostri congiunti non sono perseguibili mentre per la Procura di Reggio Calabria che non ha condotto le indagini sono colpevoli. Vogliamo giustizia per degli innocenti accusati di un crimine non commesso e giustizia per le vittime della strage».
«Vogliamo giustizia - aggiungono - e chiediamo che sia rotto questo muro di omertà. Per la magistratura loro sono i perfetti colpevoli, da inserire nei libri della storia criminale come una vittoria dello Stato contro le mafie. Che siano innocenti o colpevoli poco importa. La Procura tedesca ha dichiarato, invece, apertamente che non ci sono i presupposti per istruire un processo in Germania contro di loro. Vogliamo che siano bloccati questi falsi processi e predisposto un accertamento parlamentare».
Per Giovanni Strangio è in corso il processo d'appello mentre per Giuseppe Nirta si sta svolgendo il dibattimento di primo grado a Locri nel quale è imputato anche Sebastiano Nirta. Per i Nirta la Dda ha chiesto la condanna all'ergastolo. «Per la Procura di Duisburg che ha condotto le indagini - concludono le donne - i nostri congiunti non sono perseguibili mentre per la Procura di Reggio Calabria che non ha condotto le indagini sono colpevoli. Vogliamo giustizia per degli innocenti accusati di un crimine non commesso e giustizia per le vittime della strage».
Di seguito il testo integrale del documento diffuso dalle 4 donne:
Innanzitutto vogliamo dire che non siamo donne di ‘ndrangheta, stiamo facendo questo per chiedere aiuto allo Stato, al ministro della giustizia e a chiunque ci possa aiutare, in carcere ci sono tre innocenti accusati di un crimine non commesso che aspettano da anni che gli sia riconosciuta la loro innocenza e poter così tornare ad abbracciare i loro figli e riprendere le loro vite.
Chiediamo l’annullamento di questi falsi processi fondati solo sulla convinzione della procura di Reggio Calabria, non sappiamo il perché vuole a tutti i costi che quell’orribile strage sia legata a San Luca, quando ci sono tante piste che si potrebbero seguire, non c’è un solo elemento che li collochi a Duisburg, ma ciò nonostante sono processati senza la possibilità di difendersi, visto che tutti gli atti investigativi non sono stati inseriti nel processo, all’inizio si diceva che la procura non era a conoscenza di questi atti, poi hanno detto che non li vogliono inserire, mentre Duisburg dice che sono stati inviati tutti all’Italia, quindi chiediamo cos’ha da nascondere la procura di Reggio Calabria a non volere inserire tutti gli atti nel processo?
Perché non vuole la verità? Noi vogliamo solo che sia fatta piena luce su questa storia, vogliamo che paghino i veri colpevoli, e non degli innocenti sacrificati ingiustamente per un crimine non commesso. Quindi ci chiediamo se la procura è così convinta della loro colpevolezza allora perché non li ha inseriti così da fugare ogni dubbio? Cosa si deve nascondere. Dobbiamo credere alla trattativa che dicono che ci sia stata tra Stato/’ndrangheta? E’ solo perché si vuole chiudere in fretta questo caso o si devono proteggere i veri colpevoli?
Noi siamo contro la mafia e contro ogni forma di violenza stiamo facendo sentire la voce di innocenti che non hanno la possibilità di difendersi, perché noi è questo che chiediamo un processo giusto, con tutti gli atti, o la liberazione di tre innocenti che sono sequestrati dallo Stato.
Per la procura di Duisburg che ha condotto le indagini non sono perseguibili, mentre per la procura di Reggio Calabria che non ha condotto le indagini sono loro i colpevoli, come fa la magistratura a condannarli se non ha inserito tutti gli atti? Perché lo vuole fare ad ogni costo? E soprattutto sapendo benissimo che inserendo tutti gli atti si potrebbe giungere alla verità perché non lo fa?
Perché l’Italia sin da subito ha detto alla Germania di abbandonare le altre piste perché hanno già il colpevole? Queste cose risultano tutti agli atti, la strage è avvenuta in Germania il processo andava fatto là, ma i tedeschi non hanno voluto, persino il procuratore tedesco in un’intervista ha detto che loro non avevano elementi per instaurare un processo contro Giovanni, quindi se l’è preso l’Italia o meglio dire la magistratura reggina e l’ha addirittura condannato, come si fa? Come fa un giudice onesto a mandare all’ergastolo degli innocenti sapendo benissimo che non sono loro i colpevoli?
Aiutateci a fare emergere la giusta verità sulla strage di Duisburg aiutateci a dimostrare che la Calabria non è solo ‘ndrangheta! Aiutateci a dare la possibilità ai nostri figli di avere un futuro migliore in una terra abbandonata dalle istituzioni e piena di pregiudizi.
Non si può fare di tutta l’erba un fascio!! Signor Presidente, politici, intervenite, venite a vedere come hanno svolto questi processi, venite a vedere con che facilità vengono mandati all’ergastolo degli innocenti, non si può essere di San Luca chiamarsi Nirta o Strangio per essere additati con tanta crudeltà inaudita.
Lo stato non ci può abbandonare siamo pure noi italiani, siamo in uno Stato di diritto e non in un regime, allora perché succedono queste cose? Non possono pagare degli innocenti un crimine non commesso!
'NDRANGHETA: CONCLUSA PROTESTA FAMILIARI IMPUTATI DUISBURG - Si è conclusa la protesta dei familiari di Giovanni Strangio e di Giuseppe Nirta che stamane si sono incatenati nel duomo di Reggio Calabria in occasione della cerimonia religiosa della Madonna della Consolazione. La protesta si è conclusa dopo l'intervento di polizia, carabinieri, Procura della Repubblica e Diocesi di Reggio Calabria. I rappresentanti istituzionali hanno avuto modo di parlare con le cinque donne, di cui tre si erano incatenate, ed al termine del colloquio si è conclusa la protesta. Le cinque donne sostengono l'innocenza dei Strangio e Nirta circa la strage di Duisburg.
'NDRANGHETA: CONCLUSA PROTESTA FAMILIARI IMPUTATI DUISBURG - Si è conclusa la protesta dei familiari di Giovanni Strangio e di Giuseppe Nirta che stamane si sono incatenati nel duomo di Reggio Calabria in occasione della cerimonia religiosa della Madonna della Consolazione. La protesta si è conclusa dopo l'intervento di polizia, carabinieri, Procura della Repubblica e Diocesi di Reggio Calabria. I rappresentanti istituzionali hanno avuto modo di parlare con le cinque donne, di cui tre si erano incatenate, ed al termine del colloquio si è conclusa la protesta. Le cinque donne sostengono l'innocenza dei Strangio e Nirta circa la strage di Duisburg.
0 Commenti