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OPERAZIONE ZAPPA 1. ESAME TESTIMONIALE DEL DOTT. TROTTA

ESAME TESTIMONIALE NELL'AMBITO DELLA NOTA OPERAZIONE ANTIDROGA "ZAPPA 1 " DEL V.Q.A. DIEGO TROTTA,
ASCOLTATO SULLE INVESTIGAZIONI CONDOTTE DAL 2002 AL 2004 E CULMINATE CON LA
 MAXI OPERAZIONE CHE PORTO' ALL'ARRESTO DI 43 NARCOTRAFFICANTI ED AL SEQUESTRO DI ARMI E DROGA

           
            Durante l'intera giornata di ieri, 28 novembre 2013, nell'ambito di uno stralcio del Processo "ZAPPA 1" - nel quale sono tuttora imputate ben 63 persone per traffico internazionale di stupefacenti e di armi e per altri reati - è stato ascoltato dalla 2^ Sezione del Tribunale di Reggio Calabria il Vice Questore Aggiunto Diego TROTTA, attuale dirigente del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per la "Calabria".

Il Funzionario della Polizia di Stato ha deposto sugli esiti delle indagini culminate nella nota maxi operazione antidroga "ZAPPA 1" (culminata nel 2004, con 43 arresti, in Italia e all'estero, ed il sequestro di cospicui quantitativi di COCAINA ed HASHISH e di un arsenale di armi munizioni ed esplosivi). Operazione che, com'è noto, è già sfociata in una raffica di pesantissime condanne pronunciate, anni or sono, dal sia dal GUP, che dal Tribunale di Reggio Calabria, in più riprese ed in tempi diversi nei vari filoni processuali.
All'epoca dei fatti TROTTA dirigeva la Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura reggina.

Ieri, TROTTA, rispondendo alle domande del P.M. Rocco COSENTINO, ha iniziato a riferire al Tribunale di Reggio Calabria i dettagli sulle posizioni dei 63 imputati (dei 203 indagati complessivamente deferiti dalla Polizia di Stato, tra i quali quelli già condannati in primo grado dal Tribunale e dal GUP) ancora a giudizio. Tra gli imputati, il noto boss FACCHINERI Luigi, capo dell'omonima 'ndrina operante nel "Locale" di Cittanova (R.C.), cl. 1966, in atto detenuto, e presente ieri in aula.


L'attività d'indagine, condotta dal 2001 al 2004, era sfociata, come detto, nell'esecuzione di ben 44 OCCC  carico di capi, luogotenenti ed affiliati delle 'ndrine federate "MAESANO-PANGALLO-PAVIGLIANITI", egemone nei "Locali" di 'ndrangheta di S. Lorenzo, Roghudi e Condofuri, e "SERGI-MARANDO-TRIMBOLI", egemone nel "Locale" di Platì, nonché nel sequestro di un cospicuo quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina ed hashish, di un arsenale di armi da guerra, munizioni ed esplosivi ad alto potenziale e l'acquisizione di un rilevante bagaglio di elementi probatori.
Personaggi chiave dell'Operazione "ZAPPA 1" si sono rivelati i noti narcotrafficanti di Reggio Calabria, nonchè capi delle citate cosche di 'ndrangheta, MAESANO Santo, nato a Melito di Porto Salvo (RC), cl.'57, e SERGI Paolo, nato a Platì (RC), cl.'42.
L'organizzazione criminale federata oggetto delle investigazioni aveva peraltro progettato l'evasione dal carcere di Madrid del boss MAESANO Santo, evitata grazie all'attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile reggina, dallo SCO e dall'INTERPOL.
I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo COCAINA ed HASHISH, armi ed esplosivi ; omicidio; vendita, cessione, detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, oltre che di armi e munizioni e favoreggiamento.
L'attività investigativa, ha spiegato il Dott. TROTTA, si è articolata in numerose direttrici che, a loro volta, si sono progressivamente sviluppate, anzitutto, sotto il profilo probatorio.
Al riguardo, ha ricordato che l'attività ha prodotto la cattura di tre latitanti, l'arresto in flagranza di reato di alcuni appartenenti alla consorteria criminale oggetto d'indagine ed il sequestro di un cospicuo quantitativo di sostanza stupefacente e di un arsenale di armi da guerra, munizioni ed esplosivi ad alto potenziale. L'attività ha anche consentito l'acquisizione di un rilevante bagaglio di elementi probatori, che, ad esempio, hanno, tra l'altro, permesso di fare piena luce su due cruenti omicidi commessi, rispettivamente, a Reggio Calabria ed a Madrid.
L'attività investigativa si è, poi, sviluppata anche sotto il profilo geografico su numerosi filoni d'indagine nazionali ed internazionali, corrispondenti a quelle che si sono delineate come le rotte di trasporto ed approvvigionamento della sostanza stupefacente : numerose regioni d'Italia, Spagna, Francia, Marocco, Stati Uniti e le nazioni sudamericane della Colombia, del Perù, dell'Ecuador e del Venenzuela.

Ritornando, più analiticamente, allo sviluppo delle indagini, la Polizia di Stato come accennato, traeva in arresto, in tempi diversi, ben tre latitanti.
1)   Nel 2001, la Squadra Mobile localizzava in Novedrate (Co) e traeva in arresto l'allora latitante SARICA COSTANTINO Gianpaolo, in quanto destinatario di provvedimento di custodia cautelare in carcere. Durante l'operazione, veniva rinvenuto e sequestrato un piccolo quantità sostanza stupefacente del tipo Cocaina, un ingente quantitativo di sostanza da taglio e materiale per il confezionamento, denaro falso, telefoni cellulari, numerose carte telefoniche prepagate di vari gestori ; numerosi appunti ; munizioni per pistola ; fotografie di MAESANO Santo e del suo luogotenente ROMEO Vincenzo.
2)   Nel 2003, la Polizia spagnola, in stretta collaborazione con la Sezione Antidroga della Squadra Mobile reggina, a conclusione di un'indagine congiunta avviata grazie a Commissioni Rogatorie Internazionali, catturava il narcotrafficante cileno latitante ZAVALA Marchan Hector Herman, in quanto destinatario di provvedimento di custodia cautelare in carcere, ed altre otto persone delle quali sette cittadini peruviani, uno statunitense e un altro di nazionalità spagnola, che risultava essere un funzionario della Polizia spagnola, in servizio nella città di Salamanca (Sp). Dopo alcuni mesi d'attesa, concluse le trattative e partito il carico di Cocaina dal Sudamerica, la Polizia Spagnola, con la cattura del latitante, disarticolava, quindi, un'organizzazione di narcotrafficanti che fruiva delle coperture fornite da un insospettabile Funzionario di Polizia. Nel corso dell'operazione, venivano sequestrati 10 Kg. di sostanza stupefacente del tipo Cocaina occultati in confezioni di cioccolatini provenienti dal Perù.
3)        Il 27 gennaio 2004, la Squadra Mobile reggina, unitamente a personale Interpol e del Servizio Centrale Operativo, traeva in arresto, a seguito di estradizione, il boss MAESANO Santo, sopra generalizzato, in quanto destinatario di provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Reggio Calabria. Alcuni giorni prima, era stato, dapprima, possibile fare piena luce su un primo tentativo di evasione del potente e temuto boss MAESANO dal centro Penitenziario "Valdemoro" di Madrid, poi sventato dalla Guardia Civil madrilena, presso una struttura sanitaria ove egli era ricoverato. Successivamente, glu uomin di Diego TROTTA avevano sventato un secondo tentativo di evasione del pericoloso boss narcotrafficante, comunicando tempestivamente al Collaterale Organo di Polizia iberico che alcuni appartenenti al sodalizio, appositamente fatti giungere in Spagna da Reggio Calabria, avevano, alla vigilia dell'estradizione, approntato un commando armato per liberare il prigioniero. L'adozione di rigidissime misure di sicurezza sia in Spagna che in Italia hanno impedito che il piano fosse portato a compimento.

Come accennato, nel corso delle indagini la Squadra Mobile reggina ha tratto in arresto, in flagranza di reato, alcuni soggetti appartenenti al sodalizio e sequestrato un cospicuo quantitativo di droga ed armi.
1)   Nel settembre del 2002, la Squadra Mobile di Reggio Emilia, su input della Squadra Mobile reggina, traeva in arresto, in flagranza di reato, perche' resosi responsabile del reato di trasporto e detenzione illegale di sostanza stupefacente del tipo Cocaina, TIMPANO Salvatore, nato a Grotteria (RC), cl.'70, ivi residente. Il predetto, sottoposto ad accurata perquisizione personale, veniva trovato in possesso di un campione di gr. 100 di Cocaina abilmente occultato a bordo della propria autovettura, in transito a Reggio Emilia.
2)   L'8 ottobre 2002, le Squadre Mobili di Reggio Calabria ed Imperia, traevano in arresto, in flagranza di reato, perche' resisi responsabili del reato di trasporto e detenzione illegale di sostanza stupefacente del tipo Hashish e di detenzione di un autentico arsenale di armi da guerra e munizioni, i trafficanti MANDARANO Mario, nato ad Aieta (CS), cl.'59 pregiudicato, e  GANGEMI Massimo, nato a Sanremo (IM), cl.'64 e residente ad Arma di Taggia (IM). I predetti, sottoposti a perquisizione personale e locale, venivano trovati in possesso, abilmente occultato, di un "panetto" di Hashish del peso di gr. 198, abilmente occultato a bordo dell'auto del GANGEMI e presso un magazzino nella loro disponibilità permetteva di un arsenale d'armi e munizioni composto da un fucile a pompa Browning, un fucile a pompa Wincester, una pistola calibro 9mm, una pistola calibro 7.65mm, due pistole calibro 6.35mm, due bomba a mano tipo ananas, una bomba a mano a corpo liscio, una pistola mitragliatrice calibro 7.65, una mitraglietta calibro 9 marca Ero Croatia, munizionamento vario, due coltelli, materiale vario per il confezionamento di sostanza stupefacente e due bilancini di precisione. Arsenale attribuito alla disponibilità del boss FACCHINERI Luigi, per lungo tempo latitante nella vicina Francia.
3)   Nel dicembre del 2002, le Squadre Mobili di Reggio Calabria e Milano, traevano in arresto, in flagranza di reato, perche' resisi responsabili del reato di detenzione illegale di sostanza stupefacente del tipo Cocaina, in ingente quantitativo, BILARDI Davide, TRIPODO Pietro e NUCERA Carmelo, perché trovati in possesso di 16 Kg. circa di sostanza stupefacente del tipo Cocaina. Droga destinata alla consorteria MAESANO-PANGALLO-PAVIGLIANITI.

Come accennato, le direttrici investigative dell'operazione "ZAPPA" si sono sviluppate anche sotto il profilo geografico su numerosi filoni d'indagine nazionali ed internazionali, corrispondenti a quelle che si sono delineate come le rotte di trasporto ed approvvigionamento della sostanza stupefacente : numerose regioni d'Italia, Spagna, Francia, Marocco, Stati Uniti e le nazioni sudamericane della Colombia, del Perù, dell'Ecuador e del Venenzuela. Grazie a tali attività, ad esempio, la Squadra Mobile reggina, nel mese di agosto del 2003 sventava una rivolta, ed un conseguente tentativo di evasione di massa, dal carcere di Quito (Ecuador), ove risultano detenuti numerosi narcotrafficanti italiani coinvolti nell'ambito della stessa operazione antidroga. Attraverso le tempestive comunicazioni al Collaterale Organo di Polizia ecuadoregno, la Squadra Mobile reggina, tramite l'Interpol, si riusciva a fare sventare tentativo di rivolta carceraria imminente.
     Proseguendo la disamina dei riscontri probatori progressivamente acquisiti dalla Squadra Mobile reggina nel corso dei due anni d'indagine, si è fatto cenno a due distinti omicidi verificatisi, in tempi diversi, a Reggio Calabria ed a Madrid, sui quali è stata fatta piena luce. 
Il 5 Dicembre 2001 veniva barbaramente trucidato a colpi d'arma da fuoco a Reggio Calabria SGRO' Gaetano, nato a Roccaforte del Greco (RC), cl.'56. Grazie ai riscontri acquisiti alla vigilia ed all'indomani del suo omicidio, la Squadra Mobile reggina individuava negli arrestati ROMEO Vincenzo Pasquale, MAESANO Santo e MAESANO Francesco, rispettivamente, co-esecutore materiale e mandanti di detto omicidio, che sarebbero stati, poi, condannati, in I° grado. Il solo ROMEO, successivamente è stato assolto in appe
Altro omicidio su cui è stata fatta piena luce grazie alle indagini connesse all'Operazione "ZAPPA" è stato commesso in Spagna nell'aprile del 2002.   
La Guardia Civil Comandancia di Madrid, raccordata alla Squadra Mobile reggina attraverso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, traeva in arresto il 25 Aprile 2003 il cittadino colombiano GRANADOS BARRERA Francisco Ernesto, detto "Pacho"o "El Malo", nato a Bogotà (COLOMBIA), cl.'56, residente a Madrid, ritenuto responsabile dell'omicidio del suo connazionale NICHOLLS POSADA Carlos, non meglio identificato, avvenuto in Madrid (Spagna) il 15 Aprile 2002. Quest'ultimo, immune da pregiudizi in Spagna, aveva il compito di raccogliere il danaro proveniente dal traffico di stupefacenti e inviarlo, in piccole quantità, agli stessi fornitori. L'assassino avrebbe agito per evitare di pagare al POSADA la somma di un Milione di Pesetas. Nel corso della perquisizione dell'abitazione del GRANADOS BARRERA si rinveniva la relazione tecnica d'analisi chimica effettuata dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per la Lombardia concernente il rinvenimento e sequestro dei 16 Kg. di cocaina in occasione degli arresti effettuati, a Milano nel dicembre del 2002 a carico degli indagati arrestati BILARDI, TRIPODO e NUCERA
L'ingente quantitativo di cocaina sequestrato a margine dei predetti arresti faceva parte di una ben più cospicua spedizione di Kg. 150 di cocaina che il narcotrafficante ROMEO Vincenzo Pasquale, su incarico del capo del sodalizio oggetto d'indagine MAESANO Santo, allora detenuto in Spagna presso il Centro Penitenziario "Valdemoro" di Madrid, aveva provveduto ad esportare dalla Spagna sino a Milano pochi giorni prima degli arresti e del sequestro de qua. Nella circostanza, difatti, il ROMEO, si era recato personalmente in Spagna a curare operativamente i dettagli della spedizione e tenuto sotto controllo dagli Agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile reggina e del collaterale Organo di Polizia iberico. Il rinvenimento presso l'abitazione di GRANADOS Barrera Francisco Ernesto, del predetto verbale d'analisi qualitativa non poteva non essere intimamente connesso alle vicende investigative sviluppatesi attorno agli arresti dei predetti sodali ed a conseguenti attriti tra gli acquirenti calabresi, da un lato, capeggiati dal MAESANO ed i fornitori spagnoli e sudamericani, dall'altro. La cocaina fornita nella circostanza fu ritenuta di pessima qualità ed adulterata.Di qui l'azione ritorsiva e l'omicidio.
Il processo riprenderà l'anno venturo, con la disamina dei riscontri probatori a carico dei 63 imputati. Il Collegio del Tribunale di Reggio Calabria era presieduto dal Giudice Andrea Esposito.
Reggio Calabria, 29 novembre 2013.
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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