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Operazione "Sipario", ma anche la cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, ha il suo pentito:Giuseppe Ambrogio

Due sindaci in quota PD, Giuseppe Iaria e Gesualdo Costantino, collusi, se non "venduti" alla mafia? Questo, lo stabiliranno le carte processuali. E fino ad allora, Legge alla mano, vige la presunzione d'innocenza per i due amministratori. Il Gip Cinzia Barillà, non ha potuto spiccare il 'mandato di cattura' pieno per Giuseppe Iaria; Ed almeno, il concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso. Anzi, gli ha pure concesso gli arresti domiciliari, per…"L'assenza di elementi diretti che facciano ritenere accettato e stipulato il pactum sceleris con l'associazione di stampo mafioso dominante nel territorio. La moneta di scambio utilizzata da Iaria nel corso dei suoi mandati elettorali è costituita dal pieno asservimento dell'istituzione comunale agli interessi della cosca e nella fattispecie delle imprese di costruzione e movimento terra riconducibili ad essa e gestiti da Tripodi Giovanni, ma questo non basterebbe a provare l'esistenza di un accordo."
MELITO PORTO SALVO (RC)- OPERAZIONI 'A.D.A.' E SIPARIO', LO STATO C'È, BUSSA UN PAIO DI  VOLTE E VINCE IN DUE MOSSE 

Giuseppe Ambrogio
Il principale sviluppo investigativo, oggetto di esame in questa sede, di quell'iniziale esito delle principali risultanze investigative sino ad allora emerse è costituito dall'intrapresa collaborazione di uno dei principali protagonisti dei dialoghi intercettati nel corso delle indagini: Ambrogio Giuseppe, cl. 82 alias Pereira, raggiunto da occ in relazione ad una molteplicità di capi di imputazione cautelare che spaziano dalla commercializzazione di armi sino a quella di droga, ma soprattutto hanno riguardo alla sua "intervenuta affiliazione" al locale clan di'ndrangheta di Melito Porto Salvo, avvenuta sostanzialmente in costanza di attività tecnica in corso e che ha consentito di comprendere fortemente le dinamiche illecite della consorteria criminale che abbracciava l'operato dei nuovi operativo, già da prima del loro ingresso nell'associazione di stampo mafioso armata, per "dimostrare" la loro caratteristica di "degni" "contrasti" aspiranti al titolo di associato, e poi inseguito per rafforzare la loro posizione di appartenenza alla compagine criminale in osservazione e per continuare ad ambire a ruoli di maggior prestigio al suo interno rafforzativi della scelta già adottata. In questo senso l'opzione collaborativa adottata dall'Ambrogio si colloca come una naturale evoluzione ai risultati, già pregnanti, che l'inchiesta era stata in grado di produrre, sulla scorta del solo materiale intercettativo e delle relative emergenze a conferma degli elementi già in atti, sicché con percorso logico - e qui si conviene con l'Accusa - invertito rispetto all'usuale le propalazioni si pongono come elemento di rafforzamento e completamento di un quadro indiziario già promanante dal materiale tecnico e non il contrario come usualmente avviene nel caso di propalazione resa dal dichiarante, che necessita di successive attività di riscontro.

Domenico Salvatore

Avviso conclusione indagini per:
ALAMPI Carmelo Nicola '82
AMBROGIO Giuseppe '82
AMBROGIO Giuseppe '85
AMODEO Paolo '69
ATTINÁ                                 Giuseppe                            '87
BARILLA' Pietro '77
BENEDETTO Carmelo '88
BENEDETTO Fortunato G.nni
BORCHIERO Alessio '87
BORRUTO Giovanni '82
BRUCIAFREDDO              Eduardo 
CALARCO   Domenico Salv. M.
CANDILORO Fabio '79
CANNIZZARO  Luca Bruno '80
CARACCIOLO Antonio '85
CARACCIOLO Demetrio '75
CARACCIOLO Francesco '80
CARACCIOLO Giuseppe '85
CARIDI Domenico '70
CENTO Francesco '82
CENTO Giuseppe '79
COSTANTINO Gesualdo
COSTARELLA Andrea Dom.
CREA Antonio '72
CREA Umberto '79
D'ANDREA Antonio '85
FAMILIARI Antonino '76
FAVASULI Domenico '81
FERRARA Antonio
FERRARA Antonio Salvatore
FERRARA Adriano Valentino
FERRARA Paolo '53
FERRARA Pasquale '82
FLACHI Pietro '56
FONTANA Filippo '59
FOSSO Francesco '85
FOTI Francesco Martino '75
FOTI Giovanni '82
GIORDANO Francesco Antonino
GUERRERA Giuseppe '63
GULLI' Domenico '85
GULLI' Francesco Giuseppe
GULLI' Giovanni '78
IAMONTE Francesco '80
IAMONTE                          Francesco                              '73
IAMONTE Natale '81
IAMONTE Remingo '58
IARIA Davide '80
IARIA Giuseppe '46
IARIA Giuseppe Romeo '80
IMBALZANO Domenico G.ppe
LAGANA' Antonino Francesco
LAGANA' Carmelo '69
LA PIETRA Emanuele Domenico 
LEONE Francesco '87
LIGATO Bruno '80
MACHEDA Francesco '90
MAISANO Francesco '53
MALASPINA                         Consolato                          '53
MALASPINA Vincenzo '56
MARINO Giovanni '86
MAZZERI Antonio '71
MEDURI Antonio '52
MEDURI Antonio '54
MEDURI Consolato '87
MINNITI Angelo '75
MINNITI Fortunato '83
MINNITI Giovanni '86
MINNITI Maria '85
MINNITI Salvatore '61
MORABITO Francesco '53
NICOLO' Loris Francesco '89
NOCERA Angelo '72
NUCERA Antonino '87
NUCERA Domenico '89
NUCERA Fabio '87
PANGALLO Francesco '88
PANGALLO Giovanni Mario
PANGALLO Maurizio '88
PAVIGLIANITI Giovanni '73
PIRILLO Massimiliano '84
PIZZICHEMI Alberto '70
PUGLIERE Giovanni '85
RAVENDA Carmelo '54
RIPEPI Maria Polsina '79
RODA' Saverio '69
ROMEO Vincenzo '85
ROSACI Antonino '83
ROSACI Quinto Antonio '53
ROSACI Santoro '85
ROSATO Pietro '86
SARCINELLI Vito '88
SCAPPATURA Luigi '80
SERGI Domenico Salvatore
SERRANO' Carmelo Gianluca
SGRO' Antonino '46
STELITANO Antonino '81
STELITANO Donato '86
STELITANO Luigi '88
TRIPODI 'Antonino '69
TRIPODI Demetrio '81
TRIPODI Filippo '85
TRIPODI Francesco '77
TRIPODI Giovanni '71
TRIPODI Giovanni '79
TRIPODI Giovanni '82
TRIPODI Natale '78
TRIPODI Venerando '54
TRIPODI Vincenzo Santo '80
VENTURINI Vincenzo '77
VERCELLI                             Demetrio                           '74
VERDUCI                               Bartolo                              '76
VERDUCI                                Gaetano                               '77
VERDUCI                                Pietro                                 '79


MELITO PORTO SALVO (RC) - Un esercito di avvocati è pronto a cimentarsi in un potenziale maxi-processo. Intanto a sostegno dei loro assistiti negl'interrogatori di garanzia. L'ordinanza, a proposito dei capi d'imputazione, è chiara…associazione a delinquere finalizzata alla consumazione, mediante esercizio della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, di una serie indeterminata di delitti quali: danneggiamenti, estorsioni, detenzione e porto di armi ed esplosivi; concorrenza sleale, turbative d'asta. Associazione per delinquere di tipo mafioso, finalizzata al controllo del territorio di Melito Porto Salvo; associazione mafiosa finalizzata altresi al controllo ed alla gestione dei pubblici appalti, nonché al condizionamento delle competizioni elettorali e della vita politica, in particolare del comune di Melito Porto Salvo, tutto con l'unico scopo di realizzare illeciti profitti o vantaggi ingiusti per se stessi o per altri.  Associazione organizzata mediante una suddivisione "verticale" tra "maggiore" di cui fanno parte gli esponenti più anziani e con pregressa militanza nelle cosche della fascia ionica reggina - e la "minore" di cui fanno parte gli esponenti di più recente affiliazione.

Con i seguenti ruoli: IAMONTE Antonino, IAMONTE Carmelo e IAMONTE Remingo, quali capi del sodalizio, soggetti dotati di notevole spessore criminale, dirigevano ed organizzavano il sodalizio, assumendo le decisioni più rilevanti, impartendo disposizioni o comminando sanzioni agli altri associati a loro subordinati, decidendo e partecipando ai riti di affiliazione, attribuendo "cariche" di tipo 'ndranghetistico ad altri affiliati, curando i rapporti con le altre cosche, dirimendo contrasti interni o esterni al sodalizio, controllando il settore degli appalti pubblici anche per il tramite di imprenditori di riferimento.

In posizione subordinata rispetto a IAMONTE Antonino, IAMONTE Carmelo e IAMONTE Remingo: FONTANA Filippo, quale organizzatore ed elemento di vertice del sodalizio, si occupava anche dello specifico settore degli appalti pubblici, avvalendosi del potere di intimidazione insito nel vincolo associativo e beneficiando dei vantaggi riconosciuti agli esponenti mafiosi competenti per territorio;

FLACHI Pietro, quale organizzatore ed elemento di vertice del sodalizio, impartendo disposizioni agli associati imposizione subordinata, partecipando a riti di affiliazione, eseguendo in generale le disposizioni dei fratelli Iamonte, alla bisogna reggendo le sorti del sodalizio facendo le loro veci e rappresentando la locale nel contesto della provincia;

TRIPODI Giovanni cl. 1971, organizzatore del sodalizio, in diretto contatto con IAMONTE Remingo, con il compito di curare per conto dell'organizzazione criminale i rapporti con soggetti politici ed istituzionali, con l'amministrazione comunale di Melito Porto Salvo, con altri professionisti ed imprenditori del settore edile, al fine di garantire il condizionamento della vita politica locale ed il controllo dei pubblici appalti, anche mediante accordi collusivi con altri costruttori della provincia reggina, sempre avvalendosi del potere di intimidazione insito nel vincolo associativo; AMBROGIO Giuseppe cl. 1982, AMODEO Paolo, BENEDETTO Fortunato Giovanni, BORRUTO Giovanni cl 1982, COSTARELLA Andrea Domenico, D'ANDREA Antonio, FERRARA Antonio Salvatore, FOSSO Francesco, FOTI Giovanni, GUERRERA Giuseppe, GULLI' Giovanni, IAMONTE Francesco, IAMONTE Natale, lARIA Giuseppe Romeo, LAGANA' Carmelo, MACHEDA Francesco, MALASPINA Consolato, MALASPINA Vincenzo, MAZZERI Antonio, MEDURI Antonio cl. 1952, MEDURI Consolato, MINNITI Angelo, MINNITI salvatore, PIZZICHEMI Alberto Daniele, ROSACI Antonino, ROSACI Quinto Antonio, ROSACI Santoro, SERGI Domenico Salvatore, SGRO'Antonino, STELITANO Antonino, TRIPODI Antonino, TRIPODI Demetrio,TRIPODI Francesco, TRIPODI Giovanni cl. 1971, TRIPODI Giovanni cl. 79, TRIPODI Giovanni cl. 82, TRIPODI Venerando, VERDUCI Bartolo, VERDUCI Gaetano, VERDUCI Pietro, tutti affiliati, facevano parte dell'associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne del sodalizio, eseguendo le direttive del capo cosca,fornendo supporto agli altri affiliati nella consumazione di reati ovvero con l'intento di sottrarsi alla Giustizia o eludere le investigazioni delle Autorità, ponendo in essere le attività delittuose del sodalizio (tra le quali, quelle descritte di seguito e nei capi di imputazione sottostanti).

In particolare: GUERRERA Giuseppe, GULLÍ Giovanni, TRIPODI Giovanni cl. 79,TRIPODI Giovanni cl. 82, quali partecipi, imprenditori di riferimento dell'organizzazione, si occupavano dello specifico settore degli appalti pubblici, mediante le rispettive imprese, avvalendosi del potere di intimidazione insito nel vincolo associativo e beneficiando dei vantaggi riconosciuti agli esponenti mafiosi competenti per territorio; MAZZERI Antonio, quale partecipe e soggetto, tra l'altro, in grado di proporre persone in vista delle nuove affiliazioni; MEDURI Antonio cl. 1952, quale partecipe, indicato nonché responsabile degli affiliati residenti nella frazione Prunella di Melito Porto Salvo; VERDUCI Bartolo, anche ricoprendo la carica di "capo giovani"; AMBROGIO Giuseppe cl. 1982, AMODEO Paolo, BORRUTO Giovanni cl.1982, FOSSO Francesco, quali esponenti della "minore". AMBROGIO Giuseppe cl. 1982, FOSSO Francesco, quali partecipi, dediti alla detenzione, manutenzione e porto delle armi nella disponibilità del sodalizio; IARIA Giuseppe cl. 46- COSTANTINO Gesualdo lARIA Giuseppe cl.46, quale Sindaco del Comune di Melito Porto Salvo fino al maggio 2012, COSTANTINO Gesualdo, quale consigliere comunale dal 26.05.2002 al maggio 2012, nonché vice Presidente della Provincia di Reggio Calabria dal al 24.10.2006 al maggio 2011, nonché quale Sindaco di Melito Porto Salvo dal maggio 2012 ad oggi), in particolare, per avere fatto parte, contribuendo al suo rafforzamento, alla sua conservazione ed alla realizzazione degli scopi, della cosca IAMONTE di Melito Porto Salvo (sopra descritta); partecipazione fondata su uno stabile accordo collusivo consolidato da tempo e caratterizzato da una risalente continuità di scambi politico-mafiosi con i più importanti esponenti di vertice dell'omonima cosca, in forza del quale:- gli esponenti di vertice della cosca IAMONTE (tra questi, lamonte Carmelo, lamonte Remingo ed altri) garantivano al Costantino Gesualdo ed allo laria Giuseppe il loro appoggio elettorale e politico in Melito Porto Salvo e zone limitrofe, territorio nel quale la cosca IAMONTE rappresenta storicamente e notoriamente una delle consorterie più importanti ed influenti;- COSTANTINO Gesualdo e IARIA Giuseppe promettevano e garantivano al sodalizio di salvaguardare, nell'esercizio delle loro funzioni, gli interessi dell 'organizzazione criminale, e di concordare con la stessa le loro scelte politiche in modo da assecondarne le strategie, con innegabili riflessi in termini di rafforzamento e consolidamento dell'associazione.

Cosi, nelle qualità sopramenzionate ed in diretto contatto con i vertici dell'organizzazione, avvalendosi nelle competizioni elettorali del supporto della cosca Iamonte, ricoprendo altresi le cariche pubbliche sopra specificate, si ponevano quali uomini politici di riferimento per il sodalizio criminale a Melito Porto Salvo nonché. a livello provinciale e regionale, promuovendo anche in tale veste gli interessi della cosca e favorendo, anche nell'adozione di specifici provvedimenti, personaggi e imprese intranei o vicini al sodalizio, comunque garantendo, in caso di necessità, il loro appoggio all'organizzazione. Con le aggravanti di cui ai commi 4 e 6 dell'art. 416 bis C.P., per avere fatto parte dell'associazione mafiosa sopra specificata disponendo di armi, nonché per avere finanziato in tutto o in parte con i proventi di attività economiche di cui hanno acquisito il controllo con il prezzo, il prodotto o il profitto dei reati – fine compiuti. Con l'aggravante, per Fontana Filippo e Tripodi Giovanni cl. 1971, Flachi Pietro, di cui al comma 2 dell'art. 416 bis C.P., avendo gli stessi rivestito il ruolo di organizzatore della suddetta associazione di tipo mafioso. Reato transnazionale ex art. 3 lett. BI e Cl I. n. 146/2006 in quanto commesso in Italia ed in Canada, da gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato".

La Commissione Parlamentare Antimafia 
(III^Legislatura (solo 1962-63) Paolo Rossi Partito Socialista Italiano
IV Donato Pafundi Democrazia Cristiana
V Francesco Cattanei Democrazia Cristiana
VI Luigi Carraro Democrazia Cristiana
VII Commissione non istituita
VIII (solo 1982-83) Nicola Lapenta Democrazia Cristiana
IX Abdon Alinovi Partito Comunista Italiano
X Gerardo Chiaromonte Partito Comunista Italiano
XI Luciano Violante Partito Democratico della Sinistra
XII Tiziana Parenti Forza Italia
XIII Ottaviano Del Turco (1996-2000) Rinnovamento Italiano; Giuseppe Lumia (2000-2001)    Democratici di Sinistra
XIV Roberto Centaro Forza Italia
XV Francesco Forgione Partito della Rifondazione Comunista
XVI Giuseppe Pisanu Popolo della Libertà
XVII Rosy Bindi Partito Democratico, ha sempre fornito un quadro (quasi) chiaro delle dinamiche criminali e della mappa delle mafie.

Compreso l'immancabile capitolo dedicato alla cosca Iamonte di Melito Porto Salvo. Per come riportato nelle relazioni annuali della forze di polizia del territorio (Questura RC, Comando Provinciale dei Carabinieri e Guardia di Finanza, Polstato, CFS ecc.), coordinate dalla magistratura reggina. La prima proposta di una commissione parlamentare antimafia, risale al 14 settembre 1948 come commissione d'inchiesta sull'ordine pubblico in Sicilia. Tale proposta fu ripresentata nel 1958 su iniziativa di Ferruccio Parri, ma ancora una volta fu osteggiata da più parti. Solo il 20 dicembre 1962, fu approvata la legge, proposta dai senatori Ferruccio Parri e Simone Gatto. La prima commissione, presieduta da Paolo Rossi, si insediò il 14 febbraio 1963, ma non tenne altre sedute, perché il 18 febbraio dello stesso anno si ebbe lo scioglimento anticipato delle Camere. Nelle successive legislature, eccetto che nella VII, l'istituzione di una commissione parlamentare antimafia fu sempre riconfermata. La Commissione Parlamentare Antimafia, si occupa della figura di "don Natale" Iamonte, a partire dagli Anni Settanta; se non prima. Iamonte Natale, prima uomo del boss "don Mico"Tripodo, ai tempi in cui vince il braccio di ferro con l'antagonista e boss Trimarchi ed afferma il suo prestigio mafioso, è poi transitato con i De Stefano; una delle famiglie mafiose più potenti di Reggio Calabria, autore di numerosi omicidi ed estorsioni tra le quali quelle alle imprese Lodigiani s.p.a. ed al costruttore Costanzo. Lo Iamonte, partecipò anche ai lavori che videro la costruzione dello stabilimento Liquilchimica di Saline Ionica. l'operazione Ada eseguita dal comando provinciale dei Carabinieri, orchestrata e diretta dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri e dal pm Antonio De Bernardo, in cui è stato arrestato il sindaco di Melito Porto Salvo, Gesualdo Costantino, eletto con una lista civica al Comune ma vicepresidente della Provincia di Reggio Calabria in quota Pd dal 2006 al 2011 è solo una delle tantissime che riguardano direttamente o di carambola e rimbalzo, il clan degli Iamonte di Melito Porto Salvo-Desio…Operazione Candelario (12 aprile 1997) D-Day 1 ( 7 ottobre 1993), D-day 2 (22 agosto 1994), D-day 3, Schumy (12 aprile 2005), Igres ( 31 maggio 2003), Eremo (8 aprile 2010), Leone ( 3 febbraio 2010), Crimine (13 luglio 2010), Maglio 3 ( 21 giugno 2011), Olimpia (18 luglio 1995), Affari di famiglia ( 24 febbraio 2012), Caridd  " (19 agosto 1994); "Rose Rosse" (18 aprile 1996); " Scilla "( 14 settembre 2000); "Bumma" ( 5 giugno 2004); "Ramo Spezzato" (2 febbraio 2007)"; Star Wars (18 settembre 2008); Giano (19 marzo 2013); Shark (16 settembre 2009); A.D.A. ( 12 febbraio 2013);Sipario (20 novembre 2013). L'alto numero di operazioni della DDA, la dice lunga, sullo spessore criminale della cosca Iamonte, che si è sempre seduta al tavolo del Crimine di Polsi. Corre voce, che il mammasantissima della 'ndrangheta'don Natale' Iamonte, ergastolo e 41 bis ma arresti domiciliari per motivi di salute, abbia pure presieduto un Summit annuale al Santuario. A parte, le conferme dei pentiti di peso e collaboratori di giustizia di statura. Il resoconto dei giornali e la saggistica (Nicola Gratteri e Antonio Nicàso, Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Pino Arlacchi, Enzo Fantò e così via), ma anche la convegnistica. 

Domenico Salvatore


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