Operazione “Erinni”
Il 26
novembre 2013, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Roma, Latina,
Macerata ed Agrigento, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria,
in collaborazione con quelli di Roma e Catanzaro, hanno dato esecuzione ad un
provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della
Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti
di 20 persone alle quali, a vario titolo, sono contestati i reati di:
-
associazione
di tipo mafioso (artt. 416 bis, commi
1°, 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e art. 61 nr. 6 c.p. e art. 71 d.lvo nr. 159/11);
-
concorso
in omicidio, aggravato dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso (artt.
110, 112, 575, 577 nr. 3 e 4 e 61 nr. 4 e 6 c.p. e art. 7 d.l. 152/91 conv. in
legge 203/1991);
-
concorso
in detenzione e porto in luogo pubblico di diverse armi da fuoco anche da
guerra e clandestine, aggravati dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso
(artt. 110, 112, 61 nr. 2 e 81 cpv c.p., artt. 1, 2, 4 e 7 della legge
895/1967, art. 23 comma 3° della legge 110 del 18 aprile 1975 e art. 7 d.l.
152/91 conv. in legge 203/1991);
-
concorso
in sequestro di persona, aggravato dall’aver favorito un sodalizio di tipo
mafioso (artt. 110, 112, 605 e 61 nr. 2 e 6 c.p. e art. 7 d.l. 152/91 conv. in
legge 203/1991);
-
concorso
in intestazione fittizia di beni, aggravata dall’aver favorito un sodalizio di
tipo mafioso (art. 110 c.p., art. 12 quinquies
D.L. nr. 306/92, convertito in legge 7 agosto 1992 nr. 356 e art. 7 d.l. 152/91
conv. in L. nr. 203/91);
-
concorso
in detenzione, vendita e cessione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e
cocaina, aggravati dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso (artt. 110 e
81 cpv c.p., artt. 73 e 73 comma 1 bis
D.P.R. 309 del 1990 e art. 7 d.l. 152/91 conv. in legge 203/1991);
-
concorso
in ricettazione, aggravata dall’aver favorito un sodalizio di tipo mafioso
(art. 110 e 648 c.p. e art. 7 d.l.
152/91 conv. in legge 203/1991).
Video uscita arrestati. Conferenza Stampa e intervista al Procuratore Federico Cafiero De Raho
Premessa
L’odierna
operazione è il risultato di un’articolata attività d’indagine condotta dal
Comando Provinciale di Reggio Calabria, svolta sotto le direttive ed il
coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della
Repubblica di Reggio Calabria, in cui sono confluite le risultanze
investigative dei seguenti procedimenti relativi:
-
all’omicidio
di BONARRIGO Domenico (perpetrato in data 3 marzo 2012);
-
all’omicidio
di FERRARO Vincenzo (perpetrato in data 13 marzo 2012);
-
alla
scomparsa di RACCOSTA Francesco e PUTRINO Carmine (scomparsi il 13 marzo 2012
ed uccisi nel tardo pomeriggio dello stesso giorno);
-
all’omicidio
di RACCOSTA Vincenzo (perpetrato in data 10 maggio 2012);
-
al
favoreggiamento della latitanza di POLIMENI Domenico (tratto in arresto dai Carabinieri
di Reggio Calabria in data 14.07.2012 a Fiumefreddo Bruzio [CS]).
Le indagini,
avviate nel mese di dicembre 2011 nell’ambito delle ricerche dell’allora
latitante POLIMENI Domenico, si sono sviluppate a
seguito degli eventi omicidiari susseguitisi nel territorio di Oppido Mamertina
nel 2012.
L’analisi dei singoli omicidi e della realtà criminale di
quel centro ha evidenziato elementi - ritenuti gravemente indiziari - dell’esistenza
in Oppido Mamertina di una “locale”
di ‘ndrangheta, di cui fanno parte le cosche dei Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo
e Ferraro-Raccosta; il medesimo grave quadro indiziario è stato ritenuto in
ordine all’individuazione del capo indiscusso della locale in Rocco MAZZAGATTI,
deputato a conferire cariche e a decretare nuovi ingressi nella ‘ndrangheta, e
del mastro di giornata in Nino DE PASQUALE. Gli elementi acquisiti hanno
permesso di disvelare l’articolata struttura, la sua gerarchia interna, gli
affiliati.
Le
indagini hanno anche evidenziato che la
“locale” operava sul territorio - con
propaggini oltre i confini provinciali e regionali - per imporre la propria
egemonia con “metodo mafioso”.
In
particolare, le investigazioni hanno avuto ad oggetto le attività criminali
poste in essere nel territorio di Oppido Mamertina e località limitrofe, nel
catanzarese e nel Lazio dalla “locale”
di Oppido Mamertina ed hanno consentito di acquisire il quadro ritenuto
gravemente indiziario in ordine:
-
agli esecutori materiali ed i mandanti degli omicidi sopra
richiamati;
-
agli
aspetti strutturali (statici) ed a quelli dinamici della “locale” di Oppido Mamertina, disvelandone
l’articolata struttura, la gerarchia interna e gli affiliati;
-
agli
stabili rapporti criminali intrattenuti con altre “locali” di ‘ndrangheta, quali quella di Sinopoli, San Luca e Platì,
nonché con le cosche del vibonese, del crotonese e del catanzarese;
-
numerosi reati-fine commessi nell'ambito della “locale” di Oppido Mamertina: alcuni di
carattere violento (omicidi ed armi) e con finalizzazione estorsiva in danno di
persone e patrimoni, costituenti espressione diretta del controllo del
territorio; altri di natura più prettamente economica, sia in materia di
stupefacenti che finalizzati alla dissimulazione della reale pertinenza dei
beni, costituenti prodotto diretto ed indiretto delle attività illecite poste
in essere, evidentemente al fine di eludere l’applicazione della normativa in
materia di prevenzione patrimoniale.
Gli investimenti della “locale”
Accanto ad un
nitido ed incontrastato dominio nel territorio di Oppido Mamertina, attuato
secondo i tipici metodi della ‘ndrangheta, è emerso il quadro di una “locale” molto proiettata agli
investimenti e con tendenza a progetti economici fuori provincia, resi
possibili grazie anche all’azione del “capo della locale”, Rocco MAZZAGATTI che
- trasferendo la propria residenza nella provincia di Catanzaro - aveva dislocato
uomini e mezzi anche su quel territorio.
Grazie al supporto del sodale
SCARFONE Domenico, referente per gli investimenti dell’organizzazione criminale
su Roma, dove poteva contare su amicizie con avvocati e soggetti gravitanti
nell’orbita delle aste giudiziarie e delle procedure fallimentari, le mire
espansionistiche nel settore economico-finanziario della cosca Mazzagatti
confluivano nel Lazio, con la finalità di trarre vantaggio dagli incanti
pubblici, con l’aggiudicazione di beni che venivano intestati fittiziamente a
terzi.
Dall’indagine sono poi emerse conferme a pregresse
acquisizioni giudiziarie (c.d. operazione “Crimine”, “Reale” ed “Infinito”)
relative al fenomeno ‘ndranghetistico in generale e alla sua organizzazione a
livello territoriale, dal momento che ancora una volta è stata posta in luce l’esistenza
di “locali” che, pur agendo con una certa autonomia all’interno del territorio sul quale
operano, devono in ultima analisi rispondere alla Provincia, organo di vertice dell'organizzazione unitaria
denominata 'ndrangheta.
Del pari la struttura della “locale” di Oppido Mamertina rispecchia
la medesima composizione di tutte le strutture similari, insistenti in ogni
località ove esiste il fenomeno ‘ndrangheta.
Il materiale probatorio acquisito nel
corso dell’attività di indagine si combina in modo assolutamente armonico, sia
con quanto accertato nell’ambito dell’operazione Crimine, sia con quanto emerso nell’ambito dell’operazione Infinito e, anzi, fornisce ulteriori ed
interessanti elementi per ricostruire esaustivamente il retroscena e la causale
di uno dei più gravi delitti di ‘ndrangheta commessi in Lombardia negli ultimi
anni: l’omicidio di NOVELLA Carmelo, perpetrato in San Vittorio Olona (MI) il
14 luglio 2008.
In proposito, si può affermare
che le emergenze del processo Infinito,
nella parte relativa alla “locale” di
Bresso, si rivelano particolarmente interessanti in quanto coinvolgono, sia pur
tangenzialmente, il principale indagato del presente procedimento, MAZZAGATTI
Rocco, confermando che si tratta di un personaggio di vertice della locale di
Oppido e, più in generale, di un personaggio di altissima levatura della ‘ndrangheta
a livello nazionale.
Gli omicidi
Nel corso dell’anno 2012
(precisamente tra marzo e maggio 2012) in Oppido Mamertina venivano perpetrati
cinque omicidi (quelli di Bonarrigo Domenico, Ferraro Vincenzo, Raccosta
Vincenzo, Raccosta Francesco e Putrino Carmine), che coinvolgevano entrambe le
fazioni storicamente operanti in quel centro (FERRARO-RACCOSTA e
POLIMENI-MAZZAGATTI-BONARRIGO).
Non si trattava però di una vera
e propria faida, ma di una fibrillazione registrata all’interno della locale di
Oppido Mamertina da parte di una cosca, quella Ferraro-Raccosta, immediatamente
sopita da parte del gruppo ‘ndranghetista egemone, quello facente capo ai
Mazzagatti, intenzionato a non abdicare il proprio maggiore potere mafioso
conquistato negli anni della guerra.
La complessiva attività investigativa
condotta sugli omicidi dell’anno 2012, registratisi ad Oppido Mamertina, in sintesi,
ha consentito di ricostruire gli scenari e acquisire elementi ritenuti
gravemente indiziari circa:
-
la
responsabilità dell’omicidio di BONARRIGO Domenico, elemento di vertice della ‘ndrangheta
oppidese, in capo a RACCOSTA Francesco, FERRARO Vincenzo e RACCOSTA Vincenzo;
-
l’eliminazione,
nei mesi successivi, dei tre responsabili del predetto omicidio, unitamente a
PUTRINO Carmine (cognato di RACCOSTA Francesco e genero di RACCOSTA Vincenzo);
-
la
decisione di eliminare RACCOSTA Francesco, FERRARO Vincenzo, RACCOSTA Vincenzo
e PUTRINO Carmine, adottata dagli elementi di vertice della cosca
MAZZAGATTI-BONARRIGO-POLIMENI;
-
la
riconducibilità a PEPE Simone, "figlioccio" di BONARRIGO Domenico, dell’esecuzione
di tutti gli omicidi degli appartenenti alla cosca Ferraro-Raccosta.
FERRARO Vincenzo veniva eliminato
nella mattinata del 13 marzo 2012, in località Rocca, a soli 11 giorni dalla
morte di BONARRIGO Vincenzo, perché ritenuto il “mandante” del suo omicidio. Dall’attività
investigativa effettuata, è emerso che l’autore materiale dell’omicidio di FERRARO
Vincenzo sarebbe stato PEPE Simone, coadiuvato da altro soggetto allo stato non
identificato.
In relazione alla scomparsa di
RACCOSTA Francesco e PUTRINO Carmine, dalla complessiva attività di indagine effettuata,
é emerso che si sarebbe trattato di un di duplice omicidio e non di scomparsa
da allontanamento volontario e che gli autori di quel crimine -che si connoterà
per la spietatezza e massima efferatezza, atteso che RACCOSTA Francesco sarebbe
andato in pasto ai maiali quando era ancora vivo- sarebbero intranei alla cosca
Mazzagatti-Bonarrigo-Polimeni.
L’omicidio di RACCOSTA Francesco
e PUTRINO Carmine sarebbe stato perpetrato, in concorso morale e materiale tra
loro, da PEPE Simone, MAZZAGATTI Rocco, SCARFONE Domenico, RUSTICO Pasquale ed
altri allo stato non identificati, con l’“autorizzazione”
e l’ausilio fattivo, e pertanto con il concorso morale e materiale del capo
della cosca Ferraro-Raccosta, FERRARO Giuseppe che “consegnò” i suoi uomini,
fornendo preziose indicazioni per farli trovare dagli avversari, quale
“condizione” per la cessazione delle ostilità con la ‘ndrina dei
Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo, scaturite dall’uccisione di BONARRIGO Domenico.
L’ultimo omicidio, quello di RACCOSTA
Vincenzo, sarebbe stato perpetrato da PEPE Simone, supportato dal cugino PEPE Valerio
Pericolo di fuga
La scelta
della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria di disporre il fermo
degli indagati è stata dettata dall’acquisizione, durante l’attività d’indagine,
di elementi specifici, concreti ed attuali in ordine alla sussistenza del
pericolo di fuga, essendo state captate diverse conversazioni dalle quali è
emerso che gli indagati:
- avevano
consapevolezza dell’esistenza di un’attività di indagine a loro carico;
- avevano
la possibilità di procurarsi continue informazioni sullo stato dell’indagine e
sull’eventuale emissione di provvedimenti restrittivi;
- stavano
valutando se darsi o meno alla fuga.
Sequestri
Contestualmente
all’esecuzione del provvedimento di fermo, i Carabinieri di Reggio Calabria, in
collaborazione con quelli di Roma e Catanzaro, hanno dato esecuzione ad un
decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza emesso dalla Direzione
Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, di 14 imprese (quote sociali,
annesso patrimonio aziendale e conti correnti), 88 immobili, 12 beni mobili e
144 Rapporti Bancari e Prodotti Finanziari, per un valore complessivo di circa 70
milioni di Euro.
Dati operativi
Nel corso
dell’operazione sono stati impiegati oltre 300 Carabinieri dei Comandi
Provinciali di Reggio Calabria, Roma e Catanzaro, supportati dai militari dello
Squadrone Eliportato Cacciatori e dell’8°
Nucleo Elicotteri.
Reggio, Calabria, 26 novembre 2013.
Tutti gli arrestati dell'operazione "Erinni"
1. PEPE Simone, nato a Roma il 17.08.1989, residente ad Oppido Mamertina;
2. MAZZAGATTI Rocco, nato ad Oppido Mamertina il 24.08.1973, residente a Oppido Mamertina;
3. MAZZAGATTI Giuseppe nato a Cinquefrondi il 20.09.1984, residente ad Oppido Mamertina;
4. DE PASQUALE Antonino, nato ad Oppido Mamertina il 30.08.1985, residente a Oppido Mamertina;
5. RUSTICO Leone, nato a Taurianova il 03.11.1981, residente ad Oppido Mamertina;
6. RUSTICO Giuseppe, nato ad Oppido Mamertina il 18.06.1980, residente a Catanzaro;
7. RUSTICO Pasquale, nato a Taurianova il 21.02.1985, residente ad Oppido Mamertina;
8. BONINA Rocco, nato ad Oppido Mamertina il 08.10.1978, residente a Oppido Mamertina;
9. SCARFONE Domenico, nato ad Oppido Mamertina il 03.07.1957, residente a Genzano di Roma;
10. POLIMENI Cosmo, nato ad Oppido Mamertina il 25.08.1987, residente a Oppido Mamertina;
11. POLIMENI Paolo, nato ad Oppido Mamertina il 27.05.1981, residente a Oppido Mamertina;
12. RUFFA Rocco Alessandro, nato ad Oppido Mamertina il 05.08.1991, residente a Borgia (Cz);
13. MAZZAGATTI Francesco, nato ad Oppido Mamertina il 26.8.1991, residente a Oppido Mamertina;
14. ZAPPIA Diego, nato ad Oppido Mamertina il 14.06.1985, residente a Oppido Mamertina;
15. MURDICA Carmine, nato ad Oppido Mamertina il 05.02.1993, residente a Oppido Mamertina;
16. LENTINI Domenico, nato ad Oppido Mamertina il 22.05.1994, residente a Oppido Mamertina;
17. FERRARO Giuseppe, nato ad Oppido Mamertina il 06.12.1968;
18. PEPE Valerio, nato a Roma il 27.07.1991, residente a Oppido Mamertina;
19. PEPE Leandro, nato a Roma il 12.08.1974, residente a Roma;
20. SCARPONI Matteo, nato a Roma il 11.04.1992, residente a Roma;
Tutti gli arrestati dell'operazione "Erinni"
1. PEPE Simone, nato a Roma il 17.08.1989, residente ad Oppido Mamertina;
2. MAZZAGATTI Rocco, nato ad Oppido Mamertina il 24.08.1973, residente a Oppido Mamertina;
3. MAZZAGATTI Giuseppe nato a Cinquefrondi il 20.09.1984, residente ad Oppido Mamertina;
4. DE PASQUALE Antonino, nato ad Oppido Mamertina il 30.08.1985, residente a Oppido Mamertina;
5. RUSTICO Leone, nato a Taurianova il 03.11.1981, residente ad Oppido Mamertina;
6. RUSTICO Giuseppe, nato ad Oppido Mamertina il 18.06.1980, residente a Catanzaro;
7. RUSTICO Pasquale, nato a Taurianova il 21.02.1985, residente ad Oppido Mamertina;
8. BONINA Rocco, nato ad Oppido Mamertina il 08.10.1978, residente a Oppido Mamertina;
9. SCARFONE Domenico, nato ad Oppido Mamertina il 03.07.1957, residente a Genzano di Roma;
10. POLIMENI Cosmo, nato ad Oppido Mamertina il 25.08.1987, residente a Oppido Mamertina;
11. POLIMENI Paolo, nato ad Oppido Mamertina il 27.05.1981, residente a Oppido Mamertina;
12. RUFFA Rocco Alessandro, nato ad Oppido Mamertina il 05.08.1991, residente a Borgia (Cz);
13. MAZZAGATTI Francesco, nato ad Oppido Mamertina il 26.8.1991, residente a Oppido Mamertina;
14. ZAPPIA Diego, nato ad Oppido Mamertina il 14.06.1985, residente a Oppido Mamertina;
15. MURDICA Carmine, nato ad Oppido Mamertina il 05.02.1993, residente a Oppido Mamertina;
16. LENTINI Domenico, nato ad Oppido Mamertina il 22.05.1994, residente a Oppido Mamertina;
17. FERRARO Giuseppe, nato ad Oppido Mamertina il 06.12.1968;
18. PEPE Valerio, nato a Roma il 27.07.1991, residente a Oppido Mamertina;
19. PEPE Leandro, nato a Roma il 12.08.1974, residente a Roma;
20. SCARPONI Matteo, nato a Roma il 11.04.1992, residente a Roma;












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