L’operazione A.D.A. è scattata il 12 febbraio 2013, nelle province di Reggio Calabria, Milano, Monza e Brianza, Varese, Asti, Roma e Viterbo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria. 65 OCCC emessa eseguite dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria (dott.ssa Cinzia Barillà) su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (dott. Nicola Gratteri e dott. Antonio De Bernardo), nei confronti di 65 soggetti, appartenenti e contigui alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “IAMONTE”, operante a Melito di Porto Salvo (RC) e territori limitrofi, responsabili a vario titolo di reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di armi e droga ed altroMELITO PORTO SALVO, OPERAZIONE A.D.A. L’INGEGNERE FRANCO MAISANO È LIBERO. LA SODDISFAZIONE DEL SUO LEGALE DI FIDUCIA PIETRO MODAFFARI
Melito di Porto Salvo (Reggio calabria) 13 novembre 2013 - - L’ingegnere Franco Maisano è stato rimesso in libertà, dal Tribunale di Reggio Calabria ( Leonardo presidente, Foti e Conforti componenti) su istanza del suo legale di fiducia, Pietro Modaffari. Risponderà in giudizio a piede libero. Se sia colpevole od innocente, questo lo stabiliranno i giudici, incaricati di celebrare il relativo processo, in un’aula nel Tribunale di Reggio Calabria. In concomitanza con l’operazione ADA, fece scalpore l’arresto dell’ingegnere Franco Maisano, coniugato con figli, nell’immaginario collettivo ritenuto, persona moralmente ineccepibile, stimata e benvoluta, che vive e lavora a Melito Porto Salvo; ad una trentina di chilometri da Reggio Calabria, sulla “Riviera della Zagara” se non sulla Costa Jonica reggina. Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune. Un professionista serio, incappato, purtroppo per lui, nelle maglie della Giustizia.L’avvocato Pietro Modaffari, un principe del foro di Reggio Calabria, ci ha confermato la scarcerazione del suo patrocinato e pur non rilasciando dichiarazione ufficiale alcuna, non ha nascosto la sua soddisfazione. L’ingegnere Maisano è già a casa sua ed ha potuto riabbracciare i suoi familiari, parenti, amici e conoscenti. Lui, ovviamente, spera che gli venga restituita la sua onorabilità e possa tornare alle sue occupazioni; alla routine quotidiana. Ma in questa sede, non possiamo mettere il carro davanti ai buoi. Tocca alla magistratura stabilirlo o meno. Non vogliamo, né possiamo influire in alcun modo. Ammesso e non concesso per assurdo, che ciò potesse avvenire. È sempre dietro le sbarre invece, il sindaco dottor Gesualdo Costantino, ex vicepresidente della Provincia, anch’esso invischiato nell’operazione A.D.A. I capi d’accusa sono gravi, ma i suoi legali di fiducia stanno lavorando sodo per dimostrare la sua innocenza.
Domenico Salvatore
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