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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Diciamo no ai pezzi di mmerda che bruciano la città e i nostri sogni.

Reggio Calabria, un altro incendio, l'ennesimo, manda in fumo il Museo dello strumento musicale. Tanti anni di lavoro svaniti in una notte. Una tanica di benzina e un fiammifero sono bastati a distruggere pezzi di cultura, di civiltà. La città è stata colpita nel cuore. L'indignazione non basta più.

Si colpisce ogni cosa. Persino la musica. Unico obiettivo, FAR MALE. E' un male che diventa insopportabile a vedere chi, con tanta passione e amore, in tanti anni di duri sacrifici era riuscito a dare un significato ad una iniziativa. Demetrio Spagna e i suoi amici avevano creato un cuore dentro la città. Stranamente però è stato ignorato. Non valorizzato. Ghettizzato.

Gli occhi lucidi brillano e contrastano con il nero carbone che ha avvolto gli strumenti distrutti dal fuoco. Ricordi, pezzi di storia. Tutto annerito. Mani affettuose cercano di recuperare il recuperabile.
Giuseppe Falcomatà ci parla di una rivoluzione gentile. Questo potrebbe essere il punto di partenza. Un dolore profondo e condiviso che unisce.

La musica è di tutti, come la città. Una città annerita dal fuoco e dal fumo da quei pezzi di mmerda che ancora una volta mirano a condizionare anche le scelte più innocue e profonde.

Bene fa Mimmo Nasone a chiamare le cose con il loro nome e cognome, "pezzi di mmerda che vogliono prendersi la città" e questo non può e non deve essere consentito.

Bisogna parlarsi, dirsi le cose, condividerle e uniti seguire un percorso propositivo. Basta con il subire passivamente. Bisogna reagire, ricostruire e dare una risposta alla città. Non lasciamo che le cose accadano, viviamole. Non rimaniamo soli nell'individualismo che porta al degrado. L'interesse deve essere comune. La musica ci rappresenta fa parte di noi. Non permettiamo a nessuno di metterci il bavaglio. La nota stonata è la paura, il coraggio è il concerto che la città deve suonare per fare in modo che tutta la gente si alzi in piedi in una standing ovation. Viva il Museo della Musica e dello strumento musicale, viva Reggio, ma soprattutto viva la musica, la libertà. Abbasso quei pezzi di mmerda senza arte nè parte.

Diciamo no ai pezzi di mmerda che bruciano la città e i nostri sogni e soprattutto minano la nostra voglia di vivere e di crescere.









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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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