Decadenza o decadimento? Omicidio o suicidio della democrazia? Votanti 311, presenti 310, favorevoli 112, contrari 194: decaduto. Non sono stati sufficienti gli escamotages e le alchimie politiche per risolvere i crescenti guai giudiziari del Cavaliere, ultimo dei mohicani se non cavallo di razza della politica italiana : legge Cirami, legge Pecorella, legge Cirielli, lodo Schifani, lodo Alfano...
BERLUSCONI È FUORI, MA IL MAL DI MARE DEL PAESE RIMANE, L'ECONOMIA VA A ROTOLI, IL DEBITO PUBBLICO VOLA ALLE STELLE, GL'INVESTIMENTI SONO PROSSIMI ALLO ZERO, LA PRODUZIONE È AI MINIMI STORICI, LA DISOCCUPAZIONE IN ALCUNE AREE, HA SUPERATO DA TEMPO IL 50%
Domenico Salvatore
Che velocità! Che efficienza! Ma l'efficacia, c'è pure? Ed ora, quali scenari? I giornali quotidiani cartacei e non, ma anche le agenzie di stampa, radio e televisione, non potranno più titolare a tutta pagina sull'odiato Berlusconi. Dalla prima pagina, scivolerà verso la seconda, la terza, la quarta, la quinta e così via; sino ai trafiletti anonimi a piè di pagina, visibili solo con il cannocchiale di Monte Palomar. Sotto a chi tocca. Dalle nostre parti, quando si ballala tarantella si dice:"Fora 'o primu, evviva a cu' balla". Ci sarà il crollo delle vendite? Forse! Ma intanto, bisognerà trovare un altro capro espiatorio, disposto e disponibile a fare la vittima sacrificale degl'interessi altrui, per tirare a campare, che come diceva "Belzebù"; è meglio che tirare le cuoia. Lo chiamano ricambio generazionale, se non "salto" nel buio, senza paracadute. Un altro leader eliminato. Il tritacarne di Palazzo Madama e Montecitorio funziona 24 ore al giorno e non va mai in ferie. Quanti leaders sono scomparsi in questi venti-venticinque anni? Dominavano e monopolizzavano le prime pagine, ma poi son finiti in soffitta; se non sull'archivio del cimitero. La sordina è scattata per autentici pezzi da novanta della politica…
Mario Monti, Pierferdinando Casini, Lorenzo Cesa, Gianfranco Fini, Umberto Bossi, Claudio Martelli, Nicola Signorello, Francesco Rutelli, Arnaldo Forlani, Valerio Zanone, Renato Altissimo, Tina Anselmi, Enzo Scotti, Gianni Alemanno, Paolo Ferrero, Ciriaco De Mita, Antonio Di Pietro, Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberti, Clemente Mastella, Romano Prodi, Giuliano Amato, Armando Cossutta Franco Reviglio, Gianni De Michelis, Luciano Violante, Lamberto Dini, Nicola Mancino, Virginio Rognoni, Clelio Darida, Calogero Mannino, Sergio Mattarella, Giovanni Galloni, Gerardo Chiaromonte, Emanuele Macaluso, Fabio Mussi, Diego Novelli, Piero Fassino, Pietro Folena, Dario Franceschini, Roberto Formigoni, Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Roberto Castelli, Walter Veltroni, Enrico Boselli, Rocco Buttiglione, Carlo Giovanardi, Roberto Maroni,Vittorio Sgarbi, Nicola Tranfaglia, Fausto Bertinotti, Antonio Bassolino, Franco Giordano, Nicky Vendola, Giorgio Benvenuto, Ottaviano del Turco, Pietro Ingrao, Pierre Carniti, Sergio D'Antoni, Franco Marini, Livia Turco, Pietro Longo, Franco Nicolazzi, Marco Pannella, Luciana Castellina, Emma Bonino, Rosa Russo Iervolino, Antonio Martino, Achille Occhetto, Giacomo Mancini, Massimo D'Alema. Alcuni sono transitati nell'al di là, come: Giulio Andreotti, Riccardo Misasi, Nilde Jotti, Antonio Cariglia, Luciano Lama, Pierluigi Romita, Dario Antoniozzi, Ernesto Pucci, Antonio Gava, Giovanni Goria, Beniamino Andreatta, Mino Martinazzoli, Amintore Fanfani, Giovanni Spadolini, Giovanni Malagodi, Benigno Zaccagnini, Sandro Pertini, Flaminio Piccoli, Mariano Rumor, Emilio Taviani, Bettino Craxi, Giorgio Almirante, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer, Mirko Tremaglia, Antonio Maccanico, Emilio Colombo, Pino Rauti, Pino Romualdi, Francesco Franco, di quelli che ci vengono in mente.
DOMINUS È ANCORA IL PRIMATO DELLA POLITICA O HA ABDICATO IN FAVORE DELL'ECONOMIA, SE ALTRO NON CI SIA?
Il "Berlusconismo" è finito, inizia la 'Terza Repubblica'? Il primato della politica è ancora praticabile? Noi, possiamo ancora esprimere liberamente la nostra opinione; (quasi) senza censura. Scripta manent, verba volant. Almeno, questa è la sensazione. Fino a quando? Il dominus di questo momento storico, non sembra essere più la politica e, forse, nemmeno l'economia. Non sappiamo, se sia piuttosto il momento dei finanzieri rampanti, ambiziosi, emergenti, disinibiti e spregiudicati nazionali o transnazionali. Oppure di altra fauna liberticida. Questo, lo ignoriamo. Memento homo, qui pulvis es, et in polvere reverteris. Serve la filosofia. Ma neppure la Grecia, che l'ha inventata, ce l'ha. Ovvero, non ha filosofi che si chiamino Socrate, Platone, Aristotele. Povera Grecia, costretta a cambiare colore di giorno in giorno…verde di rabbia, nero di umore, rosso in bolletta, viola per i colpi ricevuti e subìti, giallo per i conti che non quadrano, arancione come il codice per l'approssimarsi della fine e così via. I lanci dell'Ansa, come di consueto sono illuminanti e tempestivi…
LA NOTIZIA VOLA SUL WEB CON TITOLI LAPIDARI
"In una manciata di minuti le edizioni online dei grandi giornali italiani di tutto il mondo riportano la notizia: "Berlusconi non è più senatore". Il Giornale.it è lapidario. L'apertura del sito web del quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, che è listato a lutto, è: "E' la fine della libertà". La scritta campeggia in rosso sull'edizione, titolo tradotto in inglese, francese, tedesco e cinese. E ancora, subito dopo, "Fine della Democrazia ma non finisce così". Forte anche il titolo d'apertura di Libero.it: "Berlusconi Decaduto" e "Il Parlamento si suicida". Per Il Foglio di Giuliano Ferrara Berlusconi è "Decaduto per sentenza politica". Su Panorama.it il direttore Giorgio Mulè scrive: "Berlusconi decaduto (prossimamente risorto)". Sul fronte opposto Ilfatto quotidiano.it titola "Espulso il pregiudicato". Quindi nel fondo di Marco Travaglio si legge: "L'odiato Parlamento che Berlusconi non vuole lasciare". L'Espresso.it apre con "Berlusconi decadence", mentre L'Unità.it si limita alla notizia: a caratteri cubitali scrive "Il senato ha votato: Berlusconi è decaduto". La decadenza di Silvio Berlusconi è ovviamente l'apertura di tutti i siti dei quotidiani italiani, che hanno seguito il B-day minuto per minuto, con video, live blog, minuto per minuto fino al flash della notizia della decadenza.Tra i maggiori quotidiani Repubblica.it titola "Ore 17,43: Berlusconi è fuori dal Parlamento, il sì del Senato", Corriere.it "Berlusconi e' fuori dal Parlamento. Il cavaliere: Giorno di Lutto ma resto"; LaStampa.it: "L'attesa e' finita", e' il titolo a caratteri cubitali in blu. "Berlusconi non è più senatore della Repubblica"; IlMessaggero.it "Berlusconi decaduto dal Senato. Respinti tutti e 9 gli ordini del giorno. Il Cavaliere: lotterò fuori dal Senato". L'Huffington Post apre con un secco "Decaduto" a caratteri cubitali."
"CARTELLINO ROSSO" PER IL SENATORE SILVIO BERLUSCONI".TORNERÁ, NON TORNERÁ…
Ibis redibis, non….
"Seduto ingannando il tempo che passa/non passa l'amore anche se te ne vai/e di aspettarti ancora non mi stanco mai/Risuonano in testa felici rintocchi/di giorni trascorsi in tua compagnia/e quel pensiero picchia forte e non va via/Tornerai.. un altra volta/magari quando il cielo sarà un po' più blu/canterò.. come una volta/per quegli sguardi che mi regalavi tu/ancora e ancora/quando mi guardavi tu/ancora e ancora/ci voglio credere ora/Su questa panchina il sole riscalda/i sogni come i granelli di sabbia/ed un tramonto colora ancora la speranza/I baci rubati in un metro quadrato/senza pareti, senza più fiato/e torna il senso di quel tempo ormai passato/Tornerai.. un altra volta/magari quando il cielo sarà un po' più blu/canterò.. come una volta/per quegli sguardi che mi regalavi tu/ancora e ancora/quando mi guardavi tu/ancora e ancora/come sai guardare tu/ancora e ancora/quando mi guardavi../Tornerai.. un altra volta/magari quando il cielo sarà un po' più blu/canterò.. come una volta/per quegli sguardi che mi regalavi tu/Tornerai.. un altra volta/magari quando il cielo sarà un po' più blu/canterò.. come una volta/per quegli sguardi che mi regalavi tu/oh oh oh.../". "L'Italia è il paese che amo". Chi non ricorda le parole con cui Berlusconi annunciava la sua discesa nel campo della politica italiana? Venti anni dopo il Cavaliere di Arcore deve rassegnarsi all'idea che il suo amore non ha contagiato chi doveva giudicarlo. E oggi gli tocca abbandonare il seggio di Palazzo Madama perché il reato per cui è stato condannato è considerato dalla legge Severino alla stregua di un fallo da espulsione. Eppure in questi venti anni l'Italia ha spesso ricambiato l'amore di Berlusconi, affidandogli tre volte la guida del paese, compito che egli ha svolto facendo lo slalom tra le vicende giudiziarie e gli strappi dei suoi alleati. A lui l'Italia deve una trasformazione del sistema politico a 360 gradi: c'è un prima e un dopo Berlusconi nella politica italiana, sia nella dialettica tra le forze politiche, che hanno dovuto imparare in fretta l'abc del bipolarismo, sia nella costruzione emotiva della comunicazione politica: dopo Berlusconi i partiti vecchi e nuovi hanno imparato ad avere un leader che sappia imporsi non solo nelle aule parlamentari ma anche e soprattutto negli studi televisivi. Da magnate dell'industria della comunicazione, Berlusconi ha subito capito il potere fascinatore dell'immagine. Il suo ventennio ha visto il trionfo del "partito di plastica", ma sarebbe riduttivo ridurre Berlusconi a fenomeno paratelevisivo. Il Cavaliere si è imposto come il leader indiscusso dell'Italia allergica alla sinistra rimasta orfana della democrazia cristiana e a cui non interessava se c'era un conflitto di interesse. Quell'Italia è stata attirata con un mix di anticomunismo viscerale e di liberismo a forte trazione antifiscale. Per riuscire nell'impresa Berlusconi ha mandato in soffitta i tabù dell'immobilismo della prima repubblica, sdoganando i post-missini di Fini e i leghisti di Bossi, quando i primi erano visti ancora come impresentabili neofascisti e i secondi come rozzi valligiani che agitavano il cappio in aula contro i politici corrotti.
QUEL "TEMPESTIVO" AVVISO DI GARANZIA AL G 7 DI NAPOLI ED IL "RIBALTONE", COMPLICE IL SENATUR UMBERTO BOSSI
La prima volta di Berlusconi al governo, nel '94, segna l'inizio della seconda repubblica. E' in quel periodo che scopre che la baldanza (quella che fa dire a Cesare Previti "non faremo prigionieri") non è sufficiente a dominare i nemici esterni e interni. L'avviso di garanzia ricevuto a Napoli all'apertura del G7, al quale si era presentato con Veronica ancora nella parte di moglie innamorata, gela il suo soggiorno a Palazzo Chigi, che viene presto archiviato dal "ribaltone" al quale si prestò Umberto Bossi. Ma Berlusconi impara presto a muoversi con destrezza nei meandri della politica e a non farsi mettere all'angolo anche durante i periodi avversi. Costretto all'opposizione, dice sì all'offerta di D'Alema della bicamerale e al "patto della crostata" a casa Letta, un disarmo bilaterale che in quel momento poteva far comodo. Anche se ormai l'espressione "ventennio berlusconiano" è di uso corrente, il Cavaliere è riuscito solo una volta a restare cinque anni di fila a Palazzo Chigi (2001-2006). Quei cinque anni sono ricordati soprattutto dalle numerose leggi ad personam che vennero approvate dalla maggioranza di Berlusconi per risolvere i crescenti guai giudiziari del Cavaliere : legge Cirami, legge Pecorella, legge Cirielli, lodo Schifani, lodo Alfano... Il Cavaliere si sentiva sotto assedio e i suoi avvocati-parlamentari correvano ai ripari scrivendo e riscrivendo le regole del gioco. E' lì che nasce il mito negativo del "Caimano". Forse furono anche questi eccessi ad alienargli le simpatia di una parte del suo elettorato nel 2006, l'anno in cui le urne premiarono (ma solo di strettissima misura) il centrosinistra di Prodi. Ancora una lezione per la sinistra: mai sottovalutare il potenziale di Berlusconi in campagna elettorale. E mai pensare che il Cavaliere sia tipo da aspettare pazientemente il suo turno quando i numeri della maggioranza sono esigui come quella volta. La giustizia oggi dirà se i senatori che passarono dal centrosinistra al centrodestra si vendettero effettivamente a Berlusconi, come sostiene l'accusa nel processo che lo vede imputato. Sta di fatto che anche in quell'occasione Berlusconi diede prova di essere un combattente pronto a tutto. I suoi vent'anni da leader dimostrano che le difficoltà maggiori gli sono venute dal fronte interno. Fini diede l'addio quando capì che aver sciolto An nel Pdl era stato un colossale errore che lo condannava ad essere un incolore numero due.
A SUA EMITTENZA, PIACCIONO LE DONNE…
Alfano, il suo ex delfino, non ha voluto eseguire l'ordine di mettere fine al governo Letta, che pure Berlusconi aveva contribuito a far nascere, e si è platealmente smarcato. Nel caso di Fini si è visto che la "macchina del fango" dei media legati a Berlusconi è pronta a scattare implacabile quando si tratta di colpire un ex alleato. O anche una ex moglie, come è accaduto a Veronica dopo il suo disvelamento della propensione del marito per le avventure erotiche con giovani donne. La caduta di Berlusconi dal seggio del Senato non dipende certo dal bunga bunga, da Ruby e dalle cene di Arcore con le "olgettine" , ma è un fatto che i "vizi privati" del Cavaliere hanno accompagnato l'ultimo tratto della sua parabola e ora rischiano di restargli appiccicati addosso ancora più della condanna in via definitiva per frode fiscale. Ma ancora di più, da politico che si è sempre accreditato come lo statista europeo di maggiore esperienza e autorevolezza , dovrebbe bruciargli la sfiducia europea che alla fine del 2011 lo ha costretto a interrompere la sua terza esperienza a palazzo Chigi e a lasciare il campo a Mario Monti. Anche se da grande comunicatore quale è, il Cavaliere pensa già di farne una medaglia antieuropea da esibire al suo elettorato in vista delle prossime elezioni. Alle quali però il non più senatore Berlusconi non potrà essere candidato.
UN PAESE RIPIEGATO SULLA QUESTIONE MORALE CHE COMUNQUE, NON PUỐ RIGUARDARE SEMPRE E SOLO UNA PARTE
La comunicazione vicina al Cavaliere, non le manda a dire e grida al tradimento, infedeltà e voltagabbana:"Quoque tu, Brute, fili mi"…"La fine della democrazia, non di un'era o di un mito. Un Paese, ripiegato sulla questione morale, intesa non come nobile finalità, ma come odioso e vendicativo mezzo e strumento per abbattere Silvio Berlusconi. Per mettersi al suo posto. Un altro indegno, miserabile ribaltone, con l'avallo degli ex amici. I pretoriani, non mancano mai, da nessuna parte. Non è solo, fumus persecutionis. C'è anche invidia, gelosia, impotenza dei frustrati, complessati, inibiti, repressi. A parte i mitomani ed i megalomani. La parte avversa, che per ovvie ragioni, sic stantibus rebus, non possiamo di certo chiamare "Centrosinistra", sic et simpliciter, vorrebbe (il condizionale è d'obbligo)governare e…cambiare il mondo, come quei quattro amici al bar, senza avere i numeri e soprattutto ignorando strumentalmente, se non in malafede, ciò che sta accadendo intorno a noi. "Superior stabat lupus, inferior longeque agnus, siti compulsi… ma deve accontentarsi degli enunciati di Aristippo di Cirene. Sillvio Berlusconi si era candidato in (quasi) tutte le regioni, veni, vidi, vici trionfando ovunque, segno che l'Italia lo voglia. Purtroppo per lui, è rimasto vittima della sindrome di Stoccolma.
Domenico Salvatore
MNews.IT | Stadio Online, le notizie sportive | Giochi Gratis | Calabria 24Ore .IT | NewsOn24.IT












0 Commenti