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Cronaca da Messina e provincia del 7 novembre 2013

Compagnia di Sant'Agata di Militello

Capo d'Orlando (ME): scoperto rapinatore, arrestato dai Carabinieri.

Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Capo d'Orlando hanno tratto in arresto, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Patti, su richiesta della Procura della Repubblica, Luciano IRRERA, 32 enne messinese, già noto alle Forze dell'Ordine, perché accusato di rapina aggravata commessa lo scorso 8 ottobre presso  l'istituto di credito Banca Popolare di Ragusa di Capo d'Orlando.

I Carabinieri, infatti, a seguito di una  serrata attività investigativa, sono riusciti ad individuare l'autore.

L' 8 ottobre scorso, giungeva alla Centrale Operativa una chiamata da parte del direttore dell'istituto di credito in quanto era stata appena compiuta una rapina. Subito diverse pattuglie dell'Arma locale si portavano sul posto ma il malvivente si era già dato alla fuga.

Dal racconto dell'accaduto da parte del direttore e degli impiegati di banca, dei clienti al momento presenti all'interno dell'istituto e dalla visione delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, i Carabinieri hanno ricostruito cosa è avvenuto. In particolare, un uomo con accento siciliano, alto con il naso sporgente, non travisato e sotto la minaccia di un taglierino, faceva irruzione nella banca. Lo stesso si faceva consegnare 10.000 Euro e dopodiché si dava alla fuga dileguandosi a piedi per le vie circostanti.

I militari della Stazione di Capo d'Orlando, in occasione del sopralluogo, estrapolavano quindi il fermo immagine del video che aveva ripreso tutti i momenti della rapina. Proprio queste ultime hanno permesso di incastrare Luciano IRRERA. Dagli accertamenti effettuati, mettendo a raffronto le immagini estrapolate della banca con diverse foto di pregiudicati della provincia, i Carabinieri hanno constatato la corrispondenza e la compatibilità dei due volti.

Ieri, pertanto, i Carabinieri, dopo che il Tribunale di Patti aveva emesso la sentenza su richiesta della locale Procura che aveva concordato le risultanze investigative, hanno fatto irruzione nell'abitazione di IRRERA nel Rione Torre Vittoria e tratto in arresto il pregiudicato conducendolo poi presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi in attesa dell'interrogatorio di garanzia.

 

Compagnia di Messina Centro

Messina, due cittadini rumeni arrestato dai Carabinieri per furto aggravato.

Prosegue serrata l'azione di prevenzione dei reati di natura predatoria e di contrasto alla criminalità dei Carabinieri della Compagnia di Messina Centro, con l'esecuzione di numerosi servizi sul territorio.

In tale contesto operativo, nella tarda serata di ieri, a Messina, in via Industriale, i militari della Stazione di Camaro hanno tratto in arresto i cittadini rumeni Ekrem Mustafa',classe 91, ed Emirah Ali', classe 88, entrambi domiciliati a Messina, per furto aggravato.

In particolare, i prevenuti sono stati sorpresi dai militari, dopo che avevano prelevato poco prima un ciclomotore, parcheggiato nei pressi di un officina meccanica sita in Via industriale. Immediatamente bloccati, i due sono stati tratti in arresto per furto aggravato e trattenuti in camera sicurezza in attesa del rito direttissimo che sarà celebrato in data odierna.

 

Compagnia di Taormina

Taormina (ME), cittadino cingalese saccheggia l'abitazione ove svolgeva le mansioni di custode, poi tenta la fuga.

 Per anni aveva prestato il proprio servizio presso l'abitazione di una famiglia taorminese sita in contrada Tirone, nella zona periferica del comune di Taormina. Svolgeva le mansioni di custode e factotum in una abitazione di una famiglia ormai residente da tempo a Roma.

E in questa vicenda, come si vedrà, la perla dello Jonio e la capitale ricorreranno spesso ed in modo alternato.

L'uomo negli ultimi mesi aveva occupato, con la propria moglie quell'abitazione garantendo una vigilanza ai proprietari che non avevano avuto possibilità di raggiungere Taormina e di verificare il reale andamento delle cose.

Per lungo tempo il custode si era dimostrato probo collaboratore e non aveva destato sospetti ma di lì a poco le sorprese sarebbero state eclatanti.

Proprio il 5 novembre, i proprietari di casa avevano deciso di raggiungere Taormina per sbrigare alcune incombenze burocratiche. Nel tragitto, dopo un iniziale contatto telefonico, il custode KAPUGAMA GEEGANAGE PRADEEP, cittadino quarantenne srilankese aveva risposto telefonicamente ai proprietari dell'abitazione ma poi inspiegabilmente aveva chiuso i contatti divenendo irreperibile e generando non pochi dubbi all'ignara famiglia.

In un ultimo contatto telefonico l'uomo ammetteva di aver commesso un furto nella abitazione e di essersi ormai allontanato per ignota destinazione.

Giunti a Taormina, con i Carabinieri della locale Stazione, le vittime effettuavano un sopralluogo dal quale si evinceva che lo straniero aveva praticamente razziato la casa, rubando l'argenteria e ogni altro bene di valore. Aveva addirittura divelto con un flex la cassaforte per asportare i monili in essa contenuti.

Dopo l'iniziale sgomento le vittime veniva accompagnate presso gli uffici della Stazione Carabinieri di Taormina per la formalizzazione della denuncia. Il lavoro si protraeva fino a tarda ora e solo nella nottata i Carabinieri operanti inserivano le ricerche del colpevole nelle Banche Dati, con preghiera di essere contattati in caso di rintraccio.

Ed è così che proprio nelle prime ore della giornata successiva, gli agenti del nucleo di frontiera aerea della polizia di stato, operativi all'interno della scalo aeroportuale di Roma Fiumicino, contattavano da Roma i militari della Stazione di Taormina riferendo che il citato cittadino dello Sri Lanka era stato fermato e controllato in quell'aeroporto mentre tentava di abbandonare il Territorio nazionale per raggiungere la terra natia.

Gli agenti di quel nucleo avevano rilevato in banca dati l'inserimento della Stazione Carabinieri di Taormina e dunque avevano preso tempestivi contatti con quella Stazione.

Il tempestivo scambio informativo consentiva agli agenti di dichiarare lo straniero in stato di fermo per il furto. La successiva perquisizione sui bagagli che l'uomo stava tentando di imbarcare, consentiva di rinvenire alcuni gioielli  e denaro in contanti per un importo non ancora precisato.

 

Ma l'indagine non era ancora conclusa e per questo i Carabinieri della Stazione di Taormina hanno deciso di approfondire la questione ed andare a controllare anche le abitazioni di due connazionali del fermato, residenti a Taormina e impegnati in attività di lavapiatti nelle locali attività di ristorazione. Essendo emersi possibili elementi di responsabilità a carico di questi due uomini legati da vincolo di parentela al fermato, si procedeva alla perquisizione domiciliare dell'abitazione in uso comune ad entrambi ed anche alla perquisizione dei veicoli.

Nel corso della operazioni venivano recuperati numerosi oggetti sottratti alla citata abitazione. Piccoli elettrodomestici, cosmetici, alimentari ed altro. Le vittime sempre nella stessa serata venivano convocate in Caserma e ricevevano i beni illecitamente sottratti.

Nel corso dell'attività conclusasi intorno alle nove di sera i due uomini venivano denunciati per ricettazione.


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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