CONFISCA DEFINITIVA DI BENI PER
UN VALORE DI OLTRE
50 MILIONI DI EURO SEQUESTRATI
DALLA D.I .A. DI
CATANIA
Con provvedimento del 30/10/2013
il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione – ha disposto la confisca
del patrimonio aziendale dell’imprenditore DI CAVOLO Daniele già sottoposto a
sequestro nel dicembre 2011. Nella circostanza la Direzione Investigativa
Antimafia di Catania aveva eseguito il decreto di sequestro di beni emesso, ai
sensi delle vigenti disposizioni antimafia, dal locale Tribunale – Sez. Penale
M.P. –, in accoglimento della proposta avanzata dal Procuratore della
Repubblica di Catania, nei confronti di DI CAVOLO Daniele, (Paternò 6.04.1962),
ritenuto elemento collegato alla consorteria mafiosa catanese di “cosa nostra” nel territorio di Catania e alle “famiglie” operanti in altre province siciliane.
Con tale
decreto era stato disposto il sequestro dell’intero compendio aziendale di ben quattordici
società quasi tutte vincitrici di appalti milionari (significativo appare il dato relativo alle commesse pubbliche che il DI
CAVOLO Daniele era riuscito ad aggiudicarsi soprattutto nella provincia di
Catania – dal luglio 2003 all’agosto 2006 -, attraverso diverse società, in
particolare con
Oltre alle imprese erano state sottoposte al
“sequestro antimafia” diverse unità immobiliari, abitative e agricole, e 129 rapporti bancari .
Le indagini patrimoniali espletate dalla D.I.A, volte
a rilevare la capacità reddituale del DI CAVOLO e del suo nucleo familiare, hanno
abbracciato l’arco temporale dal 1995 alla prima metà del 2008. Detti
accertamenti hanno evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati e
il patrimonio posseduto tali da fondare la presunzione accolta dal Tribunale di
una illecita acquisizione patrimoniale.
Il
DI CAVOLO Daniele è stato arrestato nel luglio del 2003 perché gravemente
indiziato nell’ambito dell’operazione “OBELISCO”, per avere fatto parte,
insieme ad altri imprenditori (attualmente
sottoposti a misura di prevenzione personale e patrimoniale ai sensi delle
vigenti leggi antimafia), di una associazione di stampo mafioso che si
avvaleva della forza di intimidazione del vincolo associativo – derivante dallo
stabile collegamento con la “famiglia”
catanese di Cosa Nostra e con le “famiglie” operanti in altre province
siciliane – e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà, per
commettere delitti contro la persona, per acquisire in modo diretto o
indiretto, previe intese con gli esponenti delle predette “famiglie” di Cosa Nostra,
la gestione ed il controllo di attività economiche specificatamente nel settore
degli appalti pubblici banditi nella regione Sicilia e, comunque, per
realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé e per gli altri.
Per
questo il DI CAVOLO compiva, in modo sistematico, un’attività volta a
“pilotare” l’aggiudicazione degli appalti con raccolta di buste e
falsificazione dei requisiti, previo accordo con esponenti mafiosi di Catania e
di altre zone della Sicilia, come Caltagirone, Bronte, Agrigento, Caltanissetta
e Palermo.
Alla
conclusione del processo, svolto nei suoi confronti con il rito abbreviato,
veniva emessa sentenza di condanna per associazione a delinquere semplice
finalizzata alle turbative d’asta e alle truffe dirette all’acquisizione di una
serie di appalti pubblici, poiché la prova della sua partecipazione a Cosa Nostra catanese era stata ritenuta
dal giudice “insufficiente” o “mancante”, ma la Procura Distrettuale
della Repubblica proponeva alla Sezione Penale M.P. del Tribunale, la
rivalutazione degli elementi a carico del DI CAVOLO Daniele alla luce della
normativa che caratterizza le misure di prevenzione antimafia e l’autonomia di
esse rispetto al procedimento penale, e tale proposta, accolta in toto dal Tribunale, si è trasformata
nel provvedimento con cui è stato disposto il sequestro del patrimonio
societario, immobiliare e finanziario
del noto imprenditore paternese.
Sono stati, pertanto, colpiti dal sequestro e
dall’odierna confisca:
-
12 unità
immobiliari abitative, in appartamenti e villette;
-
7 appezzamenti di
terreno agricolo ;
-
ditta individuale
ESPERIA COSTRUZIONI di Di CAVOLO Daniele, con sede in Paternò;
-
FIN.PAR.2000 ESCO
SpA, con sede legale in Roma;
-
ENI.FIN.ESCO SpA,
con sede legale in Roma;
-
NEW & CO.ESCO
SRL UNIPERSONALE, con sede legale in Roma;
-
Quote consortili
della FIN.CONSORZIO, con sede legale in Roma;
-
FIN GAS Srl, con
sede in Roma;
-
FIN GAS 2 Srl,
con sede in Roma;
-
COLLINA Srl, con
sede in Paternò:
-
FIN.GEST
SrlUNIPERSONALE, con sede in Roma;
-
Quote della TOP
FLY SRL con sede in Roma;
-
ESPERIA GROUP
Srl, con sede in Paternò;
-
Soc.IMMOBILIARE
Srl UNIPERSONALE, con sede in Paternò;
-
SOCIETA’CONSORTILE
RTI SrL, con sede in Paternò;
-
COOPERATIVA SPA-
SERVIZI PER ATTIVITA’, con sede in Centuripe (EN);
-
128 rapporti
bancari.







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