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ALLUVIONE SARDEGNA: DOVE SI MUORE NELLE CATASTROFI

I luoghi a rischio: cantine, in auto nei sottopassi, lungo fiumi   - ROMA, 19 novembre 2013 - Nei seminterrati e nei garage o cantine, con l'auto in panne nei sottopassi, lungo gli argini dei fiumi e dei torrenti. Cambiano le zone colpite da nubifragi e alluvioni, non cambiano le conseguenze: le vittime, troppo spesso, erano persone che si trovavano in una di queste tre situazioni.

«Il primo attore della protezione civile è il cittadino - ha ripetuto anche oggi il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli - e l'autoprotezione è la prima forma di difesa in caso di emergenze o calamità naturali». Sono i cittadini, dunque, che in primo luogo devono evitare comportamenti che possano mettere a rischio la propria incolumità. E non è un caso che sul sito del Dipartimento della Protezione Civile sono riportati i consigli per evitare di finire nei guai in caso di maltempo: evitare di stazionare su argini e ponti per vedere il livello dei fiumi crescere, utilizzare l'auto solo in caso di estrema necessità, abbandonare i seminterrati, evitare di scendere in cantine o garage per recuperare oggetti, non affrontare sottopassi quando questi sono già invasi dall'acqua.

Anche in Sardegna, non si è usciti da questa dinamica, tanto che 'solò 4 persone sono morte a causa di un evento 'esternò e cioè il crollo di due ponti. Il resto delle vittime sono persone rimaste bloccate nella propria auto o nelle proprie abitazioni ai piani bassi o seminterrati. In ogni caso è evidente che senza una adeguata prevenzione da parte delle autorità sul territorio e una altrettanto corretta manutenzione di corsi d'acqua, fognature e sistemi di scarico delle acque, ogni comportamento corretto da parte del cittadino viene vanificato.

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