CONFERENZA STAMPA
Servizio Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)
Giovedì 24 ottobre 2013 alle ore 12.00
Scopo della conferenza stampa è informare l'opinione pubblica, i cittadini e gli utenti del servizio delle gravi carenze in cui versa il servizio di assistenza domiciliare integrata di cui si fornisce un breve escursus.
Passato
Il servizio è stato istituito nel 2006 sotto forma di "accreditamento sperimentale" cui sono stati selezionati dieci enti del terzo settore che hanno sottoscritto e firmato un contratto definito "Patto di Accreditamento".
Il regime prescelto era quello misto, nel senso che l'Azienda si avvaleva contemporaneamente di propri operatori strutturati e di operatori forniti dai citati enti, che nel corso degli anni si sono ridotti a sette (Piccola Opera, Skinner, Mare Sol, Voce Amica, La Nostra Valle, Teseos e Rinascita).
Il servizio è andato avanti a singhiozzo, più volte sospeso e più volte riattivato, l'ultima riattivazione risale al febbraio 2009 con delibera n. 74. Questa delibera tutt'oggi vigente ha consentito di svolgere il servizio negli ultimi anni con una certa regolarità e man mano si è esteso a tutto il territorio provinciale.
Inspiegabilmente però l'Azienda nel corso del 2012 ha rallentato prima e spento poi il meccanismo liquidatorio delle spettanze maturate non pagando ai citati enti le spettanze del 2012, di tutto il primo semestre 2013 ed in tanti casi anche prestazioni risalenti agli anni 2010 e 2011.
A tal scopo siamo stati costretti di recente a rivolgerci alle vie legali con una messa in mora dell'ASP cui non abbiamo avuto mai risposta e dunque siamo prossimi alla presentazione dei relativi decreti ingiuntivi.
Presente
Da gennaio a giugno del 2013 il servizio è andato avanti in modo precario (assenza di una delibera di copertura e dunque nessuna liquidazione per l'anno in corso, fibrillazioni tra le OO.SS: per la posizione dei precari, pubblicazione di atti di una imminente gara mai venuta alla luce) ed a macchia di leopardo (sui quattro distretti che compongono l'ASP a Locri non risultava ancora attivo).
E dunque nell'incertezza più totale gli enti sin dagli inizi di luglio del corrente anno, sono stati costretti a sospendere il servizio perché non più in grado di far fronte a detti costi in assenza di rimesse da parte dell'Azienda, ed a causa di ciò fisioterapisti e gli infermieri hanno rinunciato ad effettuare le prestazioni perché stremati dai mancati pagamenti.
Sarà una coincidenza ma guarda caso l'Azienda improvvisamente nel mese di luglio adotta una serie di delibere in sequenza in materia di cure domiciliari: la nomina del nuovo coordinatore (il quarto nel giro di un anno), l'approvazione di un regolamento aziendale di cure domiciliari partorito dopo a tre anni di distanza dalle linee guida regionali in materia (che però è già vecchio e pieno di contraddizioni), ed a fine luglio la tanto attesa delibera di copertura. Tutti atti che lasciano a desiderare e soprattutto rappresentano una vera e propria incompiuta.
Contemporaneamente durante l'estate si sono susseguiti diversi incontri con i vertici dell'Azienda che purtroppo si sono rivelati infruttuosi nonostante le rassicurazioni del Direttore Generale, a tutt'oggi gli enti soldi non ne hanno visti ragion per cui si è proseguiti nella sospensione del servizio, nel recupero legale dei crediti ed oggi nella azione di informazione ai cittadini.
Futuro
Il Servizio ADI che è normalmente un servizio di eccellenza del sistema sanitario territoriale, viceversa a Reggio appare denso di problematicità e nello scenario scoraggiante che abbiamo descritto l'Azienda Sanitaria ha dimostrato di non saper rispettare gli utenti del servizio che ogni giorno ci chiamano e le liste d'attesa si allungano inesorabilmente, e contemporaneamente i pochi ospedali rimasti si riempiono di ricoveri impropri con altissimi costi per i cittadini contribuenti.
Solo per fornire un dato l'obiettivo fissato dal Ministero della Salute per le cure domiciliari per gli anziani ultra sessantacinquenni è quello del 3,5% e per gli ultra settantacinquenni al 7% che corrisponde a quasi 4.000 utenti da raggiungere nella nostra provincia. Al momento non si è arrivati neanche alla metà.
Nel frattempo si è aggiunto un ultimo provvedimento da parte dell'Azienda, adottato lo scorso 21 ottobre. Precisiamo che quando è stata indetta la conferenza stampa non ne eravamo a conoscenza.
Si tratta di un non meglio identificato "Avviso manifestazione di interesse per l'Affidamento Assistenza Cure Domiciliari Integrate a soggetti in condizioni di fragilità residenti nel territorio provinciale dell'ASP di Reggio Calabria" assunto con delibera 631 del 21 ottobre.
Questo atto di cui ci riserviamo un approfondimento giuridico e tecnico nei prossimi giorni, prefigura la esternalizzazione di parte del servizio di cure domiciliari ricorrendo sia a professionisti singoli, sia alle farmacie, sia alle imprese e infine anche agli organismi del terzo settore.
Due storture risaltano subito agli occhi:
- la scomparsa del principio della libera scelta dei cittadini: è l'ASP che sceglie pescando nell'ordine prima gli strutturati, poi ai singoli professionisti, e forse alle imprese sociali e non;
- la totale assenza di qualsivoglia requisito di qualità in capo ai soggetti che ne faranno domanda, in barba ai più elementari principi delle normative europee e nazionali circa gli standard di minimi.
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862
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