CALCIO:TRIDENTE MILAN CON KAKÀ,BARCELLONA CON MESSI E NEYMAR Allegri sceglie il brasiliano, Balotelli e Matri in panchina - MILANO, 22 OTT - Kakà, Birsa e Robinho compongono l'attacco titolare del Milan per la sfida di Champions League di questa sera contro il Barcellona. Per scelta di Allegri, comincia la partita dalla panchina Matri, così come Balotelli, recuperato all'ultimo. Nel Barcellona Martino ha scelto Xavi, Iniesta e Busquets a centrocampo (Fabregas in panchina) e il tridente con Sanchez, Neymar e Messi.
ANZIANO SI SUICIDA A CINGOLI DOPO FUNERALE MOGLIE - CINGOLI (MACERATA), 22 OTT - Non ha retto al dolore per l'improvvisa morte della moglie, avvenuta due giorni fa, e si è ucciso. L'uomo, un 72enne di Cingoli, dopo aver partecipato ieri al funerale della donna, questa mattina si è tolto la vita sparandosi un colpo di fucile al cuore dopo essersi rinchiuso nel bagno. È stato uno dei figli a trovare il corpo.
CALCIO:CHAMPIONS LEAGUE; NAPOLI,HIGUAIN IN CAMPO A MARSIGLIA Anche Mertens dal primo minuto al posto di Insigne - MARSIGLIA, 22 OTT - Gonzalo Higuain sarà regolarmente in campo contro il Marsiglia. L'attaccante argentino ha dunque sciolto positivamente la riserva sulla partecipazione alla gara valevole per il terzo turno del girone di Champions League, che comincerà tra circa un'ora al Velodrome. Nella lista ufficiale consegnata all'arbitro è presente anche il belga Mertens che sostituisce, almeno inizialmente, Lorenzo Insigne.
MALTEMPO: LIGURIA; GIALLO SU PRESUNTO DISPERSO - CARASCO (GENOVA), 22 OTT - Giallo a Carasco, dove è crollato un ponte per il maltempo. Due abitanti della zona hanno detto ai soccorritori di aver visto due auto finire in acqua, quindi una in più oltre a quella di Sara De Martini, che si è salvata. Vigili del fuoco e protezione civile stanno portando avanti le ricerche, anche se non ci sono denunce di scomparsa. Ma visto che anche l'auto della donna, una Ka, non è stata ancora ritrovata, i soccorritori non possono ritenere infondata la segnalazione.
INCENDIO IN APPARTAMENTO, INTOSSICATI DONNA E DUE VIGILI - TORINO, 22 OTT - Una donna di 52 anni e due agenti di polizia municipale sono rimasti intossicati in modo lieve nell'incendio di un appartamento avvenuto nel pomeriggio a Ciriè. La donna si era addormentata leggendo a lume di candela e nel sonno aveva fatto cadere la candela provocando l'incendio. Svegliata dai vicini, è stata messa in salvo dagli agenti. Tutti e tre sono stati trasportati all'ospedale di Ciriè. I vigili saranno dimessi in serata, la donna sarà trattenuta in osservazione.
FACEBOOK: SVOLTA SHOCK, AMMESSI VIDEO DECAPITAZIONI Portavoce, solo per condannarli;Cameron protesta, irresponsabili (di Alessandra Baldini) - NEW YORK, 22 OTT - Dopo aver allentato qualche giorno fa i suoi filtri sulla privacy dei teen-ager, Facebook ha rotto un altro tabù: tornano surrettiziamente sul colosso dei social network macabri video di decapitazioni che nei mesi scorsi erano stati messi al bando. Un portavoce di Fb ha ammesso che qualcosa è cambiato: i video sono ammissibili se servono a condannare l'esecrabile atto di violenza, non per celebrarlo. È stata la Bbc ad accorgersi nei giorni scorsi che un raccapricciante filmato di una donna decapitata in Messico per avere tradito il marito era stato postato su Facebook: alla richiesta di conferma il social network di Mark Zuckenberg (un miliardo e 150 milioni in tutto il mondo) ha ammesso la marcia indietro. Immediate le polemiche: sulla scia delle organizzazioni per la protezione dei minori negli Usa e in Gran Bretagna, il primo ministro britannico David Cameron ha definito quella di Facebook una decisione «irresponsabile» anche perchè immagini come quella «messicana» sono visibili a tutti, anche a teen-ager. «Facebook è sempre stato un luogo dove le persone mettono in comune le loro esperienze, particolarmente quando sono esperienze collegate a eventi controversi sul terreno, ad esempio abusi di diritti umani, atti di terrorismo e altri eventi violenti», ha replicato in un comunicato il colosso della condivisione online. «La gente mette questi eventi su Facebook per condannarli. Se dovessero essere celebrati o dovessero servire come incoraggiamento, il nostro approccio sarebbe diverso». E in particolare, a proposito del video messicano, Facebook ha osservato che la filosofia del sito è «preservare i diritti degli utenti di descrivere, rappresentare e commentare sul mondo in cui viviamo». La svolta di Facebook segue di pochi giorni la decisione di allentare i controlli sui «post» degli adolescenti per non farli migrare verso altre popolari piattaforme come Snapchat o Twitter. L'ufficio legale di Fb è comunque al lavoro per individuare modi per dare agli utenti maggior controllo su ciò che trovano: ad esempio un «»warning« che la natura violenta del contenuto postato può provocare shock o raccapriccio.
FISCO: MARADONA, MI SPIACE PER MALINTESO E TROPPE POLEMICHE = 'IL MIO ERA UN GESTO POPOLARE, NON VOLEVO OFFENDERE NESSUNÒ Roma, 22 ott. - - «Mi dispiace per questo malinteso e delle tante, troppe, polemiche perchè non è mai stata mia intenzione offendere nessuno, neppure il fisco». Sono le parole con cui Diego Armando Maradona risponde, con un messaggio indirizzato al suo avvocato, Angelo Pisani, alle polemiche dopo le sue dichiarazioni sul fisco. «Il gesto di domenica era solo un modo liberatorio di esprimere soddisfazione per la fine di una persecuzione assurda e cattiva nei miei confronti», prosegue Maradona. Un gesto «fatto in una trasmissione divertente senza voler offendere nessuno, come si vede nell'immagine», assicura il pide de oro, che aggiunge: «Dimostrerò la verità anche con un libro che presenterò in tutto il mondo». «Io rispetto le istituzioni italiane e non sono mai fuggito, già nel 1994 sono stato indagato per questa stessa presunta evasione ed assolto dal tribunale italiano, ed Equitalia nemmeno esisteva -sottolinea il campione argentino-. Non ho intenzione di evitare e cercare sconti da Equitalia ma farò di tutto per chiarire questo scandalo: perciò ho dato mandato al mio avvocato così come fanno in tali casi gli italiani».
GAFFE ASSESSORE PD SU FB: SGLAVO, INDIGNATA PER TESSERA FN - CIVITANOVA MARCHE (MACERATA, 22 OTT - «Rifiuto con indignazione la tessera di Forza Nuova (che le era stata offerta provocatoriamente dal movimento di ultra destra; ndr) e chiedo che cessi immediatamente ogni forma di strumentalizzazione mediatica e di atti di pessimo gusto. Sono stata solo e resterà sempre una donna di sinistra». Così l'ex assessore ai servizi sociali del Comune di Civitanova Marche, Antonella Sglavo, del Pd, che ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche per le sue esternazioni su Facebook. «Esco dalla politica - spiega - perchè riconosco di non essere un politico, ma non certo perchè rinnego il mio operato e tornando indietro riproporrei la stessa umanità, dedizione e passione verso la cittadinanza. Proprio in quanto donna di sinistra, pur senza alcun ruolo politico nè amministrativo, continuerò a sostenere il sindaco e questa amministrazione lontano dai riflettori mediatici». Sglavo ha ringraziato gli elettori, i cittadini, il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, la giunta e il consiglio comunale, ma in particolare «il personale del servizio sociale con cui ho collaborato in questo anno e mezzo e di cui ho potuto appressare professionalità e umanità».
GERMANIA: RAPINATORE ITALIANO SI PENTE, «GRAZIE AL PAPA» Dopo 15 anni di rimorsi, si consegna dopo nomina Bergoglio (di Flaminia Bussotti) - BERLINO, 22 OTT - Per il protagonista di questa storia è un vero miracolo: Marco Rossi, italiano di 44 anni che vive in Germania, con alle spalle una storia di tossicodipendenza e da rapinatore, 15 anni dopo i suoi misfatti si pente e, senza che la giustizia lo stesse cercando, si costituisce spontaneamente. Il rimorso gli tormentava la coscienza e a illuminare il suo cammino è stato Papa Francesco. La famiglia e un'infanzia disastrata in un paese lombardo, un padre che si è dileguato, una madre sempre stanca, un fratello tossicomane: a 15 anni Marco, non vede un futuro e comincia a bucarsi con l'eroina. A 19, come racconta lo Spiegel questa settimana (titolo: «Herr Rossi cerca il perdono»), un amico a Essen gli offre di cambiare vita in Germania: un conoscente con una gelateria cerca qualcuno. Marco parte e diventa gelataio. La vita sembra prendere una buona piega e regalargli una seconda chance: niente più buchi, un lavoro onesto. Fa anche venire su nel Nord-Reno-Vestfalia la ragazza dall'Italia con cui farà una figlia. Dopo qualche anno però la relazione va in pezzi, i due si separano e lui riprende a drogarsi: eroina e cocaina. Vive per strada, senza un soldo e allo specchio, racconta, si vedeva come un «sorcio». Poi legge in un giornale di una rapina e gli sembra una buona idea per trovare il denaro per la droga. Il 19 gennaio 1998 Marco parcheggia la bici davanti alla Sparkasse a Herne, entra con una maschera di zorro e una pistola giocattolo in mano e allo sportello, allungando la sua borsa di stoffa, minaccia: «Questa è una rapina. Riempire, veloce». La cassiera riempie: in tutto 27.000 marchi (circa 14.000 euro). Alle sue spalle fra i clienti una madre si mette davanti alla figlioletta per proteggerla: lo sguardo incredulo della bambina non lo abbandonerà mai. Dopo quella volta sono seguite altre rapine: due banche e una profumeria. Prendeva cocaina fino a 30 volte al giorno. Poi la fuga in Italia per nascondersi, ma la coscienza non gli dava pace: lo sguardo della bimba lo perseguitava togliendogli il sonno la notte e comparendogli davanti in pieno giorno. Fino a quando anche per Marco arriva l'ora del riscatto: il 13 marzo di quest'anno in Vaticano un gesuita che predica la povertà diventa Papa. Marco vede le immagini di Papa Francesco che compare senza pompa e ornamenti sul balcone di San Pietro. Un pontefice che abbraccia anche gli emarginati. Il 6 aprile Marco entra in una stazione della polizia in Svizzera e si consegna: «Sono qui per alleggerire la mia coscienza», dice raccontando la sua storia, piangendo. Qualche mese dopo Marco è detenuto in una cella del carcere di Bochum ed è sereno. I rimorsi non lo tormentano più: l'elezione di Papa Francesco è stata per il lui un segno, dice. Il tribunale di Bochum lo condanna a cinque anni e due mesi. Secondo il suo avvocato, se non si fosse costituito, non lo avrebbero mai preso: da nessuna parte figurava negli atti il suo nome. Data l'eccezionalità del caso, la giustizia è clemente: la procura rinuncia all'applicazione della pena. Dopo quattro mesi di carcere, Marco Rossi, il 20 dicembre, verrà estradato in Italia: passerà il Natale con la madre, è una vita che non la vede.
CONDANNATO PER SCHIAFFO A FIGLIO,EX MOGLIE 'ERA STRESSATÒ Parla legale della donna;a far partire accertamenti altro figlio - AREZZO, 22 OTT - Un bambino di 6 anni prese uno schiaffo, un ceffone, dal padre perchè si rifiutava di leggere. E ieri il genitore, italiano di 50 anni, per quel gesto, è stato condannato dal tribunale di Arezzo ad un mese. L'accusa, «abuso di mezzi di correzione». Il pm nelle indagini aveva ipotizzato una condanna più pesante, per maltrattamenti in famiglia, accusa poi derubricata dal gip perchè non ci sono i presupposti. E d'altronde la madre del bambino, ex moglie dell'uomo, nella sua testimonianza non ha enfatizzato le accuse contro di lui: mai prima l'uomo aveva colpito il bambino; inoltre in quella fase era sotto stress per il lavoro e per la separazione. La vicenda risale al 4 dicembre 2009 e avvenne in una località della Val di Chiana. A chiamare i carabinieri, per mostrare il volto tumefatto del fratellino, era stato un altro figlio del 50enne, avuto da una precedente relazione, in contrasto col padre. Così emerse il fatto. «Sì, l'ho colpito io», disse l'uomo ai carabinieri ammettendo la sua responsabilità. I militari segnalarono quindi il caso alla procura minorile dando il via all'iter d'ufficio: dopo le indagini, il processo chiuso con la condanna. L'ex moglie, madre del bimbo schiaffeggiato, impiegata, quarantenne, tramite i propri avvocati Roberta Casini e Monica Tucci di Arezzo, ha detto di non volere accanimento nei confronti dell'ex da cui si è definitivamente separata due anni dopo. «È comunque il padre del mio bambino», ha spiegato la donna precisando di non aver chiamato i carabinieri perchè in precedenza il marito non aveva mai picchiato il figlio. Il gesto, ha spiegato la donna, era dovuto «a un profondo stress per la perdita del lavoro e la separazione». «In aula - commenta l'avvocato Monica Tucci - la signora ha testimoniato ricostruendo l'accaduto sostenendo di aver notato il figlioletto con il volto tumefatto rincasando dal lavoro. Chiesto al marito cosa fosse accaduto, lui rispose che lo aveva colpito con due ceffoni perchè non voleva leggere e disse che 'lo stava prendendo in girò con il suo comportamento. La donna chiamò il figlio che il marito aveva avuto da un precedente matrimonio». «Quest'ultimo - prosegue il legale -, in cattivi rapporti con il padre, avrebbe avvisato i carabinieri che, una volta visto il bambino, consigliarono alla mamma di farlo refertare». Il condannato era difeso dall'avvocato Gianni Bennati: «La versione della signora è calzante - dice -. Il padre, provato dalla situazione, ha colpito il figlio». E Maurizio Quilici, presidente dell'Istituto di studi sulla paternità, osserva: «Condanna penale, risarcimento, perdita della potestà genitoriale. E per finire, divorzio. Per uno schiaffo, sembra davvero troppo. Come sempre, bisognerebbe conoscere bene i fatti. Una cosa è certa: le punizioni fisiche vanno evitate», «ma uno scapaccione può essere anche 'educativò se evento raro limitato a situazioni molto particolari».
PUGILATO: MONDIALI AIBA; CAMMARELLE E VALENTINO NEI QUARTI - ALMATY (KAZAKISTAN), 22 OTT - Ancora una giornata positiva per la nazionale italiana di pugilato impegnata nei Mondiali Aiba sul ring del palazzo della cultura 'Baluan Sholak' di Almaty. Il supermassimo (+91 kg.) Roberto Cammarelle, capitano azzurro, si è qualificato per i quarti di finale battendo agevolmente (3-0) lo svedese Muhamed. Domani, nel match dei quarti che vale l'ingresso in zona medaglie, il vice-campione olimpico di Londra affronterà il croato Hrgovic. Ottima la prova anche del peso leggero Domenico Valentino, impostosi per 3-0 sul messicano Delgado. Nei quarti se la vedrà con l'azero Isayev. Dopo di lui ha combattuto il massimo leggero (81 kg.) Simone Fiori opposto all'oro di Euro 2013, il russo Ivanov (Russia). L'azzurro ha perso solo per split decision (2-1) disputando un match straordinario nel quale, con un pizzico in più di buona sorte, avrebbe potuto uscire vincitore. Infine il peso welter (69 kg.) Vincenzo Mangiacapre ha battuto per 3-0 l'azero Baghirov, guadagnando i quarti, in cui ora sfiderà il kazako Yeleussinov, già affrontato e battuto alle ultime Olimpiadi londinesi.
ANZIANO SI SUICIDA A CINGOLI DOPO FUNERALE MOGLIE - CINGOLI (MACERATA), 22 OTT - Non ha retto al dolore per l'improvvisa morte della moglie, avvenuta due giorni fa, e si è ucciso. L'uomo, un 72enne di Cingoli, dopo aver partecipato ieri al funerale della donna, questa mattina si è tolto la vita sparandosi un colpo di fucile al cuore dopo essersi rinchiuso nel bagno. È stato uno dei figli a trovare il corpo.
CALCIO:CHAMPIONS LEAGUE; NAPOLI,HIGUAIN IN CAMPO A MARSIGLIA Anche Mertens dal primo minuto al posto di Insigne - MARSIGLIA, 22 OTT - Gonzalo Higuain sarà regolarmente in campo contro il Marsiglia. L'attaccante argentino ha dunque sciolto positivamente la riserva sulla partecipazione alla gara valevole per il terzo turno del girone di Champions League, che comincerà tra circa un'ora al Velodrome. Nella lista ufficiale consegnata all'arbitro è presente anche il belga Mertens che sostituisce, almeno inizialmente, Lorenzo Insigne.
MALTEMPO: LIGURIA; GIALLO SU PRESUNTO DISPERSO - CARASCO (GENOVA), 22 OTT - Giallo a Carasco, dove è crollato un ponte per il maltempo. Due abitanti della zona hanno detto ai soccorritori di aver visto due auto finire in acqua, quindi una in più oltre a quella di Sara De Martini, che si è salvata. Vigili del fuoco e protezione civile stanno portando avanti le ricerche, anche se non ci sono denunce di scomparsa. Ma visto che anche l'auto della donna, una Ka, non è stata ancora ritrovata, i soccorritori non possono ritenere infondata la segnalazione.
INCENDIO IN APPARTAMENTO, INTOSSICATI DONNA E DUE VIGILI - TORINO, 22 OTT - Una donna di 52 anni e due agenti di polizia municipale sono rimasti intossicati in modo lieve nell'incendio di un appartamento avvenuto nel pomeriggio a Ciriè. La donna si era addormentata leggendo a lume di candela e nel sonno aveva fatto cadere la candela provocando l'incendio. Svegliata dai vicini, è stata messa in salvo dagli agenti. Tutti e tre sono stati trasportati all'ospedale di Ciriè. I vigili saranno dimessi in serata, la donna sarà trattenuta in osservazione.
FACEBOOK: SVOLTA SHOCK, AMMESSI VIDEO DECAPITAZIONI Portavoce, solo per condannarli;Cameron protesta, irresponsabili (di Alessandra Baldini) - NEW YORK, 22 OTT - Dopo aver allentato qualche giorno fa i suoi filtri sulla privacy dei teen-ager, Facebook ha rotto un altro tabù: tornano surrettiziamente sul colosso dei social network macabri video di decapitazioni che nei mesi scorsi erano stati messi al bando. Un portavoce di Fb ha ammesso che qualcosa è cambiato: i video sono ammissibili se servono a condannare l'esecrabile atto di violenza, non per celebrarlo. È stata la Bbc ad accorgersi nei giorni scorsi che un raccapricciante filmato di una donna decapitata in Messico per avere tradito il marito era stato postato su Facebook: alla richiesta di conferma il social network di Mark Zuckenberg (un miliardo e 150 milioni in tutto il mondo) ha ammesso la marcia indietro. Immediate le polemiche: sulla scia delle organizzazioni per la protezione dei minori negli Usa e in Gran Bretagna, il primo ministro britannico David Cameron ha definito quella di Facebook una decisione «irresponsabile» anche perchè immagini come quella «messicana» sono visibili a tutti, anche a teen-ager. «Facebook è sempre stato un luogo dove le persone mettono in comune le loro esperienze, particolarmente quando sono esperienze collegate a eventi controversi sul terreno, ad esempio abusi di diritti umani, atti di terrorismo e altri eventi violenti», ha replicato in un comunicato il colosso della condivisione online. «La gente mette questi eventi su Facebook per condannarli. Se dovessero essere celebrati o dovessero servire come incoraggiamento, il nostro approccio sarebbe diverso». E in particolare, a proposito del video messicano, Facebook ha osservato che la filosofia del sito è «preservare i diritti degli utenti di descrivere, rappresentare e commentare sul mondo in cui viviamo». La svolta di Facebook segue di pochi giorni la decisione di allentare i controlli sui «post» degli adolescenti per non farli migrare verso altre popolari piattaforme come Snapchat o Twitter. L'ufficio legale di Fb è comunque al lavoro per individuare modi per dare agli utenti maggior controllo su ciò che trovano: ad esempio un «»warning« che la natura violenta del contenuto postato può provocare shock o raccapriccio.
FISCO: MARADONA, MI SPIACE PER MALINTESO E TROPPE POLEMICHE = 'IL MIO ERA UN GESTO POPOLARE, NON VOLEVO OFFENDERE NESSUNÒ Roma, 22 ott. - - «Mi dispiace per questo malinteso e delle tante, troppe, polemiche perchè non è mai stata mia intenzione offendere nessuno, neppure il fisco». Sono le parole con cui Diego Armando Maradona risponde, con un messaggio indirizzato al suo avvocato, Angelo Pisani, alle polemiche dopo le sue dichiarazioni sul fisco. «Il gesto di domenica era solo un modo liberatorio di esprimere soddisfazione per la fine di una persecuzione assurda e cattiva nei miei confronti», prosegue Maradona. Un gesto «fatto in una trasmissione divertente senza voler offendere nessuno, come si vede nell'immagine», assicura il pide de oro, che aggiunge: «Dimostrerò la verità anche con un libro che presenterò in tutto il mondo». «Io rispetto le istituzioni italiane e non sono mai fuggito, già nel 1994 sono stato indagato per questa stessa presunta evasione ed assolto dal tribunale italiano, ed Equitalia nemmeno esisteva -sottolinea il campione argentino-. Non ho intenzione di evitare e cercare sconti da Equitalia ma farò di tutto per chiarire questo scandalo: perciò ho dato mandato al mio avvocato così come fanno in tali casi gli italiani».
GAFFE ASSESSORE PD SU FB: SGLAVO, INDIGNATA PER TESSERA FN - CIVITANOVA MARCHE (MACERATA, 22 OTT - «Rifiuto con indignazione la tessera di Forza Nuova (che le era stata offerta provocatoriamente dal movimento di ultra destra; ndr) e chiedo che cessi immediatamente ogni forma di strumentalizzazione mediatica e di atti di pessimo gusto. Sono stata solo e resterà sempre una donna di sinistra». Così l'ex assessore ai servizi sociali del Comune di Civitanova Marche, Antonella Sglavo, del Pd, che ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche per le sue esternazioni su Facebook. «Esco dalla politica - spiega - perchè riconosco di non essere un politico, ma non certo perchè rinnego il mio operato e tornando indietro riproporrei la stessa umanità, dedizione e passione verso la cittadinanza. Proprio in quanto donna di sinistra, pur senza alcun ruolo politico nè amministrativo, continuerò a sostenere il sindaco e questa amministrazione lontano dai riflettori mediatici». Sglavo ha ringraziato gli elettori, i cittadini, il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, la giunta e il consiglio comunale, ma in particolare «il personale del servizio sociale con cui ho collaborato in questo anno e mezzo e di cui ho potuto appressare professionalità e umanità».
GERMANIA: RAPINATORE ITALIANO SI PENTE, «GRAZIE AL PAPA» Dopo 15 anni di rimorsi, si consegna dopo nomina Bergoglio (di Flaminia Bussotti) - BERLINO, 22 OTT - Per il protagonista di questa storia è un vero miracolo: Marco Rossi, italiano di 44 anni che vive in Germania, con alle spalle una storia di tossicodipendenza e da rapinatore, 15 anni dopo i suoi misfatti si pente e, senza che la giustizia lo stesse cercando, si costituisce spontaneamente. Il rimorso gli tormentava la coscienza e a illuminare il suo cammino è stato Papa Francesco. La famiglia e un'infanzia disastrata in un paese lombardo, un padre che si è dileguato, una madre sempre stanca, un fratello tossicomane: a 15 anni Marco, non vede un futuro e comincia a bucarsi con l'eroina. A 19, come racconta lo Spiegel questa settimana (titolo: «Herr Rossi cerca il perdono»), un amico a Essen gli offre di cambiare vita in Germania: un conoscente con una gelateria cerca qualcuno. Marco parte e diventa gelataio. La vita sembra prendere una buona piega e regalargli una seconda chance: niente più buchi, un lavoro onesto. Fa anche venire su nel Nord-Reno-Vestfalia la ragazza dall'Italia con cui farà una figlia. Dopo qualche anno però la relazione va in pezzi, i due si separano e lui riprende a drogarsi: eroina e cocaina. Vive per strada, senza un soldo e allo specchio, racconta, si vedeva come un «sorcio». Poi legge in un giornale di una rapina e gli sembra una buona idea per trovare il denaro per la droga. Il 19 gennaio 1998 Marco parcheggia la bici davanti alla Sparkasse a Herne, entra con una maschera di zorro e una pistola giocattolo in mano e allo sportello, allungando la sua borsa di stoffa, minaccia: «Questa è una rapina. Riempire, veloce». La cassiera riempie: in tutto 27.000 marchi (circa 14.000 euro). Alle sue spalle fra i clienti una madre si mette davanti alla figlioletta per proteggerla: lo sguardo incredulo della bambina non lo abbandonerà mai. Dopo quella volta sono seguite altre rapine: due banche e una profumeria. Prendeva cocaina fino a 30 volte al giorno. Poi la fuga in Italia per nascondersi, ma la coscienza non gli dava pace: lo sguardo della bimba lo perseguitava togliendogli il sonno la notte e comparendogli davanti in pieno giorno. Fino a quando anche per Marco arriva l'ora del riscatto: il 13 marzo di quest'anno in Vaticano un gesuita che predica la povertà diventa Papa. Marco vede le immagini di Papa Francesco che compare senza pompa e ornamenti sul balcone di San Pietro. Un pontefice che abbraccia anche gli emarginati. Il 6 aprile Marco entra in una stazione della polizia in Svizzera e si consegna: «Sono qui per alleggerire la mia coscienza», dice raccontando la sua storia, piangendo. Qualche mese dopo Marco è detenuto in una cella del carcere di Bochum ed è sereno. I rimorsi non lo tormentano più: l'elezione di Papa Francesco è stata per il lui un segno, dice. Il tribunale di Bochum lo condanna a cinque anni e due mesi. Secondo il suo avvocato, se non si fosse costituito, non lo avrebbero mai preso: da nessuna parte figurava negli atti il suo nome. Data l'eccezionalità del caso, la giustizia è clemente: la procura rinuncia all'applicazione della pena. Dopo quattro mesi di carcere, Marco Rossi, il 20 dicembre, verrà estradato in Italia: passerà il Natale con la madre, è una vita che non la vede.
CONDANNATO PER SCHIAFFO A FIGLIO,EX MOGLIE 'ERA STRESSATÒ Parla legale della donna;a far partire accertamenti altro figlio - AREZZO, 22 OTT - Un bambino di 6 anni prese uno schiaffo, un ceffone, dal padre perchè si rifiutava di leggere. E ieri il genitore, italiano di 50 anni, per quel gesto, è stato condannato dal tribunale di Arezzo ad un mese. L'accusa, «abuso di mezzi di correzione». Il pm nelle indagini aveva ipotizzato una condanna più pesante, per maltrattamenti in famiglia, accusa poi derubricata dal gip perchè non ci sono i presupposti. E d'altronde la madre del bambino, ex moglie dell'uomo, nella sua testimonianza non ha enfatizzato le accuse contro di lui: mai prima l'uomo aveva colpito il bambino; inoltre in quella fase era sotto stress per il lavoro e per la separazione. La vicenda risale al 4 dicembre 2009 e avvenne in una località della Val di Chiana. A chiamare i carabinieri, per mostrare il volto tumefatto del fratellino, era stato un altro figlio del 50enne, avuto da una precedente relazione, in contrasto col padre. Così emerse il fatto. «Sì, l'ho colpito io», disse l'uomo ai carabinieri ammettendo la sua responsabilità. I militari segnalarono quindi il caso alla procura minorile dando il via all'iter d'ufficio: dopo le indagini, il processo chiuso con la condanna. L'ex moglie, madre del bimbo schiaffeggiato, impiegata, quarantenne, tramite i propri avvocati Roberta Casini e Monica Tucci di Arezzo, ha detto di non volere accanimento nei confronti dell'ex da cui si è definitivamente separata due anni dopo. «È comunque il padre del mio bambino», ha spiegato la donna precisando di non aver chiamato i carabinieri perchè in precedenza il marito non aveva mai picchiato il figlio. Il gesto, ha spiegato la donna, era dovuto «a un profondo stress per la perdita del lavoro e la separazione». «In aula - commenta l'avvocato Monica Tucci - la signora ha testimoniato ricostruendo l'accaduto sostenendo di aver notato il figlioletto con il volto tumefatto rincasando dal lavoro. Chiesto al marito cosa fosse accaduto, lui rispose che lo aveva colpito con due ceffoni perchè non voleva leggere e disse che 'lo stava prendendo in girò con il suo comportamento. La donna chiamò il figlio che il marito aveva avuto da un precedente matrimonio». «Quest'ultimo - prosegue il legale -, in cattivi rapporti con il padre, avrebbe avvisato i carabinieri che, una volta visto il bambino, consigliarono alla mamma di farlo refertare». Il condannato era difeso dall'avvocato Gianni Bennati: «La versione della signora è calzante - dice -. Il padre, provato dalla situazione, ha colpito il figlio». E Maurizio Quilici, presidente dell'Istituto di studi sulla paternità, osserva: «Condanna penale, risarcimento, perdita della potestà genitoriale. E per finire, divorzio. Per uno schiaffo, sembra davvero troppo. Come sempre, bisognerebbe conoscere bene i fatti. Una cosa è certa: le punizioni fisiche vanno evitate», «ma uno scapaccione può essere anche 'educativò se evento raro limitato a situazioni molto particolari».
PUGILATO: MONDIALI AIBA; CAMMARELLE E VALENTINO NEI QUARTI - ALMATY (KAZAKISTAN), 22 OTT - Ancora una giornata positiva per la nazionale italiana di pugilato impegnata nei Mondiali Aiba sul ring del palazzo della cultura 'Baluan Sholak' di Almaty. Il supermassimo (+91 kg.) Roberto Cammarelle, capitano azzurro, si è qualificato per i quarti di finale battendo agevolmente (3-0) lo svedese Muhamed. Domani, nel match dei quarti che vale l'ingresso in zona medaglie, il vice-campione olimpico di Londra affronterà il croato Hrgovic. Ottima la prova anche del peso leggero Domenico Valentino, impostosi per 3-0 sul messicano Delgado. Nei quarti se la vedrà con l'azero Isayev. Dopo di lui ha combattuto il massimo leggero (81 kg.) Simone Fiori opposto all'oro di Euro 2013, il russo Ivanov (Russia). L'azzurro ha perso solo per split decision (2-1) disputando un match straordinario nel quale, con un pizzico in più di buona sorte, avrebbe potuto uscire vincitore. Infine il peso welter (69 kg.) Vincenzo Mangiacapre ha battuto per 3-0 l'azero Baghirov, guadagnando i quarti, in cui ora sfiderà il kazako Yeleussinov, già affrontato e battuto alle ultime Olimpiadi londinesi.
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