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La disputa in negativo sulla salma dell'ex capitano delle SS Erich Priebke, che nessuno vuole

Polemiche roventi ed infinite sulla sepoltura. Come tutti sanno, il capitano nazista della SS, che aveva appena compiuto i cento anni, condannato  al carcere a vita per la strage delle Fosse Ardeatine, viveva nella Capitale, dove poteva anche  roteare liberamente per Roma. Il difficile ruolo della Chiesa che non può fare differenze fra figli e figliastri. Un Papa si è dimesso. L'altro, non voleva accettare il Vicariato di Cristo. La scissione di Martin Lutero
QUELLA PATATA BOLLENTE DELLA SALMA DI ERICH PRIEBKE, CHE NESSUNO VUOL CAVARE DAL FUOCO CON LA ZAMPA DI GATTO
Domenico Salvatore
Un caso Priebke? Dejà vu! Ma allora…un altro caso Priebke… Le agenzie di stampa, hanno diffuso subito la notizia della morte, che oramai era diventata un "coccodrillo"; tempestivamente fornita peraltro dal suo stesso avvocato, Paolo Giachini.  I funerali, dovrebbero essere celebrati, il condizionale è d'obbligo, martedì a Roma e  la sua salma  tumulata in Argentina accanto alla moglie a Bariloche, dove si era rifugiato e dove fu rintracciato e arrestato nel 1994. Ma nella Capitale, apriti cielo, è scoppiata una nuova stagione dei veleni, tanto per cambiare. Sulla camera ardente, tanto per gradire. Il ministro Hector Timerman, avrebbe messo le mani avanti, dando ordine di "respingere ogni procedura che possa permettere l'ingresso nel Paese del corpo del criminale Erich Priebke. Gli Argentini non accettano questo tipo di offese alla dignità dell'uomo". Tuttavia il Governo argentino deve ancore pronunziarsi.  "Ho concordato con Prefetto (Giuseppe Pecoraro) e Questore (Fulvio Della Rocca), che sarà negata qualunque forma di funerali solenni. Roma, è una città antinazifascista, che ha sofferto drammaticamente". Così, il sindaco di Roma Ignazio Marino, commentando la possibilità che i funerali del gerarca nazista Erich Priebke morto venerdì 11 ottobre 2013, siano celebrati a Roma. Anche il Vicariato, tramite il suo portavoce Don Walter Insero ha fatto sapere: "Non è prevista nessuna celebrazione esequiale in una chiesa di Roma". Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris. Il lancio dell'Ansa, ci offre uno spaccato sulle varie e discordanti opinioni…"Nonostante le dichiarazioni del legale di Erich Priebke secondo cui "non risulta" un no dell'autorità ecclesiastica ai funerali per l'ex criminale nazista scomparso due giorni fa a Roma, la linea del Vicariato resta ferma sul diniego a qualunque celebrazione pubblica. 

Continua, dunque, a far fede la dichiarazione ufficiale di ieri che aveva escluso "celebrazioni esequiali in una chiesa di Roma". Se il Vicariato non interviene più ufficialmente nella vicenda, viene comunque fatto notare che sulla figura di Priebke credente vi sono molti dubbi: non si sa se fosse battezzato, né praticante. Inoltre, si spiega, "nei funerali in chiesa si esprime una comunione ecclesiale che in questa situazione di fatto non c'è e non c'è mai stata". A questo proposito viene anche ricordato il canone 1184 del codice di diritto canonico secondo il quale le esequie possono essere negate dall'ordinario, cioè dal vescovo, "ai peccatori manifesti" che prima della morte non abbiano dato segno di pentimento e ai quali "non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli". D'altra parte, sempre secondo quanto si apprende, i tentativi di portare comunque una preghiera e una benedizione alla salma che "non si negano a nessuno", ma in forma strettamente privata, sono stati rifiutati dal suo legale il quale comunque non è la figura cui spetta una richiesta del genere che è invece propria dei familiari dai quali, però, non è pervenuta.

"Non risulta che la Curia abbia negato i funerali per Priebke - ha detto Il suo avvocato, Paolo Giachini - ma sono pronto a celebrarli in strada se questo dovesse succedere. Ci rivolgeremo alla curia o alla parrocchia di Priebke - ha proseguito il legale dell'ex ufficiale delle Ss - alcune chiese di tutta Italia ci hanno offerto i funerali ma credo che saranno comunque a Roma. Ribadisco che non abbiamo intenzione di celebrare una cerimonia politica ma lo faremo con riservatezza". "Priebke è stato portato a Roma non di sua volontà ed è morto qui. Roma avrebbe il dovere di ospitarlo ma noi non vogliamo creare imbarazzi a nessuno, nonostante in tanti ci abbiano offerto una tomba al Verano". Lo ha detto Paolo Giachini, legale di Erich Priebke, in merito alle dichiarazioni del sindaco Marino, che si è opposto all'ipotesi di una sepoltura nella capitale per l'ex ufficiale delle Ss morto due giorni fa a Roma."Il funerale - afferma il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici - darebbe ai nipotini di Hitler occasione ghiotta per fare un'adunata nostalgica. E un'eventuale tomba nella città teatro della tragedia delle Fosse Ardeatine sarebbe come uccidere una seconda volta quelle vittime". E' come chiedere che il boia di Marzabotto o Sant'Anna di Stazzema venga sepolto nella stessa città delle loro vittime - spiega Pacifici - Per questo confidiamo nell'opera e nelle sensibilità delle istituzioni. Anche perché sarebbe palese che la tomba potrebbe diventare luogo di pellegrinaggi. Ed io da cittadino di Roma mi opporrò esattamente come ci opponemmo la notte del 1 agosto del 1996 (quando il Tribunale militare dichiarò prescritto il reato di cui era accusato Priebke in relazione all'eccidio delle Fosse Ardeatine ndr.)".

Interviene anche il ministro degli Esteri, Emma Bonino: "La legge ha già detto come si deve fare per la sepoltura di Priebke, e se non ci piace la legge si prenda il coraggio di cambiarla", ma dopo aver criticato "le leggi ad personam, vorrei evitare le eccezioni ad personam".Erich Priebke (Hennigsdorf, 29 luglio 1913 – Roma, 11 ottobre 201) è stato un militare tedesco, capitano delle SS durante la seconda guerra mondiale in Italia, condannato all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.Carriera. Motivo: Alcune fonti che ne ricostruiscono i processi, all'epoca dei fatti lo danno in carico alla Gestapo, altre alla Kriminalpolizei, altre ancora alla Sicherheitspolizei und des SD (che racchiudeva le precedenti 2 + il servizio di sicurezza [leggasi servizio informazioni]) se non a tutte e 3 le organizzazioni contemporaneamente. Sarebbe quindi opportuno leggere il memoriale che lo stesso Priebke consegnò alla magistratura militare italiana dove ricostruiva la propria carriera.Partecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.Aderì al Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi nel 1933, segnalandosi come un membro solido e determinato. Queste caratteristiche piacquero a Heinrich Himmler[senza fonte], che lo fece entrare nelle SS dove Priebke raggiunse il grado di capitano (SS-Hauptsturmführer).

Dopo l'armistizio e fino al mese di maggio 1944 opera a Roma sotto il comando di Herbert Kappler. Dopo l'attentato che i Gruppi di Azione Patriottica fecero ai danni di una compagnia del battaglione Bozen (SS-Polizei-Regiment "Bozen") delle SS italiane in via Rasella, il 23 marzo 1944, Kappler ordinò le esecuzioni di 335 ostaggi, da fucilare per rappresaglia nelle cave delle Fosse Ardeatine.La sentenza di condanna evidenzia l'erroneità del luogo comune secondo il quale la legge di guerra avrebbe permesso la fucilazione di 330 prigionieri (10 per ogni soldato tedesco morto nell'attentato) come rappresaglia dell'attentato di via Rasella e che il mero numero delle vittime fucilate, 335 persone (cinque in più), sia stato il solo capo di imputazione a carico di Priebke (essendo le 330 residue considerate "obbedienza agli ordini"). La condanna è stata infatti emessa per tutte le 335 vittime della strage. Nel corso della seconda guerra mondiale, fonte Wikipedia, soggiornò in Italia, dove insieme ad altri militari tedeschi partecipò al coordinamento delle tattiche e delle strategie che il Terzo Reich avrebbe dovuto adottare nella Penisola. 

Il 14 giugno 1944 divenne ufficiale di collegamento con lo Stato Maggiore della GNR, con sede a Bresciae diede un forte impulso alle perquisizioni e alle azioni di rastrellamento, allo scopo di individuare le cellule cittadine di supporto ai partigiani che presidiavano le montagne bresciane. Centinaia di arrestati, appartenenti alla resistenza o semplici sospetti, furono catturati e rinchiusi nella prigione di Canton Mombello, per poi essere condotti nel suo quartier generale ove svolgeva, spesso personalmente, gli interrogatori. All'uopo aveva requisito una palazzina in stile liberty (tuttora esistente e sita in via Privata Mai), all'epoca periferica e isolata (verosimilmente per poter interrogare i sospetti in assenza delle, ormai latitanti, autorità italiane costituite) e soprattutto lontano da occhi e orecchi indiscreti o indesiderati.La fuga. Dopo la sconfitta della Germania, Priebke fuggì da un campo di prigionia presso Rimini e, dopo aver ricevuto documenti falsi a Roma, si rifugiò in Argentina, a San Carlos de Bariloche, ai piedi delle Ande argentine, dopo essere passato per Bolzano grazie all'assistenza dell'organizzazione ODESSA. Priebke fu appoggiato in particolare da alcuni preti altoatesini, quali Johann Corradini di Vipiteno e Franz Pobitzer di Bolzano, ma anche dal vicario separazionista Alois Pompanin, che gli concesse il battesimo cattolico, e fu aiutato nella sua fuga dalla rete di contatti gestita dal sacerdote croato Krunoslav Draganović.Riuscì quindi a sfuggire alla cattura e ai processi per crimini di guerra e, nonostante i servizi segreti israeliani per molto tempo gli avessero dato la caccia, non fu mai scoperto.

L'arresto, la condanna e la morteNel 1991, la partecipazione di Priebke al massacro delle Fosse Ardeatine viene denunciata nel libro di Esteban Buch El pintor de la Suiza Argentina (Il pittore della Svizzera Argentina). Nel maggio 1994, a partire da questo libro, il giornalista statunitense Sam Donaldson intervistò Priebke a San Carlos de Bariloche in Argentina per conto dell'emittente ABC. Le autorità italiane inoltrarono la richiesta di estradizione a quelle argentine. Estradato in Italia, nel novembre 1995, venne rinchiuso nel carcere militare Forte Boccea di Roma. La Procura militare chiese ed ottenne il rinvio a giudizio di Priebke per crimini di guerra.Priebke fu quindi imputato di "concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani" per i fatti accaduti presso le Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Il 1° agosto 1996, il Tribunale militare dichiarò di "non doversi procedere, essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione" e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato.La sentenza non fu mai eseguita per un tumulto organizzato da membri della comunità ebraica guidati da Riccardo Pacifici nell'aula giudiziaria, tumulto placatosi solo quando arrivarono da parte del governo italiano precise rassicurazioni sul fatto che Priebke non sarebbe stato liberato, nonostante la sentenza a lui favorevole del Tribunale Militare[senza fonte]. 

Piovvero molte critiche, sia in Italia sia all'estero, dalle comunità ebraiche che si sentivano offese dal proscioglimento di quello che loro reputano "un aggressivo e pericoloso criminale di guerra".La Corte di Cassazione annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel marzo 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo, insieme all'altro ex membro delle SS Karl Hass. La sentenza è stata confermata nel novembre dello stesso anno dalla Corte di Cassazione; a causa della sua età avanzata, sia a Priebke che ad Hass fu concessa la detenzione domiciliare.La vicenda giudiziaria, per la distanza temporale dagli eventi, la subalternità di Priebke nei confronti di Herbert Kappler, le pressioni della piazza dopo la prima sentenza e l'atteggiamento di esponenti del governo come l'allora Guardasigilli Giovanni Maria Flick, suscitarono anche critiche e perplessità in altre fasce dell'opinione pubblica e da parte di politici, intellettuali e giornalisti quali Indro Montanelli, che pure ricordò come la strage fosse costata la vita a due suoi «vecchi e cari amici», e Vittorio Feltri.« Da vecchio soldato, e sia pure di un Esercito molto diverso dal Suo, so benissimo che Lei non poteva fare nulla di diverso da ciò che ha fatto. [...] 

Il processo si dovrebbe fare alle aberrazioni dei totalitarismi e a certe leggi di guerra che imponevano la rappresaglia. Certo: lei, Priebke, poteva non eseguire l'ordine, e in pratica suicidarsi. Questo avrebbe fatto di lei un martire. Invece, quell'ordine lo eseguì. Ma questo non fa di lei un criminale. »(Indro Montanelli, da una lettera dell'aprile 1996 ). Nel 2000 il Senatore Antonio Serena chiede per Priebke la grazia per "ragioni umanitarie", mentre nel 2003 invia a tutti i parlamentari una videocassetta intitolata Guai ai vinti proprio sulle vicende di Priebke (atto che gli costò l'espulsione dal partito Alleanza Nazionale).Il 12 giugno 2007 il giudice militare concede a Priebke, 93enne, il permesso per uscire di casa "per recarsi al lavoro" presso lo studio del suo avvocato. Il 18 giugno 2007 alcuni dimostranti della Comunità Ebraica hanno protestato davanti all'abitazione in cui risiede il Priebke agli arresti domiciliari e in via Panisperna, davanti allo studio dell'avvocato Paolo Giachini, sede dell'Associazione Uomo e Libertà. Lo stesso giorno il giudice dott. Isacco Giorgio Giustiniani revoca il permesso di lavoro precedentemente concesso, poiché Priebke aveva omesso di comunicare alle autorità gli orari e le modalità dei suoi spostamenti per recarsi a lavorare nello studio del suo avvocato. Il magistrato dell'ufficio militare di sorveglianza ha quindi disposto - si legge nel provvedimento - che il detenuto "Erich Priebke non possa ulteriormente allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi allo studio dell'avvocato Giachini".

Il 23 novembre 2007 il permesso di uscire di casa per lavorare gli viene revocato dalla prima sezione penale della Cassazione, accogliendo il ricorso del procuratore militare di Roma Antonino Intelisano. A maggio 2008 è stato espresso dall'imprenditore Claudio Marini il desiderio a farlo presiedere la giuria del concorso di bellezza Star of Year come presidente onorario. L'iniziativa ha suscitato polemiche, alla fine, il 12 settembre dello stesso anno, Priebke è riuscito a presiedere la tappa finale di Gallinaro (FR), ma solo in via telematica, dato che non sono stati revocati gli arresti domiciliari.Dal 2009, godendo ancora di ottima salute, gli è concesso di uscire di casa "per fare la spesa, andare a messa, in farmacia" e affrontare "indispensabili esigenze di vita". La conferma è arrivata dal suo legale Paolo Giachini. Questa concessione è stata resa nota solo nel mese di ottobre 2010. La polizia comunque lo sorveglia costantemente soprattutto per tutelare la sua incolumità, per quanto nelle sue uscite Priebke non sia mai stato oggetto di offese o azioni violente. A 100 anni dalla sua nascita, a Roma sono apparsi slogan e svastiche inneggianti riportanti la scritta «Dio stramaledica i tuoi accusatori», dedicatogli dalla "Comunità militante Tiburtina", assai probabilmente appartenente all'estrema destra.In altri punti della città altre scritte come «Auguri Priebke» (presso la sede dell'Anpi) e «Priebke eroe». 

Anche a Bolzano è stato esposto uno striscione, in occasione del suo compleanno, recante la scritta "Alles Gute, capitano". Pochi mesi dopo, cioè l'11 ottobre, è morto a Roma, lasciando uno scritto e un video, definiti come il suo "testamento umano e politico". Ma la Chiesa, non proprietà privata del Papa e nemmeno degli Ebrei. Scrisse Martin Lutero, figlio di contadini, sacerdore, monaco agostiniano, teologo tedesco, iniziatore della Riforma Protestante, che negava l'infallibilità del Papa…"Dio mi ha dato vestiti e scarpe, mangiare e bere, casa, moglie e figlio, campo, bestiame e tutti i beni... e tutto questo senza merito né dignità alcuna da parte mia, per pura, paterna, divina misericordia. Per tutto questo io devo ringraziarlo e lodarlo, servirgli e obbedirgli". Lutero, ritiene che nell'eucarestia vi sia la consustanziazione. Essa sostiene che nel sacramento eucaristico il pane e il vino al tempo stesso mantengono la loro natura fisica e divengono anche sostanza del corpo e del sangue del Cristo. Differisce dalla transustanziazione poiché quest'ultima afferma invece la reale conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue.non la transustanziazione. anche « In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così colui che mangia di me vivrà per me ... »   (Giovanni) Erich Priebke, è odiato in vita ed in morte, de mortuis nihil nisi bonum, perché gerarca nazista, autore di stragi, sebbene nelle sue vesti di esecutore di ordini, ma soprattutto perché incarna, suo malgrado, il ruolo di antisionista. Secondo lo scrittore tedesco Herman Hess, l'antisemitismo, si spiega così:"L'odio contro gli ebrei è un complesso di inferiorità mascherato: rispetto al popolo molto vecchio e saggio degli ebrei certi strati meno saggi di un'altra razza sentono un'invidia che nasce dalla concorrenza e un'inferiorità umiliante". Tutta la storia, dice Hitler nel suo libro "Mein Kampf" (1925), è solo espressione dell'eterna lotta tra le razze per la supremazia. La guerra è l'espressione naturale e necessaria di questa lotta in cui il vincitore, cioè la razza più forte, ha il diritto di dominare. L'unico scopo dello Stato, è mantenere sana e pura la razza e creare le condizioni migliori per la lotta per la supremazia, cioè per la guerra. E la guerra è l'unica cosa che può dare un senso più nobile all'esistenza di un popolo. Di tutte le razze quella cosiddetta "ariana" o "nordica" è, secondo Hitler, la più creativa e valorosa, in fondo l'unica a cui spetta il diritto di dominare il mondo. 

Per Hitler gli ebrei non sono una comunità religiosa, ma una razza, e cioè la razza che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con gli altri popoli, gli ebrei cercano di imbastardirli, distruggendo la purezza della razza e eliminando così la loro forza, necessaria per la lotta per la supremazia. L'ebreo è il nemico più pericoloso, è cattivo fino in fondo. Hitler dice : "Gli Ebrei sono come i vermi che si annidano nei cadaveri in dissoluzione." L'antisemitismo diventa in Hitler una vera e propria ossessione. Pacifismo, marxismo, la democrazia, il pluralismo, persino il capitalismo internazionale e la "Lega dei popoli", predecessore del ONU, tutto questo è risultato del lavoro distruttivo e sotterraneo degli ebrei. Hitler: "L'Ebreo è colui che avvelena tutto il mondo. Se l'ebreo dovesse vincere, allora sarà la fine di tutta l'umanità, allora questo pianeta sarà presto privo di vita come lo era milioni di anni fa." La verità è, che gli Ebrei siano stati e lo saranno sempre, il popolo prediletto di Dio, che ha scelto di far nascere Gesù Cristo, proprio a Nazareth. Nel Medioevo, la Chiesa cristiana come tutti sanno, voleva dominare il mondo, ma c'era qualcuno che volesse contrastarla. La comunità religiosa degli Ebrei, sparsa in tutta l'Europa, e che costituiva sempre un corpo estraneo in una società, in cui la Chiesa voleva essere l'unica autorità, non solo religiosa, ma anche politica. 

Si arrivò, alimentando nel popolo  una convinzione demagogica, che serviva a giustificare la persecuzione e l'eliminazione della "concorrenza" religiosa, a dire che: "Gli ebrei sono quelli che hanno crocefisso Gesù!". L'esistenza, degli Ebrei era un pericolo costante per una società medievale dominata dalla religione cristiana. Nessuno vuole il corpo da seppellire, del gerarca nazista, Erich Priebke. Che cosa c'è dietro? E perché lo bollano come "gerarca". In fondo era solo un piccolo capitano della  Wehrmacht. Un esecutore di ordini. Senza per questo, voler giustificare quel che ha fatto. Rifiutato perfino da quella Chiesa, di cui portò il simbolo sulla divisa, per tutta la sua vita.   Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur. Ne ha fatti di errori la Chiesa. Un altro, non lascerebbe traccia nella Storia. Ma il premier tedesco Angela Merkel, che dice, che fa? Come disse in "Via col vento", Rhett Butler a Rossella O'Hara…"Francamente me ne infischio". Ma fare il Papa e prendere decisioni anche di portata storica, non è stato mai facile. "Francesco I°" Bergoglio, sta cercando una 'zampa di gatto', per cavare la 'castagna' dal fuoco.

Domenico Salvatore


 

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