Antibracconaggio: Intensa
attività di antibracconaggio nella provincia di Reggio Calabria, denunce e
sequestri.
Intensa
attività di contrasto all’attività
venatoria illegale in tutta la provincia di Reggio Calabria. Denunciati 19 soggetti per detenzione ed abbattimento di
specie di fauna selvatica protetta. Effettuate numerose perquisizioni e
sequestri.
Reggio
Calabria 25
ottobre 2013 : Durante un’intensa
attività di controllo finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati inerenti
l’esercizio dell’attività venatoria illegale predisposti dal Comando
Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Calabria, negli ultimi
giorni personale di diversi Comandi Stazione operanti in provincia ha eseguito numerose
perquisizioni e sequestri, denunciando complessivamente 19 soggetti anche per
detenzione ed abbattimento di specie di fauna selvatica protetta.
In particolare, durante i suddetti controlli
effettuati anche con la preziosa collaborazione dei volontari del nucleo di
Reggio Calabria dell’Associazione C.A.B.S. – Comitato contro la distruzione
degli uccelli, gli agenti in servizio presso i Reparti di Sant’Eufemia
d’Aspromonte e di Reggio Calabria hanno sorpreso in diverse località del
territorio provinciale, soggetti che esercitavano l’attività venatoria con
l’ausilio di richiami acustici elettromagnetici vietati dalla legge. I
territori oggetto del controllo sono stati: Contrada Terrazze – Olivarelle e Contrada
Pantano – Acquampisa in agro del Comune
di Bagnara Calabra, Piani di Aspromonte in agro del Comune di Scilla, Contrada
Fego – Barone in agro del Comune di Palmi, Palazzine Dedami in agro del Comune
di Melicuccà , Contrada Scullino-Acqua Divina in agro del comune di Delianuova,
località “Cambareri” in agro del Comune di Motta San Giovanni
Dopo avere effettuato diversi appostamenti e
successive perquisizioni, sia personali che veicolari, venivano posti sotto
sequestro penale numerosi richiami elettromagnetici, fucili completi di custodia e le relative cartucce,
nonché un cellulare riproducente il verso dell’allodola ed un apparecchiatura
MP3. Durante i controlli il personale operante accertava che venivano esplosi,
abbattendola, colpi di arma da fuoco all’indirizzo di selvaggina nei cui
confronti la caccia non è consentita, come il fringuello (Fringilla Coelebs), la
tordela (Turdus viscivorus) ed anche un Pettirosso (Erithacus rebecula), specie
queste considerate dalla legge
ordinariamente protette ed afferenti al patrimonio indisponibile dello
Stato.
Il risultato dell’operazione ha portato al deferimento
all’Autorità Giudiziaria competente di ben 19 soggetti per esercizio illegale
dell’attività venatoria; inoltre sono stati sequestrati 19 fucili, circa 150
cartucce e 17 richiami acustici elettromagnetici.
Da evidenziare che le zone oggetto dell’importante
operazione eseguita dal Corpo Forestale dello Stato sono state teatro, negli
anni scorsi, di rapine ai danni dei cacciatori e quindi la presenza sul
territorio del personale del Corpo forestale dello Stato è rivolta anche alla
tutela del libero esercizio dell’attività venatoria esercitata nel pieno
rispetto delle normative vigenti in materia di caccia.
Anche questa importante risultato sottolinea l’incessante
attività di prevenzione e repressione di illeciti nel settore ambientale da
parte del Corpo Forestale dello Stato tanto che nei prossimi giorni verrà
implementata l’attività di contrasto, su tutto il territorio provinciale, al
fenomeno di esercizio illegale dell’attività venatoria.

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