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Un'altra operazione antimafia in Toscana ("Ammit"), la 'ndrangheta? Non esiste, è solo un'invenzione giornalistica

Operazione ”Ammit” contro la 'ndrangheta, coordinata dalle Dda di Firenze e Reggio Calabria, è stata condotta in Toscana. Nell'ambito dell'operazione, effettuata a conclusione delle indagini condotte per oltre due anni dalla Guardia di finanza e dalla Dia, sono state arrestate cinque persone e sequestrati nelle due regioni beni per un valore di 44 milioni di euro. I sequestri, in particolare, sono stati effettuati a Montecatini Terme, Gioia Tauro e Lamezia Terme. Ventinove gli immobili sequestrati, fra cui la casa di cura di Gizzeria Lido e 12 fabbricati residenziali in Toscana
REGGIO CALABRIA, LA ‘NDRANGHETA COLONIZZA ANCHE LA TOSCANA FRA L’INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI 
Le indagini, condotte per oltre due anni dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Pistoia e del Gico del Nucleo di Polizia tributaria di Firenze, si sono concluse con l'arresto di cinque persone ed il sequestro nelle due regioni di beni mobili ed immobili per un valore di 44 milioni di euro. anche reparti della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme. I sequestri preventivi sono stati eseguiti sulla base di indagini effettuate congiuntamente dalla Dia di Reggio Calabria e dai finanzieri del Nucleo Polizia tributaria di Pistoia e del Gico di Firenze.
Domenico Salvatore


FIRENZE- L'Italia, è il paese che ha il maggior numero di siti riconosciuti dall'UNESCO. Tra questi una buona fetta sono ascrivibili ala città di Firenze. Un primato che richiama milioni di turisti, vacanzieri, gitanti. È l'ottavo comune italiano per popolazione e il primo della Regione Toscana.La città di Firenze è il cuore della conurbazione Firenze - Prato - Pistoia, che conta oltre 1 500 000 abitanti.Nel Medioevo è stato un importante centro culturale, commerciale, economico e finanziario; nell'età moderna ha ricoperto il ruolo di capitale del Granducato di Toscana sotto il dominio delle famiglie dei Medici e dei Lorena. Fu capitale d'Italia dal 1865 al 1871, dopo l'unificazione del Paese (1861).Importante centro universitario e patrimonio dell'umanità UNESCO, è considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è universalmente riconosciuta come una delle culle dell'arte e dell'architettura, nonché rinomata come una delle più belle città del mondo, grazie ai suoi numerosi monumenti e musei - tra cui il Duomo, Santa Croce, gli Uffizi, Ponte Vecchio, Piazza della Signoria e Palazzo Pitti. Una città sana, onesta, pulita, intelligente e laboriosa, ben lontana dai giri malavitosi, legati alla criminalità organizzata. Sebbene, non tutti siano d’accordo. Anzi. Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo della repubblica di Firenze, (In predicato di essere sostituito da Ilda Boccassini od Armando Spataro, procuratori aggiunti di Milano) che ad ottobre lascerà per raggiunti limiti di età, è convinto, per esempio che la ‘ndrangheta non abbia messo piede in Toscana. Ể la Firenze di Claudio Villa e Luciano Tajoli…

“Firenze stanotte sei bella/ In un manto di stelle/ Che in cielo risplendono tremule/ Come fiammelle,/ nell'ombra nascondi gli amanti/ le bocche Tremanti si parlan d'amor/ Intorno c'è tanta poesia/ Per te vita mia /Sospira il mio cuor./ Sull'Arno d'argento/ Si specchia il firmamento/ Mentre un sospiro e un canto/ Si perde lontan.../ Dorme Firenze/ sotto il raggio della Luna,/ ma dietro ad un balcone/ Veglia una madonna bruna./ Balconi adornati/ di pampini E glicini in fiore/ Stanotte schiudetevi ancora/ Che passa l'amore /Germogliano le serenate/ Madonne ascoltate:Son mille canzon/ Un vostro sorriso è la vita/ La gioia infinita/ L'eterna passion./ Sull'Arno d'argento/ Si specchia il firmamento/ Mentre un sospiro e un canto/ Si perde lontan/ Dorme Firenze/ sotto il raggio della Luna,/ ma dietro ad un balcone/ Veglia una madonna bruna./ Sopra il lungarni senti un'armonia/ D'amore sospirano gli amanti/ Stretti stretti cuore a cuore./”. Peccato che gli esperti, la cronaca nera ed anche quella giudiziaria, dicano che la ‘ndrangheta abbia messo piede in Toscana eccome. A prescindete dall’operazione “Ammit” della Guardia di Finanza. Solo u’ultima in ordine di tempo. Come afferma pure il ‘lancio’ dell’agenzia Ansa…” Operazione in Toscana e Calabria contro la 'ndrangheta. Le indagini, condotte per oltre due anni dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Pistoia e del Gico del Nucleo di Polizia tributaria di Firenze, si sono concluse con l'arresto di cinque persone ed il sequestro nelle due regioni di beni mobili ed immobili per un valore di 44 milioni di euro.

In particolare, i sequestri sono stati effettuati a Montecatini Terme, Gioia Tauro e Lamezia Terme. L'operazione vede impegnati, nella sua fase esecutiva, anche reparti della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme. I sequestri preventivi sono stati eseguiti sulla base di indagini effettuate congiuntamente dalla Dia di Reggio Calabria e dai finanzieri del Nucleo Polizia tributaria di Pistoia e del Gico di Firenze. Società del settore immobiliare in Toscana e una casa di cura per disabili in Calabria. Sono gli interessi economici legati alla 'Ndrangheta emersi nell'inchiesta che ha portato all'arresto di cinque persone e al sequestro di beni per 44 milioni di euro. Le attività sarebbero riconducibili a un trentanovenne originario di Gioia Tauro, già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso con l'accusa di essere un appartenente alla 'ndrina dei Mole. Secondo quanto emerso dalle indagini, i suoi interessi economici, inizialmente orientati verso l'acquisizione di una casa di cura per disabili a Gizzeria Lido (Catanzaro), si sono poi spostati verso la Toscana, con la creazione di una holding di controllo di cinque società, tra cui due immobiliari con sede a Montecatini Terme (Pistoia), con cui sono state realizzate villette a schiera ed appartamenti a Buggiano (Pistoia) e Cerreto Guidi (Firenze). Ventinove gli immobili sequestrati, fra cui la casa di cura di Gizzeria Lido e 12 fabbricati residenziali in Toscana. Le indagini sono state coordinate dalle Dda di Firenze e Reggio Calabria e condotte dai finanzieri di Pistoia, di Firenze e dalla Dia di Reggio Calabria.

Il blitz di oggi hanno impegnato anche i finanzieri di Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme e uomini della Dia di Firenze.La 'ndrangheta ''non e' radicata, nonostante ci siano delle infiltrazioni'', specie nel settore economico. Lo ha detto il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi illustrando i dettagli dell'indagine. Gli investigatori hanno individuato, in Toscana e Calabria, una serie di società di fatto riferibili ad Armando Raso, già accusato di appartenere alla 'ndrina dei Mole. Secondo il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ''Raso non avrebbe potuto operare se le banche non fossero state compiacenti'', visto che, ha aggiunto il capo centro della Dia di Reggio Calabria, Gianfranco Maria Ardizzone, sono stati scoperti ''conti correnti collegati a società che venivano movimentati da una persona, Raso, che ufficialmente con quelle società non aveva nulla a che fare''. ''Quello toscano - ha poi aggiunto De Raho - è un territorio di conquista per le mafie''. Per il comandante regionale della guardia di finanza toscana, Giuseppe Vicanolo, ''la crisi aiuta la criminalità organizzata, perché le esigenze di sopravvivenza spingono gli imprenditori a rivolgersi a chi ha disponibilità economica, finendo per cedere il controllo dell'attività'', ì. Sta succedendo la stessa cosa della Lombardia, del Piemonte, dell’Emilia e della Ligura.

Procuratori, Prefetti, Questori, Governatori, Sindaci e Presidenti della provincia, ma anche associazioni culturali ed enti, per decenni, si ostinarono ad affermare che le loro regioni, fossero esenti da infiltrazioni. Un incredibile disco verde per la ‘Gramigna’ calabrese, che ha avuto via libera per colonizzare la Valle Padana, tra l’assoluta indifferenza delle istituzioni. “Dove sta la ‘ndrangheta, dove si nasconde, non c’è…”beffeggiavano e canzonavano lor signori. “E un’invenzione giornalistica!”.  Dopo di che, la realtà drammatica è sotto gli occhi di tutti. Il ‘povero’ procuratore nazionale aggiunto, Vincenzo Macrì, che conosceva bene la ‘ndrangheta e le sue strategìe vincenti di espansione, dapprima a macchia di leopardo ( emigranti, soggiornanti, messaggeri, coordinatori ecc), poi a macchia d’olio, lanciò l’allarme, fece i nomi dei mammasantissima, ma gli toccò la fine di Cassandra. Sarà così anche in Toscana? Benchè ci siano anche le altre mafie. Domenico Salvatore




















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