Polistena - (Reggio Calabria) 14/09/2013 - Si rinfocola la polemica sul caso bollette Enel, già oggetto di pugnaci discussioni tra l’
attuale amministrazione comunale, a guida Tripodi, e la minoranza di Polistena nel Cuore con in testa l’ex sindaco Laruffa. Una nota - a
firma congiunta del segretario del locale PD, Varamo e del consigliere Laruffa – rimanda alla pubblicazione della corrispondenza intercorsa
a marzo di quest’anno tra la Ripartizione Comunale competente, – e, tra gli altri - Enel Energia, Autorità per l’energia elettrica ed il
gas, Banca Sistemi e Unicredit Factoring, afferente la richiesta avanzata da Enel circa il pagamento di un vantato credito di € 796.640,55
per la fornitura di energia elettrica al Comune di Polistena.
Nella missiva in questione viene fatto riferimento all’emissione di ben 2.000 fatture riguardanti il servizio di erogazione di energia elettrica e relativamente a presunti consumi effettuati nel periodo 2005/2010 per circa 30 contratti comunali che - si legge – Enel avrebbe motivato così: "a causa di un disallineamento dei nostri sistemi informatici, eccezionalmente occorso, non abbiamo potuto identificare il prodotto da voi scelto in fase di sottoscrizione e non abbiamo dunque potuto inviare le fatture relative ai consumi di energia elettrica”. Una disputa nella quale la Ripartizione Comunale – secondo quanto si rileva dalle carte – aveva obiettato “l'impossibilità di stabilire il debito certo” ed in ogni caso l’opportunità “di addivenire alla rateizzazione del debito, comunque da accertare” attese le esclusive responsabilità di Enel per la mancata fatturazione poiché – si evince ancora dalla missiva - “ la omessa fatturazione da parte di Enel Energia per ben 5 anni, dal 2005 al 2010, ha impedito, di fatto, l'accantonamento delle somme corrispondenti, ove dovute, e la mancata iscrizione in bilancio, per le corrispondenti annualità”.
A tale proposito – secondo la comunicazione - l'amministrazione comunale si era,ab illo tempore, già dichiarata disponibile a valutare, con Enel Energia, un accordo transattivo per riconoscere un abbattimento significativo (non meno del 70%) del debito definitivamente accertato; il rimborso delle quote fisse di prima attivazione dei contratti, a fronte dei punti di prelievo dismessi e comunque transitati ad altro fornitore; l'annullamento dei pretesi interessi calcolati ed una dilazione del debito, definitivamente accertato e concordato, su base quinquennale. Una controversia aspra quanto ruvida che è stata esplicitata alla cittadinanza - dalle parti politiche di maggioranza e minoranza - in modi e maniere diametralmente opposte.Difatti, Tripodi, per la maggioranza, ha imputato l’accaduto sostanzialmente alla negligente gestione della precedente amministrazione (e quindi allo stesso Laruffa), avendo pubblicamente dichiarato d’aver dovuto riconoscere il debito per poter attivare le relative procedure atte a favorire una transazione con Enel, mentre Laruffa per la minoranza, dal canto suo, ha pubblicamente respinto in toto la responsabilità amministrativa imputata invece unicamente ad Enel alla quale viene contestata finanche la congruità della fatturazione scaturente da aleatori presupposti tariffari ritenuti incerti. Infine, l’epilogo, con la mossa di pubblicare la corrispondenza comunale per evidenziare ai cittadini «l’unica verità, quella dei funzionari comunali» su cui il locale circolo Pd punta per ristabilire la veridicità dell’accaduto.
Giuseppe Campisi
Nella missiva in questione viene fatto riferimento all’emissione di ben 2.000 fatture riguardanti il servizio di erogazione di energia elettrica e relativamente a presunti consumi effettuati nel periodo 2005/2010 per circa 30 contratti comunali che - si legge – Enel avrebbe motivato così: "a causa di un disallineamento dei nostri sistemi informatici, eccezionalmente occorso, non abbiamo potuto identificare il prodotto da voi scelto in fase di sottoscrizione e non abbiamo dunque potuto inviare le fatture relative ai consumi di energia elettrica”. Una disputa nella quale la Ripartizione Comunale – secondo quanto si rileva dalle carte – aveva obiettato “l'impossibilità di stabilire il debito certo” ed in ogni caso l’opportunità “di addivenire alla rateizzazione del debito, comunque da accertare” attese le esclusive responsabilità di Enel per la mancata fatturazione poiché – si evince ancora dalla missiva - “ la omessa fatturazione da parte di Enel Energia per ben 5 anni, dal 2005 al 2010, ha impedito, di fatto, l'accantonamento delle somme corrispondenti, ove dovute, e la mancata iscrizione in bilancio, per le corrispondenti annualità”.
A tale proposito – secondo la comunicazione - l'amministrazione comunale si era,ab illo tempore, già dichiarata disponibile a valutare, con Enel Energia, un accordo transattivo per riconoscere un abbattimento significativo (non meno del 70%) del debito definitivamente accertato; il rimborso delle quote fisse di prima attivazione dei contratti, a fronte dei punti di prelievo dismessi e comunque transitati ad altro fornitore; l'annullamento dei pretesi interessi calcolati ed una dilazione del debito, definitivamente accertato e concordato, su base quinquennale. Una controversia aspra quanto ruvida che è stata esplicitata alla cittadinanza - dalle parti politiche di maggioranza e minoranza - in modi e maniere diametralmente opposte.Difatti, Tripodi, per la maggioranza, ha imputato l’accaduto sostanzialmente alla negligente gestione della precedente amministrazione (e quindi allo stesso Laruffa), avendo pubblicamente dichiarato d’aver dovuto riconoscere il debito per poter attivare le relative procedure atte a favorire una transazione con Enel, mentre Laruffa per la minoranza, dal canto suo, ha pubblicamente respinto in toto la responsabilità amministrativa imputata invece unicamente ad Enel alla quale viene contestata finanche la congruità della fatturazione scaturente da aleatori presupposti tariffari ritenuti incerti. Infine, l’epilogo, con la mossa di pubblicare la corrispondenza comunale per evidenziare ai cittadini «l’unica verità, quella dei funzionari comunali» su cui il locale circolo Pd punta per ristabilire la veridicità dell’accaduto.
Giuseppe Campisi


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