Cinquefrondi (Reggio Calabria), 05/09/2013 – Nel preludio della performance artistica degli Etnosound - gruppo che affonda le proprie radici proprio a Cinquefrondi - e col prodromo della proiezione in anteprima della loro ultima clip "Paisi", firmata dal regista Mauro Nigro, orgoglio dell'appartenenza e partecipazione sono stati i sostantivi che hanno condensato gli interventi dal palco di Michele Conia, Giuseppe Longo e Francesco Belziti. In un parco Matteotti assiepato di pubblico è andato anche in scena il racconto unilaterale di un altro film, quello amministrativo di Cinquefrondi, che ha avuto come protagonisti l'attuale compagine di maggioranza – convitata di pietra – da una parte, ed i rappresentanti di Rinascita - sul palco - dall'altra. «Nella ricorrenza del cinquantennale della scomparsa del grande Pasquale Creazzo, stiamo lavorando per la nostra cittadina – ha sbottato Belziti – perché vogliamo che torni ad essere il paese più importante della piana. E cambiare si può!» E nel prosieguo, Giuseppe Longo non s'è sottratto a dar fuoco alle polveri di un dibattito che lo ha visto particolarmente critico verso l'amministrazione Cascarano. «Crediamo che i cittadini di Cinquefrondi si siano resi conto d'aver sbagliato ad eleggere Cascarano, un giovane d'età ma vecchio nel modo di governare. Qui c'è bisogno d'uno scatto d'orgoglio per essere tutti protagonisti poiché è un dovere verso i nostri figli. E noi siamo una classe dirigente già pronta a governare.»
Il consigliere provinciale poi riferendosi ad una nostra intervista al sindaco, presa a spunto per biasimarlo non ha certo usato mezze parole: «quando il sindaco afferma che d'aver migliorato la vita ai cittadini – praticamente eruttando scintille dal palco – crede di prenderci tutti per il c..o! ma i cinquefrondesi hanno occhi per vedere che questo paese è abbandonato a se stesso ed all'incuria» con un'altra frecciata riservata alle fratture che il sindaco avrebbe provocato all'interno della stessa comunità, affermando che «chi amministra ha il dovere di evitare spaccature e divisioni, specie tra cittadini». E sulla propria azione politica di consigliere provinciale impegnato per il territorio, Longo ha dato battaglia. «Ho preso atto del mio ruolo di minoranza in consiglio. Ciò non di meno, ho inteso collaborare con la giunta Raffa, per cercare di ottenere maggiori benefici possibili per il mio territorio».
Ma la polemica, sempre viva, era appostata dietro l'angolo e lo spunto è scaturito nell'argomentare del rifacimento del viale Pertini.«Cascarano ha voluto incomprensibilmente accollarsi tutto il finanziamento per il secondo lotto di 587.000 € con un mutuo per 29 anni. Ed io – ha chiarito inesorabile - nonostante il mio interessamento, da lui ho ricevuto solo porte chiuse in faccia».
In questo mare magnum di dispute, per finire, ha dato notizia che il 30 settembre prossimo il carcere "Daga" verrà riaperto, appurato che il Ministero starebbe riassegnando il personale per la struttura. In conclusione, al portavoce di Rinascita, Michele Conia, è toccato spiegare ai cittadini come «attraverso questa festa vi vogliamo far vedere come noi intendiamo amministrare tra la gente, mentre i cittadini per vedere il sindaco in paese hanno bisogno di chiamare "Chi l'ha Visto"». E non s'è fatto scappare l'occasione di ritornare sulla contesa scoppiata in merito alla convocazione dei capigruppo di qualche mese addietro pungendo questa volta il duo Bellocco-Scappatura: «altro che coesione! Bellocco e Scappatura, fingono e non si parlano da tempo, e questo è noto a tutti!» nel contempo esponendo la propria idea di amministrazione partecipata valorizzando le risorse del territorio e ironizzando sul fatto che «ancora stiamo aspettando quel famoso piano per il lavoro che doveva abbattere la disoccupazione del paese…».
La difesa della democrazia, le periferie trascurate, i servizi sociali carenti, la villa comunale fatiscente, il palazzo comunale senza connessione ad internet sono state le altre criticità su cui Conia ha voluto polemizzare a distanza con Cascarano a cui, per finire a rivolto un' esortazione ironica: «il sindaco si dimetta - ha concluso – se pensa che c'è la crisi e non è in grado di amministrare. C'è già qualcuno pronto a prendere il suo posto…»
Giuseppe Campisi
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